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Smaltimento ferie arretrate: pagamento, godimento e obbligo di fruizione delle ferie

Come funziona lo smaltimento delle ferie arretrate? Quale dev’essere la posizione delle aziende nel caso in cui i dipendenti dispongano di ferie non godute?

Fra i temi più importanti per qualsiasi dipartimento delle risorse umane ed HR manager troviamo sicuramente la gestione delle ferie aziendali. Le ferie rappresentano non solo un diritto, ma anche un’importantissima possibilità per ogni dipendente di staccare dal proprio lavoro, ricaricare le batterie e concedersi un meritato riposo per riuscire a tornare in azienda nel modo più produttivo ed energetico possibile.

L’aspetto legato alla loro importanza per quanto riguarda il benessere dei dipendenti, però, non è l’unico su cui un’azienda deve focalizzarsi. Il loro corretto utilizzo e la loro giusta pianificazione è altrettanto importante al fine di garantire uno svolgimento fluido dei processi interni all’azienda.

Può accadere, infatti, che i dipendenti non usufruiscano completamente di tutti i giorni di ferie a loro spettanti, ritrovandosi nella situazione di dover smaltire delle ferie arretrate. I motivi possono essere vari ma la situazione di base è la stessa: i dipendenti dispongono di ferie non godute.

Per questo motivo è fondamentale che ogni responsabile HR abbia piena consapevolezza di come comportarsi nei casi in cui i dipendenti dispongano di ferie non godute. In questo articolo, scopriamo insieme come gestire la fruizione, lo smaltimento e il pagamento delle ferie arretrate.

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Ferie dipendenti: il diritto dei lavoratori privati

Partiamo dalla base fondamentale di tutto questo discorso. Le ferie sono un diritto dei lavoratori, previsto dalla legge attraverso l’articolo 36 della Costituzione Italiana il quale, oltre a dare indicazioni sulla retribuzione e la durata della giornata lavorativa, stabilisce che “il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”. L’articolo 36 rappresenta quindi uno dei capisaldi di questo diritto, tutelando il lavoratore anche sotto il profilo retributivo, esplicitando che la retribuzione dev’essere sufficiente a garantire allo stesso una qualità di vita decorosa.

Questo importante diritto protegge il lavoratore dipendente da potenziali situazioni di sfruttamento o retribuzione iniqua e ha il compito fondamentale di permettere a quest’ultimo di soddisfare le proprie esigenze psicologiche fondamentali, partecipando in modo sano ed attivo alla propria vita familiare e sociale. In questo modo tutela il suo diritto alla salute, nei suoi interessi e in quelli del datore di lavoro.

Sempre seguendo le disposizioni dell’articolo 2109 del Codice Civile, a stabilire la durata minima legale prevista per le ferie è il D.Lgs. n. 66/2003, il quale stabilisce che i lavoratori dipendenti abbiano diritto a 4 settimane di ferie all’anno, così suddivise:

  • Due settimane, da fruire nel corso dell’anno di maturazione
  • Due settimane entro i 18 mesi successivi alla fine dell’anno di maturazione

Non rispettare questi periodi minimi porterà il datore di lavoro a dover incorrere in una sanzione per il mancato rispetto dei termini previsti dalla legge.

Gestione ferie: le disposizioni dei CCNL

Quando visto sopra rappresenta il minimo previsto dalla legge, ma è importante tenere a mente che la contrattazione prevista dai vari CCNL può prevedere una durata minima delle ferie più ampia rispetto alle 4 settimane minime. Allo stesso modo i contratti collettivi possono indicare criteri differenti sulle modalità di calcolo dei giorni di ferie e sulla loro attribuzione.

Anche considerando i casi nei quali la contrattazione collettiva preveda margini più ampi per la fruizione delle ferie, sempre e quando venga superato il termine dei 18 mesi, non permettere al lavoratore di godere delle ferie spettanti è un comportamento punito dalla legge con una sanzione amministrativa di importo compreso tra euro 130 e 780.

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Ferie arretrate: i possibili scenari

Ma perché si accumulano le ferie? Esistono varie possibili risposte. Come abbiamo detto le ferie spettanti a ogni dipendente sono necessarie per il recupero psico-fisico e garantire il mantenimento di un’adeguata produttività ma è possibile che, in alcuni determinati casi, non vengano parzialmente o completamente fruite da parte del lavoratore stesso.

