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Burnout lavorativo dei dipendenti in smart working: significato e come uscirne

Il burnout lavorativo dei dipendenti è stato motivo di preoccupazione anche prima della pandemia, poiché un numero crescente di lavoratori ha riferito di soffrire di burnout sul lavoro tra il 2016 e il 2019. In effetti, il burnout da stress lavorativo stava diventando un problema così persistente che nel 2019, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha aggiunto il burnout lavorativo all’undicesima edizione della Classificazione Internazionale delle Malattie.

Quelli che lavoravano da casa prima della pandemia avevano in genere meno probabilità di sperimentare il burnout. Tuttavia, con il crescente numero di collaboratori che ora lavora da remoto con le necessarie restrizioni COVID, il lavoro a distanza non è più considerato un vantaggio, ma una gabbia dorata. Ora coloro che lavorano da casa hanno molte più probabilità di soffrire di burnout lavorativo rispetto a chi lavora in ufficio.

Il burnout lavorativo dei dipendenti da remoto non è un mistero. Coloro che lavorano da casa ora spesso non lo fanno per scelta e potrebbero destreggiarsi tra molte responsabilità come l’assistenza dei figli e l’istruzione a casa con la didattica a distanza, per non parlare del costo mentale di vivere in una pandemia. È più importante che mai che i datori di lavoro si muovano per combattere il burnout lavorativo.

In questo post, discuteremo di come i datori di lavoro possono affrontare il burnout lavorativo dei dipendenti da remoto e supportare i collaboratori che soffrono in questo momento critico.

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Cos’è il burnout lavorativo: significato e definizione

È probabile che i dipendenti poco motivati, disinteressati e indifferenti soffrano di sindrome da burnout lavorativo. Ma cos’è il burnout nel contesto del lavoro? L’OMS offre questa definizione di burnout:

Il burnout è una sindrome concepita come risultante da stress cronico sul posto di lavoro che non è stato gestito con successo.

In breve, il burnout lavorativo si verifica quando i dipendenti mantengono alti livelli di stress per lungo tempo. Il burnout al lavoro può essere innescato da una o più situazioni nel tempo. Forse i collaboratori hanno troppo da fare e troppo poco tempo, un manager tosto con aspettative irrealistiche, o non hanno gli strumenti per svolgere il proprio lavoro nel modo giusto.

Il burnout lavorativo è stato aggravato dalla pandemia, poiché lo stress quotidiano sul lavoro è peggiorato con le sfide legate al bilanciamento della vita domestica e professionale nello stesso ambiente. Gli studi dimostrano che i livelli record di stress e preoccupazione quotidiani sono persistiti dall’inizio della pandemia. I dipendenti arrivano a un livello di burnout ora più velocemente che mai.

Burnout lavorativo e dipendenti in telelavoro e smart working

Le misure introdotte con la pandemia COVID-19 per mantenere i lavoratori a casa sono essenziali per sopravvivere alla pandemia. Tuttavia, questa situazione colpisce i dipendenti e in particolare le donne, le persone di colore e coloro che hanno responsabilità di assistenza.

Molte madri si assumono la crescente responsabilità di prendersi cura dei propri figli durante la pandemia. Pertanto, non sorprende che 9,8 milioni di madri lavoratrici negli Stati Uniti riferiscano di soffrire di burnout lavorativo. In effetti, le madri che lavorano hanno il 28% di probabilità in più di provarlo. Questo fardello non porta solo a bassa produttività, ansia e stress. È anche un fattore che contribuisce all’esodo delle donne dalla forza lavoro alimentato da Covid-19.

Inoltre, i lavoratori neri potrebbero provare ancora più preoccupazioni e stress rispetto ai loro colleghi bianchi. Hanno maggiori probabilità di perdere il posto di lavoro, sia perché rappresentano gran parte della forza lavoro in settori ad alto turnover (come vendita al dettaglio e ospitalità), sia a causa della discriminazione istituzionalizzata.

I manager potrebbero non aiutare i lavoratori che soffrono di burnout lavorativo. Sebbene l’indagine mostri che quasi il 100% dei manager si considera favorevole ai dipendenti con famiglie, solo la metà dei loro subordinati è d’accordo.

Quali sono i sintomi della sindrome da burnout lavorativo?

Quindi, come evitare il burnout lavorativo? Il primo passo è riconoscere i segni di burnout del dipendente. Ecco alcuni degli indicatori che suggeriscono che i tuoi dipendenti soffrono di burnout:

  • Uno dei sintomi più evidenti del burnout lavorativo è la riduzione dell’energia. Il burnout esaurisce le energie dei dipendenti e fa sembrare impossibile superare ogni piccolo compito. Se i tuoi dipendenti sembrano più lenti e meno produttivi del normale, potrebbe trattarsi di burnout.
  • Una bassa motivazione può anche indicare il burnout lavorativo. I lavoratori remoti sono particolarmente suscettibili di perdere di vista il contatto con l’azienda e di sentirsi scollegati. Potrebbero pensare che niente di ciò che fanno fa la differenza.
  • Anche commettere più errori sul lavoro o diminuire la qualità delle consegne indicano che il dipendente non sta andando bene. La loro attenzione ai dettagli può essere diminuita e non saranno interessati ad apportare miglioramenti.

