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permessi di lavoro

Guida a tutte le tipologie di permessi di lavoro [+modello gratis]

Come funzionano i permessi di lavoro dei dipendenti? Quante tipologie ne esistono? Se cerchi la risposta a questa domanda, sei nel posto giusto.

Oltre alla gestione delle ferie, manager e responsabili delle risorse umane devono essere a conoscenza e gestire le assenze dei propri dipendenti anche relativamente permessi lavorativi di cui possono usufruire. I permessi di lavoro sono un diritto importantissimo previsto dalla legge e che permette ai dipendenti di poter assentarsi in alcuni casi particolari in base alla situazione o alla propria anzianità di servizio. I permessi di lavoro non sono uguali per tutti i lavoratori ma variano in base ai differenti CCNL, i quali prevedono differenze per le varie di tipologie di lavoro e settore.

In questa guida, scopriamo assieme tutte le tipologie di permessi di lavoro, come funzionano e quali sono le implicazioni per datori di lavoro e dipendenti.

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Permessi di lavoro retribuiti e non retribuiti

Prima di addentrarci nelle varie tipologie di permessi di lavoro è importantissimo fare una doverosa premessa. I permessi lavorativi non sono tutti uguali e, seppur differenziandosi in molti casi per via della motivazione per la quale vengono concessi, possono essere divisi in due grandi categorie principali relativamente al profilo retributivo. Le due grandi categorie sono:

  • Permessi di lavoro retribuiti
  • Permessi di lavoro non retribuiti

Va da sé che la differenza principale sta nel fatto che, mentre con i permessi retribuiti il lavoratore viene comunque pagato durante la propria assenza, i permessi non retribuiti non prevedono alcuna indennità da corrispondere da parte del datore di lavoro.

I principali casi che possono portare al verificarsi di permessi non retribuiti derivano solitamente da accordi specifici fra dipendente e datore di lavoro, permessi sindacali o altre specifiche situazioni regolamentate dai vari CCNL.

Tutte le tipologie di permessi di lavoro

Come abbiamo detto, esistono numero numerose tipologie di permessi di lavoro. I permessi di lavoro previsti dalla legge sono validi per tutte le categorie di lavoratori, sia pubblici che privati. Tuttavia, i singoli CCNL possono prevedere dei trattamenti di maggior favore per alcune categorie di lavoratori. Ecco le principali tipologie di permessi lavorativi.

Permessi R.O.L

L’acronimo R.O.L sta per “Riduzione dell’Orario di Lavoro”. Costituiscono la tipologia di permesso di lavoro più comune. Maturano ogni mese secondo quanto stabilito dal contratto collettivo di riferimento, che possono disciplinare la una riduzione dell’orario di lavoro su base annua, definendo così l’ammontare di R.O.L spettanti ad ogni lavoratore.

In linea generale, il quantitativo di questi permessi varia a seconda della qualifica, dell’anzianità di servizio e dell’orario di lavoro del dipendente. Di norma, in ogni caso, i permessi R.O.L spettano solamente ai lavoratori caratterizzati da orario di lavoro full-time.

Per capire quanti ROL un dipendente ha a disposizione basta leggere la busta paga: sul documento vengono indicati i permessi maturati fino al mese in questione, quelli goduti e i residui (allo stesso modo in cui vengono mostrate le ferie non godute).

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Permessi di lavoro per lutto

Il permesso lavorativo per lutto è un tipo di congedo opzionale che permette ai dipendenti, ai quali è venuto a mancare il coniuge, un convivente o un familiare, di usufruire fino ad un massimo di 3 giorni all’anno di permessi retribuiti. Perché il permesso possa essere concesso, la persona deceduta deve ricadere all’interno del 2°grado di parentela.

