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Gestione ferie e permessi

Permessi retribuiti: quali sono e come gestire le richieste in modo efficiente

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8 minuti di lettura
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Come gestisci i permessi retribuiti in azienda? Sai già quali sono tutti i permessi lavorativi retribuiti? Ogni dipendente ha diritto a godere all’occorrenza di alcuni giorni di assenza che dovrai comunque retribuire. Si tratta di un diritto garantito sia dalle leggi sia dai contratti collettivi nazionali.

Una gestione efficiente delle richieste dei permessi, come scoprirai leggendo questo approfondimento, è molto importante. I lavoratori possono così facilmente esercitare un diritto, e come datore non avrai difficoltà a gestire al meglio i turni di lavoro e a sopperire alla momentanea assenza del dipendente.

Prosegui quindi la lettura se desideri saperne di più sulle ore di permesso retribuite. Partendo dalla definizione, paragrafo dopo paragrafo, riporteremo le varie tipologie di permessi, come gestirli al meglio e come la tecnologia oggi può aiutarti, digitalizzando e automatizzando il processo di monitoraggio richiesta e approvazione dei permessi maturati da ogni lavoratore.

Cosa sono i permessi retribuiti 

I permessi retribuiti sono una particolare tipologia di assenza che consente ai lavoratori di assentarsi dal posto di lavoro per un determinato periodo di tempo (ore o giorni) continuando a ricevere regolarmente la retribuzione

Per sapere esattamente quali sono i permessi retribuiti spettanti al lavoratore, devi fare riferimento al CCNL applicato. Tuttavia, la legge prevede alcune tipologie di assenze retribuite che devono essere sempre garantite.

Alcune tipologie di permessi retribuiti tutelati per legge si ritrovano, ad esempio, nella nota Legge n. 300/70 (Statuto dei Lavoratori) e nella Legge n. 104/92. Tra le assenze regolate e retribuite rientrano solitamente:

  • i congedi matrimoniali;
  • la maternità;
  • i permessi per la nascita del figlio;
  •  i permessi per lutto.  

Sotto il profilo giuridico, i permessi retribuiti condividono con le ferie la natura di diritti irrinunciabili, basati sul principio per cui il lavoratore percepisce lo stipendio pur non prestando servizio. Tuttavia, a differenza delle ferie (che per legge non possono essere monetizzate se non alla cessazione del rapporto di lavoro), i permessi collettivi non goduti (come i ROL o le ex festività) prevedono generalmente la possibilità o l’obbligo di monetizzazione in busta paga alla scadenza dei termini stabiliti dal CCNL.  

Tipologie di permessi retribuiti 

Vediamo ora quali sono tutti i permessi lavorativi previsti dalle leggi e garantiti da ogni CCNL. 

Ti ricordo che alcuni Contratti Nazionali prevedono anche altre tipologie di permessi, ma non devono mai andare contro il principio di inderogabilità in pejus.  Questi, cioè, non possono in alcun modo peggiorare le tutele, i diritti e i trattamenti minimi stabiliti dalla legge a favore del lavoratore. Possono soltanto migliorarli (in tal caso si parla di deroga in melius).

Ecco tutti i permessi retribuiti che devi garantire al lavoratore:

  • Congedo matrimoniale, spetta ai lavoratori in occasione delle nozze. Ha una durata ordinaria di 15 giorni consecutivi, durante i quali il dipendente conserva il posto e la normale retribuzione. 
  • Congedo di maternità, è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro per le lavoratrici ha una durata complessiva di 5 mesi (strutturati solitamente tra i 2 mesi precedenti e i 3 successivi al parto, salvo flessibilità). L’INPS riconosce un’indennità pari all’80% della retribuzione, spesso integrata al 100% dal datore di lavoro in base al CCNL.
  • Permessi per l’assistenza dei disabili, possono richiedere i lavoratori aventi diritto e corrispondono a 3 giorni di permesso retribuito al mese per assistere il coniuge, i parenti o gli affini (fino al secondo grado, o in casi specifici fino al terzo) con disabilità grave.
  • Permessi studio e formazione, che spettano ai dipendenti studenti iscritti a corsi regolari. Questi sono retribuiti (spesso quantificati in monte ore specifici, come le storiche 150 ore annue) e definiti dai CCNL per la frequenza e la preparazione agli esami.
  • Permessi per visite mediche, regolati principalmente dai singoli CCNL, che stabiliscono le modalità di fruizione e l’eventuale utilizzo di appositi permessi o monte ore dedicati.
  • Permessi per donazione di sangue e di midollo: il lavoratore riceve sia la retribuzione per le ore di assenza fruite per la donazione di sangue o di midollo sia un giorno di riposo successivamente alla donazione.
  • Permessi per attività di volontariato e protezione civile, che spettano ai lavoratori impegnati in attività di volontariato iscritte negli appositi elenchi di protezione civile, che hanno diritto a permessi retribuiti per far fronte a emergenze, calamità naturali o attività formative autorizzate, nei limiti stabiliti dalla legge e dai CCNL.