Le motivazioni sono varie e sono da ricercare in quelle dinamiche più sottili che caratterizzano non solo l’aspetto produttivo del lavoro ma anche il rapporto che si instaura tra datore di lavoro e dipendente. Nella maggior parte dei casi i dipendenti si trovano ad avere ferie accumulate per:

  • Richiesta diretta da parte del datore di lavoro, per sopperire a una particolare necessità organizzativa o ad un periodo di particolare intensità produttiva
  • Affermazione personale del dipendente agli occhi del datore di lavoro, cercando di superare il normale limite di produttività e lavorando più del necessario (tipico dei primi periodi in un’azienda)
  • Mantenimento dello status quo creato dai colleghi da parte di un dipendente, in un ambiente nel quale prendere ferie viene visto come mancanza di impegno sul lavoro

Ovviamente tutte le casistiche sopra riportate rappresentano situazioni tossiche, che non portano alcun tipo di valore ad un’azienda e sono assolutamente da condannare. Chiaro è che, in questi casi, la figura di un responsabile della gestione delle risorse umane diventa quanto mai fondamentale per garantire un’adeguata vigilanza affinché queste situazioni non si verifichino.

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Smaltimento ferie arretrate: come procedere?

Partendo quindi dal punto di vista di un datore di lavoro o responsabile HR è importante capire come procedere correttamente allo smaltimento delle ferie arretrate, per garantire al lavoratore ciò che gli spetta di diritto ed evitare di incorrere in sanzioni amministrative.

Come fare, però, per garantire che avvenga il godimento delle ferie arretrate? Esistono due modi principali:

  • Comunicare al dipendente i giorni di ferie accumulate e invitarlo ad utilizzarli
  • Obbligare il lavoratore dipendente ad usufruire dei giorni di ferie arretrate

A decidere quali delle due strade intraprendere sarà il datore di lavoro in base alla situazione contingente e valutati i parametri d’azione necessari anche in base al comportamento mantenuto dal dipendente.

👉 In questo articolo puoi scoprire quali sono i 6 errori più comuni commessi nella gestione delle ferie dei dipendenti. E tu cosa fai per evitarli?

Comunicazione e godimento delle ferie arretrate

Il primo caso è il più normale e consigliabile e si basa su una corretta comunicazione nei confronti del dipendente, al quale viene evidenziata la situazione relativa alle ferie che deve usufruire, per rispettare quanto previsto dalla legge e dal relativo CCNL. La comunicazione può avvenire singolarmente per ogni dipendente in forma scritta o, nel migliore dei casi, tramite la definizione di un apposito piano ferie, che ogni dipendente dovrà compilare indicando i propri periodi di assenza per poi riconsegnarlo all’azienda.

Obbligo di fruizione delle ferie arretrate

Il secondo è sicuramente il più drastico, ma necessario nei casi in cui una semplice comunicazione non riesca a sortire gli effetti desiderati: si tratta di forzare i lavoratori a fruire obbligatoriamente delle ferie, inviando una relativa comunicazione scritta ai dipendenti,  la quale non necessita di alcuna firma per accettazione. In questo caso la firma è richiesta solo per presa visione. La decisione finale sulle ferie infatti, è prerogativa dell’azienda, ed è quindi a quest’ultima che spetta il diritto di pronunciarsi basandosi sia sulle esigenze produttivo-organizzative che sulle necessità dei singoli dipendenti.

Pagamento ferie arretrate: divieto di monetizzazione

Parlando di ferie arretrate non godute la domanda che sorge spontanea in molti casi è la seguente: ma se le ferie in questione fossero in un numero molto elevato o se risultasse davvero complicato un completo smaltimento delle ferie arretrate, non sarebbe possibile procedere direttamente alla loro liquidazione in busta paga?

La risposta, in linea generale è no. Le ferie spettanti ai dipendenti devono essere obbligatoriamente godute, come previsto dalla legge. Vige quindi nei confronti dell’azienda un assoluto divieto di monetizzazione delle ferie secondo quanto previsto dallo stesso D.lsg. 66/2003, ovvero non è possibile il pagamento delle ferie arretrate in busta paga per consentire al dipendente di esaurire i giorni di ferie accumulati.

Questo divieto è volto a tutelare la sopracitata necessità da parte del lavoratore di recuperare un giusto equilibrio psico-fisico a seguito di un prolungato periodo di lavoro. Il pagamento delle ferie arretrate andrebbe totalmente a discapito di questo tipo di logica in quanto permetterebbe al datore di lavoro o al dipendente di aggirare quanto previsto dalla legge a discapito della salute del dipendente stesso.

Fatti salvi questi principi, esistono delle casistiche all’interno delle quali la liquidazione in busta paga delle ferie può essere concessa. Le vedremo nel paragrafo successivo.

Pagamento ferie accumulate: quando è possibile?

