PMI innovative: di quali agevolazioni possono usufruire? Qual è la differenza con le PMI? Quali sono i principali incentivi del 2026?
Il mondo delle agevolazioni alle piccole e medie imprese italiane può essere complicato da navigare. Sono numerosi, infatti, gli strumenti attraverso i quali le aziende possono ottenere degli incentivi volti a favorire i business Made in Italy, come ad esempio sgravi fiscali o investimenti a fondo perduto.
Quali sono i più importanti nel 2026, a netto della nuova Legge di Bilancio? In questo approfondimento elencheremo le principali agevolazioni divise per settore e tutte i requisiti necessari per accedervi.
- Cosa si intende per PMI e PMI innovative
- Le agevolazioni per le PMI
- Agevolazioni per la digitalizzazione e l’innovazione
- Agevolazioni per lo sviluppo delle competenze
- Agevolazioni per il Sud
- PMI innovative: le agevolazioni dedicate per il 2026
- Domande frequenti
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Cosa si intende per PMI e PMI innovative
Le PMI (Piccole e Medie Imprese) sono aziende italiane che rispondono a specifici requisiti di dimensione e fatturato. Nel dettaglio, devono impiegare meno di 250 dipendenti e fatturare o avere un totale bilancio annuo di meno di 50 milioni di euro.
Queste aziende si dividono in tre categorie: micro imprese (meno di 10 impiegati), piccole imprese (meno di 50 impiegati) e medie imprese (meno di 250 impiegati). Per gestire al meglio le proprie attività, molte PMI scelgono di adottare un software gestionale per le PMI, che permette di coordinare processi aziendali, contabilità e produzione in modo efficiente.
Quando entra in gioco, però, la dicitura di PMI innovativa? Per essere considerata PMI innovativa, l’azienda in questione si deve occupare di innovazione tecnologica, senza limiti riguardanti il settore di appartenenza.
Per accertare che una PMI appartenga a questa categoria, deve soddisfare almeno due criteri riguardo l’ambito dell’innovazione:
- Spendere in ricerca, sviluppo e innovazione almeno il 3% del maggiore tra costi e valore della produzione.
- Contare una quota di almeno un quinto della forza lavoro di dottorandi e ricercatori, oppure almeno un terzo di dipendenti in possesso di laurea magistrale.
- Essere titolare o depositaria di almeno un brevetto o privativa industriale.
Come si diventa PMI innovativa
Una volta che si possiedono queste caratteristiche, come si diventa ufficialmente PMI Innovativa?
Per ottenere l’iscrizione alla sezione speciale delle PMI Innovative va presentata una domanda in forma telematica, con firma digitale. La domanda si avvia mediante una pratica di Comunicazione Unica al Registro delle Imprese.
Oltre alla domanda, sarà necessaria anche l’iscrizione nella sezione ordinaria del Registro delle imprese effettuata in sede di costituzione.
Le agevolazioni per le PMI
Come già spiegato in precedenza, sono numerosi i vantaggi per le PMI italiane, che possono usufruire di agevolazioni europee e nazionali.
La maggior parte degli incentivi non fa distinzione di categoria e si riferisce a tutte le piccole e medie imprese italiane, anche se ce ne sono alcuni specifici per le PMI innovative.
Proprio perché la lista di agevolazioni è lunga, specifica e complessa da navigare, il governo ha recentemente sviluppato un portale dedicato, completo di assistente digitale, per identificare tutti gli incentivi relativi agli interessi della propria impresa, aggiornati a seguito della Legge di Bilancio.
Andiamo a vedere, di seguito, le principali agevolazioni concesse a chi fa impresa in Italia, divise per categoria.
Agevolazioni PMI per la digitalizzazione e l'innovazione
Fondo di Garanzia per le PMI
Il Fondo di Garanzia per le PMI è uno degli strumenti più utilizzati in Italia per facilitare l’accesso al credito: invece di erogare un contributo diretto, offre una garanzia pubblica (gestita da Mediocredito Centrale) che riduce il rischio per banche e confidi e rende più semplice ottenere finanziamenti per liquidità o investimenti.
Nel 2026 lo strumento resta pienamente operativo e le regole risultano sostanzialmente in continuità con quelle già in vigore, con percentuali di copertura che variano in base alla finalità (es. liquidità o investimenti) e al profilo dell’impresa.
Possono accedere al Fondo le PMI con sede operativa in Italia che rispettano i requisiti previsti (tra cui solidità economico-finanziaria e regolarità generale). L’accesso avviene tramite banca/intermediario: non è l’impresa a “richiedere soldi al Fondo”, ma a presentare la pratica di finanziamento, che può essere coperta dalla garanzia pubblica.
Sono invece escluse o soggette a regole particolari alcune attività (ad esempio il settore finanziario e assicurativo) e altri casi specifici definiti dalla normativa e dalle disposizioni operative del Fondo.
