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Infortunio sul lavoro: quali sono gli obblighi dell’azienda e come gestirlo

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14 minuti di lettura
Infortunio sul lavoro: quali sono gli obblighi dell’azienda e come gestirlo

Come funziona l’infortunio sul lavoro per le aziende? Chi paga e come influenza il rapporto lavorativo?

Se (come diciamo sempre) i dipendenti sono la risorsa più preziosa di un’impresa, va da sé che la loro tutela e sicurezza sul posto di lavoro debba essere una priorità di ogni azienda. Questo non si limita al garantire il rispetto di tutte le misure di sicurezza previste e a mettere in atto tutti gli sforzi necessari a tutelare l’incolumità dei dipendenti, ma anche avere una panoramica chiara di cosa accade quando si verifica un infortunio sul lavoro.

Chiaramente le situazioni non sono sempre paragonabili: in base allo specifico luogo di lavoro e alla specifica mansione i rischi e le conseguenze di un infortunio sul lavoro cambiano sensibilmente. Ciò che non dovrebbe cambiare, però, è l’approccio dell’azienda nella gestione di queste eventualità.

Anche per l’ordinamento italiano la salute dei lavoratori viene prima di tutto ed è per questo che ogni lavoratore dipendente è assicurato grazie al supporto dell’INAIL(Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro).

Quale deve essere il ruolo dell’azienda nei confronti del lavoratore infortunato? Che differenze esistono per i lavoratori in smart working? Cosa bisogna sapere? Essere preparati a seguire tutte le procedure del caso e sostenere i dipendenti in caso di infortunio sul lavoro è fondamentale per qualsiasi responsabile delle risorse umane.

In questo articolo, scopriamole principali cose da sapere riguardo all’infortunio sul lavoro: cos’è, come si gestisce, come funziona la retribuzione e molto altro.

Cos’è l’infortunio sul lavoro

Prima di addentrarci nelle specifiche dinamiche innescate in una situazione di infortunio sul lavoro, definiamo innanzitutto il suo significato. Cosa si intende per infortunio sul lavoro?

Riportando quanto espresso dal sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’infortunio sul lavoro rappresenta ogni lesione originata, in occasione di lavoro, da causa violenta che determini l’inibizione totale o parziale della capacità lavorativa o, nei casi più estremi, un danno biologico permanente o la morte della persona stessa.

Gli elementi fondanti dell’infortunio sul lavoro, che devono sussistere contemporaneamente, sono quindi:

  • la lesione: una modificazione negativa del suo apparato psicofisico
  • la causa violenta: definita dall’INAIL come “ogni fattore che opera dall’esterno nell’ambiente di lavoro, con azione intensa e concentrata nel tempo, e presenta le seguenti caratteristiche: efficienza, rapidità ed esteriorità”. Esempi di cause violente sono il contatto con sostanze tossiche, virus o parassiti, gli sforzi muscolari e le condizioni climatiche avverse.
  • l’occasione di lavoro: deve essere verificabile un rapporto anche indiretto di causa-effetto tra l’attività lavorativa svolta dall’infortunato e l’incidente che ha causato l’infortunio

Definizione di infortunio sul lavoro

Come anticipato, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali fornisce una definizione precisa di infortunio sul lavoro: si tratta di ogni lesione che si verifica durante lo svolgimento dell’attività lavorativa.

Per essere considerato tale, devono essere presenti una lesione, una causa violenta e un’occasione di lavoro. Inoltre, rientra nella definizione e viene oggetto di risarcimento anche l’infortunio in itinere, riconosciuto dall’INAIL a partire dal 2000.

In altre parole, il lavoratore è tutelato anche durante il tragitto casa-lavoro, nonché durante le pause pranzo o durante gli spostamenti per motivi di lavoro. La definizione è completata da varie norme che è fondamentale conoscere.

Tra queste, l’art. 53 del Testo Unico che obbliga il datore di lavoro a comunicare l’evento accaduto e il D.lgs. 69/2013 che obbliga a comunicare l’evento in modo telematico utilizzando il sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP).

Infine, è bene precisare che anche l’infortunio sul lavoro del dipendente in smart working è tutelato, come stabilito dalla legge 81/2017 relativa al lavoro agile, la quale garantisce le medesime tutele a tutti i lavoratori indipendentemente dai luoghi in cui viene svolta la prestazione.

