Congedo paternità: novità e regole per il 2020

L’ingresso di un nuovo membro in famiglia è sempre un momento di gioia che deve essere goduto a pieno. I genitori devono potersi prendere cura dei propri figli specialmente nei primi istanti della loro vita. Per questo la legge prevede un congedo di paternità e di maternità.

Ciò significa che mamme e papà hanno la possibilità di assentarsi dal lavoro per prendersi cura della famiglia dopo la nascita di un figlio. Queste assenze costituiscono delle agevolazioni retribuite per i genitori. Sentiamo spesso parlare di congedo di maternità e poco di congedo paternità. Ma entrambi sono a disposizione dei genitori.

Per poter garantire le cure e attenzioni necessarie al nascituro, dal 2012 esiste una legge che consente ai papà di fruire di un congedo speciale. La legge ha introdotto un congedo obbligatorio e uno facoltativo per i padri. Nel corso degli anni questa legge è stata rivista e modificata per adattarsi meglio alle esigenze dei papà e delle famiglie intere.

Modifiche della legge

I genitori del giorno d’oggi hanno bisogno del supporto necessario per equilibrare vita e lavoro. Essere mamme e papà lavoratori richiede un impegno e uno sforzo importanti. La situazione si fa ancora più gravosa con l’ingresso di un nuovo membro. Ci riferiamo sia all’arrivo in famiglia di un nuovo nascituro che all’adozione o l’affidamento.

Proprio per questo nel corso degli anni i giorni di congedo a disposizione dei papà dipendenti lavoratori sono aumentati. La sensibilità in merito al tema dell’equilibrio tra vita familiare e lavoro va crescendo in continuazione. Così vanno di pari passo le leggi di tutela e di conseguenza gli accorgimenti delle aziende.

Vediamo insieme l’evoluzione della legge:

Fino al 2015 il congedo per paternità prevedeva soltanto un giorno di congedo obbligatorio. A questo si aggiungevano altri due giorni di congedo facoltativo per i papà lavoratori dipendenti. I giorni facoltativi rappresentano però un’alternativa al congedo di maternità. Ovvero, la madre rinuncia a due giorni del proprio congedo di maternità in favore del papà.

Nei due anni successivi i giorni di congedo retribuito sono aumentati a due. Una differenza più sostanziale si ebbe nel 2018 con un’estensione dell’agevolazione obbligatoria retribuita fino a quattro giorni. In questo caso era prevista l’aggiunta di un giorno facoltativo, anche qui da sottrarre a quelli della madre.

L’anno successivo i giorni di astensione dal lavoro retribuiti diventarono cinque. Come nei casi precedenti era prevista la possibilità di prendere un “giorno in prestito” dal congedo per maternità.

Novità congedo paternità 2020

Nel 2020 è stato apportato un importante cambiamento che ha esteso il numero di giorni a disposizione dei neopapà. Il numero di giorni di permesso per paternità retribuiti è così passato da cinque a sette. Una settimana da dedicare ai bisogni dei nuovi ingressi in famiglia. Inoltre, a questi si aggiunge anche un ulteriore giorno di congedo facoltativo, come sempre al posto della madre.

Non è da escludere che i giorni di congedo papà possano arrivare a 10 nel 2022.

congedo paternità obbligatorio

In cosa consiste il congedo paternità

Il congedo paternità prevede la possibilità per i papà di assentarsi dal lavoro con un permesso retribuito. Come abbiamo visto sopra la legge è evoluta nel corso degli anni. Ad oggi sono sette i giorni di permesso retribuito garantiti per i papà.

Questo vale per le nascite a partire dal 2020. Per quanto riguarda i nuovi nati nel 2019 invece, i giorni di congedo paternità obbligatorio saranno cinque.

I sette giorni di congedo paternità non devono per forza essere fruiti tutti insieme. Vi è la possibilità di scaglionare questi giorni di assenza in momenti diversi, ma sempre entro i cinque mesi dall’arrivo del nuovo membro in famiglia o dal momento della nascita.

Chi può usufruirne?

Questo diritto tutelato dalla legge è usufruibile dai padri lavoratori dipendenti entro il quinto mese di vita del figlio. Vale anche in caso adozione o affidamente purchè venga sempre rispettato il limite temporale per effettuare la richiesta.

