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Modelli organizzativi e digitalizzazione: come stanno cambiando [+ Checklist]

modelli organizzativi

Quali sono i nuovi modelli organizzativi aziendali nati grazie alla digitalizzazione? Perché organizzazioni piccole e grandi stanno ripensando alla struttura organizzativa?

Se ti stai chiedendo quanto sia efficiente il modello aziendale da te utilizzato in questo articolo troverai numerosi spunti di riflessione. 

I modelli organizzativi aziendali stanno cambiando. L’obiettivo è oggi elaborare nuovi modelli che facilitino da un lato la crescita dell’azienda, dall’altro la crescita professionale, anche orizzontale, dei lavoratori. 

Per riuscire in questi obiettivi un ruolo determinante è svolto dal progresso tecnologico. Come questo può aiutarti a definire un nuovo modello organizzativo lo vedremo in questo approfondimento.


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Cosa sono i modelli organizzativi aziendali

Un modello organizzativo aziendale può essere definito come il modo in cui la tua organizzazione allinea, coordina e pianifica l’insieme delle attività svolte, al fine di elaborare una struttura in linea con gli obiettivi prefissati. 

Esistono vari modelli organizzativi. Alcuni tradizionali in cui i lavoratori sono suddivisi per compiti, mansioni e posizioni all’interno dell’azienda. Altri meno tradizionali nei quali si tende a essere più flessibili. 

In quest’ultimo caso i lavoratori possono occuparsi di più mansioni e ricoprire più ruoli. L’obiettivo è creare un modello così ben organizzato che porti le risorse umane ad adattarsi rapidamente alle novità e ai cambiamenti siano questi scaturiti da cause esogene o endogene.

Oggi le strutture organizzative si stanno rapidamente evolvendo. Pensa solo alle organizzazioni che gestiscono l’intero lavoro da remoto e che dispongono già di strumenti e dispositivi pensati per creare ambienti virtuali dove i lavoratori possono coordinarsi e organizzare il lavoro. 

Altre organizzazioni invece sono molto tradizionali ancorate ai concetti sviluppati da Taylor nel 1900, in cui, per semplificare, ogni reparto è rigidamente diviso per ciclo produttivo e ogni dipendente è tenuto a svolgere una mansione ben precisa. 

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Quali sono i principali modelli organizzativi aziendali: esempi

Si potrebbe dilungarsi a lungo riguardo i modelli organizzativi aziendali e la loro evoluzione. Sono numerosi infatti i modelli organizzativi teorizzati, sviluppati ed elaborati nel corso degli ultimi 150 anni.

Per quanto sia innegabile l’unicità di questo periodo storico, imprenditori e titolari d’impresa da generazioni ormai sono chiamati a evolversi e a cercare di migliorare il funzionamento della propria organizzazione. Vediamo quindi come questi modelli si sono evoluti, riportando alcuni tra i più conosciuti.

👉 Leggi l’articolo “Gestione aziendale: 6 regole per guidare e ottimizzare la propria azienda”.

Modello piramidale 

Il modello piramidale è il primo a cui si pensa. È un modello tradizionale che vede il titolare d’azienda al vertice a cui è affidato il compito di coordinare i vari manager o responsabili di reparto. 

Questo modello è meno utilizzato da quando le organizzazioni sono diventate più complesse da gestire e si è sentita l’esigenza di responsabilizzare maggiormente i lavoratori. 

👉 Leggi l’articolo “People manager: le 7 skills essenziali per il 2022”.

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Modello matrice 

Una prima evoluzione del modello piramidale è il modello matrice. Questo inizia a svilupparsi man mano che le organizzazioni hanno realizzato di aver bisogno di dipartimenti o divisioni ben organizzate e in parte autonome. Il modello inizia a svilupparsi successivamente alla II Guerra Mondiale e vede la nascita di reparti quali: 

  • Ricerca e sviluppo
  • Risorse umane 
  • Contabilità 
  • Marketing 

👉 Può interessarti l’approfondimento “Processi aziendali: come effettuare l’analisi, la digitalizzazione e la mappatura”.

