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Colloquio di lavoro: ecco cosa chiedere + [Modello con domande gratuito]

Il colloquio di lavoro è uno strumento fondamentale per l’ufficio risorse umane e per i recruiter e, di fatto, la fase che può definire completamente l’andamento della nostra azienda nel medio e breve termine.

I colloqui di lavoro sono fondamentali durante il processo di selezione. In effetti, ci sono più fonti che assicurano che un buon colloquio non solo possa garantirci di trovare il candidato ideale durante l’headhunting, ma possa anche diminuire il tasso di turnover.

Garantire che la persona che abbiamo di fronte sia allineata ai valori e alla cultura della nostra azienda, pur possedendo le competenze e le capacità richieste dalla posizione, è senza dubbio uno dei compiti più importanti in HR.

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Come preparare un colloquio di lavoro per il processo di selezione

Naturalmente, prima di iniziare a fare colloqui con i candidati, dobbiamo aver completato tre passaggi fondamentali: pubblicare un annuncio di lavoro, eseguire uno screening del curriculum e aver implementato una preselezione.

Una volta fatto ciò e giunto il momento per i colloqui, ci sono alcune cose che dobbiamo considerare durante la preparazione di questa fase.

  • Controlla i profili social del candidato.
    Oltre a garantire che la formazione professionale e l’esperienza della persona siano allineate a quanto richiede la posizione da occupare, bisogna sempre considerare la veridicità dei dati. Se necessario, il controllo dei social network del candidato aiuterà a comprovare le sue informazioni professionali.
  • Prepara un’offerta chiara.
    Spesso è normale che i reclutatori releghino questo aspetto verso la fine del colloquio. Tuttavia, in un primo colloquio è essenziale che la persona sappia esattamente cosa è richiesto per la posizione e cosa riceverà sotto forma di compenso, sia esso retributivo o flessibile. In caso contrario, il candidato è sottoposto a uno stress non necessario e ciò  potrebbe influire sulle sue risposte.
  • Impara a rompere il ghiaccio.
    In una situazione di colloquio, i candidati saranno sempre un po’ nervosi e sotto pressione. Per fare una selezione migliore, è ideale che i minuti che abbiamo di fronte alla persona siano piacevoli, in modo che possa dirci quante più informazioni possibili per aiutarci nella nostra scelta. Saper rompere il ghiaccio, iniziare una chiacchierata piacevole, dare un momento di relax è un compito molto importante. Offrire qualcosa da bere, uno spazio confortevole in cui trovarsi e dove c’è privacy è normalmente cosa gradita e una buona prassi.

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Consigli per effettuare un colloquio di lavoro con successo

In termini generali, è vero che non esistono formule magiche per poter eseguire un colloquio di lavoro in modo perfetto e che garantiscano buoni risultati al 100%. Tuttavia, ci sono alcune nozioni di cui dobbiamo tenere conto in questa fase.

Fondamentalmente, il colloquio dovrebbe servire a completare e comprovare tutte le informazioni che riceviamo attraverso il CV del candidato. Indipendentemente dal fatto che lavoriamo con un blind cv o con il solito curriculum vitae, l’incontro con la persona deve rappresentare l’istanza in cui questi dati prendono vita e attraverso il dialogo possiamo verificare sia la veridicità che i dettagli della carriera lavorativa.

Affidandosi alla classica struttura narrativa, come se fosse fondamentalmente una storia, il colloquio deve avere tre fasi: un’introduzione, uno sviluppo e un epilogo. Ognuno di questi dovrebbe aiutarci a capire chi abbiamo di fronte, come può essere integrato e come può contribuire all’azienda.

Durante la prima fase, in cui rompiamo il ghiaccio, è fondamentale analizzare come la persona si comporta in una situazione sociale, il suo linguaggio non verbale, la sua simpatia, facilità di parola, nervosismo, ecc. In questo caso, come abbiamo accennato prima, è importante chiarire in prima persona tutte le informazioni riguardanti la posizione.

Una volta iniziato il colloquio, è importante che le domande non sembrino un effettivo interrogatorio e che tutto proceda come un dialogo amichevole e professionale. Il candidato non dovrebbe riuscire a percepire se le sue risposte sono soddisfacenti o meno nell’immediato. È sempre importante mantenere la neutralità nelle risposte, non esprimere giudizi di valore o cercare di creare false aspettative di alcun tipo.

Le risposte che riceviamo non devono solo essere analizzate oggettivamente ma anche prestare particolare attenzione al modo in cui la persona risponde poiché, molte volte, c’è chi non è troppo onesto su un nuovo lavoro o semplicemente può essere efficare prestare attenzione al tono o all’atteggiamento del corpo, può rivelare informazioni importanti sulla personalità o temperamento.

Verso la fine del colloquio, è importante che il candidato se ne vada sapendo quali sono i prossimi passi da compiere. Ciò significa fornire una data di risposta stimata con un sì o con un no e con quali mezzi (se effettuerai una chiamata o invierai un’email).

Può succedere che durante i primi minuti del dialogo o verso la fine, sappiamo già che la persona non è quella giusta per la posizione. Dobbiamo sempre fare del nostro meglio per comunicarlo nel modo più conveniente e professionale e non farlo nel momento stesso del colloquio, ma non ritardare la risposta quando è negativa.

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Cosa chiedere a un candidato in un colloquio di lavoro

Naturalmente, a seconda del tipo di azienda, della sua cultura, dello stile organizzativo e comunicativo, del tipo di posizione e del meccanismo del colloquio di lavoro, le domande che poniamo varieranno in modo significativo.

