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Soft skills 2021: significato e lista delle più richieste sul lavoro

Le soft skills 2021: cosa sono? Quali sono quelle più importanti per le aziende di oggi?

Per qualsiasi responsabile delle risorse umane, il modo in cui viene effettuata la valutazione dei dipendenti rappresenta un passaggio fondamentale sia durante il processo di ricerca e selezione, che in occasione delle revisioni periodiche delle performance lavorative.

Per moltissimo tempo, ci si è basati su elementi e metriche di valutazione esclusivamente tecnici per la misurazione delle capacità di candidati e lavoratori, mettendo numeri e risultati davanti a qualsiasi altro tipo di aspetto.

La realtà dei fatti, però, è che con il passare degli anni sia manager che addetti al recruiting si sono resi conto di quanto le competenze trasversali dei lavoratori siano fondamentali per il loro successo. Sia da un punto di vista meramente professionale, che da un punto di vista di condivisione e contribuzione a quelli che sono i valori e la cultura di un’azienda.

Per questo motivo, le aziende del futuro sono alla ricerca di canditati e collaboratori che abbiano innanzitutto le giuste soft skills.

In questo articolo, scopriamo cosa sono le soft skills, come si differenziano dagli altri tipi di competenza e quali saranno le soft skills 2021 più richieste.

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Cosa sono le soft skills 2021?

Partiamo dall’inizio: qual è il significato di soft skills? Spiegate in poche parole, le soft skills rappresentano tutte quelle caratteristiche e capacità personali che permettono ad un individuo di interagire in modo naturale ed efficace con le altre persone. Sono abilità molto importanti, in quanto rappresentano una sorta di specchio del livello di intelligenza emotiva di una persona. Un altro modo di definire questo tipo di capacità è l’espressione “people skills”, ad evidenziare l’importanza di queste abilità nei contesti di interazione sociale.

È possibile insegnare le soft skills ad un dipendente? La risposta è che dipende. In una certa misura, le soft skills possono essere insegnate e acquisite da qualsiasi persona. Nonostante ciò, esistono delle soft skills (come l’empatia) che sono naturali ed innate in ogni persona. Non esiste una scienza esatta, semplicemente ci sono alcune persone che sembrano essere naturalmente portate a parlare in pubblico, o a relazionarsi con le persone con estrema facilità.

Esistono persone che potremmo definire “leader nati”, perché indirizzare gli altri e dare il buon esempio sembra venire loro naturale, anche se non hanno imparato queste abilità a scuola.

Anche se non tutti possiamo possederle tutte, la verità è che ognuno di noi nasce con le proprie soft skills. L’importante è scoprirle, metterle in pratica, sfruttarle e migliorarle, in modo che possano rappresentare sia un vantaggio che una risorsa importante nella propria vita professionale.

La differenza tra soft skills e hard skills

Ora che le abbiamo identificate, per capire ancora meglio le soft skills è importante capire cosa le differenzia dalle altre capacità valutate sul mercato del lavoro, dette hard skills.

Le soft skills, come dicevamo, sono abilità legate strettamente all’intelligenza emotiva e sono abilità naturali che ci aiutano a interagire bene con gli altri. Sono utilissime in tutti i settori e in qualsiasi tipo di lavoro, oltre che nella vita personale. Le hard skills, invece, sono solitamente abilità tecniche specifiche e relative al lavoro che vengono apprese ed assimilate attraverso l’istruzione, la formazione e l’esperienza.

In realtà le soft skills sono capacità, il che significa che non sono misurabili con mezzi convenzionali come test ed analisi. Una persona dotata di numerose soft skills non potrà dimostrarle durante un colloquio, ma potrà semplicemente trasmetterle con il suo modo di fare. Le hard skills, al contrario, non seguono la stessa logica. Sono abilità facilmente misurabili tramite prove, test o analisi di qualsiasi. Rappresentano la capacità tecnica di raggiungere risultati e risolvere problemi.

Come bilanciare soft skills e hard skills?

