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Welfare aziendale: la guida completa con esempi pratici [+ Modello PDF]

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Cos’è il welfare aziendale? Come puoi implementarlo nella tua azienda?

Non ci stancheremo mai di ripeterlo: le persone sono la parte più importante di un’azienda, capace di sostenerla nella sua crescita e nel raggiungimento dei suoi obiettivi. Una volta detto questo, quanto pensi sia importante fornire ai tuoi dipendenti dei benefit aziendali che li aiutino a vivere e a lavorare meglio? Risposta esatta: estremamente importante.

Il welfare aziendale è diventato ormai una parte essenziale di qualsiasi pacchetto retributivo che si rispetti. Dall’assicurazione sanitaria agli snack gratuiti, i benefit e i vantaggi possono giocare un ruolo importante tanto nell’attrarre talenti quanto nel ridurre il turnover dei dipendenti.

Quindi, se stai pensando di creare o rinnovare il tuo piano di welfare aziendale, in questo articolo troverai tutte le informazioni che cerchi. Vedremo insieme nel dettaglio cos’è il welfare aziendale, come funziona, alcuni esempi e come implementarlo nella tua azienda.

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Cos’è il welfare aziendale?

Prima di entrare nei dettagli dei vari esempi, cerchiamo di dare un significato al welfare aziendale che possa aiutarci a capire meglio di cosa stiamo parlando.

Il welfare aziendale consiste in qualsiasi tipo di compensazione (materiale o immateriale) corrisposta ai dipendenti di un’azienda in aggiunta al loro stipendio o salario base.

Tra le altre cose, questa definizione di welfare aziendale include benefit come le assicurazioni private (comprese quella medica, quella dentale, o sulla vita), l’opzione su alcune quote dell’azienda e altri incentivi che siano volti a migliorare l’esperienza generale del lavoratore.

Fondamentalmente il significato di welfare aziendale è proprio questo: qualsiasi tipo di guadagno o gratuità non direttamente presente in busta paga e strettamente collegato al fatto di essere dipendente di un’azienda, sia esso obbligatorio oppure offerto volontariamente da parte del datore di lavoro.

L’importanza del welfare aziendale e come funziona

Soprattutto se la tua azienda è una PMI, potrebbe essere allettante offrire il minimo indispensabile ai tuoi dipendenti. Dopo tutto, hai dei costi da sostenere e dei salari da pagare. Ma se la tua idea di welfare aziendale equivale a comprare un pacchetto di biscotti e qualche bustina di tè per la cucina dell’ufficio, allora potrebbe essere il momento di rivedere la tua strategia.

Gestire un piano di welfare aziendale è molto dispendioso in termini di tempo e richiede ai responsabili delle risorse umane un impegno concreto. E i motivi sono più che ovvi: il welfare aziendale rappresenta una delle strategie di fidelizzazione e coinvolgimento dei dipendenti più importanti, lavorando anche a supporto dell’employer branding di un’azienda.

I numeri sull’importanza del welfare aziendale parlano da soli: una ricerca del 2018 della Society of Human Resource Management (SHRM) indica che il 92% dei dipendenti considera importanti i benefit aziendali per propria soddisfazione sul lavoro (di per sé, un grande elemento di ritenzione e produttività). Quasi un terzo dei dipendenti ha anche citato i benefici del lavoro come la ragione principale per cercare un lavoro al di fuori della loro organizzazione, come anche per scegliere di rimanere nel proprio posto di lavoro.

I benefit sono anche tra i primi fattori che i lavoratori cercano leggendo gli annunci di lavoro. Ciò significa che offrire un programma di welfare aziendale e farlo sapere ai potenziali candidati menzionando nelle offerte di lavoro e nella propria pagina “lavora con noi”, rappresenta una parte importante degli sforzi di employer branding di un’azienda.

I benefit per i dipendenti aiutano anche a prendersi maggior cura dei dipendenti che performano di più senza dover necessariamente continuare ad investire in aumenti di stipendio. Tutti i dipendenti dovrebbero ricevere una paga adeguata e sufficiente per poter vivere serenamente, ma potrebbero anche accettare una paga inferiore a fronte di una buona assicurazione sanitaria privata, di orari flessibili e altri benefit che ritengano importanti per loro.

È sempre più comune vedere dipendenti e potenziali candidati rinunciare ad una parte del loro stipendio (o di quello che potrebbero ottenere) a fronte di vantaggi e incentivi non monetari. Questa situazione può risultare vantaggiosa per entrambe le parti, portando anche a deduzioni e sgravi fiscali per l’azienda.