Bisogna però sempre tenere presente che il colloquio di lavoro deve servire, tra l’altro, per poter:

  • Comprendere la formazione professionale.
  • Informarsi sull’esperienza lavorativa.
  • Capire quanto il candidato sa dell’azienda e del settore.
  • Al di fuori dello stipendio, quali sono le motivazioni principali per il candidato?
  • Quali sono le aspettative sul ruolo?
  • Conoscere le capacità della persona.
  • Come affronta le situazioni avverse.
  • Come si relaziona con le altre persone.
  • Quanto è predisposto a integrarsi in un nuovo posto.
  • Cosa può apportare al team di riferimento e all’azienda.
  • Quali sono le qualità di leadership?
  • Come si rivolge a superiori e colleghi.
  • Quanto è stato produttivo.
  • Quanto è orientato all’obiettivo.

Scarica un modello di colloquio di lavoro per il processo di selezione

Per facilitare i processi di selezione del perosnale e in particolare la fase di colloquio di lavoro e risparmiare tempo e denaro, abbiamo preparato un elenco di 44 domande, da cui puoi selezionare le più pertinenti, per svolgere il tuo colloquio di lavoro.

Potrai informarti sull’esperienza professionale del candidato, se è allineata ai valori dell’azienda e scoprire quali sono i suoi interessi e attitudini.

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10 domande da NON fare durante un colloquio di lavoro

La maggior parte delle domande che non dovrebbero essere poste semplicemente rientrano in quella categoria di domande che sono contro la legislazione non solo sui diritti dei lavoratori ma anche sul diritto alla privacy e alla discriminazione sul lavoro.

Tuttavia, molti reclutatori e aziende commettono l’errore fare domande “scomode” per ottenere risposte sulla vita personale del candidato, credendo che ciò avrà un impatto diretto sulle loro prestazioni lavorative.

Per evitare inconvenienti, effettuare una ricerca sbagliata e generare un primo contatto scomodo con un lavoratore, queste sono le 10 domande che non dovresti porre a un candidato durante un colloquio di lavoro.

  • Qual è il tuo orientamento sessuale? / Hai un compagno/a? / Sei sposato/a?
  • Hai figli? / Sei incinta? / Pensi di avere figli?
  • Qual è la tua religione? / Pratichi qualche tipo di credo?
  • Qual è la tua ideologia politica? / Per chi hai votato nelle ultime elezioni?
  • Quanto guadagnavi nel tuo ultimo lavoro?
  • Hai subito molestie sul posto di lavoro? / Cosa faresti se subissi molestie sul posto di lavoro?
  • Sei mai stato in arresto o in prigione? / Hai avuto problemi con la legge?
  • Dove vivi? / Con chi vivi?
  • Ritieni di essere troppo giovane o vecchio per la posizione? / Come ti senti a lavorare con persone più giovani o più anziane?
  • Qual è l’origine della tua famiglia? / Appartieni a un gruppo etnico?

Molte di queste domande vengono poste con l’intento di scoprire altri tipi di dati rispetto a quelli che possono essere trovati nel CV (come l’età o l’indirizzo). Per non commettere questi errori c’è una semplice regola: non chiedere informazioni che si possono ottenere con altri mezzi e che non sono direttamente correlate alla posizione.

Ad esempio, se vogliamo sapere se la persona ha disponibilità di tempo e può bilanciare la propria vita personale con la propria vita professionale, invece que “Hai dei figli?”, possiamo semplicemente chiedere “La fascia oraria dalle 9:00 alle 17:00 è fattibile come orario di lavoro?”.

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Domande trabocchetto, a cosa servono ed esempi durante il colloquio di lavoro

Le cosiddette “domande trabocchetto” sono spesso domande innocue, che il candidato deve percepire in modo casuale e spontaneo durante il dialogo.

Lo scopo di queste domande è quello di distogliere il potenziale lavoratore dal suo “copione mentale”, dalle sue risposte studiate ed essere in grado di vedere il suo lato più umano. Questo servirà per conoscere almeno superficialmente i tratti della personalità che aiutano a conoscere la persona, al di là del CV.

Se fossi un dolce, quale saresti e perché?

Ovviamente, non esiste una risposta corretta a questa domanda. Ma quello che vogliamo capire con questo è se il candidato ha senso dell’umorismo, se è creativo, se si adatta facilmente ai cambiamenti e se sa improvvisare.

Più analogie, metafore e associazioni ci sono nella risposta, maggiore è la capacità di collegare diversi concetti e idee della persona. Una domanda concisa ma forte parlerà della sua capacità di sintesi. Viceversa, qualcuno che rimane in silenzio o interroga con evidente disorientamento, chiaramente non sarà troppo adatto per uno scenario avverso.

Ti consideri una persona fortunata?

Ancora una volta, la risposta sarà totalmente soggettiva e non c’è modo di confermare o misurare se una persona ha o meno una stella fortunata. L’obiettivo di questa domanda è sapere qual è la visione di vita che il candidato ha, se è una persona piuttosto ottimista o pessimista.

Una buona risposta sarà quella piuttosto positiva, in cui la persona può descrivere una situazione che è stata gratificante, senza entrare troppo in profondità nei dettagli.

Quanto sei onesto?

Essendo una domanda insolita e al di fuori di quanto previsto in un primo colloquio, la risposta che cerchiamo è quella che renda il candidato destrutturato e possa fargli mostrare un certo grado di riflessione su se stesso.

Una cattiva risposta è quella troppo bella per essere vera, cioè qualcuno che afferma di non mentire mai in nessuna circostanza. Una buona risposta deve essere abbastanza onesta. Una persona che ammette di aver detto bugie buone di tanto in tanto, senza grande nervosismo.

Un colloquio di lavoro è fondamentale nel processo di selezione e la suacorretta esecuzione non solo garantisce un soddisfacente primo contatto con l’azienda, ma può anche fare la differenza trovando il candidato ideale che si unisce e contribuisce al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

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