A questi permessi si affiancano spesso quelli legati alle cosiddette ex festività (solennità civili soppresse ma convertite in permessi retribuiti o riposi compensativi dai CCNL, come il 4 novembre per l’Unità Nazionale o ex festività religiose come il Corpus Domini, a seconda degli accordi di categoria).

💡 Leggi il nostro approfondimento: Ex Festività: cosa sono questi permessi e come gestirli al meglio

Come richiedere i permessi retribuiti 

La gestione dei permessi retribuiti nelle piccole e medie imprese può avvenire attraverso differenti strumenti organizzativi, che variano in base alle dimensioni aziendali e al livello di digitalizzazione dei processi interni. 

Tra le modalità più diffuse ci sono:

  • Moduli cartacei standardizzati che il lavoratore compila e consegna al dipartimento risorse umane per la verifica della conformità e la successiva autorizzazione.
  • Posta elettronica, ovvero l’invio di una richiesta via e-mail, soluzione che riduce l’impiego di carta ma che può risultare poco efficiente nelle aziende con un numero elevato di dipendenti.
  • Fogli di calcolo (Excel), tramite l’utilizzo di file condivisi per tracciare le assenze. Questa opzione richiede tuttavia adeguate misure di sicurezza e restrizioni di accesso per garantire la conformità al GDPR in materia di protezione dei dati personali.
  • Comunicazione verbale, anche se si tratta di una modalità residuale, applicabile esclusivamente in realtà aziendali di piccolissime dimensioni, che richiede comunque una successiva formalizzazione scritta.
  • Software HR, ovvero soluzioni digitali dedicate che consentono ai dipendenti di inoltrare la richiesta tramite portale web o applicazione mobile, automatizzando i flussi di approvazione e la conservazione dei dati.

Indipendentemente dallo strumento adottato, la richiesta formale trasmessa dal lavoratore deve contenere i seguenti dati (considerati essenziali):

  • Nome, cognome e numero di matricola.
  • Qualifica o posizione ricoperta in azienda.
  • La tipologia specifica di permesso richiesto (es. ROL, ex festività, permessi previsti da specifiche normative).
  • La durata della richiesta, espressa in giorni o ore.

Come gestire i permessi retribuiti in modo efficiente 

Un piccolo anticipo su come gestire al meglio i permessi retribuiti lo hai sicuramente già notato: utilizzare un software HR può semplificare enormemente la gestione di tutte le richieste, soprattutto quando dispone di funzionalità avanzate pensate per:

  • Visualizzare il numero di ore o di giorni già richiesti e maturati da ogni lavoratore
  • Modificare rapidamente i turni di lavoro
  • Approvare le richieste direttamente da PC o smartphone

La presenza di queste funzionalità permette sia a te che ai lavoratori di risparmiare ore preziose di tempo e di avere sempre un piano di controllo della situazione. Inoltre, il nostro consiglio è quello di:

  • Definire una policy aziendale chiara: è opportuno stabilire regole trasparenti in merito ai criteri di fruizione dei permessi, ai termini di preavviso per l’inoltro delle richieste e agli strumenti informatici da utilizzare.
  • Garantire equità e trasparenza: una gestione uniforme delle domande previene l’insorgere di malumori e assicura il rispetto dei diritti contrattuali riconosciuti ai lavoratori.
  • Monitorare i flussi operativi: l’impiego di un sistema centralizzato permette di tracciare le presenze in conformità con la normativa vigente sulla privacy e sui controlli aziendali, assicurando il corretto funzionamento dei processi HR.

Digitalizzare le richieste di ferie e permessi: i vantaggi 

Sono molti i vantaggi di una gestione digitale delle ferie e dei permessi. Come scoprirai leggendo questo paragrafo, i benefici coinvolgono diversi aspetti. Noterai una riduzione nel tempo d’invio e di elaborazione delle richieste, l’instaurarsi di un clima più trasparente in azienda, una sostanziale riduzione dei costi e tanto altro. Più in dettaglio:

Maggiore efficienza

Come datore di lavoro, sicuramente sai quanto sia importante oggi affidarsi alla tecnologia con l’obiettivo di risparmiare tempo. Il principio è semplice: meno operazioni ripetitive e noiose i lavoratori devono portare a termine, più i dipendenti hanno tempo per concentrarsi sulle attività che influiscono realmente sulla produttività. Digitalizzare le richieste di ferie e permessi garantisce un notevole risparmio di tempo che non puoi non considerare.

