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Industria 4.0: come stanno cambiando le aziende nell’era digitale

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8 minuti di lettura
industria 4.0

Sai cos’è l’industria 4.0? Vuoi sapere come sta cambiando i processi produttivi aziendali?

Sicuramente hai già sentito parlare di industria 4.0 e del suo impatto sul tessuto produttivo mondiale. Industria 4.0 è un termine che descrive l’integrazione di nuove tecnologie come l’Internet delle cose (IoT), il cloud computing, e l’intelligenza artificiale (AI) nei sistemi industriali. 

Queste tecnologie consentono a macchine “intelligenti”, autonome, e connesse di monitorare, controllare, ottimizzare e imparare dalle proprie prestazioni e dall’ambiente circostante. 

L’industria 4.0, tuttavia, non si limita a rendere le macchine più intelligenti. Aiuta anche gli esseri umani fornendo loro dati in tempo reale, approfondimenti, e strumenti di supporto alle decisioni che possono aiutarli a migliorare la qualità, l’efficienza, la produttività, e la sicurezza.

L’Industria 4.0 consente anche nuovi modelli di business e opportunità di innovazione, creando catene del valore più flessibili, agili, resilienti e sostenibili.

In questo articolo vedremo insieme cos’è l’industria 4.0, perché la chiamiamo così, e gli incentivi statali per aiutare le imprese ad investire in questo nuovo paradigma industriale.

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Che cos’è l’industria 4.0

Il concetto di industria 4.0 si basa sul progresso tecnologico degli ultimi anni; sfrutta tecnologie come l’Internet delle cose (IoT), la stampa tridimensionale, l’intelligenza artificiale (IA), le nanotecnologie, e la robotica per migliorare i processi produttivi; e anche di crearne di più avanzati.

L’Industria 4.0 rappresenta un immenso cambiamento nel funzionamento dell’industria. Grazie a innovazione come i sensori e la capacità di connettere i macchinari all’interno dell’azienda a internet, tutte le parti di un’azienda possono comunicare tra di loro. Ciò rende il processo più semplice da monitorare in ogni minimo dettaglio. 

Tecnologie come la stampa tridimensionale e la realtà aumentata permettono di creare prototipi e pezzi di ricambio più velocemente, evitando colli di bottiglia.

L’Industria 4.0 cambia anche il rapporto tra uomo e macchina. Prima era l’uomo a comandare ogni aspetto della macchina; ora, invece, il rapporto è più collaborativo. Le macchine raccolgono ed elaborano una grande quantità di dati per suggerire soluzioni ai problemi produttivi. 

Tutto questo può sembrare astratto a prima vista, per cui facciamo un esempio pratico: la casa automobilistica SEAT.

Come SEAT sfrutta il paradigma dell’industria 4.0 per migliorare la produzione

Dal 2015 SEAT ha implementato alcune tecnologie dell’Industria 4.0 nei suoi impianti di produzione, tra cui:

  • Robot intelligenti che collaborano con i lavoratori per svolgere attività come la saldatura, la verniciatura e l’assemblaggio. La SEAT ha più di 2.000 robot nello stabilimento di Martorell, alcuni dei quali completamente autonomi.
  • La stampa 3D per creare prototipi, strumenti e pezzi di ricambio in modo più rapido ed economico. SEAT dispone di un laboratorio di stampa 3D che può produrre fino a 50 pezzi diversi al giorno.
  • La realtà aumentata per visualizzare e testare nuovi progetti, processi e layout. 
  • Big data peri raccogliere e analizzare grandi quantità di informazioni provenienti da macchine, prodotti e clienti. SEAT utilizza i big data per monitorare e migliorare le proprie prestazioni.

Queste tecnologie permettono a SEAT di innovare più rapidamente dei concorrenti che non hanno investito in industria 4.0, rendendo la casa automobilistica meglio posizionata per il futuro.

Come nasce il termine Industria 4.0 

Fino a metà 1700 la maggioranza della popolazione viveva di agricoltura di sussistenza e artigianato. Con l’introduzione del motore a vapore arriva la meccanizzazione di vari processi. In questi anni nascono le prime grandi industrie di produzione del vetro, dell’estrazione mineraria, e dei vestiti. Questa è l’industria 1.0.

L’industria 2.0 inizia a svilupparsi attorno al 1870, col passaggio dal vapore all’elettricità come forma di energia primaria. Ciò avviene grazie all’invenzione di macchinari elettrici. Questi macchinari si rivelano più efficienti e semplici da mantenere, aumentando la produttività industriale. Anche la catena di montaggio è una creazione dell’industria 2.0.

Automobili, trattori, nonché i primi aerei — col primo volo commerciale nel 1914 — sono i principali prodotti del periodo.

L’industria 3.0, definita la prima rivoluzione digitale, comincia negli anni 70 del ‘900. Questi sono gli anni dei primi computer, dei primi controllori logico programmabili, e dell’introduzione dell’Information Technology (IT) nei processi produttivi. 

