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Workation: come implementarle durante telelavoro e smart working

Con l’avanzare della tecnologia nascono nuove modalità che arrivano a trasformare completamente il mondo del lavoro e il modo in cui gestiamo le risorse umane, proprio come il concetto di workation.

Una di queste nuove metodologie dirompenti è direttamente correlata al boom del telelavoro derivante dalla crisi del Covid-19, combinato con il recente new normal in cui sono possibili una maggiore circolazione e spostamenti. Parliamo di workation.

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Cos’è il workation? Significato

Sebbene la terminologia sia stata introdotta di recente all’interno del mondo aziendale, la verità è che questo concetto è in vigore da molto tempo, solo nelle mani dei liberi professionisti e dei cosiddetti nomadi digitali. Ma cosa significa nello specifico “workation”, come puoi implementarlo nella tua azienda e, cosa ancora più importante: porta davvero beneficio al tuo personale?

Come molti concetti attuali nelle risorse umane, questo nuovo termine è un anglicismo che combina due idee diverse e persino tradizionalmente incompatibili. Da una parte, work o lavoro e dall’altra vacation, o ferie.

In definitiva, ciò che fa è combinare precisamente entrambi i mondi, lavorando mentre siamo in vacanza e al tempo stesso possiamo anche essere in vacanza mentre lavoriamo.

La fine dei legami imprescrindibili con gli spazi di lavoro grazie all’ingresso massiccio delle idee di lavoro remoto e homeoffice, si traduce in un cambiamento totale di paradigma rispetto al modo in cui concepiamo il lavoro stesso. Tanto che ci sono già iniziative private e governative che propongono una giornata lavorativa di 4 giorni invece di quella attualmente.

È in questo contesto che nasce a tal fine l’idea di una crescita professionale senza confini fisici e, con il ritorno dei viaggi internazionali e la fine delle restrizioni, sempre più persone scelgono di lasciare casa per lavorare da un altro territorio.

Ciò si riflette in un rapporto pubblicato dal colosso dei viaggi Booking, che assicura che il 37% dei suoi utenti prolunghi i propri soggiorni di vacanza di una o anche due settimane per rimanere a destinazione, mentre torna alle proprie funzioni lavorative a distanza.

Workation, quello che fino a pochi mesi fa era solo una tendenza o una moda nel settore dei viaggi e del turismo, è sempre più vicino al passaggio a una tendenza in hr che dobbiamo iniziare a contemplare fin da subito.

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Workation: come si implementa

È sempre opportuno ricordare che, al momento, non esiste una metodologia specifica e nemmeno leggi che regolino la nozione di “workation”. Questo non solo perché si tratta di un’idea relativamente nuova, ma perché, data la natura di questa forma di performance, sarebbe complesso stabilire delle linee guida troppo rigide.

Tuttavia, in generale, possiamo dire che implementare un sistema di workation implica poter svolgere i nostri compiti fuori dall’ufficio e anche da un altro paese, avendo un carico di lavoro sufficientemente leggero da consentirci di combinare tempo libero e obblighi entro un lasso di tempo stabilito.

Un lavoratore può essere ufficialmente in ferie e rimanere online svolgendo alcuni compiti specifici come se fossero “compiti passivi”.

Allo stesso tempo, un dipendente può svolgere il suo lavoro quotidiano con questo stesso volume di lavoro “leggero” che consente un elevato grado di relax anche all’interno dell’ufficio.

Qualunque sia la modalità che scegliamo (cioè la più adatta e preferita dal lavoratore), le procedure amministrative che dobbiamo svolgere rimangono le stesse applicate in tutto ciò che riguarda le ferie, la rilevazione delle presenze, la firma digitale e il controllo orario.

Quando un’azienda decide di scommettere su workation, la cosa più naturale è che le giornate e le spese associate devono essere pagate dal datore di lavoro. In effetti, si tratta di un beneficio o molte volte fa parte di un sistema di premi o riconoscimenti di lavoro. In questo caso è necessario che valutiamo nel dettaglio a quali team o lavoratori daremo questo beneficio, per quanto tempo, a quali condizioni e, cosa ancora più importante, quale sarà la destinazione.

Come datori di lavoro dobbiamo scegliere un luogo “work friendly” in cui il professionista disponga di risorse fisiche e immateriali (mobili per ufficio, connettività, ecc.) sufficienti per poter svolgere le proprie funzioni. Tutto ciò avrà un impatto sulla nostra gestione delle spese ed è fondamentale tenerne conto.

