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Congedo parentale e di paternità: come richiederlo e tutte le novità 2022

congedo parentale

Sai cosa sono e come funzionano il congedo parentale e il congedo di paternità? Hai già dato uno sguardo alle novità introdotte nel 2022?

Il congedo parentale è un diritto spettante ai lavoratori, uomini e donne. Questi possono assentarsi dal lavoro per un periodo massimo di 10 mesi in prossimità della nascita del figlio e fino al compimento dei 12 anni di vita di quest’ultimo.

In questo articolo vedremo più da vicino il funzionamento di questi diritti. Cosa cambia se è il padre o la madre a richiederli, la durata, il calcolo dei giorni e tutte le principali novità introdotte. 


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Congedo parentale: come funziona

Il congedo parentale è un periodo di tempo previsto dall’articolo 32 del Decreto Legislativo 151/2001, che permette ad entrambi genitori di astenersi facoltativamente dal lavoro per prendersi cura dei propri figli. 

Possono fruire del congedo parentale tutti i dipendenti. Non rientrano: 

  • Disoccupati o sospesi 
  • Lavoratori domestici 
  • Lavoratori a domicilio 

Diversamente ne possono fruire anche i genitori adottivi o coloro ai quali è stato affidato un bambino. In questi casi particolari il conteggio dei 12 anni parte dalla data d’ingresso del minore in famiglia e si estende fino al compimento dei 18 anni del ragazzo. 

I genitori hanno diritto a un’indennità corrisposta dall’INPS. L’indennità prevista copre un totale di 9 mesi ed è pari al 30% dello stipendio percepito dal lavoratore. L’indennità è quindi inferiore rispetto a quanto previsto nel caso di congedo di maternità. Quest’ultimo oltre a essere obbligatorio è retribuito per l’80% della retribuzione media giornaliera. 

Come vedremo in dettaglio nel paragrafo dedicato, il congedo parentale non va confuso con il congedo di paternità obbligatorio. Quest’ultimo, in base alle novità introdotte nel 2022, è riservato ai soli papà del neo nascituro. Ha una durata massima di 10 giorni e può essere fruito a partire dai 2 mesi precedenti alla nascita del bambino, fino ai 5 mesi successivi al parto. 

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Come si richiede il congedo parentale facoltativo

I tuoi lavoratori, genitori di bambini fino a 12 anni, possono in qualsiasi momento richiedere alcuni giorni di congedo parentale. Di norma devono attenersi a quanto previsto nel CCNL, avvisandoti quindi dell’intenzione di fruire dei giorni di astensione. 

Qualora il contratto di lavoro non riporti i termini di preavviso, allora bisogna attenersi alla norma generale la quale prevede che la comunicazione sia inoltrata con almeno 5 giorni di preavviso.

Come norma generale non puoi opporti alla richiesta di congedo trattandosi di un diritto garantito ai lavoratori. Dovrai quindi semplicemente prendere atto della comunicazione. Si specifica che in caso di rifiuto sei passibile di una sanzione amministrativa massima di 2.582 euro. Di questi casi si occupano l’Ispettorato del Lavoro e il Giudice del lavoro. 

Come funziona il congedo parentale INPS

Oltre ad avvisare il lavoratore deve occuparsi di presentare la domanda all’INPS. Questa va inoltrata online collegandosi al portale telematico prima del periodo di congedo. Come specificato dall’INPS, non presentare la domanda per tempo implica il non ricevere l’indennizzo per i giorni di assenza fruiti prima dell’invio della domanda. 

Come datore di lavoro dovrai anticipare l’indennità prevista (30% dello stipendio). L’indennità ti verrà poi rimborsata dall’INPS. La regola vale per tutti i lavoratori a eccezione di coloro: 

  • A termine 
  • Dello spettacolo 
  • Stagionali 

Questi ultimi ricevono l’indennizzo direttamente dall’INPS

💡 Può interessarti l’approfondimento “Nuova proroga cassa integrazione INPS: come funziona”.

Congedo parentale quanto dura

Come anticipato i lavoratori dipendenti possono assentarsi dal lavoro per un totale di 10 mesi a partire dalla nascita del bambino fino al compimento del dodicesimo anno di età. 

I 10 mesi non possono essere fruiti da un solo lavoratore, ammenochè il lavoratore non sia l’unico genitore del bambino. In generale Il periodo di tempo massimo fruibile (anche frazionato) da un solo genitore è di 6 mesi. Inoltre: 

  • I mesi di congedo diventano 11 qualora il padre ne fruisca di almeno 3
  • Il diritto spetta a prescindere dal fatto che l’altro genitore ne abbia o meno diritto.  
  • I due genitori possono fruire del congedo anche in contemporanea 
  • L’interruzione del rapporto di lavoro fa decadere il diritto 

Nel caso in cui i genitori abbiano bisogno di più giorni per prendersi cura dei figli, possono usufruire dei giorni di ferie, soprattutto se maturati o non goduti. In alternativa qualora il bambino dovesse ammalarsi allora il lavoratore potrebbe pensare d’interrompere il congedo parentale e fruire delle ore di permesso maturate e retribuite. 

