Cos’è il congedo parentale per il padre? Come funziona per i dipendenti e quali novità sono state introdotte nel 2026? Questo tipo di congedo permette a tutti i neo o prossimi papà di assentarsi dal lavoro per alcuni giorni.
La sua funzione è sia quella di arrivare a una più equa ripartizione delle responsabilità genitoriali, sia quella di facilitare e garantire un primo e importante legame anche tra il padre e il figlio.
In questo articolo risponderemo ad ogni dubbio, definendo nel dettaglio cos’è il congedo parentale per il padre, come funziona, quanto dura e arrivando a capire come gestire al meglio le richieste di assenza e di indennizzo in azienda.
Inoltre, scopriremo come un software HR sia in grado di semplificare di gran lunga la gestione dei processi di richiesta e approvazione dei congedi e in generale di tutte le tipologie di assenza.
- Che cos’è il congedo parentale per il padre
- Quanto dura il congedo di paternità
- Come funziona il congedo di paternità
- Novità 2026 sul congedo parentale per il padre
- Come gestire il congedo parentale in azienda
Che cos’è il congedo parentale per il padre
Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro che spetta ai lavoratori dipendenti per prendersi cura del proprio figlio nei suoi primi anni di vita. Il padre, in particolare, può richiedere il congedo parentale a partire dalla fine del congedo di maternità della madre (o, in caso di adozione o affidamento, dall’ingresso del minore in famiglia).
A differenza del congedo obbligatorio di paternità (che dura pochi giorni intorno alla nascita), il congedo parentale facoltativo è un istituto di cui possono avvalersi entrambi i genitori. Infatti, ciascun genitore ha diritto a un determinato periodo di congedo, con un limite massimo complessivo per la coppia. Nel 2026, la possibilità di fruire del congedo parentale per i lavoratori dipendenti è stata estesa fino ai 14 anni di età del figlio.
L’istituto è stato pensato dal legislatore per favorire una più equa ripartizione delle responsabilità genitoriali all’interno della famiglia e per consentire al padre di dedicare tempo prezioso alla cura e alla crescita del bambino.
Quanto dura il congedo di paternità
Il congedo parentale facoltativo ha una durata complessiva di 10 mesi per la coppia di genitori. Sale a 11 mesi se:
- È richiesto dal padre per un periodo continuativo a frazionato di almeno 3 mesi, però, la durata complessiva sale a 11 mesi.
- Nei casi in cui la famiglia è formata da un genitore solo (madre o padre con affido esclusivo del figlio).
Inoltre:
- Fino a 3 mesi di congedo sono riservati esclusivamente al padre e non sono trasferibili alla madre.
- All’interno dei limiti totali della coppia (10 o 11 mesi), il padre può arrivare a sfruttare fino a un massimo di 6 mesi di congedo parentale complessivi.
- La durata può essere fruita (in modo continuativo o frazionato, anche a ore) in qualsiasi momento dalla fine del congedo di maternità ed entro il compimento del 14° anno di età del bambino (novità introdotta per i lavoratori dipendenti).
Come funziona il congedo di paternità
Il congedo parentale, sia quando a richiederlo è la madre che il padre, può essere fruito su base mensile, giornaliera o anche oraria, a seconda delle esigenze organizzative dei genitori.
Per i lavoratori dipendenti, può essere richiesto dalla fine del congedo di maternità ed entro il compimento del 14° anno di età del figlio, un limite elevato rispetto al passato.
A livello economico, i primi 3 mesi complessivi tra la coppia sono indennizzati all’80% della retribuzione, a patto di essere fruiti entro il 6° anno di vita del bambino. I restanti periodi previsti dalla legge sono invece indennizzati al 30% (entro i limiti massimi previsti), mentre eventuali ulteriori mesi oltre le soglie indennizzate possono risultare non retribuiti.
Per incentivare una maggiore condivisione delle responsabilità di cura, il legislatore ha però previsto tutele e quote esclusive per il padre, stabilendo che:
- Al padre spettano 3 mesi di congedo riservati e non trasferibili alla madre.
- All’interno dei limiti di coppia, il padre può arrivare a utilizzare complessivamente fino a un massimo di 6 mesi di congedo parentale.
- La durata complessiva del congedo a disposizione della coppia passa da 10 a 11 mesi se il padre esercita il suo diritto di astensione per un periodo continuativo o frazionato di almeno 3 mesi. Tale meccanismo premia economicamente e temporalmente il coinvolgimento paterno.