Nel mercato del lavoro di oggi, soprattutto quando si parla di recruiting, i responsabili HR is trovano spesso a dover “scegliere” tra soft skills e hard skills nel momento di selezionare i propri candidati. Rispetto al passato è evidente il crescente interesse nei confronti delle capacità interpersonali dei candidati, rispetto alle loro capacità tecniche.

A prescindere da tutto, le soft skills e le hard skills dei lavoratori dovrebbero completarsi a vicenda per poter far sì che l’insieme totale delle abilità presenti in azienda sia bilanciato.

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La lista delle soft skills 2021 più importanti

Come abbiamo detto, le soft skills rappresentano un asset importante per qualsiasi azienda, in qualsiasi settore. Datori di lavoro e responsabili HR stanno ponendo sempre più attenzione nella valutazione di queste abilità personali sia durante i processi di selezione che nel momento della revisione periodica delle performance dei dipendenti.

Questo avviene perché ci si è resi conto che queste capacità possono avere un impatto positivo di lungo periodo sulle performance di un’azienda e sul mantenimento della sua cultura aziendale. Le soft skills vengono viste come una sorta di “collante” che tiene insieme le persone, come dei “pilastri” su cui un’azienda può sorreggersi e fiorire.

Ma quali sono, quindi, le quali sono le soft skills 2021 più richieste per il futuro? Ecco una lista delle soft skills 2021 più importanti che non dovrebbero mancare nella tua azienda.

Capacità di comunicazione

La capacità di comunicare in modo efficace è una delle primissime soft skills che  datori di lavoro e recruiter cercano nei candidati, soprattutto quando si parla di posizioni manageriali o dirigenziali.

Avere una buona capacità di comunicazione significa riuscire ad esprimersi in maniera chiara ed efficace, per riuscire lavorare meglio con le altre persone, soprattutto quando il lavoro comporta l’interazione con un team.

La comunicazione, però, non è qualcosa di univoco ma è un processo bidirezionale. Essere in grado di parlare, spiegare e comunicare non basta. Un dipendente con buone capacità comunicative dev’essere in grado prima di tutto di ascoltare le altre persone. Sa capire quando è il momento di parlare e quando è il momento di ascoltare.

Idealmente, dovrebbe intuire come e quando modificare il modo in cui comunica, in base alla situazione, all’argomento e alle circostanze del momento.

Capacità di adattamento

Nella vita, come nel lavoro, sapersi adattare è fondamentale. Un lavoratore capace di farlo è una persona capace di inserirsi ovunque, indipendentemente dalla mansione o dal team che gli viene assegnato. Può passare da un progetto o da un contesto all’altro senza problemi, riuscendo comunque a fare il proprio lavoro anche in caso di cambiamento delle variabili circostanti.

Un dipendente di questo tipo risulta molto affidabile, soprattutto in occasione di imprevisti o situazioni inaspettate. La capacità di adattamento in un lavoratore è sintomo del suo livello di duttilità e versatilità, nonché della sua capacità di resistenza. Caratteristiche fondamentali soprattutto in momenti chiave in cui la pressione o il tempo a disposizione per completare un lavoro rendono complicato il lavoro.

Capacità di lavorare in team

Sia che un dipendente debba gestire molti progetti con il proprio team o semplicemente partecipare a qualche riunione di tanto in tanto, è importante che sia in grado di lavorare bene con le altre persone che lo circondano. Deve essere in grado di lavorare con gli altri anche senza condividere necessariamente sempre lo stesso punto di vista.

La capacità di lavorare in team di una persona contribuisce al raggiungimento dell’obiettivo comune: collaborare e discutere in maniera positiva per raggiungere un compromesso che porti un vantaggio ad entrambe le parti. Ci sono persone che si sentono naturalmente a proprio agio nel “negoziare” e nel discutere con le altre persone, per poi, portare avanti una sana ed efficace collaborazione.

