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Gestione ferie e permessi

Periodo di comporto: come gestire le assenze per malattia in maniera efficiente con un software HR

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9 minuti di lettura
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Ti sei mai chiesto come gestire il periodo di comporto malattia dei tuoi dipendenti?

È importante sapere come funziona questo tipo di assenza per non incappare in problemi con i lavoratori e rispettare le normative vigenti.

In questo articolo ti spiegheremo in modo chiaro e semplice cos’è il periodo di comporto malattia, quanto dura, come viene calcolato e quali sono le tue responsabilità come datore di lavoro.

Ti forniremo anche alcuni consigli su come affrontare situazioni difficili in modo equilibrato e con rispetto reciproco.

Leggi attentamente, ti sarà molto utile!

Cos'è il periodo di comporto

Il periodo di comporto è il lasso di tempo che intercorre tra la fine di un’assenza per malattia e la successiva ripresa della stessa patologia.

Questo periodo è importante nella gestione delle assenze perché il lavoratore ha diritto a non essere sanzionato o licenziato per le assenze dovute a malattia.

Infatti, nel caso in cui un lavoratore si ammali di nuovo entro il periodo di comporto, la malattia viene considerata una continuazione della precedente e il lavoratore ha diritto alla continuità del trattamento economico.

Come datore di lavoro, è importante tenere traccia dei periodi di comporto dei propri dipendenti per poter gestire correttamente le assenze per malattia e prevenire eventuali controversie legali o disguidi con i dipendenti.

Ti consigliamo quindi di tenere un registro delle assenze e avere una buona comunicazione con i tuoi dipendenti riguardo alle politiche aziendali in materia di assenze.

Quanto dura il periodo di comporto

In questo paragrafo occupiamoci di capire insieme quanto dura il periodo di comporto per un tuo dipendente.

Continua a leggere!

Fattori che influenzano la durata del periodo di comporto

Ecco alcuni fattori che possono influenzare la durata del periodo di comporto:

  • Contratti individuali: se hai stipulato un contratto con il dipendente, la durata del periodo di comporto potrebbe essere specificata nel contratto stesso. In generale, se il contratto prevede un periodo di comporto più lungo, il dipendente avrà bisogno di più tempo per diventare produttivo
  • Contrattazioni collettive: se il dipendente è parte di un accordo sindacale o ha negoziato con i rappresentanti dei lavoratori, potrebbe essersi concordata una durata del periodo di comporto specifica per la categoria di quel lavoratore
  • Ruolo e compiti: dipendendo dal ruolo del dipendente e dalle mansioni assegnate, la durata del periodo di comporto potrebbe variare. Ad esempio, un nuovo dipendente con responsabilità maggiori potrebbe avere bisogno di più tempo per apprendere e diventare autonomo
  • Ambiente di lavoro: la cultura aziendale, il supporto fornito dal team e la qualità della formazione possono influenzare la durata del periodo di comporto. Un ambiente di lavoro positivo e un buon supporto possono accelerare il processo di apprendimento
  • Esperienza pregressa: se il dipendente ha esperienza pregressa nel settore o in un ruolo simile, potrebbe avere bisogno di meno tempo per diventare produttivo. In questo caso, la durata del periodo di comporto potrebbe essere abbreviata

Assicurati di considerare tutti questi fattori quando stabilisci la durata del periodo di comporto per i tuoi dipendenti.

Un periodo di comporto adeguato può aiutare a garantire la produttività e il successo della tua azienda.

Calcolo dei giorni di comporto

I giorni di comporto rappresentano i giorni di ferie maturati ma non ancora goduti dal dipendente.

Per calcolare i giorni di comporto, è necessario considerare i giorni di ferie spettanti al dipendente e quelli già goduti nel corso dell’anno.

Per tenere traccia dei giorni di comporto, ti consigliamo di seguire questi passaggi:

  • Calcola i giorni di ferie spettanti al dipendente in base al contratto di lavoro e alla normativa vigente
  • Tieni traccia dei giorni di ferie già goduti dal dipendente e sottrai questi giorni dai giorni di ferie spettanti
  • Il risultato ottenuto rappresenta i giorni di comporto del dipendente
  • Aggiorna regolarmente la documentazione relativa alle ferie del dipendente, indicando i giorni di comporto accumulati e utilizzati
  • Ricorda di garantire al dipendente la possibilità di godere dei giorni di ferie maturati entro l’anno solare successivo

Tieni presente che i giorni di comporto possono variare in base al contratto di lavoro e alla normativa applicabile.

Ti consigliamo quindi di consultare il contratto di lavoro del dipendente e la normativa vigente per assicurarti di calcolare correttamente i giorni di comporto.

Come calcolare il periodo di comporto malattia

Il calcolo del periodo di comporto malattia dipende sempre dal CCNL applicato al lavoratore. Non esiste infatti una durata unica valida per tutti: ogni contratto collettivo stabilisce limiti, modalità di conteggio e periodo di riferimento.

In generale, il periodo di comporto può essere calcolato in due modi.