Nuova Sabatini
Accanto al Fondo di Garanzia, la Nuova Sabatini resta una delle misure storiche più rilevanti per sostenere gli investimenti delle PMI italiane.
L’agevolazione è pensata per facilitare l’accesso al credito destinato all’acquisto di beni strumentali nuovi, come macchinari, impianti, attrezzature produttive, ma anche software, tecnologie digitali e soluzioni ad alta efficienza energetica.
Nel 2026 la Nuova Sabatini continua a funzionare secondo il meccanismo consolidato: l’impresa ottiene un finanziamento bancario o leasing e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy riconosce un contributo in conto interessi, che riduce il costo effettivo del finanziamento.
Le principali caratteristiche della misura sono:
- durata del finanziamento massima di 5 anni;
- importo finanziabile compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro;
- accesso consentito a quasi tutti i settori produttivi, con esclusione delle attività finanziarie e assicurative.
Il contributo ministeriale è calcolato su un tasso convenzionale pari a:
- 2,75% annuo per gli investimenti ordinari;
- 3,575% annuo per gli investimenti in beni 4.0;
- 3,575% annuo per gli investimenti green ad alta efficienza energetica.
La Nuova Sabatini è inoltre cumulabile con molte altre agevolazioni, come il Fondo di Garanzia e diversi crediti d’imposta, rendendola uno strumento particolarmente utile per le PMI che pianificano investimenti strutturati nel 2026.
Transizione 5.0
Il piano Transizione 5.0 rappresenta l’evoluzione del precedente modello Industria/Transizione 4.0, con un focus più marcato su innovazione tecnologica ed efficienza energetica. L’obiettivo della misura è incentivare gli investimenti che combinano digitalizzazione dei processi produttivi e riduzione dei consumi energetici.
Nel corso del 2026, Transizione 5.0 si inserisce in un nuovo quadro di attuazione, ridefinito dalla normativa più recente e dai decreti attuativi in corso di implementazione. La logica di fondo rimane però invariata: premiare gli investimenti tecnologici che generano un miglioramento misurabile delle performance energetiche.
La misura è rivolta alle imprese che investono in beni strumentali tecnologicamente avanzati, come sistemi di automazione, soluzioni digitali, tecnologie abilitanti (ad esempio intelligenza artificiale, Internet of Things e integrazione dei dati), a condizione che tali investimenti producano un risparmio energetico certificato.
In linea generale, l’accesso agli incentivi è subordinato al raggiungimento di:
- una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% sull’intera struttura produttiva, oppure
- una riduzione di almeno il 5% riferita ai singoli processi interessati dall’investimento.
Nel nuovo assetto 2026, le modalità di fruizione dell’agevolazione e le aliquote applicabili dipendono dalle regole operative definite dai decreti attuativi e dalle disponibilità delle risorse, rendendo fondamentale una valutazione preventiva del progetto e della sua compatibilità con la misura.
Per questo motivo, Transizione 5.0 va considerata come uno strumento strategico, da integrare con altre agevolazioni (come Nuova Sabatini o ZES Unica, dove applicabile) all’interno di una pianificazione complessiva degli investimenti aziendali.
Agevolazioni PMI per lo sviluppo delle competenze
Formazione 4.0
La misura Formazione 4.0 continua a rappresentare, anche nel 2026, uno degli strumenti principali a supporto della riqualificazione e dell’aggiornamento delle competenze del personale nei processi di trasformazione digitale e tecnologica delle imprese.
L’agevolazione è rivolta alle imprese che investono nella formazione dei propri dipendenti su tecnologie e competenze legate alla digitalizzazione dei processi produttivi, tra cui:
- big data e analisi dei dati;
- cloud computing e architetture digitali;
- sicurezza informatica;
- simulazione e sistemi cyber-fisici;
- prototipazione rapida;
- realtà virtuale e aumentata;
- robotica avanzata e collaborativa;
- interfacce uomo-macchina;
- manifattura additiva e stampa 3D;
- Internet of Things e integrazione digitale dei processi aziendali.
Nel 2026 la misura resta attiva, ma con regole e aliquote che dipendono dalle proroghe e dai decreti attuativi vigenti, non più basate su percentuali “standard” fisse come negli anni precedenti.
Per questo motivo, l’accesso al credito d’imposta Formazione 4.0 richiede una verifica preventiva dei requisiti, dei limiti di spesa e delle modalità di rendicontazione previste dalla normativa in vigore.
La Formazione 4.0 va quindi considerata come uno strumento da integrare all’interno di una strategia più ampia di trasformazione digitale, spesso in combinazione con investimenti agevolati (ad esempio Transizione 5.0).
Fondo nuove competenze
Il Fondo Nuove Competenze è uno strumento pubblico finalizzato a sostenere la formazione e il reskilling dei lavoratori, favorendo l’adeguamento delle competenze alle evoluzioni tecnologiche, digitali e organizzative.