Empatia

L’empatia è la capacità di mettersi nella posizione di un’altra persona, dal punto di vista personale. Il classico detto “mettersi nei panni degli altri” significa proprio questo: avere più empatia, cercare di provare o capire ciò che un’altra persona sta provando o sentendo. Capire le altre persone sforzandosi di guardare le cose dal loro punto di vista.

Una cosa è affermare di capire come si sente un’altra persona, ma è un’altra cosa è sforzarsi davvero di mettersi nella sua posizione, e immaginare di essere la persona che sta vivendo quella situazione. L’empatia dà una comprensione più profonda delle altre persone, permettendo di relazionarsi meglio con gli altri.

L’empatia è una soft skills preziosissima, che ha davvero il potere di portare gioia, serenità e un clima di collaborazione e intesa in qualsiasi team.

Diplomazia

Sapere come porsi con le altre persone è una delle cose più difficili da capire per chiunque, soprattutto quando ci si trova in una situazione di disagio o incomprensione.

I litigi e le incomprensioni sono purtroppo inevitabili in qualsiasi posto di lavoro. Per quanto si possa cercare di “scansarli”, di tanto di in tanto accadono ed è facile comportarsi nella maniera sbagliata quando ci si trova nel mezzo di una situazione come un litigio.

La diplomazia è una sorta di “arte” di quei dipendenti che sono più capaci di rimanere calmi, portare sempre il giusto rispetto e ponderare quando gli animi si scaldano. Dove la maggior parte delle persone perderebbe la testa o si farebbe prendere dal panico, un lavoratore dotato della giusta diplomazia si manterrà professionale, nelle parole e nei gesti.

Etica lavorativa

L’etica lavorativa è un’altra importante soft skills, che non dovrebbe mai mancare a nessun lavoratore. Questa abilità definisce innanzitutto la morale e l’integrità di una persona, punto fondamentale per costruire qualsiasi tipo di rapporto di lavoro.

Non è strano, quindi, che datori di lavoro e recruiter cerchino candidati con una marcata etica lavorativa in quanto, questo tipo di persone, sono quelle su cui poter fare davvero affidamento:  si presentano al lavoro in orario, completano i compiti che gli vengono assegnati in modo tempestivo e professionale e rimangono concentrate, coinvolte e organizzate.

L’etica del lavoro è una soft skill che dimostra la convinzione delle persone verso dell’importanza del lavoro e la loro capacità di mantenere saldi i propri principi e il proprio carattere.

Creatività

La creatività è una soft skill piuttosto ampia e variegata ma che, in moltissimi contesti lavorativi può portare quel “tocco” in più che fa la differenza. Non si tratta solo della capacità di creare concetti innovativi, design, testi o slogan pubblicitari.

Stiamo parlando della capacità di affrontare situazioni, problemi e progetti con un approccio innovativo, che vada al di là degli schemi classici. Un creativo è un innovatore per definizione, e sappiamo benissimo quanto la capacità di innovare sia un motore potentissimo per qualsiasi tipo di azienda. In un mondo che continua a muoversi velocissimo, avere la giusta dose di creatività nella propria azienda può portare a raggiungere risultati insperati.

Capacità di leadership

Anche se non tutte le posizioni lavorative implicano l’assunzione di un ruolo manageriale, moltissimi recruiter e datori di lavoro sono interessati a comprendere le capacità di un dipendente gestire delle altre persone.

La capacità di leadership non significa solamente saper prendere le decisioni giuste al momento giusto, mantenere le persone “al proprio posto” e controllare che i loro livelli di performance siano adeguati. Essere dei veri leader significa saper mettere il proprio team al primo posto ed essere genuinamente interessati nella soddisfazione e nello sviluppo delle persone che si gestiscono.

Un vero leader da l’esempio, non giudica. Prende per mano i membri del suo team e li aiuta a dare il loro meglio. È capace di farsi avanti in una situazione difficile e contribuire a risolverla. Ecco perché una soft skill come un’innata capacità di leadership è così preziosa.