Per finire, arriviamo ai giorni nostri, con la quarta rivoluzione industriale in atto. Il termine industria 4.0 è stato utilizzato per la prima volta alla Fiera di Hannover del 2011 in Germania. Si riferiva a come le nuove tecnologie stessero impattando l’intera catena di valore, paragonandone l’impatto a quello delle invenzioni che hanno segnato le tre rivoluzioni industriali precedenti.

Questi cambiamenti al processo produttivo a cui stiamo assistendo in questi anni sono talmente epocali da potersi definire una vera e propria quarta rivoluzione industriale.

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Industria 4.0 e quarta rivoluzione industriale 

L’industria 4.0 è il risultato della quarta rivoluzione industriale. Il termine quarta rivoluzione industriale descrive l’attuale tendenza a utilizzare tecnologie avanzate per trasformare vari aspetti della società e dell’economia globale.

Klaus Schwab, fondatore del World Economic Forum, nel suo libro del 2014 La quarta rivoluzione industriale ci fornisce questa definizione:

[…]la quarta rivoluzione industriale non riguarda esclusivamente la possibilità di disporre di sistemi e dispositivi “intelligenti” e perennemente connessi. Il suo ambito di applicazione è decisamente più ampio e include anche lo sviluppo simultaneo di tantissime innovazioni nei settori più disparati, dal sequenziamento del DNA alla nanotecnologia, dalle energie rinnovabili all’informatica quantistica. Sono la combinazione di queste nuove tecnologie e la loro interazione attraverso domini fisici, digitali e biologici che rendono la quarta rivoluzione industriale diversa dalle rivoluzioni precedenti.

La quarta rivoluzione industriale non riguarda solo i processi produttivi; le tecnologie che la compongono interagiscono con tutti i domini: fisici, digitali, e biologici. Questo è quello che la rende una nuova rivoluzione, e non una semplice continuazione della terza rivoluzione industriale.

Come cambia il lavoro nell'era digitale

L’industria 4.0 ha un impatto non trascurabile sul lavoro, sia per i dipendenti che per i reparti delle risorse umane. 

Le competenze richieste cambieranno profondamente nei prossimi anni; ti serviranno figure in grado di implementare ed utilizzare tutte queste nuove tecnologie. D’altro canto, molti lavori non qualificati verranno rimpiazzati da questa trasformazione.

Ecco alcune aree del mondo del lavoro che verranno trasformate dall’industria 4.0:

  • Emergeranno nuove figure professionali. Ti serviranno dipendenti con competenze tecniche specifiche, in grado di operare i nuovi macchinari. Inoltre, l’alfabetizzazione digitale diventerà ancor più necessaria di adesso. Aumenterà anche la richiesta per figure professionali come data analyst, esperti di cyber security, e informatici.
  • Perdita di posti di lavoro a basso valore aggiunto. Soprattutto quelli di routine, ripetitivi o poco qualificati, che possono essere facilmente automatizzati o sostituiti dalle tecnologie digitali; per esempio, cassieri e operatori di stampa.
  • Cambierà l’organizzazione del lavoro. L’Industria 4.0 può anche cambiare il modo in cui il lavoro viene organizzato e distribuito, in quanto può consentire un maggior numero di modalità di lavoro a distanza, virtuali e collaborative, nonché nuove forme di occupazione e imprenditorialità più flessibili, come il lavoro a giornata, il crowdsourcing, e le piattaforme dove trovare lavoratori.

Vediamo alcuni dei vantaggi per le aziende.

Quali sono i vantaggi dell’Industria 4.0 

Industria 4.0 è un termine che descrive l’attuale era della connettività, dell’automazione e della tecnologia di produzione avanzata che sta trasformando il business globale. 

Investire per portare la tua azienda al passo con le innovazioni tecnologiche che definiscono l’industria 4.0 offre numerosi benefici:

  • Maggiore flessibilità. Consente alle aziende di adattarsi alle mutevoli richieste dei clienti e alle condizioni di mercato utilizzando sistemi intelligenti in grado di regolare automaticamente i parametri di produzione. Oggi i gusti dei consumatori cambiano molto velocemente, e i metodi tradizionali sono lenti ad adattarsi alle richieste del mercato.
  • Maggiore produttività. Aumenta la produzione e la qualità automatizzando le attività ripetitive e migliorando la collaborazione uomo-macchina. Le persone non sono adatte a compiere task ripetitive, sono più adatti a sfruttare la loro innata creatività. Lascia fare alle macchine i lavori più banali, e fai fruttare il capitale umano.
  • Maggiore redditività. Riduce i costi operativi e aumenta i ricavi migliorando la soddisfazione dei clienti, creando nuovi modelli di business e generando nuove fonti di valore grazie ai maggiori e più precisi dati a tua disposizione.