Il permesso di lavoro per lutto ha effetto solamente durante i giorni lavorativi, quindi nel calcolo non rientrano i giorni festivi di riposo. La legge prevede che il termine massimo per l’utilizzo del permesso sia di 7 giorni dal decesso del parente entro il secondo grado. Il permesso retribuito per lutto  può essere richiesto per il decesso di:

  • Il coniuge (1° grado)
  • un genitore (1° grado)
  • un figlio (1° grado)
  • un fratello o una sorella (2° grado)
  • un nonno (2° grado)
  • un nipote (2° grado)

Per richiedere il permesso per lutto, il dipendente deve informare in maniera tempestiva il datore di lavoro e inviare la documentazione certificata relativa al decesso del parente, indicando quanti giorni di permesso intende utilizzare.

Permesso di lavoro per gravi motivi familiari

La legge n.53/2000, che riguarda i permessi relativi al lutto, prevede l’estensione di tali permessi di lavoro anche in caso di grave infermità, fisica o mentale, del coniuge, convivente o parente del lavoratore entro il secondo grado.

Per ottenere il permesso di lavoro per gravi motivi familiari e, il dipendente dovrà presentare la documentazione rilasciata da un medico specialista, o da altro medico autorizzato dal Servizio Sanitario Nazionale, nella quale si attesti l’effettiva infermità mentale del parente. I documenti dovranno essere presentati entro cinque giorni dalla ritorno al lavoro del dipendente. Il datore di lavoro ha la facoltà di richiedere la verifica periodica dell’effettiva gravità della patologia in questione.

Permesso di lavoro per la donazione di sangue

L’INPS tutela i lavoratori che siano donatori di sangue, prevedendo dei permessi retribuiti per i giorni di donazione. Il lavoratore che doni gratuitamente sangue o plasma potrà usufruire di un permesso lavorativo per la donazione di sangue nel caso in cui:

  • Il sangue donato raggiunga almeno 250 gr
  • Il prelievo venga effettuato presso un centro fisso o mobile, un centro trasfusionale o specializzato autorizzato dal MInistero della Salute

Il permesso che spetta ai lavoratori che donano il sangue è di 24 ore dall’orario di assenza dal lavoro o, in alternativa, dall’orario di avvenuta donazione presente sul relativo certificato. Questi permessi sono a carico dell’INPS e vengono anticipati dal datore di lavoro che provvederà poi a recuperarli nei contributi tramite il modello F24.

Permesso di lavoro per la donazione di midollo osseo

Questo permesso è rivolto ai lavoratori maggiorenni che siano iscritti al Registro Nazionale italiano o nei registri regionali o interregionali dei donatori di midollo osseo. La donazione del midollo osseo è volontaria e gratuita, e viene tutelata dalla legge. Il lavoratore ha diritto ad essere retribuito durante le sue assenze dovute a:

  • Prelievo per l’individuazione dei dati genetici
  • Prelievo per l’analisi di compatibilità con pazienti in attesa di trapianto
  • Accertamento dell’idoneità alla donazione
  • Degenza ospedaliera e convalescenza necessarie

Per usufruire dei permessi, il lavoratore che si sottoponga a prelievi relativi o donazione di midollo osseo dovrà addurre la relativa documentazione rilasciata da una struttura medica certificata e avrà diritto alla normale retribuzione durante i periodi di assenza.

Permessi di lavoro della Legge 104

Specifiche tutele vengono previste dalla legge per particolari categorie di lavoratori. I permessi della Legge 104 sono rivolti alle persone affette da disabilità, fisiche o psichiche, che abbiano difficoltà nel normale svolgimento e nell’integrazione lavorativa. La legge tutela sia tali lavoratori che i cosiddetti “caregivers”, ovvero i parenti e familiari che vi prestano assistenza. La legge 104 prevede che questi permessi di lavoro spettino a:

  • lavoratori affetti da disabilità grave (articolo 3, comma 3 della legge)
  • genitori di figli affetti da disabilità grave e familiari fino al secondo grado di parentela: coniugi, parte dell’unione civile, conviventi di fatto, parenti o affini

In cosa consistono i permessi di lavoro della legge 104?

Questi permessi non sono uguali per tutti, ma il loro ammontare e la loro fruizione variano a seconda del soggetto destinatario.

