Come funziona la tassazione TFR? Quando viene pagato e come calcolarlo?
Se sei un manager o un responsabile HR, in questo articolo troverai risposta a questi e molti interrogativi inerenti al trattamento di fine rapporto dei dipendenti. Premettiamo subito che tutti i lavoratori dipendenti maturano il TFR, indipendentemente dal tipo di contratto, come stabilito dall’articolo 2120 del Codice Civile.
Il totale dell’importo, chiamato anche liquidazione o buonuscita, è da corrispondere al lavoratore quando il rapporto si interrompe per dimissioni, licenziamento, risoluzione consensuale o pensionamento.
- TFR e tassazione: una panoramica generale
- Novità sul calcolo TFR 2026
- Come calcolare la tassazione per il TFR: cosa includere
- Calcolo tassazione TFR in azienda: il meccanismo della tassazione separata
- Calcolo tassazione TFR fondo pensione
- Calcolo tassazione del TFR richiesto in anticipo
- Calcolare la tassazione del TFR con Excel
- Esempio tassazione del TFR
- Ottimizza tassazione TFR e anticipo TFR con Factorial
- Domande frequenti relative alla tassazione TFR
TFR tassazione: una panoramica generale
Il primo aspetto da considerare è che il calcolo della tassazione applicata al TFR differisce a seconda che il lavoratore opti per:
- Lasciare il TFR in azienda (o al Fondo Tesoreria INPS se l’azienda ha almeno 50 dipendenti)
- Destinare il TFR a una forma di previdenza complementare (fondo pensione)
- Richiedere l’anticipo del TFR
La scelta della destinazione del TFR spetta espressamente al lavoratore, come stabilito dal Decreto Legislativo 252 del 2005. Dal 1 luglio 2026, al momento dell’assunzione, il dipendente ha a disposizione 60 giorni di tempo (e non più 6 mesi) per manifestare espressamente la propria volontà tramite la compilazione del Modello TFR2. In assenza di una scelta esplicita entro tale termine, scatta il meccanismo dell’adesione automatica al fondo pensione negoziale di riferimento.
Viceversa, il lavoratore può chiedere che il proprio trattamento di fine rapporto rimanga in azienda, pur continuando ad avere la possibilità di chiedere in qualsiasi momento che venga destinato a un fondo di previdenza pensionistica. Al contrario, l’adesione alla previdenza complementare è irreversibile (cioè non è più possibile riportare il TFR maturando in azienda).
Inoltre, chi lavora nel settore privato con lo stesso datore di lavoro da almeno 8 anni può chiedere un anticipo del TFR accumulato (fino a un massimo del 70%). Per farlo occorre una motivazione valida prevista dalla legge (come spese sanitarie straordinarie, acquisto o ristrutturazione della prima casa per sé o per i figli, fruizione dei congedi per formazione o congedi parentali).
| Scelta | Regime fiscale | Note da considerare |
| TFR in azienda o Tesoreria INPS | Tassazione separata | Serve traccia storica di retribuzioni, rivalutazioni e anticipi. |
| Fondo pensione | Aliquota agevolata 15%-9% | La scelta è normalmente irreversibile. |
| Anticipo TFR | Se in azienda, si usa sempre la tassazione separata, mentre nel Fondo Pensione la tassazione è al 15%-9% solo per spese sanitarie e al 23% per prima casa o altre esigenze. | Occorrono causale, anzianità e importo massimo. |
Novità sul calcolo TFR 2026
Per una corretta gestione e tassazione del TFR nel 2026 occorre tenere in considerazione tre pilastri normativi fondamentali:
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Rivalutazione annuale delle quote in azienda: Per i dipendenti che lasciano il TFR in azienda, le quote accantonate al 31 dicembre dell’anno precedente si rivalutano annualmente (o alla data di cessazione) applicando il tasso fisso del 1,5% + il 75% dell’indice ISTAT. Sulla quota di rivalutazione maturata, l’azienda è tenuta ad applicare e versare l’imposta sostitutiva del 17%.