- In caso di genitore solo o affidamento esclusivo da parte del padre, il limite massimo di congedo fruibile sale a 11 mesi.
Novità 2026 sul congedo parentale per il padre
Le principali novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 in materia di congedo parentale facoltativo per il padre lavoratore riguardano principalmente l’ampliamento della finestra temporale di fruizione.
Per i lavoratori dipendenti, nello specifico il congedo parentale ordinario può ora essere fruito fino al compimento del 14° anno di età del bambino, superando il precedente limite fissato a 12 anni. Questo permette ai padri di utilizzare eventuali periodi residui in una finestra temporale più ampia.
Inoltre, il legislatore ha deciso di aumentare il numero di giorni di permesso fruibili per la malattia dei figli (fino a 10 giorni all’anno per ciascun genitore) utilizzabili nella fascia d’età compresa tra i 3 e i 14 anni.
Resta confermato nel 2026 invece il pacchetto di mesi con retribuzione rafforzata. In particolare, per i primi 3 mesi complessivi fruiti dalla coppia (all’interno del limite dei mesi indennizzabili), la retribuzione è pari all’80%, purché il congedo venga goduto entro il sesto anno di vita del figlio. I restanti mesi restano indennizzati al 30%.
Come gestire il congedo parentale in azienda
Per poter usufruire del congedo, il padre deve presentare una comunicazione scritta al datore di lavoro rispettando un preavviso di norma non inferiore a 15 giorni (salvo diverse indicazioni dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro), indicando date di inizio e fine dell’assenza. Si tratta di una comunicazione diversa rispetto alla domanda vera e propria, che va invece inoltrata all’INPS prima dell’inizio del periodo di congedo, avvalendosi dei servizi web dell’istituto, del contact center o tramite intermediari abilitati (patronati).
Nel caso della comunicazione al proprio datore di lavoro, quello che bisogna indicare chiaramente sono le date di inizio e fine dell’assenza, specificando se la fruizione sarà continuativa, frazionata a giornate o richiesta a ore.
Avendo a disposizione un preavviso di 15 giorni, l’azienda può riorganizzare i carichi di lavoro, ridistribuire le mansioni o valutare coperture temporanee per evitare disservizi durante l’assenza del neo-papà.
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Chiaramente, le richieste di congedo vanno ad aggiungersi ad altre tipologie di assenze, tra cui ferie, congedi per malattia, permessi per eventi familiari e situazioni legate alla gestione dei turni e del lavoro straordinario.
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Domande frequenti sul congedo parentale per il padre
Il congedo di paternità obbligatorio resta invariato. Il padre lavoratore dipendente ha l'obbligo (o il diritto) di astenersi dal lavoro per 10 giorni lavorativi (che raddoppiano a 20 giorni in caso di parto plurimo). Può essere fruito in modo continuativo o frazionato a giorni (ma non a ore) nei mesi intorno alla nascita del figlio. La retribuzione è pari al 100% ed è necessario dare un preavviso di almeno 5 giorni all'azienda.
Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativa. Per il padre lavoratore dipendente funziona tramite richieste da inoltrare all'azienda (con un preavviso di norma di 15 giorni) e all'INPS. Può essere utilizzato in modo flessibile — in modo continuativo, frazionato a giorni o anche a ore — per prendersi cura del figlio ed è sfruttabile fino al compimento del 14° anno di età del bambino (grazie all'estensione introdotta nel 2026).
All'interno del limite complessivo previsto per la coppia (10 o 11 mesi), il padre ha a disposizione un proprio "pacchetto" personale che prevede:
- Fino a 3 mesi di congedo riservati esclusivamente a lui e non trasferibili alla madre.
- Un limite massimo personale che può arrivare complessivamente fino a 6 mesi di congedo parentale.
- La possibilità di fare salire il limite totale della coppia a 11 mesi (anziché 10) se il padre si astiene dal lavoro per almeno 3 mesi.
Sì, il congedo parentale prevede tutele economiche parziali:
- I primi 3 mesi complessivi goduti dalla coppia sono indennizzati all'80% della retribuzione, a patto di essere fruiti entro il 6° anno di vita del bambino.
- I periodi successivi previsti dalla legge sono indennizzati al 30%.
- Eventuali ulteriori mesi richiesti oltre i limiti indennizzati possono risultare non retribuiti.