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I principali vantaggi del welfare aziendale

Tutto molto interessante ma, quali sono i veri vantaggi di offrire un piano di welfare aziendale adeguato? La realtà è che ne esistono diversi e hanno tutti principalmente a che fare con la ricerca e selezione del personale e con il controllo del turnover dei dipendenti. Assunzioni e turnover rappresentano dei costi ingenti per qualsiasi azienda, che deve trovare il modo di ridurli al minimo. Qual è il ruolo del welfare aziendale? Ecco i principali vantaggi.

Attrazione dei talenti

Può essere già abbastanza difficile trovare le persone giuste per la tua azienda e se sei una piccola impresa, e offrire uno stipendio molto elevato potrebbe non essere un’opzione praticabile. Mentre lo stipendio continua ad essere un elemento molto importante molti dipendenti classificano i benefit non monetari come uno dei primi aspetti nella ricerca di un lavoro. Tra gli altri aspetti che i dipendenti valutano positivamente troviamo la flessibilità oraria, un buon equilibrio tra lavoro e vita privata e le opportunità di avanzamento di carriera.

Controllo del turnover dei dipendenti

Assumere personale qualificato è una cosa, mentre mantenere i dipendenti coinvolti e soddisfatti è un’altra. Anche dopo che hanno firmato il loro contratto di lavoro è necessario lavorare per “non farli scappare”. Un welfare aziendale generoso per i dipendenti può incoraggiare il personale a rimanere, ma anche benefit meno quantificabili come lo smart working, pasti gratuiti, premi e riconoscimenti, viaggi aziendali e giornate da dedicare al volontariato.

Allineamento tra esigenze aziendali e dei dipendenti

La valutazione delle performance dei dipendenti e la definizione degli obiettivi possono permetterti di monitorare la loro efficacia all’interno della tua azienda. Performance più elevate da parte dei dipendenti porteranno la tua strategia aziendale a cambiare, e assieme ad essa cambierà anche la tua strategia di welfare aziendale. Ad esempio, la ricompensa e il riconoscimento per il duro lavoro di un dipendente o per aver aiutato un collega a raggiungere i propri obiettivi ha un effetto benefico sulla produttività e, in definitiva, sul potenziale di crescita dell’azienda.

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Funzione strategica

Il welfare aziendale è uno strumento importante che dovrebbe sempre far parte del piano strategico aziendale, soprattutto data l’attuale livello di competizione sul mercato del lavoro per l’acquisizione dei migliori talenti. Creando un piano strategico per i benefit aziendali che offri, sarai in grado di articolare come questi benefit andranno a sostegno degli obiettivi del più ampio piano aziendale e come integreranno la tua strategia di assunzione e i futuri piani di crescita. 

Welfare aziendale: le principali categorie di benefit

Quando parliamo dei principali tipi di welfare aziendale ci riferiamo a tutte quelle categorie di benefit offerte dalla maggior parte delle aziende di tutti i Paesi. Prima di passare ad esempi concreti di singoli benefit offerti, cerchiamo di raggruppare le principali categorie in cui le attività di welfare aziendale si dividono.

Benefit assicurativi

Forse la principale in assoluto. Questa categoria include tutti i tipi di assicurazione finanziata da parte dell’azienda, come quella sanitaria privata (dentistica, medica e oculistica), l’assicurazione sulla vita e l’assicurazione per l’invalidità. Offrire un’assicurazione sanitaria, o qualche tipo di piano medico, è obbligatorio in molti Paesi. Tuttavia, molte aziende optano per un’assicurazione privata di gruppo o individuale al fine di fornire migliori opzioni ai propri dipendenti.

L’assicurazione sulla vita punta a dimostrare che l’azienda si preoccupa non solo del dipendente, ma anche della sua famiglia. Se al dipendente dovesse succedere qualcosa, la sua famiglia riceverà una somma per coprire le spese correlate e correnti per un determinato periodo di tempo. L’assicurazione sulla vita può anche essere integrata da polizze per morte accidentale e infortunio grave che garantiscono una somma ai dipendenti in caso di decesso o di lesioni che li rendano incapaci di poter lavorare.

Le assicurazioni per le spese dentali ed oculistiche sono un benefit molto gradito e che, anche in questo caso, va a dimostrazione dell’interesse dell’azienda nella salute dei dipendenti. L’assicurazione di invalidità può coprire sia le invalidità a lungo e a breve termine che le malattie. Ad esempio, se un dipendente si ammala, può ricevere dei pagamenti per tutta la durata della sua malattia.