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Opzione fondi pensione e tassazione agevolata: Se il dipendente sceglie di destinare il TFR a un Fondo Pensione, l’azienda trasforma un debito d’impresa in un versamento periodico esterno. In fase di erogazione, la prestazione usufruisce di un regime fiscale agevolato: la ritenuta a titolo d’imposta parte dal 15% e si riduce dello 0,30% per ogni anno di iscrizione successivo al 15°, fino a toccare la soglia minima del 9%.
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Erogazione a fine rapporto e tassazione separata: Al momento della risoluzione del rapporto di lavoro, il TFR erogato dall’azienda non concorre al reddito imponibile IRPEF dell’anno in corso. L’azienda applica la tassazione separata (ex art. 19 TUIR) basata sull’aliquota media del quinquennio precedente, evitando così che la liquidazione venga tassata con gli scaglioni IRPEF ordinari dell’anno in corso (che spingerebbero il dipendente in una fascia di tassazione spropositata). L’importo trattenuto dall’azienda ha natura provvisoria, in attesa del conguaglio definitivo inviato dall’Agenzia delle Entrate.
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Come calcolare la tassazione: cosa includere
Per calcolare la tassazione del TFR dovrai, in primo luogo, calcolare la retribuzione annua lorda (RAL e altre voci correnti) e dividerla per 13,5.
Da questo importo viene sottratto il contributo dello 0,50% destinato al Fondo di Garanzia INPS.
Ricordiamo che, in generale, la retribuzione annua include numerose voci da aggiungere allo stipendio base, tra cui:
- Straordinari
- Premi produzione
- Festività e ferie non godute
- Lavoro festivo e notturno.
Mentre non rientrano i rimborsi e i compensi occasionali.
È sempre bene verificare quanto previsto nel CCNL poiché la contrattazione collettiva stabilisce quali voci dello stipendio rientrano nel calcolo del TFR e quali ne sono escluse.
Inoltre, l’importo del TFR accantonato negli anni precedenti non resta fermo, ma viene rivalutato ogni anno al 31 dicembre per proteggerlo dall’inflazione. Il tasso di rivalutazione è composto da:
- Una parte fissa: pari all’1,5%.
- Una parte variabile: pari al 75% dell’inflazione dell’anno (misurata dall’indice ISTAT).
Per comprendere l’effetto dell’inflazione sul TFR, consideriamo ad esempio il dato ISTAT di luglio 2026, che registra un indice FOI pari a 103,1 e un aumento dell’inflazione del +2,8% su base annua.
Calcolo tassazione TFR in azienda: il meccanismo della tassazione separata
L’importo del TFR accantonato e rivalutato non corrisponde al valore netto che il lavoratore riceverà.
Come datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, sei tenuto ad applicare una trattenuta a titolo di acconto. Successivamente, l’Agenzia delle Entrate provvederà alla liquidazione definitiva.
Per determinare la ritenuta da applicare al TFR lordo, l’azienda deve applicare il meccanismo della tassazione separata (Art. 19 del TUIR):
- Calcolo del reddito di riferimento: si divide il TFR lordo (al netto delle rivalutazioni già tassate) per gli anni di servizio e si moltiplica il risultato per 12.
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Determinazione dell’imposta teorica: sul reddito di riferimento si applicano gli scaglioni IRPEF vigenti, che sono
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23% fino a 28.000 euro
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35% da 28.000,01 a 50.000 euro
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43% oltre 50.000 euro
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- Calcolo dell’aliquota media, cioè la percentuale di tasse da applicare al TFR. Si identifica dividendo l’imposta teorica per il reddito di riferimento e poi moltiplicando per 100 (ad esempio: 7.100 € di tasse su 30.000 € di reddito corrispondono a un’aliquota media del 23,66%).
- Tassazione TFR: questa aliquota media si applica infine all’intero TFR lordo.
Dal punto di vista operativo, il fascicolo del dipendente dovrebbe conservare almeno 5 elementi: data di assunzione, data di cessazione, retribuzione utile, rivalutazioni già tassate e anticipi erogati. Questa tracciabilità riduce il rischio di conguagli inattesi.
Calcolo tassazione TFR fondo pensione
Come anticipato il TFR può essere utilizzato dal lavoratore per godere di una pensione più elevata una volta giunto il momento. In questo caso, il trattamento fiscale è nettamente più favorevole rispetto al mantenimento in azienda.