👉 Per scoprirne di più leggi il nostro approfondimento sui permessi della Legge 104 a riguardo.

Permessi di lavoro per congedo matrimoniale

Ai lavoratori subordinati neo-sposi viene concesso uno speciale permesso di lavoro definito “congedo matrimoniale”. In caso di matrimonio o unione civile i lavoratori possono usufruire di un permesso della durata complessiva di 15 giorni effettivi (sabati e domeniche compresi, quindi non lavorativi), non frazionabili. Tale periodo inizia a partire dal giorno del matrimonio o unione civile, anche se in alcuni casi viene concesso entro i 30 giorni successivi alla data stessa.

Durante il congedo matrimoniale i lavoratori dipendenti hanno diritto alla propria retribuzione ordinaria, esattamente come se avessero effettuato una normale giornata lavorativa.

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Permessi di lavoro per visite mediche e di controllo

In base a quanto previsto dai vari CCNL, anche i controlli medici possono prevedere il diritto a dei permessi di lavoro per i lavoratori. Per il dipendente che debba sottoporsi a visite mediche o terapie, sia generiche che specialistiche, possono essere concessi, ain base contratti collettivi e alle prassi tenute in azienda:

  • dei permessi retribuiti: in questo caso è necessario che il dipendente presenti una certificazione medica che accerti tipo di visita e orario in cui è stata eseguita
  • dei permessi non retribuiti

Alcuni CCNL, inoltre, arrivano anche ad indennizzare il tempo utilizzato per recarsi sul luogo di svolgimento della visita.

Se il dipendente è assente dal lavoro per visite mediche o per terapie ospedaliere in regime di day hospital, questo tipo di assenza riceve lo stesso trattamento delle assenze per malattia. Lo stesso trattamento delle assenze per malattia vale anche se il lavoratore deve assentarsi per effettuare cicli di cura ripetuti nel tempo.

Permessi di lavoro per allattamento da parte della madre

La disciplina legislativa relativa alla maternità prevede che alle madri possano essere concessi, durante il primo anno di vita del figlio, dei piccoli permessi lavorativi quotidiani in cui potersi occupare dell’allattamento del neonato. Il Testo Unico in materia di tutela e sostegno della maternità prevede che:

  • Debbano essere concessi dal datore di lavoro due periodi di riposo giornalieri durante il primo anno di vita del figlio. Uno solamente se l’orario lavorativo è inferiore alle 6 ore
  • I periodi di riposo durano un’ora, vengono retribuiti normalmente, e permettono alla lavoratrice di assentarsi dal posto di lavoro
  • Questi periodi si riducono a mezz’ora quando la lavoratrice usufruisce di asili nido o altre strutture idonee alla cura del bambino messe a disposizione dal datore di lavoro nelle immediate vicinanze

Tali permessi, come naturale, non spettano alla lavoratrice nei casi in cui sia già in una situazione di astensione obbligatoria o volontaria dal lavoro. Infine, data l’importanza dell’allattamento, la legge prevede che i periodi di riposo debbano necessariamente essere concordati tra datore di lavoro e lavoratrice attraverso la Direzione Provinciale del Lavoro.

Permessi di lavoro per allattamento da parte del padre

Esistono specifici casi in cui i permessi di lavoro per l’allattamento spettino ai padri. I permessi possono essere usufruiti nelle seguenti situazioni:

  • Se il figlio è affidato solamente al padre
  • Se la madre lavoratrice dipendente non se ne avvale
  • Se la madre non è lavoratrice dipendente
  • In caso di decesso o grave infermità della madre

I casi più rilevanti sono ovviamente quelli di decesso, grave infermità o affidamento del figlio al solo padre. Il lavoratore avrà diritto alla regolare retribuzione e ai medesimi permessi concessi alla madre in fase di allattamento. Per usufruire dei permessi, il padre dovrà espressamente farne richiesta sia all’INPS che al datore di lavoro.