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Ferie e permessi aggiuntivi

Quando parliamo del tempo libero dei dipendenti non stiamo parlando di semplice riposo, ma anche di una vera e propria rigenerazione a livello psicologico: liberarsi dallo stress da lavoro, trascorrere del tempo con la propria famiglia, coltivare relazioni sociali, hobby e interessi è fondamentale.

Proprio per questo le ferie sono un diritto previsto dalla legge italiana e tutelato in ben 3 testi differenti come la Costituzione, il Codice Civile e il Dlgs. n.66/2003. Nello specifico, la legge prevede che al lavoratore dipendente spettino un minimo di 4 settimane all’anno di ferie che possono eventualmente essere in numero maggiore in base ai vari CCNL di riferimento.

Per favorire un migliore equilibrio tra vita lavorativa e privata, molte aziende decidono di estendere il quantitativo di ferie e permessi previsto dalla legge e concedere più tempo libero ai propri dipendenti come benefit aziendale. Lo stesso vale per altri tipi di permesso come il congedo di paternità (non previsto in tutti i Paesi) o per lutto, che possono essere introdotti o estesi per dal datore di lavoro.

Altri strumenti di welfare aziendale volti all’aumento del tempo libero possono includere giorni da dedicare alla formazione e periodi sabbatici, la cui concessione solitamente non è obbligatoria per i datori di lavoro, ma che può avere un importantissimo impatto sul coinvolgimento e la fidelizzazione dei dipendenti.

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Sostegno al reddito

Questa categoria si riferisce a qualsiasi somma di denaro, gratuità o benefit materiale offerto ai dipendenti in aggiunta alla loro retribuzione di base. Questa categoria di welfare aziendale include bonus, commissioni, sconti, premi e regali, così come gli strumenti di compensazione indiretta, come i piani di stock option e la partecipazione agli utili aziendali.

I bonus possono essere previsti da contratto o applicati successivamente e, come abbiamo detto, possono includere:

  • Commissioni sulle vendite
  • Premi produzione relativi a performance individuali o a livello aziendale
  • Riconoscimenti una tantum (ad esempio per azioni esemplari sul lavoro)

Questo tipo di benefit sono di solito parte di programmi di incentivazione che motivano i dipendenti a lavorare meglio, garantendo maggiori risultati e di miglior qualità e mantenendo alto il morale.

Ci sono però alcuni argomenti a sfavore i benefit materiali o monetari: secondo alcuni, i riconoscimenti di questo possono stimolare un comportamento non etico o creare invidia o competizione malsana tra i colleghi.

Ad esempio, un venditore che sa che il venditore più performante del mese otterrà commissioni più alte potrebbe decidere di adottare un comportamento scorretto nei confronti di questo collega, creando un’atmosfera tesa e negativa in ufficio. Per evitare queste situazioni, assicurati di dare sempre a tutti le stesse possibilità di ottenere dei bonus e di rendere i criteri per raggiungerli sempre trasparenti, minimizzando il più possibile le differenze tra dipendenti.

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Esempi di welfare aziendale: benefit più comuni

Una volta viste le principali categorie di welfare aziendale, possiamo finalmente inoltrarci più nel dettaglio dei vari tipi di benefit, vedendo insieme alcuni esempi di benefit che più comunemente vengono offerti dalle aziende all’interno dei propri piani di welfare aziendale.

  • Assicurazione sanitaria privata
  • Assicurazione dentale privata
  • Assicurazione oculistica privata
  • Fondo pensione integrativo
  • Budget per formazione e sviluppo
  • Piani di stock option
  • Smart working e orari flessibili
  • Frutta, snack e bevande gratuite
  • Congedi extra (ferie, permessi, malattia, eventi particolari)
  • Bonus / Premi / Regali: buoni benzina, voucher regalo ecc.
  • Attrezzature e device (auto aziendale, computer, smartphone)
  • Sconti e gratuità per palestre ed attività sportive
  • Sconti per asili nido e baby sitter

Ovviamente i benefit più popolari dipendono dal Paese, dalla località e dalle specifiche esigenze di ogni dipendente. Puoi anche decidere di rendere flessibile o personalizzabile la tua offerta di benefit, lasciando maggiore libertà al dipendente di scegliere a cosa dare più importanza. La cosa fondamentale, da parte del datore di lavoro, è garantire un pacchetto di welfare aziendale che vada il più possibile a migliorare la qualità della vita dei dipendenti.

