Vai al contenuto

Cessazione rapporto di lavoro: come gestirla dal reparto Risorse Umane

cessazione rapporto di lavoro

Dover affrontare una cessazione rapporto di lavoro è una delle procedure più comuni all’interno di qualsiasi azienda, di cui spesso si occupa l’area legale. Nel caso in cui ti trovi di fronte a questa situazione, qui ti diciamo come gestirla.

Man mano che le aziende crescono, il dipartimento HR ha bisogno di incrementare politiche aziendali volte ad aggiornare le competenze dei lavoratori che sono necessarie durante il processo di ricerca e selezione del personale.

Mentre i nuovi talenti entrano nella forza lavoro, con l’espansione e l’aggiornamento degli obiettivi aziendali, alcuni dipendenti attuali potrebbero non essere più la soluzione migliore per lo sviluppo e la crescita dei team. Oppure, possono trovare nuovi orizzonti meglio allineati con i loro valori e bisogni. Ed è qui che si verifica la cessazione rapporto di lavoro.

lettera di licenziamento modello fac simile

Che cos’è la cessazione rapporto di lavoro

La cessazione rapporto di lavoro è un processo mediante il quale avviene la risoluzione di un rapporto contrattuale tra due o più parti coinvolte nell’accordo. Questo accordo può riguardare lo scambio di beni e/o servizi indistintamente.

Secondo il diritto del lavoro italiano, il rapporto di lavoro può essere cessato per una molteplicità di motivi. Dalle dimissioni e dal licenziamento disciplinare fino alla scadenza del periodo di durata precedentemente stabilito nelle clausole.

Il recesso per dimissioni e la scadenza di validità del contratto sono modi di terminare il rapporto di lavoro semplici e non pongono problemi complessi ai sensi del diritto del lavoro vigente. Tuttavia, si deve tener conto che i due motivi di licenziamento contenzioso e contestato sono il licenziamento per giustificato motivo oggettivo e il licenziamento per giusta causa.

👉 Scopri di più sulle differenze tra il licenziamento per giusta causa, giustificato motivo oggettivo e giustificato motivo soggetivo.

Cosa comporta la cessazione rapporto di lavoro

In termini generali, si possono fare due distinzioni principali quando si parla di cessazione rapporto di lavoro. Si tratta del licenziamento per giusta causa, noto anche come risoluzione per inadempimento contrattuale, e licenziamento per giustificato motivo soggettivo.

Il diritto di una delle parti coinvolte alla cessazione rapporto di lavoro può avere origine dai principi generali del diritto contrattuale, oppure può derivare dalle clausole del contratto stesso, come stabilito dalle corrispondenti clausole che formano il vincolo.

Resta poi inteso che il licenziamento per giusta causa è possibile solo a seguito di un inadempimento sostanziale del contratto da parte di una delle parti coinvolte nell’accordo.

Ciò che è effettivamente qualificabile come inadempimento materiale del contratto, può essere determinato secondo quanto stabilito nel documento stesso o comunque secondo quanto stabilito da leggi del lavoro di diversa portata e giurisprudenza.

risorse umane software banner

Tipi di cessazione rapporto di lavoro

Al momento della cessazione rapporto di lavoro tra un’azienda e un dipendente, sono molteplici le cause e gli esiti che possono comportare la risoluzione del contratto. Tra le due più comuni ma allo stesso tempo che possono essere più complesse da gestire ci sono le seguenti.

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo

Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo è il licenziamento basato su una qualsiasi delle cause ritenute “tecniche” che possono essere di natura economica, produttiva o organizzativa. Parimenti, e secondo quanto determinato dalla giurisprudenza, le ragioni organizzative possono comprendere:

  • Riorganizzazione interna o riordino dei reparti.
  • Chiusura filiale a causa di variazioni della domanda e perdita di contratti.
  • Riassetto delle società dopo una fusione.
  • L’accentramento delle funzioni aziendali a scapito delle loro deleghe territoriali.
  • Cambiamenti sostanziali nella gestione.

Al contrario, e considerata la prestazione lavorativa del lavoratore, viene presa in considerazione come motivo valido la dimostrazione di un grado di incompetenza o di mancato adattamento alle modifiche tecniche nell’ambiente di lavoro.

👉 Qui ti spieghiamo perchè i licenziamenti sono bloccati fino al 31 ottobre 2021 e per chi.

Licenziamento per giustificato motivo soggettivo

Il licenziamento per giustificato motivo soggettivo, anche detto disciplinare, è il concetto che solitamente viene utilizzato per indicare la cessazione del rapporto azienda-dipendente, per motivi di inadempimento contrattuale.

Tenuto conto di quanto stabilito dalle leggi e dai tribunali italiani, vi sono una serie di motivi che sono considerati legittimi per motivare questo tipo di azioni a scapito della continuità lavorativa di un lavoratore:

  • Assenze o ritardi ripetuti e non giustificati sul posto di lavoro.
  • Comportamento insubordinato o disobbedienza sul posto di lavoro.
  • Abuso verbale o fisico diretto al datore di lavoro o a qualsiasi altra persona impiegata nell’azienda.
  • Violazione del dovere contrattuale in buona fede e violazione della fiducia nell’adempimento dei doveri.
  • Continua inosservanza del lavoro assegnato.
  • Molestie basate su razza o origine etnica, credenze religiose, convinzioni, disabilità, età o orientamento sessuale.
  • Condotta sessuale inappropriata nei confronti del datore di lavoro o di qualsiasi altra persona impiegata nell’azienda.

👉 Qui trovi una guida al ticket licenziamento e gli importi 2021.