Permessi di lavoro per cariche pubbliche elettive

Nei casi in cui il lavoratore subordinato detenga cariche pubbliche elettive (sindaco, assessore ecc.) può ottenere dei permessi di lavoro retribuiti per poter partecipare alla sedute dell’organismo pubblico di competenza (consiglio comunale, degli assessori, della provincia ecc.) nonché dei consigli circoscrizionali per comuni di più di 500mila abitanti. Da durata del permesso ha le seguenti caratteristiche:

  • È calcolato nel tempo necessario a recarsi e partecipare alle riunioni
  • Se si tengono in serata, il lavoratore può rientrare dopo le ore 8 del giorno successivo
  • Se vanno oltre la mezzanotte, il lavoratore ha diritto ad assentarsi per tutto il giorno successivo

Il permesso concede il diritto al lavoratore di assentarsi per un massimo di 24 ore al mese se detentore di particolari cariche come presidente del consiglio comunale, provinciale e assessore. Tale permesso viene esteso a 48 ore per i sindaci e i presidenti di provincia.

Ad esclusione di casi sporadici per pochissimi CCNL, al lavoratore dipendente sono concessi otto giorni l’anno non cumulabili di permesso retribuito, per affrontare esami e concorsi validi solo per il giorno in cui si tiene l’evento, a patto che questi ne faccia comunicazione al datore di lavoro producendo anche una certificazione rilasciata dalla commissione esaminatrice in cui si attesti l’effettiva partecipazione alla sessione. Il permesso non riduce le ferie né l’anzianità del servizio ma esclude i compensi per il lavoro straordinario e quelli riconducibili all’effettiva prestazione, quali indennità di turno e reperibilità.

Permessi di lavoro per il diritto allo studio

La formazione continua dei lavoratori è un diritto tutelato dal nostro ordinamento che, tramite la normativa n.300/70 prevede i cosiddetti permessi di 150 ore per il diritto allo studio. Possono usufruire di tali permessi gli studenti lavoratori regolarmente iscritti a corsi di istruzione primaria o secondarie e qualifica professionalizzante.

I permessi danno la possibilità allo studente lavoratore non solo di avere del tempo per poter studiare parallelamente all’attività lavorativa ma anche di poter assentarsi per sostenere le prove d’esame relative.

👉 Per maggiori dettagli puoi leggere il nostro approfondimento sulle 150 ore per il diritto allo studio nel nostro blog.

Permessi di lavoro per volontariato e protezione civile

Il lavoratore che presti attività di volontariato in maniera fisicamente personale, spontanea e gratuita ha diritto alla fruizione di permessi lavorativi. Il volontariato non deve essere prestato ad associazioni con scopo di lucro ma esclusivamente per fini di solidarietà. Se il volontariato riguarda la partecipazione in programmi della Protezione Civile, il lavoratore dovrà essere iscritto negli appositi albi.

I permessi lavorativi di questo tipo sono retribuiti e, data l’assenza del lavoratore, vengono rimborsati dallo Stato al datore di lavoro. Il lavoratore mantiene il proprio posto nonché la propria copertura assicurativa.

Per quanto riguarda i volontari della Protezione Civile, tali lavoratori hanno diritto ad un massimo di 30 giorni consecutivi e 90 in tutto l’anno. Nel caso di dichiarazione dell’emergenza nazionale, tali permessi possono essere estesi fino a rispettivamente 60 e 180 giorni.

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Anche dopo aver compreso e analizzato tutti i tipi di permessi lavorativi usufruibili dai dipendenti, rimane complesso il tema riguardo alla loro gestione. Ferie, permessi e assenze per malattia tendono in molti casi ad accavallarsi e diventa difficile per i responsabili delle risorse umane avere una panoramica chiara della situazione dei propri team.

Proprio per questo, Factorial ha sviluppato un software per la gestione di ferie e permessi che permette a manager e responsabili HR di controllare e gestire le assenze dei dipendenti con uno strumento online al 100%. Grazie al software per le risorse umane di Factorial potrai:

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Isotta è Content Marketing Specialist in Factorial ed è appassionata di comunicazione, copywriting, social media e HR. Ama la natura, viaggiare e giocare a pallavolo.

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