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Permessi ROL: cosa sono, differenze e dettagli [+ Piano Ferie Excel 2022]

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Cosa sono i permessi ROL? Come gestire le riduzioni dell’orario di lavoro dei dipendenti?

La lettura di molti dettagli all’interno di una busta paga è molto complicato. Non tutti i dipendenti possiedono le competenze e le conoscenze per poter interpretare, leggere e comprendere tutte le informazioni che sono presenti su un documento tanto importante. Di fatto, però, ogni esperto offre il proprio servizio nella lettura delle informazioni essenziali.

Se la gestione documentale è un aspetto importante, anche la capacità di leggere e identificare correttamente le informazioni all’interno dei documenti è altrettanto importante. In questo caso, se ti trovi davanti un dipendente, la principale domanda potrebbe essere proprio questa: quanti permessi mi sono rimasti?

In questo articolo cercheremo di rispondere ai principali dubbi su come comprendere e assimilare le principali differenze tra due concetti fondamentali in questo contesto: i permessi generici e i permessi ROL.


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Permessi ROL: cos’è una Riduzione dell’Orario di Lavoro?

Abbreviato anche con le iniziali R. O. L. per comodità, il ROL è ciò che consente al lavoratore di astenersi dalla sua prestazione di lavoro senza subire modifiche alla propria retribuzione. In sostanza, quando vedi un ROL devi già sapere che si tratta di una concessione da parte del datore di lavoro nei confronti del dipendente, ma soprattutto un diritto di quest’ultimo. 

Tuttavia, devi anche sapere che la caratteristica di questa riduzione delle ore dipende da una base annua che deve essere sempre considerata. Ogni dipendente ha la sua quantità annuale di ore di permesso a seconda del tipo di incarico che possiede. E di conseguenza cambia, sempre da dipendente a dipendente, anche la possibilità di richiedere più ore lontane dal luogo di lavoro. Ma è davvero l’unica differenza? Eppure esistono anche altre tipologie di permessi lavorativi.

In generale possiamo indicare che un permesso di tipo ROL è utile soprattutto per un ristoro delle energie, dove un dipendente non rischia di perdere liquidità solamente perché stanco. Un vantaggio che non si deve mai sottovalutare, soprattutto per ambiti lavorativi che richiedono grandi sforzi fisici e mentali non indifferenti, per cui è più probabile la richiesta di un permesso, o meglio dire di una pausa. Più avanti ti mostreremo anche in quali contratti è più facile trovare questi permessi.

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Permessi ROL: definizione di permesso di lavoro

Per definizione un permesso di lavoro è una richiesta fatta da un lavoratore dipendente al suo proprio datore di lavoro, così da poter sospendere la propria attività lavorativa per mezzo del permesso in questione, ma, come detto in precedenza, è un termine generico per indicare diverse tipologie di permesso di ore che sono integrate in un contratto qualsiasi e che potrebbero essere sia retributive che non

In realtà, in generale, con il termine “permesso” si fa riferimento in maniera indiretta a qualsiasi ora concessa e, soprattutto, retribuita. Queste ore, per l’appunto, sono fondamentali per il dipendente perché gli spettano di diritto al fine di riposarsi, riprendersi da un periodo difficile o rompere un fastidioso momento di difficoltà che non gli permette di lavorare allo stesso ritmo di giornate migliori, di quelle di alta qualità, impegno e motivazione. Specie per un affaticamento dal punto di vista mentale, il permesso in sé diventa un ottimo strumento per prevenire sovraccarico di stress lavorativo o simili. 

Questi permessi hanno tutti in comune la stessa caratteristica di essere calcolati da una base oraria e non giornaliera, così da rispettare anche quelle che sono le sole ore contrattuali del dipendente. E dovrai in ogni caso tener conto sempre e soltanto delle ore, non dei giorni o delle settimane. 

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Qual è la differenza tra permesso e permesso lavorativo ROL?

Se ti abbiamo appena detto che sia i permessi sia la tipologia ROL servono a detrarre ore lavorative dal dipendente, senza incidere sulla sua retribuzione, di conseguenza è legittimo farsi questa domanda. La differenza sostanziale non è neanche nel fatto se sia retribuita l’ora tolta o meno. Tutto dipende dalla tipologia di contratto, infatti, i ROL sono usati maggiormente nei contratti collettivi.

Puoi individuare i permessi ROL in busta paga, così da capire se sono presenti o meno, cercando che non concorrono alla retribuzione. Non a caso in quella zona è possibile trovare anche le altre tipologie di permessi.