Se noti uno di questi sintomi di burnout lavorativo nei tuoi dipendenti, è tempo di agire. Senza aiuto, il burnout del dipendente non farà che peggiorare.

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Cosa possono fare i leader per affrontare il burnout da stress?

Per combattere il burnout lavorativo, i datori di lavoro devono dare la priorità al benessere dei dipendenti. Viviamo in tempi incerti e il burnout emotivo dei dipendenti sarà inevitabile, a meno che i manager non adottino misure concrete per evitarlo.

Ecco 6 suggerimenti e misure che possono aiutare a prevenire il burnout lavorativo:

1) Offri un lavoro flessibile quando possibile

Sebbene lavorare da casa dovrebbe essere più conveniente, il lavoro a distanza non implica necessariamente una maggiore flessibilità. Con tutti i team online, alcuni manager vogliono che i dipendenti si attengano al loro programma pre-pandemia.

Ma quel vecchio modello non funziona più per i dipendenti che si destreggiano tra responsabilità domestiche e cura della famiglia. Naturalmente, è necessario organizzare alcune riunioni e prendere alcune decisioni.

Ma molti lavoratori trarrebbero vantaggio da un orario veramente flessibile, non legato al tipico orario dalle nove alle sei. Laddove possibile, i manager dovrebbero incoraggiare i dipendenti a lavorare quando possono, piuttosto che imporre un orario rigido. Ciò si tradurrà in dipendenti meno stressati e più produttivi.

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2) Fornisci feedback accurati e analisi delle prestazioni

I manager che vogliono evitare il burnout lavorativo devono comunicare con i dipendenti su base regolare. Soprattutto, devono offrire guida e supporto ai dipendenti che ritengono che il loro lavoro non faccia la differenza.

Incoraggia i dipendenti a riflettere sulle proprie prestazioni ed elogia il lavoro ben fatto. Assicurati di collegare i risultati con gli obiettivi aziendali generali. L’utilizzo di un software di gestione delle prestazioni può aiutare a prevenire il burnout dei dipendenti.

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3) Presta attenzione al tempo e alle pause mentali

Sappiamo tutti che il tempo è un po’ instabile durante la pandemia. Marzo è giugno; Lunedì è giovedì; due sono cinque; cinque sono sette. In questo lasso di tempo di Alice nel Paese delle Meraviglie, i giorni lavorativi sono diventati quasi un’ora più lunghi di quanto non fossero prima della pandemia.

Poiché i lavoratori lottano per essere all’altezza delle aspettative, il modo migliore in cui i datori di lavoro possono sostenerli è assicurarsi che non siano sovraccarichi di lavoro. Per fare ciò, assicurati che la tua azienda utilizzi un software online e che i tuoi dipendenti stiano timbrando le presenze.

Incoraggiali a fare delle pause durante la giornata! È stato dimostrato che le pause aumentano non solo la produttività, ma anche la creatività.

4) Porta l’intelligenza emotiva sul posto di lavoro

Per evitare il burnout lavorativo, i datori di lavoro devono portare empatia e compassione sul posto di lavoro. I leader devono coltivare l’intelligenza emotiva nelle loro interazioni, praticare l’ascolto attivo e sforzarsi di creare una cultura della fiducia.

Coltivare una cultura dell’intelligenza emotiva aiuterà a sostenere i lavoratori e prevenire il burnout emotivo.

5) Investi nell’esperienza positiva del dipendente

Si sente parlare molto dell’esperienza dei dipendenti, ma in che modo questo concetto può aiutare a prevenire il burnout lavorativo?

Semplice! Investire in metodi e azioni che aiutano a migliorare l’esperienza del dipendente in azienda fa sentire i team più a proprio agio nell’ambiente di lavoro. Per fare questo, fai ricerche interne e parla con i lavoratori per vedere cosa può davvero aiutarli.

Ciò include il supporto durante il telelavoro. Pianificare questa transizione e sapere quali sono le sfide più grandi in questo momento è il primo passo. Assicurati che il tuo team abbia tutte le risorse e il supporto necessari per lavorare in modo efficiente e senza intoppi.

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6) Rispetta il diritto a ferie e pause

È molto importante che i manager e le risorse umane siano in grado di organizzare e gestire efficacemente le ferie dei propri dipendenti. Prima di tutto, per evitare errori e problemi legali in futuro. Inoltre, tale controllo è essenziale per il rispetto dei diritti di tutti i lavoratori.

Completando adeguatamente i giorni di ferie, i dipendenti si sentono più rispettati e possono avere giorni di riposo, essenziali per prevenire il burnout lavorativo.

Per questo, i manager possono contare su fogli di calcolo o software di gestione delle ferie e delle assenze che organizzano i giorni di ferie utilizzati da ciascun dipendente. Ciò semplifica la gestione dell’organizzazione.

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È probabile che il lavoro a distanza rimanga la norma, anche dopo la fine della pandemia. I datori di lavoro devono essere proattivi nel garantire il benessere dei propri dipendenti e apportare modifiche operative per sostenerli. Aiutando le persone più suscettibili alla stanchezza e al burnout da pandemia, i leader possono costruire organizzazioni migliori che dureranno ben oltre questi anni difficili.

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