Cosa fare in caso di infortunio sul lavoro?

Dopo aver definito cosa si intende nella pratica per infortunio sul lavoro, passiamo alle questioni più pratiche. Molto spesso (per mancanza di esperienza) sia dipendenti che alcuni responsabili HR si ritrovano in una situazione nella quale non hanno la completa certezza di quali passi compiere in caso di infortunio sul lavoro.

Come funziona? Quali sono le responsabilità del datore di lavoro? E quali quelle del dipendente? Vediamo insieme quali sono le procedure da seguire per entrambe le parti.

Infortunio sul lavoro: gli obblighi del datore di lavoro

In caso di infortunio sul lavoro di un dipendente esistono chiaramente delle responsabilità in capo al datore di lavoro: l’azienda, infatti, una volta appreso dell’avvenuto infortunio, è soggetta a degli obblighi derivanti dall’art.53 del Testo Unico.

Nello specifico, il datore di lavoro dovrà:

  • Denunciare l’infortunio all’INAIL entro 2 giorni dal momento della ricezione degli estremi del certificato medico, che sarà già stato trasmesso per via telematica all’Istituto stesso dal medico curante o dalla struttura sanitaria competente. Questo in relazione agli eventi infortunistici che siano stati pronosticati e non guaribili entro tre giorni, con esclusione di quello dell’evento.
  • Comunicare l’evento entro 24 ore, e con qualunque mezzo che consenta di comprovarne l’invio, in caso di infortunio mortale o con pericolo di morte, fermo restando comunque l’obbligo di inoltro della denuncia nei termini e con le modalità previste dalla legge
  • Comunicare l’infortunio all’INAIL entro 2 giorni dalla ricezione del nuovo certificato medico quando un infortunio prognosticato, guaribile entro tre giorni, si veda prolungare al quarto
  • Inoltrare a fini statistici e informativi, la “Comunicazione di infortunio” per gli infortuni che comportino un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, con esclusione di quello dell’evento.

Cosa accade se il datore di lavoro denuncia in ritardo l’avvenuto infortunio sul lavoro?

Il medesimo articolo 53 del T.U. prevede, in caso di denuncia tardiva, un illecito amministrativo punibile con sanzione. L’INAIL, in una nota del marzo 2013, precisa che in questo caso il datore di lavoro è “soggetto a sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma di denaro, quantificata – secondo il disposto dell’art. 1, comma 1177, della Legge 27 dicembre 2006, n. 296”.

Sono previste delle sanzioni anche se il ritardo nell’invio della comunicazione dell’infortunio riguarda quello ai fini statistici e informativi. In questo specifico caso, basandoci su quanto previsto dall’art. 18 d.lgs.81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, viene applicata una sanzione amministrativa (definita dall’art. 55 del medesimo decreto) e nello specifico:

  • Nel caso in cui l’infortunio provoca una prognosi di un solo giorno, la sanzione sarà quella prevista dalla lettera h) dell’art.5 comma 5
  • Nel caso in cui si tratti di infortunio con prognosi superiori ai 3 giorni, il ritardo comporterà una sanzione prevista dall’art. 55, co. 5, lett. g).

Lo stesso art. 55 prevede che nel caso in cui per un infortunio che superi la prognosi di 3 giorni venga assegnata una sanzione prevista alla lettera g), viene esclusa l’applicazione della sanzione prevista dall’art. 53 del T.U. In conclusione, le due sanzioni non sono cumulabili.

Infortunio sul lavoro: gli obblighi del dipendente

Per quanto riguarda il dipendente, in caso di infortunio sul lavoro ovviamente la priorità è quella di ricevere assistenza in merito alla cura dell’infortunio stesso. Questa assistenza, in base alle diverse situazioni potrà essere fornita:

  • Dal medico aziendale, se presente e disponibile
  • Dal medico curante del dipendente
  • Dal Pronto Soccorso dell’ospedale più vicino

A seguito dell’assistenza il lavoratore dipendente dovrà poi avvisare (o delegare l’avviso in caso di impossibilità) nel più breve tempo possibile il proprio datore di lavoro.