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Benefici della politica di workation

In linea di massima, il principale vantaggio che si ha nello scommettere su “workation”, logicamente, ha a che fare con il comfort per chi ne gode in relazione al miglioramento del proprio benessere lavorativo e alla riduzione dello stress  da lavoro e, più precisamente, del tecnostress associato al telelavoro. Tuttavia, ci sono anche altri benefici che hanno un impatto anche sugli obiettivi e sulla gestione interna dell’azienda.

  • Consente di usufruire di periodi commerciali di scarsa attività.
    Molte industrie subiscono drastiche oscillazioni in termini di carico di lavoro a seconda del periodo dell’anno a causa della stagionalità. In questo caso, concedere ai dipendenti un periodo di workation può aiutare a massimizzare la loro motivazione senza necessariamente diminuire le prestazioni dell’azienda.
  • Consente di prolungare i periodi di riposo.
    Essere in vacanza e restare a casa non si  percepisce come una vera vacanza, vero? Ebbene, accade il contrario quando usciamo dalla nostra casa. Quando un lavoratore va in ferie e si allontana dalla sua abitazione, questo ha un impatto molto positivo sul suo benessere fisico e mentale. Quando si opta per workation, è possibile che il dipendente prolunghi la sua permanenza poiché, anche se sta lavorando, continuerà a sentire le ripercussioni positive dell’essere fuori casa.
  • Incoraggia la creatività.
    Riposo, disconnessione e noia non godono della migliore reputazione, ma sono la ricetta ideale per nutrire la nostra immaginazione. Workation ci permette di tagliare con il ritmo iperstimolante che attraversiamo ogni giorno e permette alla nostra creatività di fiorire riuscendo a migliorare l’equilibrio della vita personale e professionale in un ambiente diverso. Cambiare l’ambiente aiuta a vedere le cose da un’altra prospettiva e ad essere in grado di creare nuove iniziative che portano a migliori prestazioni lavorative.
  • È un fattore di ritenzione del talento.
    Discutiamo spesso dell’importanza di attrarre e trattenere professionisti altamente qualificati come principale vantaggio competitivo. Perché ciò accada, ci sono molteplici iniziative che possono essere implementate, come avere piani di formazione, riconoscimento e compensazione flessibili. Worketion può essere solo uno di questi fattori. Concedere ai dipendenti un periodo di vacanza con mansioni passive in una destinazione paradisiaca è senza dubbio un elemento che può influenzare significativamente la decisione di una persona di entrare e rimanere nella nostra organizzazione.
  • È un’ottima occasione per fare squadra.
    Rafforzare i legami sociali all’interno di un’azienda è sempre una priorità che dobbiamo considerare. Questo non significa forzare le amicizie (che possono o meno nascere), ma piuttosto creare un ambiente che consenta ai team di lavorare con successo, in maniera altamente produttiva e che aiuti l’azienda a raggiungere i propri obiettivi di business. Un viaggio di gruppo in cui i lavoratori possono divertirsi e svolgere le proprie mansioni è un’attività particolarmente propizia a questo scopo.

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Esempi e modalità di workation

L’aspetto positivo di introdurre o interiorizzare in noi stessi nuovi concetti come questo, è l’ampia gamma di possibilità e variabili che vengono presentate quando bisgona poi andare a metterli in pratica. Quando workation sono incluse nell’employee journey, saranno strettamente correlati alle politiche e alla cultura della nostra organizzazione.

Workation tipiche possono essere viste semplicemente, come abbiamo già accennato, come il prolungamento della permanenza in vacanza da parte del lavoratore di propria iniziativa. Sempre che abbiamo la possibilità e i termini contrattuali adeguati per il telelavoro o il lavoro ibrido.

Quando l’iniziativa di workationa viene proposta dall’azienda, questa può essere vista come una combinazione tra un tradizionale viaggio di lavoro e le vacanze di una vita. È importante, come detto sopra, assicurarsi che le condizioni di lavoro siano idonee per i lavoratori e che il fuso orario di destinazione sia compatibile con gli orari in cui si trovano gli uffici e che ciò non implichi, ad esempio, che il lavoratore debba richiedere delle ore di straordinari o lavorare in orenotturne (se il tuo regime aziendale attuale non le prevede).

Le workation si presentano nel nostro orizzonte lavorativo come una modalità di lavoro che, in non troppo tempo, si consoliderà come la risposta ideale per conciliare con successo vita professionale e vita personale. Godersi il lavoro lontano da casa e fare un uso intelligente della tecnologia per rimanere attivi combinando il piacere del tempo libero sarà probabilmente una tendenza che vedremo crescere nei tempi a venire.

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Questo articolo è disponibile anche in: Español

Isotta è Content Marketing Specialist in Factorial ed è appassionata di comunicazione, copywriting, social media e HR. Ama la natura, viaggiare e giocare a pallavolo.

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