Come funziona la tassazione e il pagamento delle ferie non godute

Come funziona la tassazione delle ferie non godute? E il loro pagamento?

Fra i temi più sensibili per un responsabile delle risorse umane rientra sicuramente la gestione delle ferie in busta paga. Essendo un diritto del lavoratore, tutelato dalla legge, il loro conteggio e la loro definizione devono sempre essere accurati e conformi a quanto previsto da normativa e CCNL.

Come sappiamo, vi sono dei limiti e delle scadenze per la fruizione delle ferie non godute, che definiscono quando i lavoratori dovrebbero utilizzare le ferie che hanno maturato. Non sempre, però, questi limiti vengono rispettati ed ecco che i dipendenti potrebbero vedere accumularsi dei giorni di ferie non godute. Come ci si comporta dunque in questi casi?

In questo articolo cerchiamo di capire meglio come funziona la tassazione delle ferie non godute e dei permessi, se è possibile il loro pagamento in busta paga e quali sono le varie possibilità.

Le ferie non godute si perdono?

No. Le ferie non godute non si perdono e possono essere fruite dal lavoratore anche una volta decorsi i termini di legge.

Il dubbio deriva dai limiti imposti dall’articolo 2109 del Codice Civile, il quale stabilisce la fruizione delle 4 settimane di ferie minime nelle seguenti modalità:

  • 2 settimane entro l’anno di maturazione
  • Le restanti 2 settimane entro i 18 mesi successivi

Cosa accade se le ferie non vengono fruite entro questi 18 mesi?

Queste ferie rimarranno ancora a disposizione del lavoratore che potrà tranquillamente fruirne. Il dettaglio riguarda l’imposizione INPS i cui contributi, nonostante le ferie non siano state godute, dovranno comunque essere versati dal datore di lavoro. Tutto questo in quanto ci stiamo riferendo alle 4 settimane di ferie minime previste dalla legge e delle quali il lavoratore ha diritto. Per quanto riguarda i giorni di ferie eccedenti il minimo legale, la questione è differente.

Pagamento ferie non godute: come funziona?

Per semplificare la gestione delle ferie non godute, sia aziende che dipendenti possono pensare di ricorrere allo stratagemma della liquidazione.

È possibile, dunque, la retribuzione delle ferie non godute in busta paga?

In linea generale, la risposta è no. Il dlsg. 66/2003 impone il divieto di monetizzazione delle ferie non godute, il che esclude la possibilità di una loro liquidazione in busta paga. Tuttavia, esistono delle particolari situazioni all’interno delle quali è possibile optare per il pagamento delle ferie non godute ai dipendenti. I casi sono sostanzialmente tre:

  • Scadenza di un rapporto di lavoro a tempo determinato di durata annuale
  • Cessazione del rapporto di lavoro
  • Eccedenza dei giorni di ferie rispetto al minimo previsto dalla legge

Tutti i casi citati possono essere pagate le ferie al lavoratore sotto forma di indennità sostitutiva per ferie non godute. Come accennato, i casi più comuni per la liquidazione delle ferie non godute riguardano l’accumulo in eccesso rispetto al minimo legale o i casi di contratti a tempo determinato. Per quanto riguarda i contratti a tempo indeterminato, l’unico modo di ricorrere alla liquidazione delle ferie non godute avviene in caso di licenziamento o dimissioni che portino quindi alla cessazione del rapporto di lavoro.

Ferie non godute: quanto vengono pagate?

La domanda che molti si pongono riguarda l’ammontare spettante al lavoratore relativo all’indennità sostitutiva. Insomma, quanto vengono pagate le ferie non godute?

Essendo equiparabili ad un giorno lavorativo normale, le ferie non godute vengono liquidate al pari di un giorno lavorativo. Come vedremo fra poco, la natura retributiva delle stesse concorre a formare il reddito imponibile del lavoratore.

Come funziona la tassazione per le ferie non godute?

La linea generale tende a considerare la natura dell’indennità sostitutiva per ferie non godute come retributiva e non come risarcitoria.

Per questo motivo la retribuzione delle ferie non godute è soggetta a tassazione e va dichiarata.

Come funziona dunque la tassazione delle ferie non godute?

Per il calcolo dell’imposta dovuta è necessario distinguere in base al periodo di maturazione delle relative ferie non godute. Viene applicata:

  • La tassazione ordinaria per le ferie non godute maturate nell’anno di cessazione del rapporto lavorativo
  • La tassazione separata per le ferie non godute maturate negli anni precedenti alla cessazione del rapporto lavorativo

Risulta sempre complesso definire una percentuale di tassazione sulle ferie non godute, in quanto si basa sul regime fiscale vigente. Il lavoratore, ad ogni modo, è sempre tenuto a corrispondere le dovute tasse sulle ferie non godute.

Trattenuta per ferie non godute: cos’è?

La trattenuta per ferie non godute riguarda i contributi INPS e si applica quando il lavoratore, trascorsi 18 mesi previsti dalla norma dall’anno di maturazione, non abbia ancora goduto delle ferie spettanti.

In questo caso il datore di lavoro trattiene i contributi versati per le ferie corrisposte e non ancora godute.
I quali verranno poi restituiti al momento della fruizione delle stesse.

Permessi non goduti: tassazione e pagamento dei ROL

Quanto abbiamo visto fino ad ora per le ferie non è invece applicabile quando si parla di permessi non goduti.

I ROL (Riduzione Orario di Lavoro) sono permessi retribuiti che il lavoratore accumula ogni mese e che, possono essere liquidati.

Il datore di lavoro è tenuto al pagamento in busta paga dei ROL non goduti dal lavoratore, se non goduti entro i termini previsti dal CCNL di riferimento. Questi termini sono solitamente di 12 o 24 mesi, trascorsi i quali i permessi non goduti non vengono persi ma liquidati in busta paga.

La tassazione dei permessi non goduti in busta paga comprende la parte contributiva ai fini INPS come anche la parte relativa all’IRPEF in base allo scaglione di appartenenza.

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