Il medico curante o la struttura sanitaria che presta la primissima assistenza al dipendente che ha subito un infortunio sul lavoro è obbligato per legge a rilasciare un certificato medico.

Sul certificato dovrà indicare la diagnosi dell’infortunio oltre al numero dei giorni di inabilità al lavoro. Il medico sarà anche tenuto a trasmettere telematicamente tale certificato all’INAIL.

Da parte sua, il dipendente dovrà comunicare al datore di lavoro il numero identificativo del certificato medico, la data in cui è stato rilasciato ed i giorni totali di prognosi indicati nel certificato stesso, anche in caso di infortunio di lieve entità.

Infortunio sul lavoro in itinere: il tragitto casa-lavoro

Molto spesso aziende e dipendenti si trovano di fronte a casistiche nelle quali un infortunio non è avvenuto durante l’orario di lavoro, né specificatamente mentre veniva espletata l’attività lavorativa, ma risulta comunque tutelabile dall’INAIL.

Stiamo parlando del cosiddetto infortunio in itinere, ovvero l’infortunio subito dal lavoratore dipendente nel tragitto casa-lavoro. Esempi di situazioni di questo tipo sono:

  • Il tragitto di andata e ritorno dall’abitazione(domicilio) al luogo di lavoro
  • Il tragitto che collega due differenti luoghi di lavoro, nel caso in cui il lavoratore sostenga più rapporti di lavoro diversi contemporaneamente
  • Il tragitto di andata e ritorno dal luogo di lavoro a quello di fruizione abituale dei pasti, nel caso in cui la mensa aziendale sia in luogo diverso da quello di lavoro o non disponibile

Secondo la legge in merito, l’infortunio definito in itinere deve verificarsi in occasione del “percorso normale”, ovvero del percorso più breve e lineare possibile o più comodo e conveniente (in base a canoni di ragionevolezza) normalmente intrapreso dal dipendente per rispettare limitazioni e incombenze lavorative ed in orari compatibili con queste ultime. In conclusione,  deve quindi esistere un effettivo nesso causale, sia pure occasionale, tra l’itinerario seguito e l’attività lavorativa stessa.

Per essere coperto dall’INAIL, l’infortunio sul lavoro avvenuto in itinere dovrà anche essersi verificato nel caso in cui il percorso normale sia stato intrapreso con normali mezzi di trasporto(mezzi pubblici a piedi) o con mezzo privato(auto, moto o bici) purché necessario.

In altre parole, se il percorso viene effettuato con mezzo privato ma potrebbe essere stato effettuato a piedi o con mezzi pubblici (in modo, quindi, meno rischioso) l’infortunio potrebbe non venire indennizzato.

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Prestazioni economiche in caso di infortunio sul lavoro

Nei casi in cui l’infortunio sul lavoro abbia causato un’impossibilità temporanea assoluta al lavoro, l’INAIL sarà tenuto a corrispondere un’indennità economica, sostitutiva della normale retribuzione corrisposta dal datore di lavoro, a partire dal quarto giorno successivo alla data di avvenuto infortunio(includendo i giorni festivi) fino alla completa guarigione clinica del dipendente. I primi tre giorni di infortunio non vengono coperti dall’assicurazione INAIL e vengono definiti “periodo di carenza”.

Per quanto riguarda l’ammontare delle somme erogate dall’INAIL come indennità giornaliera, esse si attestano nella misura del:

  • 60%della retribuzione media giornaliera fino al 90° giorno di impossibilità lavorativa
  • 75%della retribuzione media giornaliera dal 91° giorno e fino alla completa guarigione clinica.

L’azienda ha l’obbligo di corrispondere al lavoratore infortunato l’intera retribuzione per la giornata nella quale è l’infortunio si è verificato e il 60% della retribuzione giornaliera (escluse le migliori condizioni previste dai relativi CCNL o contratti individuali) per i successivi 3 giorni(periodo di carenza).

La grande maggioranza dei CCNL prevede, inoltre, un’integrazione dell’indennità INAIL a carico del datore di lavoro, per far sì che il dipendente possa ricevere una retribuzione pari o quantomeno vicina a quella che avrebbe percepito se l’infortunio non fosse avvenuto.