Dopo, per controllare quante presenze sono state effettuate nel mese di lavoro pagato, bisogna andare a cercare nel corpo centrale tutti i vari dettagli. Nella stessa zona, inoltre, trovi anche le assenze nell’arco del periodo lavorativo, che sono state comunque retribuite regolarmente, se rispettose delle premesse di qualsiasi contratto. 

Oltre a come trovarli, ti vogliamo anche guidare su come calcolarli. Il calcolo di questi in realtà è abbastanza facile. In sostanza, devi prendere il valore presente nel documento della busta paga, la più recente o semplicemente la prima che hai ricevuto dall’inizio dell’anno lavorativo, e dividerlo per 12. Questo perché il valore indicato come ROL o come altri permessi è un valore indicativo per tutto l’anno

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Cosa sono i permessi non retribuiti

Esiste la possibilità per cui in alcuni casi i permessi non vengano retribuiti. Ma non è possibile che un datore si rifiuti di pagare dei permessi che spettano al dipendente. Si tratta in ogni caso di un vincolo contrattuale che deve essere rispettato, per cui non potrai sbagliarti davanti al caso di un permesso non retribuito. 

Un esempio sono alcuni permessi sindacali, per cui il datore di lavoro non ne riconosce la retribuzione e, di conseguenza, anche se voi avrete avuto modo di uscire dalla dimensione lavorativa per compiere attività differenti, il dipendente non riceverà la somma di denaro che avrebbe ottenuto con un turno o un permesso ROL.

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Cosa devi sapere sui permessi non goduti

Nell’ipotesi in cui l’anno lavorativo del dipendente non si concluda utilizzando tutti i permessi di lavoro, questi dovranno poi essere corrisposti al dipendente stesso. Questo significa che nell’ipotesi di un trattamento di fine lavoro, questi permessi, saranno caricati durante la liquidazione finale.

I permessi infatti non si dividono solo in goduti o non goduti, ma anche in quelli dell’anno precedente (che ha come riferimento la data del 31 Dicembre), quelli maturati (le ore di permesso acquisite mese per mese e calcolate nella busta paga) e quelli residui (di cui stiamo parlando ora).

Oltre a quelli fino a ora elencati, altri permessi sono quelli delle festività, per cui non dobbiamo ignorare le ex-festività. Sì, perché alcuni contratti lavorativi hanno integrato delle ore di permesso speciali per rispettare alcune vecchie giornate di festa che, nel tempo, sono state trasformate in giornate lavorative. Queste date sarebbero le seguenti:

  • San GIuseppe o Festa del Papà (19/03)
  • il 39° giorno dopo la domenica di Pasqua
  • San Pietro e San Paolo (29/06)
  • il 60° giorno dopo la domenica di Pasqua
  • Festa dell’Unità nazionale (04/11)

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👉 Leggi anche l’articolo “Ferie non godute tassazione: come si calcola e dettagli [+ Video-Articolo]“.

Permessi ROL in negativo, cosa sono

Apriamo ora una parentesi nel caso opposto: e se il saldo di ore è negativo? La questione è diversa dagli altri casi fino a ora elencati. Se ti troverai davanti a un lavoratore che avrà svolto le sue ore di lavoro regolarmente, ma a fine mese si ritrova con dei permessi in negativo, questi non saranno riassorbiti in qualche modo. La questione si sposta su un altro periodo del rapporto di lavoro: l’ultimo.

Per essere più precisi, questi permessi in negativo non saranno scalati dal TFR o dall’ultimo stipendio del dipendente, perché si parla di elementi intoccabili. Quando si parla di ore in negativo si dovrebbe, in sostanza, scalarle da quelle ultime della busta paga.

Anche perché è utopico immaginare, sarai d’accordo, il caso di un dipendente che sia in possesso di più ore di permesso in negativo, che di quelle lavorate all’effettivo, nel termine di un rapporto tra dipendente e datore. 

Le indicazioni sui permessi di lavoro con un saldo negativo sono solo queste, per cui la gestione dei ROL e degli altri permessi in generale dovrebbe essere più semplice. Quelle elencate fino a ora sono informazioni basilari ed essenziali per poter svolgere il tuo lavoro e identificare, da subito, le informazioni in una qualsiasi busta paga.

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Isotta è Content Marketing Specialist in Factorial ed è appassionata di comunicazione, copywriting, social media e HR. Ama la natura, viaggiare e giocare a pallavolo.

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