Quali sono le cause di cessazione del rapporto di lavoro

Dal punto di vista giuridico, le motivazioni contemplate dalla normativa vigente nel nostro Paese sono concentrate nello Statuto dei Lavoratori. Secondo quanto dettagliato nella compilazione di tale corpus normativo, alcune delle cause che sono contemplate per attuare efficacemente la risoluzione del rapporto di lavoro possono essere elencate in:

  • Di comune accordo.
  • Valida causa dettagliata nel contratto.
  • Dimissioni del dipendente.
  • Fine del termine stabilito.
  • Pensionamento.
  • Invalidità totale, parziale o morte del dipendente.
  • Invalidità totale, parziale o pensionamento del datore di lavoro.
  • Estinzione della personalità giuridica della società e dell’ente.
  • Motivi di forza maggiore.
  • La volontà del lavoratore (a causa di violazioni da parte dell’azienda).
  • Licenziamento collettivo o individuale.

👉 Assicurati di eseguire i licenziamenti rispettando i diritti dei lavoratori grazie al nostro articolo dedicato proprio a questo tema!

comunicazione cessazione rapporto di lavoro

Come eseguire una cessazione rapporto di lavoro in 4 passaggi

Prima di iniziare a sviluppare questa mini guida, è importante sottolineare che molto di ciò che decideremo di eseguire durante questa operazione dipenderà dal tipo di contratto e dall’istanza in cui si trova il lavoratore.

Ad esempio, durante il noto “periodo di prova” stipulato dal contratto stesso, a seconda della sua natura e anche in base a quanto compilato dal contratto collettivo, non sarà necessario alcun compenso.

Come nell’esempio precedente, ci sono tante altre variabili che possono cambiare drasticamente il modo in cui procediamo. Tuttavia, a grandi linee, ci sono quattro istanze comuni a qualsiasi gestione di cessazione rapporto di lavoro:

  • Controlla le motivazioni.
    Prima di tutto, è fondamentale sapere in modo affidabile che tipo di scenario ci troviamo di fronte. Si tratta di una decisione volontaria o di un licenziamento? La cessazione rapporto di lavoro è subordinata ai motivi previsti dalla legge o dal contratto collettivo applicabile?
  • Analizza se c’è un accordo tra le parti.
    È sempre ideale, indipendentemente dalla motivazione, che al momento della cessazione rapporto di lavoro ci sia accordo reciproco. Questo, al fine di non dar luogo a potenziali scontri futuri. Quando il lavoratore si oppone alla decisione di licenziamento o, non è soddisfatto dell’importo della liquidazione, è consuetudine che firmi la cessazione rapporto in disaccordo. E questo è qualcosa a cui dobbiamo prestare particolare attenzione.
  • Comunicare efficacemente.
    Se siamo giunti alla decisione di procedere con la cessazione rapporto contrattuale con un lavoratore, dobbiamo garantire un periodo di preavviso di almeno 15 giorni, come previsto dalla legge. Nel caso in cui sia il dipendente a prendere la decisione, i tempi sono gli stessi anche se possono variare come previsto dal contratto collettivo.
  • Liquidazione finale.
    L’ultimo passaggio, fondamentale, è quello di generare la liquidazione, in cui si devono inserire le retribuzioni in sospeso fino al giorno della cessazione rapporto di lavoro, le ferie non godute, gli straordinari e ogni altra somma a favore del dipendente (bonus, risarcimenti, incentivi, ecc.).

👉 Se hai bisogno di una mano, qui ti aiutiamo a scrivere una lettera di licenziamento e abbiamo anche preparato un modello gratuito per te!

Alcune considerazioni sulla cessazione del rapporto di lavoro

Come ci teniamo sempre a ricordare, in questo tipo di casi l’opzione migliore sarà quella di avere una persona o un team di esperti in grado di svolgere lo studio e l’analisi corrispondenti della situazione per evitare qualsiasi tipo di inconveniente e garantire velocità nel processo.

Avere una consulenza del lavoro è proprio una delle opzioni più consigliate quando ci si mette a lavorare su compiti amministrativi di questo tipo.

Questo perché, così come ci occupiamo dell’employer branding durante l’onboarding e il percorso lavorativo di ogni nostro collaboratore, anche il momento della risoluzione contrattuale deve essere trattato con la stessa attenzione.

La forma o i problemi nella comunicazione che si possono generare quando si interrompe un legame professionale, possono lasciare l’amaro in bocca e danneggiare l’immagine che il lavoratore ha della nostra azienda.

Pertanto, oltre alle incombenze burocratiche, è di vitale importanza rendere questo processo il più efficace, veloce e meno traumatico possibile. Perché ciò avvenga dobbiamo:

  • Registrare e centralizzare tutta la documentazione pertinente in un sistema di gestione dei documenti.
  • Firmare gli accordi e l’utilizzo di un sistema di firma digitale.
  • Assicurarci di garantire al lavoratore uscente un ultimo confronto durante il processo di offboarding.
  • Dare un feedback nel modo più professionale possibile.

La risoluzione del rapporto di lavoro non deve diventare un episodio difficile per la gestione del personale all’interno di un’azienda. Al contrario, tenuto conto di quanto stabilito dalla normativa e disponendo di strumenti adeguati, può essere trattato con la stessa rapidità che comporta qualsiasi altro tipo di gestione quotidiana.

Risparmia tempo e denaro nei tuoi processi HR con un software appositamente sviluppato su misura per le tue esigenze. Prova Factorial e senti la differenza!

✅ Usa Factorial per gestire i contratti nella tua azienda!

Questo articolo è disponibile anche in: Español

Isotta è Content Marketing Specialist in Factorial ed è appassionata di comunicazione, copywriting, social media e HR. Ama la natura, viaggiare e giocare a pallavolo.

Post correlati

Lascia un commento