Nel 2026 il Fondo continua a essere operativo tramite avvisi specifici, pubblicati periodicamente, che consentono alle imprese di ottenere un contributo a fondo perduto a copertura del costo delle ore di lavoro dedicate alla formazione dei dipendenti.
Il contributo riguarda principalmente:
- la retribuzione oraria dei lavoratori coinvolti nei percorsi formativi;
- programmi orientati a digitalizzazione, innovazione, sostenibilità e nuove competenze professionali.
Le durate, i massimali finanziabili e le modalità di accesso dipendono di volta in volta dall’avviso attivo, rendendo necessaria una verifica puntuale delle condizioni prima della presentazione della domanda.
Agevolazioni PMI per il Sud
Resto al Sud
Resto al Sud è una misura attiva anche nel 2026, gestita da Invitalia, pensata per sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno.
L’agevolazione prevede un mix di:
- contributo a fondo perduto
- finanziamento agevolato
a sostegno di progetti imprenditoriali e professionali, secondo le condizioni e i limiti stabiliti dalla normativa vigente.
L’importo massimo agevolabile può arrivare fino a 200.000 euro, in funzione della tipologia di progetto e della forma giuridica dell’impresa. I requisiti di accesso, le spese ammissibili e le modalità di presentazione della domanda sono definiti dai bandi operativi pubblicati da Invitalia.
PMI innovative: le agevolazioni dedicate per il 2026
Finora abbiamo visto quali incentivi possono essere utilizzati dalla generalità delle PMI. Esistono però alcune agevolazioni specifiche dedicate alle PMI innovative, valide anche nel 2026, che derivano principalmente dallo status di PMI innovativa e dal relativo inquadramento normativo.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) elenca una serie di misure e facilitazioni che continuano ad applicarsi alle PMI iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese, tra cui:
- incentivi fiscali per gli investimenti nel capitale di PMI innovative, rivolti a persone fisiche e giuridiche che investono nell’impresa;
- accesso semplificato al Fondo di Garanzia per le PMI, con condizioni dedicate rispetto alle imprese non innovative;
- esonero dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria per gli atti depositati presso la Camera di Commercio;
- possibilità di raccolta di capitali tramite campagne di equity crowdfunding, secondo la normativa vigente;
- accesso a servizi di supporto all’internazionalizzazione, anche tramite l’ICE – Agenzia per la promozione all’estero;
- deroghe ad alcuni vincoli della disciplina societaria ordinaria, previste per favorire la crescita e la patrimonializzazione;
- proroga dei termini per la copertura delle perdite in presenza delle condizioni previste dalla normativa;
- deroga alla disciplina delle società di comodo e in perdita sistematica, nei limiti stabiliti dalla legge;
- possibilità di remunerare collaboratori e personale tramite strumenti di partecipazione al capitale.
Queste agevolazioni non dipendono da bandi annuali, ma sono legate al mantenimento dello status di PMI innovativa, che deve essere verificato e aggiornato periodicamente.
Smart&Start Italia
Accanto alle agevolazioni strutturali legate allo status di PMI innovativa, resta attivo nel 2026 anche Smart&Start Italia, l’incentivo gestito da Invitalia dedicato in particolare alle startup innovative iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese.
Smart&Start Italia sostiene piani d’impresa compresi, in linea generale, tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro, attraverso un mix di finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto, secondo le condizioni previste dalla normativa vigente.
I piani d’impresa possono includere, tra le principali voci di spesa ammissibili:
- immobilizzazioni materiali, come impianti, macchinari e attrezzature tecnologiche;
- immobilizzazioni immateriali, quali brevetti, licenze, marchi, certificazioni, know-how e conoscenze tecniche;
- servizi funzionali alla realizzazione del piano d’impresa, direttamente collegati all’attività;
- costi del personale dipendente e dei collaboratori, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa di riferimento (art. 25 del DL n. 179/2012).
Le modalità di accesso, le percentuali di agevolazione e le condizioni operative dipendono dalle regole applicative in vigore e dalla valutazione del progetto imprenditoriale.
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Domande frequenti
Cos’è una PMI innovativa?
È una piccola o media impresa iscritta nella sezione speciale del Registro delle Imprese che possiede specifici requisiti legati a innovazione, ricerca e sviluppo, composizione del personale qualificato o titolarità di brevetti.
Quali incentivi sono attivi per le PMI nel 2026?
Nel 2026, tra gli strumenti più usati e citati per le PMI rientrano Fondo di Garanzia, Nuova Sabatini e Transizione 5.0. A seconda dei requisiti e delle finestre attive, possono aggiungersi misure su formazione/competenze (es. Formazione 4.0 e Fondo Nuove Competenze) e incentivi territoriali (es. Resto al Sud). In ogni caso, condizioni e disponibilità dipendono dalle regole operative e dalle risorse stanziate.
È possibile cumulare più incentivi nel 2026?
Spesso sì, ma solo se lo consentono le singole misure e senza finanziare due volte le stesse spese. Il cumulo va verificato caso per caso in base a progetto, costi e regole applicative.