Modalità di calcolo del periodo di comporto

Modalità di calcolo Come funziona Quando si applica Esempio pratico
Per sommatoria Si sommano tutti i giorni di malattia maturati in un determinato periodo (es. 180 giorni in 12 mesi). Assenze frazionate o ripetute nel tempo. 20 giorni a gennaio + 15 a marzo + 30 a luglio = 65 giorni su 180 disponibili.
Per evento Il limite massimo si applica a un singolo episodio continuativo di malattia. Malattia continuativa senza interruzioni. Un unico certificato medico di 190 giorni supera un limite di 180 giorni.

Calcolo per sommatoria (il più comune)

Nel calcolo per sommatoria si sommano tutti i giorni di malattia maturati in un determinato arco temporale (ad esempio 180 giorni in 12 mesi).

Esempio pratico di calcolo del periodo di comporto:

  • 10 giorni di malattia a gennaio
  • 20 giorni a marzo
  • 15 giorni a luglio

Totale giorni di comporto malattia utilizzati: 45 giorni su 180 disponibili.

Se il lavoratore raggiunge la soglia prevista (es. 180 giorni), si considera superato il periodo di comporto.

Calcolo per evento

Nel calcolo per evento il limite si applica a ogni singolo episodio continuativo di malattia.

Ad esempio, se il CCNL prevede 180 giorni per evento, un’unica malattia continuativa non può superare questo limite.

Calcolo periodo di comporto malattia Excel: come farlo

Molte aziende utilizzano Excel per monitorare i giorni di comporto malattia.

Un file Excel per il calcolo del periodo di comporto dovrebbe includere:

  • Nome del dipendente
  • Data di inizio malattia
  • Data di fine malattia
  • Numero di giorni di assenza
  • Totale progressivo dei giorni di comporto
  • Soglia prevista dal CCNL

Con una formula di somma automatica è possibile verificare rapidamente quando il lavoratore si avvicina al limite massimo.

Tuttavia, il calcolo del periodo di comporto in Excel può diventare complesso quando:

  • ci sono più assenze frazionate
  • il periodo di riferimento è “mobile” (es. ultimi 12 mesi)
  • esistono esclusioni particolari previste dal contratto

Per questo è fondamentale verificare sempre le regole specifiche del CCNL applicato e aggiornare regolarmente il conteggio.

Licenziamento per superamento del periodo di comporto

Vorresti sapere qualcosa in più sul licenziamento per superamento del periodo di comporto così da sapere bene come comportarti nell’evenienza?

In questo paragrafo affronteremo proprio questo argomento!

Condizioni per il licenziamento

Il licenziamento per superamento del periodo di comporto può avvenire in seguito a diverse circostanze.

Le principali sono quando il dipendente:

  • ha raggiunto il limite massimo di assenze per malattia previsto dal contratto collettivo o individuale
  • ha superato il periodo di comporto, ossia il periodo in cui l’azienda deve garantire lo stipendio in caso di malattia, che solitamente è di 180 giorni
  • non ha fornito la documentazione medica necessaria a giustificare le assenze per malattia

Prima di procedere con il licenziamento, è importante verificare che tutte le procedure previste dalla legge e dal contratto collettivo siano state rispettate.

Inoltre, è necessario effettuare un’analisi dettagliata della situazione e valutare se esistano eventuali tutele per il dipendente o possibilità di accordo.

Conseguenze del licenziamento

Quando un dipendente viene licenziato per superamento del periodo di comporto, ci sono alcune implicazioni importanti sia per il dipendente che per l’azienda:

Per il dipendente:

  • Perde il lavoro e non riceve più lo stipendio
  • Potrebbe avere difficoltà a trovare un nuovo lavoro
  • Perde eventuali benefici aziendali come l’assicurazione sanitaria

Per l’azienda:

  • Potrebbe dover affrontare una perdita di produttività o esperienza
  • Potrebbe dover affrontare costi per trovare e formare un nuovo dipendente
  • Potrebbe subire un impatto sulla reputazione aziendale se la decisione viene percepita come ingiusta o poco compassionevole

In generale, il licenziamento per superamento del periodo di comporto dovrebbe essere evitato, quando possibile, attraverso la comunicazione chiara delle aspettative e del comportamento richiesto.

In caso contrario, l’azienda dovrebbe essere preparata ad affrontare le conseguenze del licenziamento.

👍Leggi anche: Lettera di licenziamento: come si scrive e cosa dice la legge [+ Modello]

Gestione delle assenze per malattia

In questo paragrafo affrontiamo un altro argomento importante per quanto riguarda la gestione delle assenze per malattia.

Vediamolo insieme!

Monitoraggio e analisi delle assenze

Monitorare e analizzare le assenze per malattia è importante per diverse ragioni.

In primo luogo, ti permette di individuare eventuali problemi di salute che i tuoi dipendenti potrebbero avere e intervenire tempestivamente per evitare che la situazione peggiori.

Inoltre, ti consente di valutare l’impatto delle assenze sulla produttività dell’azienda e di pianificare eventuali sostituzioni per garantire il normale svolgimento delle attività.