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Come implementare il welfare aziendale nella tua azienda

Il welfare aziendale ha un impatto significativo sulla gestione delle risorse umane, soprattutto quando all’argomento si legano questioni di tipo assicurativo o legale. Ma ci sono modi per gestire l’implementazione di benefit per i dipendenti in modo efficace per risparmiare tempo e ridurre al minimo la possibilità di commettere errori.

Ecco 5 semplici passi per implementare un piano di welfare aziendale che puoi seguire fin da subito nella tua azienda.

Affidarsi ad un esperto in benefit aziendali

Incorporare in organico un HR manager con un profilo di questo tipo o usufruire di una consulenza esterna, aiuterà la tua azienda ad individuare e concretizzare le migliori opzioni in base ai bisogni dei tuoi dipendenti e ai tuoi bisogni strategici, calcolando i costi e i potenziali benefici, e anche negoziando prezzi migliori per certi servizi.

Utilizzare il software giusto

È molto difficile (e forse anche inutile) gestire piani di welfare aziendale senza l’aiuto della tecnologia. Un buon software per la gestione delle risorse umane ti permetterà di vedere con più chiarezza quali dipendenti ricevono quali benefit, esportare statistiche personalizzate e gestire i singoli benefit (potrebbe anche integrarsi con il tuo software per la selezione del personale per semplificare ulteriormente l’intero processo HR). La scelta del software più adatto è fondamentale, quindi cerca di ponderare tutte le funzionalità e le opzioni.

Misurare costi e benefici

Ovviamente, questa è una fra le responsabilità principali del tuo dipartimento finanziario, ma è importante che anche il dipartimento delle risorse umane tenga traccia dell’andamento generale relativo ai costi e ai benefici relativi al welfare aziendale. Avere dei dati chiari sarà fondamentale per formare la tua strategia a lungo termine sui benefit da proporre ai tuoi dipendenti.

Informare dipendenti e nuovi assunti

Nessun benefit potrà mai svolgere la propria funzione se i dipendenti non ne sono nemmeno a conoscenza. Prepara una sezione nel tuo manuale di onboarding che parli specificatamente di tutti benefit previsti in azienda e assicurati che anche i dipendenti già presenti in organico siano informati relativamente a cambi o aggiunta di nuovi benefit.

Monitorare i desideri e i bisogni dei dipendenti

Come quelli di tutti, i bisogni e le necessità dei dipendenti possono cambiare. Offrire pranzi gratuiti e sconti per la palestra è ottimo per i dipendenti più giovani ed attivi. Ma, quando parliamo di dipendenti più maturi e che magari hanno già una famiglia, gli orari flessibili o un congedo parentale più esteso potrebbero essere decisamente più importanti. Ascolta i tuoi dipendenti e apporta dei cambiamenti se lo ritieni necessario.

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La tassazione del welfare aziendale: la situazione in Italia

Veniamo ora a parlare del nostro caro Paese. In Italia il welfare aziendale non è ancora un argomento diffusissimo in tutti i tipi di azienda, ma sicuramente l’aspetto che più fa discutere è quello legato alla sua tassazione. Il welfare aziendale, infatti, garantisce un vantaggio fiscale per l’azienda che consiste nell’abbattimento del costo del lavoro: generalmente dal 30 al 40% degli importi lordi corrisposti ai dipendenti.

È importante ricordare, però, che i vantaggi fiscali del welfare aziendale cambiano in base al tipi di benefit che la tua azienda sceglie di fornire.

Per alcuni CCNL in particolari settori esiste anche il cosiddetto welfare obbligatorio, ovvero dei contributi obbligatori che l’azienda dovrà in ogni caso corrispondere ai dipendenti. In questo caso parliamo di una deducibilità al 100% di questi contributi. 

In caso di welfare aziendale non obbligatorio, ovvero tutto quell’insieme di benefit offerti volontariamente dall’azienda, si applica la normativa fiscale sui fringe benefit.

L’azienda potrà godere di una deducibilità al 100% per gli importi sostenuti previsti dalla soglia dei fringe benefit prevista per legge che, per il 2021 è stata fissata a  516,46 euro.

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Isotta è Content Marketing Specialist in Factorial ed è appassionata di comunicazione, copywriting, social media e HR. Ama la natura, viaggiare e giocare a pallavolo.

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