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Inboarding vs Onboarding: definizioni e differenze con esempi [+ Checklist]

Le persone sono il capitale più prezioso di un’azienda. Pertanto, sia che si tratti del primo giorno di un lavoratore, sia che si abbia un rapporto a lungo termine, bisogna guidare e seguire i passi dei dipendenti in azienda per assicurarsi che si sentano a proprio agio con l’azienda e possano raggiungere gli obiettivi professionali. Per facilitare questo lavoro, è molto importante stabilire un buon piano di onboarding e inboarding per i dipendenti, che si concentrano sulle persone e aiutano nella loro crescita.

Queste strategie sono progettate dalla Direzione Risorse Umane che avrà il compito vigilare su di loro e sui dipendenti, in modo da tenere in conto la soddisfazione del lavoro, valorizzando di più i collaboratori e aumentando sia il loro impegno che la fedeltà all’azienda.

Sai come organizzare un piano di onboarding per quei lavoratori che entrano a far parte della tua azienda? O ti piacerebbe motivare di più ai tuoi dipendenti? Qui in seguito, descriviamo in dettaglio le differenze tra onboarding e inboarding, oltre ai consigli da mettere in pratica.

Scarica qui la checklist per l’Onboarding dei dipendenti

Come stabilire un buon onboarding o inboarding aziendale?

Bastano appena 7 secondi affinché la nostra mente crei una prima impressione. Per questo, prima dell’arrivo di un nuovo dipendente, è importante riceverlo con un buon piano di onboarding, in modo da poter dare un’immagine positiva della propria azienda e stimolare i candidati a lavorare per la nostra azienda.

Il piano di accoglienza e onboarding sarà tanto vantaggioso per il candidato quanto per l’azienda, poiché, secondo le statistiche, dopo una cattiva esperienza durante il primo giorno, il 4% dei dipendenti lascia la posizione lavorativa, cosa causa un costo che rappresenta il triplo dello stipendio dell’ex dipendente.

Segui questi passaggi per ottenere un onboarding di successo:

  • #1 – Prima di far iniziare il primo giorno, puoi richiedere tutta la documentazione necessaria (la fotocopia del documento di identità e il numero di conto bancario).
  • #2 – Resta in contatto con il candidato prima di iniziare, invia un’e-mail e fallo sentire felice di lavorare con te.
  • #3 – Assicurati che il primo giorno tutto ciò che riguarda l’elettronica e l’informatica sia risolto (computer, e-mail, telefono, fotocopiatrice, ecc.)
  • #4 – Comunica l’arrivo inviando un’e-mail a tutto il team informando del nuovo collaboratore e di alcune caratteristiche che lo descrivano.
  • #5 – Prepara l’organigramma dell’azienda in modo che il nuovo arrivato possa identificare le persone a cui rivolgersi in caso di bisogno.
  • #6 – Seleziona un accoglitore che mostri le postazioni in modo che sia una guida e un punto di riferimento per il nuovo dipendente nei suoi primi giorni.
  • #7 – Crea un pacco di benvenuto e consegnalo ai nuovi dipendenti. Questi kit possono contenere materiali per l’ufficio con il logo, magliette o tazze.

Onboarding e inboarding, sai in cosa si differenziano?

Abbiamo già visto che l’onboarding è il piano di accoglienza che un’azienda sviluppa per accogliere un nuovo lavoratore. Ma cos’è l’inboarding? Si riferisce al piano d’azione che il dipartimento Risorse umane sviluppa per trattenere i talenti e aiutarli a crescere all’interno dell’azienda.

In molte occasioni, impegno e tempo vengono investiti nell’istruzione e nella formazione di nuovi dipendenti nella nostra azienda, ma lo stesso raramente viene fatto con i lavoratori che sono stati con noi per un po’ più di tempo. Secondo il Workforce Learning Report 2019 di LinkdIn, il 94% dei dipendenti prolungherebbe la propria permanenza in un’azienda se investisse nella formazione dei propri lavoratori.

Quando un dipendente decide di lasciare il proprio lavoro, dovremmo chiederci quali sono state le sue ragioni per farlo. E sappiamo tutti cosa significa quando uno dei nostri dipendenti ci lascia: perdiamo un professionista con conoscenza ed esperienza e ciò comporta la formazione di una nuova persona. Pertanto, scommettere sui lavoratori che abbiamo nel nostro staff attraverso un piano di inboarding sarà il modo migliore per raggiungere l’eccellenza come azienda.

Ma come possiamo far decidere a un lavoratore di restare quando può trovare qualcosa di meglio fuori? I motivi per cui i dipendenti decidono di cambiare lavoro sono generalmente per ottenere uno stipendio migliore, una posizione più elevata, condizioni migliori o una formazione migliore. Tenendo questo in conto, dovremmo essere in grado di rilevare le aspirazioni  dei collaboratori e offrire loro ciò di cui hanno bisogno.

onboarding significato

Scommetti sull’inboarding

L’obiettivo dell’inboarding è investire in persone che fanno già parte del nostro team invece di cercare talenti all’esterno. Pertanto, progettare un buon piano sarà essenziale per motivare i nostri dipendenti, poiché i dipendenti felici rendono un’azienda produttiva.

Metti in pratica i nostri suggerimenti:

1. Comunica i risultati

È possibile inviare un’e-mail all’intera azienda per congratularsi con una persona o un team per il raggiungimento di un obiettivo in azienda. Questo può essere un buon modo per mantenere la motivazione e il desiderio di continuare a crescere internamente.

2. Crea un piano individuale

Ogni lavoratore è diverso. Pertanto, è interessante progettare un piano che li aiuti a ottenere ciò che vogliono in azienda. A volte alcuni lavoratori possono sentirsi meno apprezzati per avere uno stipendio inferiore o per non avere benefici migliori. Prima che si verifichi questa sensazione, siediti con loro per spiegare la loro situazione e come sono in grado di crescere in azienda.

3. Promuovi le iniziative after work

Molte volte ciò che differenzia un’azienda da un’altra sono le buone iniziative e lo spirito che si percepisce nell’ambiente. Per promuovere le relazioni con i dipendenti, pianifica un incontro o una serata tranquilla per bere qualche birra dopo il lavoro per esempio.

4. Formazione

Investi in corsi in modo che i tuoi dipendenti continuino a formarsi nel settore e migliorino i compiti che svolgono. A volte, quando un lavoratore viene promosso, si capisce che è già un esperto del settore, ma molte volte ha bisogno di ulteriore formazione.

Per effettuare onboarding o inboarding non è necessario investire migliaia di euro, basta pensare ad un buon piano a vantaggio sia dei dipendenti che dell’azienda. Inoltre, oggi esistono strumenti online per i reparti delle Risorse Umane che facilitano il lavoro quotidiano più ingombrante, come la gestione delle ferie, dei contratti o delle buste paga, e quindi puoi concentrarti sulla creazione di strategie che aggiungano valore all’azienda.

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Isotta è Content Marketing Specialist in Factorial ed è appassionata di comunicazione, copywriting, social media e HR. Ama la natura, viaggiare e giocare a pallavolo.

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