Gestione della pressione

Com’è normale che sia, certi dipendenti sono più bravi di altri a gestire lo stress. Mentre alcune persone rischiano di avere esaurimenti nervosi e sviluppare squilibri al minimo accenno di pressione, c’è chi riesce invece ad andare avanti senza problemi, continuando a fare il proprio lavoro anche quando i livelli di pressione arrivano ad essere particolarmente elevati.

Nessun lavoratore dovrebbe essere sottoposto ad eccessiva pressione. Tuttavia, è innegabile che in alcuni specifici frangenti la pressione sia un elemento inevitabile in qualsiasi lavoro ed è quindi importante che la persona sia in grado di gestirla adeguatamente.

La capacità di gestire lo stress e la pressione è un’abilità molto apprezzata nei dipendenti,  perché dimostra la loro capacità di rimanere produttivi e non influenzare negativamente gli altri nelle situazioni più complicate.

Senso dell’umorismo

Potrà sembrare banale ma il senso dell’umorismo e la capacità di sdrammatizzare, rappresentano una soft skills davvero portentosa. Il senso dell’umorismo toglie quella patina di serietà e pesantezza eccessiva che alcune situazioni lavorative assumono senza motivo.

Permette di creare un ambiente piacevole per tutti, alleggerendo le situazioni di stress e di tensione trasportando l’attenzione di tutti verso il lato positivo. È una soft skills strabiliante in quanto permette alle persone anche di non prendere troppo sul personale i feedback o i commenti più o meno positivi che possono arrivare.

Una persona con il giusto senso dell’umorismo sarà sempre quel dipendente del quale i colleghi saranno felici di avere attorno e del quale sentiranno la mancanza quando non è in ufficio. Un dettaglio di certo non da poco.

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Capacità di problem solving

Problem solving, dall’inglese “risoluzione dei problemi”. La capacità di problem solving dei dipendenti è una fra le soft skills più ricercate nel mercato del lavoro. Strettamente legata alla capacità di adattamento, questa abilità permette ai lavoratori di districare le situazioni più complicate, mantenendo la calma e il focus sui propri obiettivi.

Guardandola da vicino, in realtà, è forse la più tecnico-analitica tra le soft skills, ma è comunque un’abilità che non si impara a scuola o sui libri di testo. Il problem solving unisce diverse capacità dell’individuo che permettono di prendere una situazione di caos, problema o difficoltà ed applicare tutto quell’insieme di ragionamenti necessari a venire a capo dei problemi.

Analisi, pensiero laterale, capacità decisionali e perseveranza sono solo alcune delle micro-abilità che permettono ad una persona dotata di una buona capacità di problem solving di risolvere problemi apparentemente complicati.

Come aiutare i dipendenti a sviluppare le proprie soft skills?

Una volta capite quali sono le soft skills più importanti per un lavoratore e su quali focalizzarsi durante i propri processi di selezione, è importante anche capire come poterle valutare e incentivare nei nostri dipendenti.

Come posso stimolare l’esercizio e la pratica di queste soft skills 2021 nei dipendenti della mia azienda? Questa è una domanda che tutti i responsabili HR dovrebbero porsi. Da parte nostra, ecco alcune idee:

  • Incentivare l’apertura al cambiamento: promuovere una cultura aziendale flessibile, nella quale le priorità e le interazioni fra le persone cambiano rapidamente può dare ai tuoi dipendenti la possibilità di sviluppare le proprie capacità interiori.
  • Investire in formazione “non lavorativa”: la formazione del personale non dovrebbe limitarsi alle hard skills. Proporre corsi o seminari focalizzati sullo sviluppo di una soft skills può essere sicuramente d’aiuto.
  • Incentivare le connessioni interpersonali: gli eventi e il cosiddetto “team building” non rappresentano solo occasioni per divertirsi. L’interazione con le persone al di fuori del contesto lavorativo è importante per il confronto, il cambio di prospettiva e lo sviluppo di capacità interpersonali.

Scritto daMatteo Pizzinato

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