Al momento dell’erogazione della prestazione, la tassazione sul montante accumulato varia dal 15% al 9%, secondo questa logica:
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L’aliquota base è del 15% per i primi 15 anni di iscrizione al fondo.
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A partire dal 16° anno, l’aliquota diminuisce dello 0,30% all’anno, fino a raggiungere un minimo del 9% dopo 35 anni di adesione.
Oltre la tassazione suddetta, però, il lavoratore deve considerare che dovrà anche pagare la tassazione derivante dai rendimenti del fondo. Anche questi godono di un’imposta agevolata:
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12,5% per le quote investite in Titoli di Stato.
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20% per le quote investite in altri strumenti (rispetto al 26% previsto per gli investimenti ordinari)
Qual è l’impatto per le aziende?
Per le imprese fino a 50 dipendenti. mantenere il TFR in azienda (anziché versarlo a un fondo pensione) rappresenta storicamente una fonte d’impatto positivo sui flussi di cassa, poiché consente all’azienda di trattenere e utilizzare temporaneamente questa liquidità per autofinanziare le attività d’impresa.
Al contrario, se il dipendente sceglie di destinare il TFR a una forma di previdenza complementare (fondo pensione), le risorse escono dalla disponibilità aziendale tramite versamenti periodici esterni, facendo venire meno la leva dell’autofinanziamento.
Nelle aziende con un organico pari o superiore a 50 dipendenti, il vantaggio dell’autofinanziamento residuo decade del tutto: le quote di TFR che il lavoratore sceglie di non destinare ai fondi pensione non possono comunque rimanere nelle casse aziendali, ma devono essere obbligatoriamente versate al Fondo di Tesoreria gestito dall’INPS.
| Dimensioni Azienda | Se il lavoratore sceglie… | Dove vanno i soldi? | L’azienda può usarli per autofinanziarsi? |
| Meno di 50 dipendenti | TFR in Azienda | Restano in azienda | SÌ (l’azienda usa la liquidità) |
| Fondo Pensione | Vanno al Fondo esterno | NO (i soldi escono ogni mese) | |
| 50 o più dipendenti | TFR in Azienda | Vanno alla Tesoreria INPS | NO (deve versarli all’INPS) |
| Fondo Pensione | Vanno al Fondo esterno | NO (deve versarli al fondo) |
Calcolo tassazione richiesto in anticipo
Come per la liquidazione finale, anche sull’anticipo del TFR erogato dall’azienda si applica il meccanismo della tassazione separata (con il calcolo dell’aliquota media).
Attenzione alla distinzione: l’anticipo del TFR lasciato in azienda segue la tassazione separata, mentre le anticipazioni da fondo pensione hanno regole fiscali proprie, diverse per spese sanitarie, prima casa e altre esigenze.
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Cosa fa l’azienda: calcola e trattiene le tasse dall’anticipo lordo e le versa allo Stato con il modello F24.
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Cosa succede al bilancio aziendale: l’anticipo erogato riduce direttamente i debiti per il TFR che l’azienda ha verso il dipendente (voce Fondo TFR nel Passivo dello Stato Patrimoniale). Non si tratta di un “credito verso altri”.
Calcolare la tassazione con Excel
Uno dei metodi per calcolare il TFR e la relativa tassazione da corrispondere al lavoratore è creando un modello in Excel. Per il calcolo del trattamento di fine rapporto è necessario creare un foglio per ogni lavoratore dove riportare:
- La data di inizio rapporto
- La data di fine rapporto
- La retribuzione annua lorda
- La base imponibile
- L’importo di TFR già maturato
- Una tabella di calcolo ponderata per il 75% dell’indice dei prezzi al consumo
L’importo ottenuto maggiorato dell’1,5% permette di avere il TFR lordo al quale sottrarre le imposte previste.
A questo punto, è necessario creare altri due fogli distinti. Il primo da riservare ai soli lavoratori che hanno optato per il TFR in azienda o che hanno richiesto l’anticipo, il secondo per i lavoratori che invece hanno preferito accantonare il TFR nel fondo pensione.