Fatto salvo quanto detto nel paragrafo precedente sul divieto di monetizzazione delle ferie, è importante dire che questo divieto non trova applicazione in maniera assoluta in tutti i casi. Esistono, infatti, delle casistiche particolari nelle quali c’è la possibilità da parte del datore di lavoro di optare per il pagamento delle ferie arretrate ai dipendenti.

In base a quanto previsto dalla legge nel caso dei lavoratori dipendenti del settore privato, i casi principali sono i seguenti 3:

  • Scadenza del contratto un rapporto di lavoro a tempo determinato di durata annuale
  • Risoluzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato
  • Eccedenza dei giorni di ferie arretrate al di sopra del minimo previsto dalla legge

In tutte e tre le situazioni sopra citate è possibile liquidare economicamente al lavoratore le ferie arretrate sotto forma di quella che viene definita “indennità sostitutiva per ferie non godute”. Nella maggior parte dei casi, le situazioni più comuni nelle quali si verifica una liquidazione delle ferie non godute hanno a che vedere con l’accumulo in eccesso di ferie rispetto al minimo previsto dalla legge (che possono essere liquidate in busta paga previa richiesta scritta del dipendente e sempre e quando il CCNL relativo non lo vieti) o i casi di scadenza dei contratti a tempo determinato.

Per quanto riguarda i contratti a tempo indeterminato, come citato sopra, l’unica situazione nella quale è possibile procedere al pagamento delle ferie arretrate riguarda i casi di licenziamento o dimissioni del dipendente che comportino la cessazione del rapporto lavorativo.

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Gestione ferie arretrate: piano ferie e software sono la soluzione

In una situazione nella quale le ferie non vengono gestite nella maniera corretta, non è assolutamente strano trovarsi di fronte a situazione nelle quali le richieste di ferie dei dipendenti si accumulano tutte nello stesso periodo o, ancora, non rispecchiano le esigenze organizzative dell’azienda.

Anche se un’analisi individuale è possibile, nella maggior parte dei casi manager e responsabili delle risorse umane si vedranno costretti a rifiutare le richieste di ferie, per evitare che team interi si assentino dal lavoro o che che un determinato cliente o progetto rimanga scoperto.

Per questo motivo è importante pianificare anticipatamente le ferie dei dipendenti, per assicurarsi di avere tutto sotto controllo. Come fare? Un piano ferie è una soluzione pratica ed efficiente per gestire le richieste e far combaciare le esigenze di dipendenti ed azienda.

👉Qui abbiamo comparato due metodi per richiedere le ferie, ovvero form automatizzati vs richiesta manuale. Sai quale metodo si adatta meglio alla tua azienda?

Cos’è un piano ferie?

Un piano ferie è uno schema che fornisce una panoramica precisa dei periodi destinati alle ferie di ogni dipendente di un’azienda o di un particolare team. Un piano ferie rappresenta un aiuto fondamentale per datori di lavoro ed HR manager, aiutando a mantenere costante il ciclo produttivo aziendale e garantendo al lavoratore una giusta flessibilità nell’indicare il periodo più congeniale per il godimento delle ferie arretrate.

Ovviamente, il piano ferie dopo la sua presentazione e compilazione deve sempre essere approvato e confermato dall’azienda in via definitiva. Dopo la conferma il dipendente è tenuto a rispettare quanto concordato salvo ulteriore accordo suppletivo e successivo tra le parti. La struttura definita dal piano ferie, sempre e quando venga gestito in maniera adeguata, dovrebbe dare la possibilità a tutti i lavoratori di fruire delle ferie arretrate senza in alcun modo andare a danno della produttività o delle esigenze organizzative dell’azienda stessa.

Factorial: il tuo software per la gestione delle ferie

Creare un piano ferie e gestire manualmente la creazione di un piano ferie può essere assai complicato. Soprattutto nelle aziende con un gran numero di dipendenti, poter contare con una soluzione centralizzata ed automatica permette di risparmiare moltissimo tempo.

Il software per le risorse umane di Factorial mette a disposizione di datori di lavoro ed HR manager una potente funzionalità per la gestione di ferie e assenze dei dipendenti, garantendo la massima flessibilità e minimizzando gli errori.

Grazie alle funzionalità di Factorial potrai:

  • Automatizzare l’invio di richieste e approvazioni relative a ferie e permessi dei tuoi dipendenti in pochi click
  • Avere una panoramica sempre aggiornata sulla situazione relativa alle ferie dei tuoi dipendenti, per team, dipartimento o periodo
  • Analizzare individualmente il saldo delle ferie arretrate accumulate da ciascun dipendente
  • Creare le tue informative personalizzate e politiche interne sul godimento delle ferie
  • Creare permessi speciali e configurare in maniera personalizzata delle variazioni al processo di richiesta e approvazione standard

Scritto Matteo Pizzinato

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