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Congedo paternità obbligatorio

È importante chiarire che il congedo per paternità costituisce un diritto autonomo rispetto al congedo per maternità. I due non si escludono l’un l’altro. Si tratta di un congedo a cui hanno diritto i padri a prescindere dal congedo maternità. Come abbiamo visto, ad oggi prevede sette giorni di astensione retribuita dal lavoro.

Congedo paternità facoltativo

Il congedo paternità facoltativo prevede uno scambio con il congedo per maternità. Ciò significa che i papà possono usufruire di un ulteriore giorno di permesso retribuito al posto della madre. Il giorno aggiuntivo andrà a sommarsi ai sette disponibili per il congedo paternità obbligatorio per un totale di otto giorni. In questo caso sarà la neomamma a rinunciare a un giorno del suo congedo maternità perché il papà possa utilizzarlo al posto suo.

Ciò sarà attuabile solo su accordo con la madre.

Come fare domanda per il congedo paternità

Se c’è un nuovo membro che a breve entrerà a far parte della tua famiglia e vuoi usufruire del congedo paternità ti spieghiamo come fare richiesta.

Prima di presentare la domanda all’INPS, bisogna controllare se questo tipo di indennità è già coperta dal datore di lavoro. Non è raro che i datori di lavoro anticipino queste spese per i lavoratori. In questo caso sarà sufficiente comunicare in azienda, a chi di dovere, la propria richiesta. Normalmente la domanda deve essere fatta con un anticipo di 15 giorni, facendo presenti le date in cui si rimarrà assenti dal lavoro.

Nel caso in cui non se ne incarichino già i datori di lavoro basterà rivolgersi all’INPS tramite i diversi canali a disposizione. Tra questi il più diretto è il contact center INPS, attivo 24 ore al giorno con risposte automatiche o tramite operatore, da fisso o mobile. Altrimenti c’è la possibilità di accedere ai servizi online tramite PIN INPS.

Un’altra opzione prevista per entrare in contatto con l’Istituto di Previdenza è il patronato.

congedo-paternità-facoltativo

Cosa succede dopo aver fatto la domanda

Una volta effettuata la richiesta tramite INPS, o all’interno della propria azienda al datore di lavoro, il lavoratore dipendente potrà pienamente usufruire del congedo. Ciò significa che avrà diritto a un’indennità pari al 100% della retribuzione.

Benefit aziendali per le famiglie

Diventare genitori e riuscire a equilibrare i bisogni dei figli nei primi momenti di vita con il lavoro può essere molto difficile. Per questo esistono delle leggi che tutelano i genitori in queste fasi delicate.

Ma le aziende possono fare di più in termini di welfare aziendale per aiutare e sostenere i propri dipendenti neogenitori. Sono sempre di più le aziende che offrono dei benefit specifici per aiutare i genitori.  Tra questi troviamo:

  • Bonus baby sitter: alcuni datori di lavoro si fanno carico di erogare questi servizi ai propri dipendenti lavoratori. Normalmente ciò avviene tramite voucher da spendere in maniera autonoma.
  • Asili nido aziendali: gli asili nido aziendali sono una vera e propria area all’interno della struttura dell’impresa dedicata ai bambini. In Italia sono pochi i posti di lavoro che offrono questo tipo di servizio ai genitori. Sicuramente rientra tra i benefit aziendali più appetibili.
  • Orari flessibili: generalmente non sono pensati in modo specifico per i genitori, ma di certo aiutano. Poter gestire l’orario di lavoro in maniera autonoma consente ai genitori di organizzare meglio la propria giornata. Un orario flessibile darà la possibilità di accompagnare o andare a prendere i bambini a scuola senza problemi per esempio.

Benefit aziendali di questo tipo sono riconosciuti per essere particolarmente attraenti per i dipendenti. Poter conciliare vita e lavoro rientra tra le principali sfide dei lavoratori di oggi. Specialmente per i lavoratori dipendenti con figli a carico.

Uno strumento che ti aiuterà molto nella gestione dei congedi è Factorial HR. Il nostro software HR dispone di una funzionalità per la gestione di ferie e assenze grazie a cui i neo genitori possono richiedere il congedo. Ciò ti consentirà di risparmiare molto tempo nell’elaborazione di questi permessi.

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