Modello piano od orizzontale 

Successivamente al modello matrice si è sviluppato il modello piano od orizzontale. Questo è utilizzato dalle piccole organizzazioni e si caratterizza per non avere posizioni lavorative intermedie tra dipendenti e dirigenti

Un organigramma così strutturato conferisce ai dipendenti molte responsabilità, favorisce inoltre l’instaurarsi di rapporti trasparenti e garantisce una certa rapidità nel prendere le decisioni.

Lo svantaggio del modello è che i lavoratori devono essere altamente qualificati, sono spesso chiamati a prendere decisioni importanti ed è bene siano dotati di spirito d’iniziativa e leadership. È per questo motivo che tale struttura organizzativa la ritroviamo in organizzazioni come le start up, notoriamente gestite da profili molto qualificati.

👉 Leggi l’articolo “Leadership: le 5 skill fondamentali per essere un leader”.  

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Modello piramide rovesciata

È solo intorno agli anni 2000 che alcune realtà sperimentano il modello della piramide rovesciata o invertita. Tale forma di gestione aziendale si basa sull’idea che è possibile prendere decisioni migliori coinvolgendo un numero maggiore di persone

L’idea di fondo consiste nello strutturare un’azienda in cui tutti i lavoratori sono responsabili e in prima linea. In altre parole, si perde l’idea che vi siano poche persone ai vertici incaricate di prendere le decisioni e si propende verso un concetto di gestione dell’impresa basato sulla condivisione e la cooperazione. 

Modello organizzativo 4.0 

Arriviamo quindi all’ultimo dei modelli organizzativi. Possiamo definirlo come il modello 4.0. Tale sistema si discosta da tutti quelli riportati in precedenza. In questo caso l’idea è creare tanti team di lavoro indipendenti che agiscono all’interno di una struttura organizzativa più ampia. 

La digitalizzazione è alla base e permette di coordinare al meglio le unità di lavoro. Ognuno dei team è responsabile delle scelte intraprese, si occupa di far crescere l’organizzazione, lavora alla ricerca di nuove opportunità e clienti. 

Tutti i team risultano interconnessi grazie alla presenza di piattaforme digitali che permettono di condividere idee, best practices, allocare le risorse, discutere di nuove strategie e azioni da intraprendere per la crescita e lo sviluppo.  

👉 Leggi l’articolo “Digitalizzazione Aziendale: la guida definitiva 2022”.

👉 Oppure “Portale HR dipendenti: tutte le funzionalità necessarie alla digitalizzazione”.

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Modelli organizzativi aziendali e organigramma aziendale come cambiano con la digitalizzazione

Come visto i modelli organizzativi aziendali si sono evoluti nel tempo. A oggi stanno cambiando seguendo l’idea che sia necessario un sistema che faciliti la mobilità orizzontale dei lavoratori unito a un efficiente sistema per il trasferimento delle conoscenze (know-how) tra le risorse umane. Su questa idea molte organizzazioni si stanno adoperando concentrandosi in particolare su due macro aree che vediamo di seguito.  

👉 Vai  all’articolo “Organigramma aziendale: crealo online e gratis con Factorial, in 2 minuti!”.

Nuova organizzazione della forza lavoro 

La prima grande sfida consiste nell’offrire maggiori possibilità di crescita e di sviluppo ai dipendenti. L’obiettivo non è solo trattenere i migliori talenti in azienda ma anche far in modo che questi riescano a diventare parte integrante dell’organizzazione, prendendo parte alle decisioni chiave. Questi obiettivi vengono raggiunti ad esempio: 

Chiaramente prima di rivedere l’organigramma aziendale e in generale l’intero modello organizzativo, dovresti esaminare la tua azienda valutando quali sono gli obiettivi e quali strumenti digitali puoi pensare di utilizzare. 

Quello che conta in questa fase di transizione verso un nuovo modello aziendale è, in primo luogo, essere consapevoli che la tecnologia continuerà a evolversi e i cambiamenti che stiamo vivendo sono appena all’inizio. In linea generale potresti pensare di: 

  • Individuare eventuali inefficienze in azienda 
  • Permettere ai dipendenti di partecipare attivamente alla definizione di nuove strutture organizzative 
  • Comprendere quali sono le nuove opportunità 
  • Disincentivare una mentalità resistente al cambiamento
  • Promuovere modelli flessibili e auto organizzati 

👉 Leggi l’articolo “Talent acquisition e digitalizzazione: i processi di recruiting 2.0”.