Le tabelle di risarcimento per la valutazione dell’indennizzo relativo al danno biologico

A seguito di un infortunio sul lavoro, come viene valutata l’entità dell’infortunio stesso? Come si decide in che modo e in che misura corrispondere un indennizzo?

Le conseguenze provocate da un infortunio sul lavoro (danno economico generato dall’infortunio o dalla malattia, esistenza e percentuale di un’invalidità permanente o periodo di inabilità temporanea, ecc.) sono accertate ed esaminate direttamente dall’INAIL.

In caso di infortunio sul lavoro, l’indennizzo non varia in base al singolo caso, ma viene stabilito in base a delle tabelle di risarcimento predefinite che si basano su alcune variabili riferite al lavoratore che ha subito il danno, in modo da evitare qualsiasi disparità.

Secondo quanto disposto dal decreto ministeriale n.45/2019 i principi su cui si basa il calcolo sono:

  • La tipologia di menomazione
  • La percentuale di menomazione
  • La fascia d’età

La vecchia tabella del 2000 è stata sostituita nel 2019 da una nuova e unica tabella di indennizzo del danno biologico in capitale, pubblicata con il suddetto decreto del Ministero del lavoro ed è valida per il triennio 2019-2021 senza più alcuna differenza di genere (prevista dalla tabella precedente) equiparando quindi le prestazioni spettanti a uomini e donne.

Il 15 settembre 2022, l’INAIL ha pubblicato una Nuova Tabella rivalutando gli importi. La tabella completa di rivalutazioni è presente sul sito web ufficiale dell’INAIL.

Come leggere le tabelle di risarcimento

Le tabelle di risarcimento contengono i riferimenti per determinare l’ammontare dell’indennizzo relativo al danno biologico subito a causa dell’infortunio sul lavoro. L’indennizzo può essere corrisposto in forma di capitale o rendita, in base alla percentuale di invalidità verificata:

  • Per un’invalidità inferiore al 6%, non è previsto alcun indennizzo, in quanto rientra in quella che viene definita “franchigia”
  • In caso di menomazioni pari o superiori al 6% e inferiori al 16%, l’indennizzo viene erogato in capitale secondo quanto previsto dalla “tabella di indennizzo per danno biologico”
  • In caso di menomazioni che siano pari o superiori al 16%, l’indennizzo viene corrisposto come rendita, in base a quanto previsto dalla “tabella di indennizzo per danno biologico” e dalla “tabella dei coefficienti”

Se il lavoratore dipendente ritiene che la valutazione effettuata dall’INAIL non sia corretta ha la facoltà di presentare un ricorso nei confronti dell’indennizzo. L’istanza di opposizione dovrà essere presentata (secondo quanto disposto dall’art 104 del Testo Unico) presso la sede INAIL competente rispetto al domicilio del lavoratore.

In qualsiasi caso, la procedura di ricorso viene considerata conclusa trascorsi 150 giorni, anche nei casi di mancato riscontro da parte dell’INAIL.

Impatto sulle aziende dell’infortunio sul lavoro

Ci sono molti studi e analisi che si occupano dell’impatto che gli infortuni sul lavoro causano sull’economia del Paese, sulle aziende e sui lavoratori.

Tra le analisi più complete, si può fare riferimento a quanto emerso dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia. La relazione evidenzia, in primo luogo, i numerosi attori e ambiti coinvolti dall’infortunio sul lavoro. Quando un lavoratore subisce un infortunio, infatti, ci sono impatti non trascurabili che coinvolgono:

  • Il sistema sociale
  • L’azienda
  • Il sistema sanitario
  • Il sistema previdenziale
  • Le assicurazioni

Ciò genera un impatto economico composto da costi diretti, indiretti e intangibili. I costi diretti sono quelli calcolabili e direttamente collegati all’infortunio. Ne sono un esempio:

  • Perdita di reddito a causa dell’infortunio
  • Spese sanitarie
  • Spese per risarcimenti e indennizzi

Poi ci sono molti costi indiretti, come ad esempio:

  • La riduzione della produttività
  • I costi per sostituire il lavoratore infortunato
  • I costi amministrativi e burocratici

Infine, ci sono diversi costi intangibili, difficili da valutare. Alcuni esempi sono il danno di reputazione e immagine che l’azienda potrebbe subire a seguito di un infortunio di uno o più lavoratori, gli effetti psicologici e morali che l’infortunio provoca negli altri lavoratori, e così via.