Excel andrebbe configurato in maniera tale che in automatico calcoli la base imponibile, tenendo presente le differenze tra i due diversi sistemi di accantonamento e riportate nei paragrafi precedenti.
Per evitare errori ricorrenti, il file dovrebbe includere celle bloccate per aliquote, coefficienti e formule, più un registro modifiche con data, autore e motivazione dell’aggiornamento.
Esempio tassazione del TFR
Vediamo un esempio pratico di come calcolare la tassazione del TFR, tenendo conto che questi numeri potrebbero cambiare in base alle numerose casistiche e che soltanto un professionista potrà eseguire un calcolo preciso.
Per capire l’impatto fiscale sui numeri, prendiamo come esempio un TFR lordo accantonato di 10.000 €.
- TFR in azienda: applicando l’aliquota IRPEF base del 23%, il dipendente riceverà un importo netto di circa 7.700 € (se l’aliquota media del lavoratore negli anni è più alta, il netto si ridurrà ulteriormente).
- TFR in un fondo pensione: il netto finale sarà compreso tra 8.500 € (applicando l’aliquota iniziale del 15%) e 9.100 € (applicando l’aliquota minima del 9% per chi ha almeno 35 anni di iscrizione).
Ottimizza tassazione TFR e anticipo TFR con Factorial
Il calcolo del trattamento di fine rapporto è un’operazione abbastanza complessa e ancor di più lo sono le relative imposte da versare.
Mantenere traccia della situazione di ogni dipendente è quanto mai importante onde evitare sia di sbagliare i calcoli, sia eventuali contenziosi successivi alla conclusione del rapporto di lavoro.
Utilizzare appositi fogli di calcolo Excel e software HR per la gestione delle risorse umane permette di tenere traccia di:
- Data d’inizio e fine rapporto
- Ferie e permessi (o solo permessi)
- Straordinari
- Modalità di TFR adottato
Di conseguenza, evita l’insorgere di situazioni spiacevoli, senza contare il risparmio di tempo dato dal non dover rielaborare l’intera storia del dipendente in azienda una volta raggiunta l’età pensionabile o in caso di dimissioni o licenziamento.
Come datore, l’importante è tenere sotto controllo la situazione lavorativa di ogni lavoratore in azienda. In tal senso utilizzare software come Factorial, ti permette di gestire la forza lavoro in azienda, monitorando e gestendo con facilità tutte le richieste, (ferie, permessi, buste paga, TFR), le comunicazioni e tanti altri aspetti che riguardano le risorse umane in azienda.
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Domande frequenti relative alla tassazione TFR
Come viene tassato il TFR al momento della liquidazione?
Dipende. Se lasciato in azienda (o al Fondo Tesoreria INPS): è soggetto a tassazione separata con un’aliquota IRPEF media (generalmente tra il 23% e il 43%). Il datore applica una trattenuta provvisoria e l’Agenzia delle Entrate provvede al conguaglio definitivo. Se destinato a un fondo pensione: gode di una tassazione sostitutiva agevolata con aliquota ridotta che va dal 15% al 9%, a seconda degli anni di iscrizione alla previdenza complementare.
Qual è la percentuale di tasse sul TFR?
La percentuale dipende dalla destinazione scelta. In azienda: varia dal 23% al 43% (in base al reddito medio del lavoratore). Nel fondo pensione: varia dal 15% al 9% (si riduce dello 0,30% all’anno dopo il 15° anno di iscrizione).
Quanto è tassato il TFR in busta paga?
L’importo del TFR riportato nella riga del cedolino mensile è completamente lordo. Si tratta di un valore teorico accantonato nel mese che non è stato ancora sottoposto ad alcuna trattenuta fiscale.
Come si calcola la tassazione del TFR?
Per calcolare la trattenuta sull’importo lordo (al netto delle rivalutazioni finanziarie) ci sono vari step.
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Si divide il TFR lordo per gli anni di servizio e si moltiplica per 12, trovando il reddito di riferimento.
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Si calcola l’imposta teorica applicando al reddito di riferimento i normali scaglioni IRPEF.
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Si determina l’aliquota media (rapporto tra imposta teorica e reddito di riferimento).
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Si applica questa aliquota media all’intero TFR lordo per ottenere le tasse dovute.