Per fare tutto ciò in modo efficace, ti consigliamo di adottare queste pratiche:

  • Tenere un registro delle assenze, specificando il motivo e la durata
  • Verificare che le assenze siano giustificate da un certificato medico
  • Analizzare periodicamente i dati raccolti per individuare eventuali tendenze o anomalie
  • Coinvolgere i dipendenti nel processo, ad esempio attraverso un questionario per valutare le condizioni di salute e il livello di soddisfazione sul lavoro

In questo modo, potrai prendere decisioni informate e migliorare il benessere dei tuoi dipendenti e la produttività dell’azienda.

Prevenzione e riduzione delle assenze

Ecco alcuni consigli per ridurre le assenze per malattia e promuovere il benessere dei dipendenti:

  1. Offri programmi di benessere come corsi di fitness, yoga o meditazione per aiutare i dipendenti a ridurre lo stress
  2. Assicurati che i dipendenti abbiano accesso a spazi puliti e ben ventilati per lavorare
  3. Promuovi una cultura del lavoro equilibrata, dove i dipendenti siano incoraggiati a prendersi cura della propria salute e a prendere giorni di riposo quando necessario.
  4. Offri giorni di malattia pagati per motivare i dipendenti ad assentarsi quando sono veramente malati
  5. Valuta la possibilità di introdurre il lavoro flessibile, come telelavoro o orari di lavoro flessibili, per consentire ai dipendenti di gestire meglio il proprio tempo e ridurre lo stress
  6. Assicurati che i dipendenti abbiano accesso a risorse per la salute mentale, come consulenza e supporto psicologico

Come un software può aiutare la gestione del periodo di comporto

Un software gestionale aziendale All-in-one come Factorial può rendere la gestione del periodo di comporto molto più semplice e controllabile, soprattutto quando hai molti collaboratori e più casi di assenza da monitorare.

Come ti aiuta, in pratica

Con una piattaforma gestionale puoi:

  • monitorare automaticamente i giorni di malattia conteggiati ai fini del comporto per ciascuna persona;
  • ricevere notifiche quando un dipendente si avvicina alla soglia prevista dal CCNL;
  • avere una panoramica immediata di giorni utilizzati e residui, utile per pianificazione e organizzazione dei team;
  • generare report chiari (per persona, reparto, periodo) per tenere traccia dell’andamento e condividere i dati con consulenti o payroll.

Automatizzazione del tracciamento delle assenze

Oltre al semplice conteggio, un gestionale ti permette di ridurre il lavoro manuale e gli errori, perché:

  • i dipendenti possono inserire le richieste direttamente da app o portale;
  • i responsabili ricevono richieste e possono approvare/rifiutare in pochi clic;
  • tutte le assenze restano archiviate in modo centralizzato, senza fogli Excel o documenti sparsi.

Supporto nella conformità e prevenzione dei rischi

Gestire il comporto “a mano” aumenta il rischio di dimenticanze e contestazioni. Un gestionale ti aiuta a:

  • mantenere un tracciamento coerente delle assenze (malattia, permessi, ferie, ecc.);
  • controllare più facilmente limiti e soglie previsti da CCNL e policy interne;
  • ridurre il rischio di errori nei conteggi e quindi di criticità legali;
  • garantire un processo più uniforme e trasparente, evitando differenze di trattamento tra persone o reparti.

Domande frequenti

Che cos’è il periodo di comporto?

Il periodo di comporto è il numero massimo di giorni di assenza per malattia durante i quali il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto di lavoro. Superato questo limite, il datore di lavoro può procedere al licenziamento, nel rispetto di quanto previsto dal CCNL applicato.

Come si calcola il periodo di comporto?

Il calcolo dipende dal contratto collettivo e può avvenire:

  • per sommatoria: si sommano tutti i giorni di malattia in un determinato arco temporale (ad esempio 180 giorni in 12 mesi);
  • per evento: il limite si applica a ogni singolo episodio di malattia continuativa.

È sempre il CCNL a stabilire durata, modalità di calcolo e periodo di riferimento.

Quando si azzerano i 180 giorni di malattia?

I giorni di malattia si azzerano allo scadere del periodo di riferimento previsto dal CCNL (ad esempio dopo 12 mesi “mobili” o al termine dell’anno solare). Da quel momento, il conteggio riparte da zero.

Quale malattia non rientra nel periodo di comporto?

Alcune assenze non vengono conteggiate nel periodo di comporto, se previsto dal CCNL o dalla normativa, come ad esempio:

  • malattie derivanti da infortunio sul lavoro o malattia professionale;
  • periodi di ricovero ospedaliero (in alcuni contratti);
  • assenze legate a patologie gravi o invalidanti (ad esempio terapie salvavita);
  • malattia conseguente a gravidanza o puerperio.

Le esclusioni variano in base al CCNL applicato, quindi è sempre necessario verificarne le disposizioni specifiche.

 

Scrittore amante dello storytelling, ma anche dello sviluppo di aziende. È da oltre 4 anni che aiuta le startup SaaS innovative come Factorial, con uno degli asset più importanti: il copywriting. Le sue passioni spaziano dall'innovazione al business, dai viaggi alla barca a vela. Quando non scrive, lo puoi trovare in esplorazione di qualche paese remoto o nel mezzo di un nuovo progetto di business.