Investire per rendere la tua azienda conforme all’industria 4.0 ti offre un forte vantaggio competitivo nel mercato globale. Prima cominci con la trasformazione, e prima puoi beneficiare dei frutti dei tuoi investimenti. 

Transizione 4.0 e Industria 4.0 

Passare da un sistema incentrato sull’industria 3.0 a uno incentrato sull’industria 4.0 richiede un forte incentivo alla transizione da parte dei governi. Il primo piano di transizione 4.0 in Italia riguardava l’anno 2019-2020, ma la pandemia e conseguente Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) lo hanno completamente stravolto.

Il nuovo piano aggiornato con le cifre del PNRR prevede investimenti per 13,381 miliardi di euro + 5,08 miliardi del Fondo complementare con l’obiettivo di sostenere la trasformazione digitale delle aziende. 

Lo scopo del piano di transizione 4.0 è quello di incentivare gli investimenti privati a sostegno della digitalizzazione, innovazione, e competitività nel sistema produttivo. 

Questi investimenti vengono riconosciuti alle aziende sotto forma di crediti di imposta; vediamo come funzionano nello specifico.

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Come funziona il credito d’imposta 

Il credito d’imposta è un credito che una persona o un’azienda ha nei confronti dello Stato. Ce ne sono di molti tipi, dai bonus offerti dallo Stato per l’acquisto di beni e servizi da parte dei cittadini privati — come il bonus teatro e spettacoli o il bonus TV — a quelli per le aziende — come il bonus imprese prodotti energetici.

Il credito d’imposta per l’industria 4.0, secondo il piano delineato dal governo, si suddivide in tre categorie:

  1. Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali 
  2. Credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica 
  3. Credito d’imposta formazione 4.0

L’ammontare di credito che riceverai dipende da quanto investi, e in cosa. 

Qualora dovessi investire in queste attività, dovrai compilare il rispettivo modello di comunicazione; questo per i beni strumentali, questo per la ricerca e sviluppo, e questo per la formazione.

Una volta approvato, riceverai un credito d’imposta, che potrai spendere come ogni altro credito d’imposta: per compensare debiti nei confronti dell’erario o per pagare le tasse.

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Investimenti in beni strumentali per transizione 4.0 (ex industria 4.0) 

La sezione più interessante dedicata ai crediti d’imposta è quella sugli investimenti in beni strumentali per la transizione 4.0.

Il credito di imposta offerto dallo Stato per investimenti in beni strumentali per la transizione 4.0 serve a incentivare le imprese ad investire in nuovi strumenti — materiali e non — volti a promuovere la trasformazione digitale dell’azienda.

Il valore del credito di imposta che riceverai varia in base alla cifra che investi nel rinnovare i beni strumentali aziendali. Attenzione che beni materiali e immateriali seguono quote diverse; qua trovi quote e definizioni di beni materiali strumentali, qua invece trovi quote e definizioni di beni immateriali strumentali.

Digitalizzazione in azienda

La digitalizzazione è uno dei pilastri dell’Industria 4.0, poiché quest’ultima si basa su un processo quasi interamente digitale per ottimizzare la produzione, ridurre i costi e migliorare la soddisfazione dei clienti. 

La digitalizzazione comporta la trasformazione di dati in formati digitali che possono essere facilmente archiviati, consultati e analizzati. Digitalizzando l’intera catena del valore, l’industria 4.0 consente alle aziende di adattarsi alle mutevoli esigenze del mercato, migliorare l’efficienza e la qualità e promuovere l’innovazione e la collaborazione.

Prendiamo un magazzino come esempio. Se non hai digitalizzato la tua azienda, probabilmente tieni traccia dei tuoi ordini in un mix di email e fogli stampati. Quando invii delle merci, devi ri-stampare i documenti relativi all’inventario. 

Con un inventario digitalizzato, puoi invece unire tecnologie dell’industria 4.0 per tenere automaticamente traccia degli invii, dei ritorni, e delle scorte di magazzino. Così minimizzi gli errori, e liberi risorse che puoi spendere altrove.

Investi nell’Industria 4.0 con un software HR

Sei pronti a portare la tua azienda al prossimo livello di produttività, efficienza e innovazione? Se sì, hai bisogno di Factorial, il software per le risorse umane che ti aiuta nella transizione 4.0. 

Come abbiamo visto tra i beni strumentali più efficaci per innovare e far crescere la propria azienda ci sono i software, in particolare i software gestionali.

Factorial è una piattaforma HR basata sul cloud che si integra con i tuoi sistemi esistenti e automatizza i processi HR.

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Content Writer specializzato nella scrittura di contenuti per le aziende software. Ha collaborato con aziende Italiane ed internazionali per dar loro una voce che si distinguesse nel chiasso di internet. Vive a Morbegno, un paese in provincia di Sondrio. La lettura è la sua più grande passione; economia, filosofia, e storia sono i suoi principali campi di interesse, ma c'è sempre anche un romanzo aperto sul suo Kindle.

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