Meno errori umani

Quante volte l’errore umano ha causato rallentamenti in azienda? Tra moduli compilati distrattamente, richieste illegittime approvate, richieste di monetizzazione di permessi retribuiti e non goduti, errori nei calcoli e nei conteggi, tutti questi piccoli imprevisti hanno sicuramente rallentato il tuo business. Digitalizzare le richieste di permessi limita al massimo i possibili errori umani, velocizzando tutti i processi.

Riduzione dei costi

Un software per la digitalizzazione delle ferie e dei permessi apporta all’azienda una sostanziale riduzione dei costi fissi. Non solo non devi più stampare moduli cartacei poco pratici, ma eviti anche di allocare e retribuire della forza lavoro che si occupa del processo. 

Affidare tutto alla tecnologia significa gestire meglio i talenti in azienda, utilizzandoli per le sole attività che contano veramente per il tuo business.

Accesso ai dati

E infine, sappiamo tutti quanto sia importante oggi avere la possibilità di accedere ai dati. Utilizzare la tecnologia ti permette di acquisire e registrare tantissime informazioni altrimenti inaccessibili. 

Digitalizzare le richieste di ferie e permessi ti consente di avere una panoramica sempre completa e disponibile. Puoi sapere in qualsiasi momento quanti dipendenti sono in ferie o in permesso, di quali permessi retribuiti hanno già fruito. L’accesso a queste informazioni ti aiuta a prendere decisioni strategiche finalizzate a un miglioramento costante dell’organizzazione.

Factorial: la piattaforma AI per la gestione di ferie e permessi 

Ma quale software puoi utilizzare per digitalizzare facilmente tutte le richieste di ferie, permessi retribuiti e non in azienda

Ti invitiamo a provare Factorial, la piattaforma AI sviluppata sulle reali esigenze delle PMI oggi impegnate nel digitalizzare e automatizzare quanti più processi in azienda.

Con Factorial la gestione delle ferie e dei permessi dei dipendenti in azienda è semplice. Non solo risparmierai fino a 8 ore di lavoro ogni settimana, ma beneficerai anche di tutti gli altri vantaggi che abbiamo evidenziato in questo articolo, dall’eliminazione dell’errore umano fino a una sostanziale riduzione dei costi fissi.

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Con il software disponibile anche in versione mobile, finalmente il calcolo delle ferie, dei ROL e di tutte le tipologie di permessi è automatico. Non dovrai più fare complicati calcoli a mano, a questi ci pensa Factorial.

E non è tutto, Factorial è un software completo che puoi utilizzare per digitalizzare completamente i processi HR in azienda.

Permessi e assenze retribuite: le conclusioni 

Mettere a disposizione dei tuoi lavoratori strumenti innovativi e pratici per richiedere i permessi retribuiti e le ferie fa di te un datore attento. Ogni lavoratore nel corso della sua carriera può aver bisogno di alcune ore o alcuni giorni di permesso. 

Dare loro la possibilità di richiederli in maniera semplice significa dimostrarsi attenti alle loro necessità e fargli capire che ci tieni a loro. Digitalizzare il processo, in conclusione, oltre a tanti vantaggi per la tua organizzazione, aumenta anche il benessere dei lavoratori i quali ti ricompenseranno lavorando al meglio, impegnandosi in maniera proficua per il benessere e il successo del tuo business.

Domande frequenti riguardo ai permessi retribuiti

Quanti giorni di permessi retribuiti spettano in un anno?

Per quanto riguarda le ferie, la normativa italiana vigente (Decreto Legislativo n. 66/2003) garantisce un periodo minimo annuale di quattro settimane (D.Lgs. 66/2003). Per quanto concerne invece i permessi retribuiti (come i ROL per la riduzione dell’orario di lavoro), il quantitativo varia in base a quanto stabilito dai singoli Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL).

Come si usano i permessi retribuiti?

I permessi vanno richiesti al datore di lavoro o al reparto risorse umane inoltrando un’istanza formale che specifichi: nome, cognome, matricola, qualifica aziendale, tipologia di permesso e la durata richiesta in ore o giorni.

Come si calcolano i permessi retribuiti?

Il calcolo e la maturazione dei permessi seguono le disposizioni previste dalla contrattazione collettiva applicata e dai regolamenti aziendali interni, maturando solitamente in proporzione al servizio prestato durante l’anno.

Content Writer specializzato nella scrittura di contenuti per le aziende software. Ha collaborato con aziende Italiane ed internazionali per dar loro una voce che si distinguesse nel chiasso di internet. Vive a Morbegno, un paese in provincia di Sondrio. La lettura è la sua più grande passione; economia, filosofia, e storia sono i suoi principali campi di interesse, ma c'è sempre anche un romanzo aperto sul suo Kindle.