La commissione stessa ritiene che questi costi siano numerosi e difficili da misurare, tuttavia è innegabile che abbiano un peso specifico e un impatto rilevante sulle aziende, sui lavoratori e sul contesto sociale in generale.

Dati e statistiche sull’infortunio sul lavoro

Ancora una volta, è l’INAIL a fornire dati aggiornati sugli infortuni sul lavoro in Italia. L’ultimo  aggiornamento, pubblicato nel febbraio 2023, evidenzia un aumento del 25,7% delle denunce pervenute all’istituto rispetto al 2021 e dell’8,7% rispetto al 2019.

Nel 2022, sono state denunciati complessivamente ben 697.773 infortuni. Sia gli infortuni sul posto di lavoro (+28%) che quelli in itinere (+11,9%) sono in aumento.Tra i settori che presentano un elevato numero di denunce di infortuni, si segnalano:

  • Sanità
  • Trasporti e magazzinaggio
  • Agricoltura
  • Ristorazione

Da non trascurare anche i numerosi infortuni segnalati da enti operanti nella Pubblica Amministrazione. Tuttavia, è importante sottolineare i 1.090 infortuni mortali accaduti nel 2022, un numero inferiore rispetto all’anno precedente.

Passando agli eventi più frequenti che causano un infortunio, le lesioni più comuni sono fratture, lussazioni, distorsioni e contusioni. Queste sono provocate principalmente da scivolamenti e cadute, che rappresentano la prima causa di infortuni in generale.

Per quanto riguarda gli infortuni mortali, la causa più frequente è la caduta dall’alto, seguita dalla caduta di travi, ribaltamento di veicoli e impatto con veicoli od oggetti.

Obblighi legali e normative di sicurezza sul lavoro

Per quanto riguarda la gestione degli infortuni e degli incidenti sul lavoro, la normativa in materia è ampia e dettagliata. Il riferimento principale che è necessario conoscere è il D.Lgs. 81/2008.

Qui è possibile trovare un elenco esaustivo di tutte le misure da adottare in azienda per prevenire gli infortuni e gestirli nel migliore dei modi.

La normativa riguarda tutte le attività svolte sia nel settore pubblico che in quello privato, e prevede obblighi da rispettare sia da parte del datore di lavoro che del dipendente. Questi obblighi, già menzionati nei paragrafi precedenti, possono essere così riassunti:

  • Obbligo di elaborare il documento relativo alla valutazione dei rischi
  • Obbligo di organizzare il luogo di lavoro in modo tale che sia sicuro e protetto per i lavoratori
  • Obblighi di informare e formare i lavoratori sui rischi e sulle procedure di primo soccorso
  • Obbligo di dotarsi di un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

Gli obblighi ricadono anche sui lavoratori, i quali devono avere cura della propria sicurezza e salute, attenendosi rigorosamente a quanto stabilito nel documento di valutazione dei rischi. Ciò significa utilizzare, se previsti, i dispositivi per la protezione personale, sottoporsi a controlli sanitari, segnalare guasti o malfunzionamenti dei macchinari, e così via.

È importante sottolineare che il mancato rispetto delle norme espone l’azienda a sanzioni amministrative o penali. A vigilare sul corretto rispetto delle norme vi è l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che opera su tutto il territorio nazionale ed è composto da oltre 1.000 unità.

Costi diretti e indiretti degli infortuni sul lavoro

Per avere un’idea più precisa dei costi che un’azienda può sostenere a causa degli infortuni sul lavoro, è possibile consultare un documento pubblicato dall’ILO intitolato “Estimating the Economic Costs of Occupational Injuries and Illnesses in Developing Countries“.

La prima distinzione da fare riguarda i costi diretti e indiretti.

I costi diretti

Sono definiti come tutti quei costi che richiedono un pagamento monetario. In questo caso, includono i contributi che l’azienda deve versare ai fondi assicurativi per gli infortuni sul lavoro, gli stipendi pagati dall’azienda o dall’INAIL al lavoratore infortunato, i costi per sostituire il lavoratore infortunato e relativi costi di formazione.