Infine, ricordiamo che non puoi licenziare né la neo mamma né il neo papà fino al compimento del primo anno del bambino. Le uniche eccezioni riguardano i casi in cui: 

Diversamente qualora siano la madre o il padre del bambino a decidere di dimettersi, si specifica che la nascita del figlio non cambia i termini da rispettare. Pertanto il lavoratore deve comunque rispettare i termini di preavviso.

Tuttavia, se le dimissioni vengono presentate entro il primo anno di vita dell’infante allora l’ex dipendente non solo non è tenuto a rispettare il preavviso ma ha anche diritto alla NASPI (indennità di disoccupazione). 

💡 Ti potrà interessare la guida definitiva a tutti i tipi di ferie e permessi.

👉 Leggi anche l’approfondimento “Ferie maturate: come si calcolano e dove trovarle in busta paga [+ Piano Ferie Excel]”.

👉 Oppure l’articolo “Ferie non godute e dimissioni: tutti i dettagli del caso specifico”.

👉 Può interessarti anche l’approfondimento “Chiusura aziendale: come gestirla per le ferie, prepararla e comunicarla”.

👉 Oppure “Licenziamento per giusta causa, giustificato motivo oggettivo e soggettivo: le differenze”.

Congedo parentale e di paternità: quali novità 2022

In un’ottica di maggiore tutela dell’equilibrio tra la vita privata e la vita lavorativa, il legislatore ha introdotto alcune novità che riguardano il congedo parentale facoltativo e il congedo di paternità.

Le principali novità introdotte, le quali recepiscono quanto previsto nella direttiva EU 2019/1158, hanno diversi obiettivi: 

  • Permettere ai lavoratori di prendersi maggiormente cura dei bambini 
  • Agevolare la condivisione delle responsabilità tra i genitori 
  • Promuovere la parità di genere 

Gli obiettivi si traducono nella pratica mediante misure che prevedono: 

  • L’estensione a 11 mesi del diritto al congedo per i nuclei familiari monoparentali 
  • La possibilità di estendere fino a 3 anni la durata del congedo in caso di figlio disabile 
  • Introduzione del congedo di paternità retribuito al 100%  

Sulla base delle ultime novità introdotte sul tema di congedo parentale il lavoratore ha quindi sempre diritto a un indennizzo fino al raggiungimento del dodicesimo anno di vita del bambino. Come anticipato l’indennizzo è corrisposto dall’INPS per un totale del 30% della retribuzione media. 

Il congedo parentale non retribuito non è previsto nel nostro ordinamento. Superati i 12 anni di vita, il genitore, in caso di necessità, può comunque fruire dei ROL (Riduzione Orario di Lavoro) o richiedere un congedo straordinario ai sensi della legge 104/92 (in caso di figlio disabile).

👉 Leggi l’articolo “Permessi ROL: cosa sono, differenze e dettagli [+ Piano Ferie Excel 2022]”.

Congedo parentale a ore

Di sicuro interesse per responsabili delle risorse umane, People Manager e ovviamente i lavoratori è la possibilità di fruire del congedo parentale a ore. La possibilità di assentarsi solo in alcuni momenti della giornata lavorativa è stata introdotta dalla legge 228/2012.

Bisogna precisare che non si tratta di ore aggiuntive ma semplicemente di una possibilità diversa di fruire dei 10 mesi di congedo parentali previsti per i genitori/lavoratori di bambini fino a 12 anni. 

Pertanto i tuoi lavoratori possono scegliere liberamente se assentarsi per uno o più giorni o solo per alcune ore. Nel calcolo delle ore e dei giorni di permesso però, i responsabili devono considerare che il lavoratore non può assentarsi per più della metà delle ore medie lavorate in un giorno.

Qualora si verifichi questo caso, allora bisogna conteggiare come assenza l’intera giornata lavorativa. Si evidenzia inoltre che il congedo parentale a ore non può essere cumulato con: 

  • Permessi 
  • Riposi 
  • Ferie 

Al contrario dei giorni di congedo risultano inferiori i termini di preavviso. Il lavoratore è tenuto a comunicare all’azienda la necessità di assentarsi alcune ore rispettando un preavviso minimo di 48 ore. 

Infine, per quanto concerne l’indennizzo, analogamente a quanto previsto nel caso di fruizione del congedo parentale giornaliero, la domanda va inviata anche all’INPS mediante procedura telematica. 

👉 Leggi l’articolo “Ferie durante il preavviso: come funzionano, diritti e doveri”.

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Calcolo giorni residui congedo parentale

In un’ottica di gestione delle risorse umane tenere traccia e calcolare i giorni residui di congedo parentale è fondamentale. 

Il primo aspetto da considerare è che quando un lavoratore chiede un congedo parentale, l’assenza non gli permette di maturare: 

In dettaglio per quanto riguarda le ferie e la tredicesima, la legge specifica che il congedo parentale non è da considerarsi come giorno di lavoro, tuttavia, prevede che si maturi ugualmente l’anzianità di servizio. 