I costi indiretti

Sono più difficili da misurare e stimare. Essi includono il tempo di fermo dell’azienda o la riduzione della produzione a seguito di un infortunio, i danni materiali ai macchinari o ai prodotti, il danno alla reputazione che l’azienda subisce a causa di gravi incidenti sul lavoro e gli effetti negativi che un infortunio ha sul morale degli altri lavoratori.

Totale dei costi diretti e indiretti

Le informazioni riportate dall’European Agency for Safety and Health at Work forniscono alcune indicazioni.

Secondo i dati riportati, gli infortuni e le malattie sul lavoro causano una riduzione del PIL a livello mondiale pari al 4%, con un costo stimato totale di 2.680 miliardi di euro. In Europa, la riduzione del PIL è del 3,3% e i costi ammontano a 476 miliardi di euro.

Best practice per la prevenzione degli infortuni sul lavoro

Ma come puoi prevenire e, di conseguenza, evitare gli infortuni sul lavoro? Come abbiamo visto, è fondamentale attenersi alle leggi e promuovere una cultura all’interno dell’azienda finalizzata a ridurre al minimo qualsiasi tipo di rischio. Ecco alcune best practices:

  • Elabora una strategia di prevenzione: Assicurati che tutti i lavoratori siano sempre consapevoli delle misure da adottare per lavorare in totale sicurezza. Avvisa tempestivamente in caso di pericoli e documenta ogni minimo incidente sul lavoro.
  • Partecipa a incontri specifici: Coinvolgi anche altri enti organizzando e partecipando a convegni che aumentino la consapevolezza riguardo all’importanza di indossare dispositivi per la protezione individuale, oppure che spieghino come maneggiare o sollevare materiali pesanti e pericolosi.
  • Promuovi la corretta salute: Invita i lavoratori a sottoporsi a regolari controlli medici, soprattutto coloro che lavorano costantemente ad alta intensità. Superare controlli sanitari è fondamentale per prevenire eventuali problematiche di salute.
  • Identifica eventuali aree di pericolo: Analizza attentamente con il consulente per la sicurezza tutti i locali e crea un piano di sicurezza personalizzato per la tua azienda. Fornisci un adeguato equipaggiamento ai lavoratori e non lasciare nulla al caso.
  • Promuovi organizzazione e pulizia: Talvolta, la negligenza, il lavorare di fretta, la scarsa organizzazione e la poca pulizia provocano incidenti e infortuni. Ancora una volta, assicurati che tutto sia sempre in perfetto ordine, i locali ben illuminati e ribadisci l’importanza di rispettare le norme di sicurezza.

Come un Software HR Può Contribuire alla Gestione degli Infortuni sul Lavoro

In questo articolo abbiamo sottolineato più volte l’importanza della prevenzione nella gestione degli infortuni sul lavoro.

In questo contesto, la tecnologia può essere di grande aiuto sia per te che per i lavoratori, garantendo il rispetto delle norme e mantenendoti sempre aggiornato sulle ultime disposizioni. In particolare, i migliori software HR offrono diverse funzionalità che ti consentono di centralizzare e migliorare la gestione della sicurezza aziendale.

Tra queste funzionalità, di sicura utilità risultano:

  • Il monitoraggio degli indicatori di sicurezza e dei rischi: I software HR avanzati ti permettono di definire indicatori per monitorare in modo più accurato gli infortuni, gli incidenti e le richieste di assenza legate ad essi. Questo ti consente di gestire la situazione in tempo reale e attuare rapidamente misure preventive.
  • La gestione delle pratiche di sicurezza e dei documenti legali: Grazie alla tecnologia, puoi accedere facilmente e condividere in modo rapido tutti i documenti relativi alla sicurezza. Non è più necessario stamparli, ma possono essere archiviati e consultati digitalmente. Puoi condividere procedure, protocolli e standard da rispettare, chiedendo ai dipendenti di firmarli digitalmente una volta letti.
  • Il reporting e l’analisi per l’identificazione delle cause e delle azioni correttive: Infine, grazie alla possibilità di generare report dettagliati su diversi aspetti, come il numero e il tipo di infortuni, hai a disposizione strumenti pratici per pianificare strategie future e adottare azioni correttive volte al miglioramento della sicurezza sul luogo di lavoro.

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