Tale assenza dev’essere quindi registrata su un modello Excel o avvalendosi di software HR al fine di evitare che si creino problemi nel calcolo delle relative ferie e TFR. Per un lavoratore è inoltre di fondamentale importanza beneficiare di una scheda riassuntiva dei giorni residui di congedo parentale. 

Il lavoratore ammenochè non provveda a segnarsi in autonomia le ore e i giorni richiesti, non ha modo di mantenere traccia dei giorni fruiti. Il portale INPS infatti non dispone di una schermata dedicata, tuttavia è possibile in qualsiasi momento accedere allo storico delle domande e così risalire ai giorni di congedo usufruiti. 

Nel calcolo è importante considerare che non sono inclusi i sabati e le domeniche. Esiste tuttavia un’eccezione. Se un lavoratore interrompe il periodo di congedo per fruire delle ferie o dei giorni di permesso per malattia, allora le domenica vanno inserite nel calcolo dei giorni.

👉 Scopri di più sul TFR in busta paga: dove si vede, rivalutazione, lordo o netto.

👉 Oppure “Richiesta ferie, la guida completa per un processo perfetto”.

👉 O anche “Quanti giorni di ferie si maturano in un mese?”.

Il congedo di paternità obbligatorio   

Dopo aver riportato tutti gli aspetti inerentemente al congedo parentale, vediamo ora in dettaglio cos’è e come funziona il congedo di paternità. I neo papà hanno diritto ad assentarsi dal lavoro per 10 giorni a partire dai 2 mesi precedenti alla nascita (o adozione) del bambino e fino ai 5 mesi successivi. 

Il congedo di paternità merita di essere approfondito perché le disposizioni sono continuamente mutate nel corso degli ultimi anni. In prima battuta bisogna precisare che si tratta di un congedo obbligatorio e al momento risultano esclusi i dipendenti pubblici. 

L’obiettivo del legislatore è arrivare progressivamente a concedere ai neo papà pressoché lo stesso numero di giorni di congedo previsto per le mamme, le quali ricordiamo possono fruire del congedo di maternità

Le prime disposizioni in tal senso risalgono al 2016. Da allora quasi ogni anno nuove leggi hanno via via aumentato i giorni di congedo di paternità. Questi ultimi sono passati dai 2 ai 10 attuali. 

Un altro aspetto da considerare è l’ammontare della retribuzione. I neo papà hanno diritto a ricevere il 100% dello stipendio spettante. La retribuzione non è a tuo carico ma dovrai semplicemente anticiparla. Spetterà poi all’INPS provvedere al rimborso. 

👉 Potresti trovare utile questo approfondimento sul congedo di maternità.

Congedo di paternità: come fare domanda 

Il dipendente è tenuto ad avvisare almeno 15 giorni prima riguardo la volontà di fruire del congedo di paternità. La comunicazione è bene sia presentata in forma scritta. Trattandosi di un congedo obbligatorio non puoi rifiutarti di concederlo. Puoi semplicemente prenderne atto. 

Una volta presentata la domanda al datore, il lavoratore deve anche presentare domanda all’INPS, mediante procedura telematica, oppure in alternativa avvalendosi o degli enti INPS sul territorio o telefonando al Contact Center.   

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Software di gestione costi aziendali

Come abbiamo visto nel paragrafo precedente onde evitare errori dovrai occuparti di calcolare i giorni di congedo parentale richiesti dal lavoratore e tenerne conto per risalire poi al corretto ammontare di giorni di ferie, permessi maturati, oltre che del TFR. 

Quello dei congedi è solo uno dei tanti aspetti che richiedono un costante monitoraggio. Per questo motivo servirsi di software di gestione dei costi e dell’organizzazione aziendale può essere utile per gestire tutte le attività amministrative. 

Così facendo non solo i tuoi dipendenti possono in qualsiasi momento verificare la loro posizione all’interno dell’azienda, ma anche People Manager e addetti alle risorse umane, possono concentrarsi su altre operazioni che richiedono l’intervento dell’uomo. 

Un software di gestione aziendale ti permette quindi di gestire la tua azienda anche da remoto. Puoi in qualsiasi momento verificare aspetti quali: numero di ferie maturate e residue dei tuoi dipendenti, gli orari di lavoro, i processi di onboarding, ottimizzando così la gestione della tua azienda. 

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Congedo parentale e di paternità: le conclusioni 

Il controllo dei congedi parentali e di paternità, delle ferie e dei permessi richiesti dai lavoratori, in azienda, diventa una sempre più complessa man mano che aumenta il numero dei dipendenti.

Disporre di software HR per automatizzare e facilitare la gestione di ferie e permessi ai responsabili significa non solo agevolare il lavoro di questi ultimi, ma anche aiutare i lavoratori a monitorare l’insieme dei permessi maturati e quelli ancora da poter fruire. 

La corretta gestione aziendale, in conclusione, passa anche per l’adozione della tecnologia, sempre più in grado di automatizzare operazioni complesse e regolare al meglio il funzionamento della tua organizzazione. 

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Isotta è Content Marketing Specialist in Factorial ed è appassionata di comunicazione, copywriting, social media e HR. Ama la natura, viaggiare e giocare a pallavolo.

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