👉 Oppure “Software gestionale HR: come scegliere la soluzione migliore e innovativa”.

Digital transformation 

Un ruolo chiave nella definizione di nuovi modelli organizzativi è giocato dalla Digital transformation. Il punto focale è riuscire a sviluppare un modello che tenga conto di cambiamenti epocali. In particolare, ti invito a pensare a tecnologie quali: 

  • Intelligenza Artificiale 
  • Big Data 
  • Machine learning 
  • Blockchain 
  • IoT 

La rivoluzione industriale in atto porterà quindi una rapida trasformazione dei modelli organizzativi che coinvolgerà (sta già coinvolgendo) soprattutto aziende operanti in settori quali: telecomunicazioni, servizi finanziari, sviluppo software, giusto per riportare alcuni esempi. 

È fondamentale quindi tener presente l’impatto complessivo che la trasformazione digitale sta avendo sulle organizzazioni, come questa sta cambiando gli organigrammi aziendali, il modo d’intendere il lavoro quotidiano ma anche altri aspetti quali la cultura e la leadership aziendale.  

👉 Leggi l’articolo “Digital transformation: i 6 pilastri essenziali per l’evoluzione”.

Modelli organizzativi e digitalizzazione: un passaggio complesso 

Come titolare d’impresa o People Manager sei chiamato a un lavoro molto complesso. Da un lato infatti non puoi ignorare il fatto che è imprescindibile un modello organizzativo perfettamente realizzato sulla base delle esigenze aziendali. Dall’altro bisogna riuscire a integrare il nuovo modello alle novità portate dalla trasformazione digitale

Il passaggio è critico e graduale, richiede capacità d’analisi e lavoratori propensi ad accettare il cambiamento. Indipendentemente dalla grandezza dell’organizzazione l’aspetto sul quale dovresti focalizzarti è il come gestire il cambiamento tenendo sempre presente che digitalizzare è un mezzo per crescere e competere in un mondo sempre più concorrenziale e dinamico e non un passaggio dettato da una moda del momento. 

Per rendere il passaggio il meno traumatico possibile è importante fare leva su tutte le risorse in azienda, principalmente coloro dotate di leadership digitale, in grado cioè di pensare a un nuovo ecosistema che porti a una trasformazione: 

  • Organizzativa 
  • Operativa 
  • Comportamentale 

​​👉 Sai già cos’è il Recovery Fund e come funziona per la digitalizzazione delle aziende italiane? Qui trovi un articolo dedicato.

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Ripensare alle funzioni aziendali e ai modelli organizzativi: qual è il primo passo? 

Alla luce di quanto visto finora uno dei primi step verso la digitalizzazione e verso una nuova gestione di aspetti quali l’organigramma aziendale e in generale i modelli organizzativi, è iniziare a utilizzare un software HR come Factorial. 

Factorial è molto più di un semplice software HR. Ti permette di gestire una serie di processi essenziali per favorire i processi di digitalizzazione in azienda. Grazie al software potrai ad esempio creare un nuovo organigramma aziendale, assegnando così un manager per ogni reparto, aggiungendo collaboratori e tanto altro. 

Puoi inoltre offrire ai nuovi dipendenti un percorso di onboarding definito, aiutandoli a integrarsi in azienda e supportandoli durante tutto il processo. Le funzionalità non finiscono qui. Sono incluse infatti tutte le funzionalità tipiche di un software HR che ti agevoleranno in operazioni quali: 

Software HR Factorial

Modelli organizzativi aziendali: le conclusioni 

In questo approfondimento abbiamo visto che la digitalizzazione è un processo graduale e complesso che richiede da un lato dipendenti preparati e consapevoli del cambiamento in atto, dall’altro manager in grado di accompagnare l’organizzazione verso un modello organizzativo 4.0. 

È solo seguendo i nuovi modelli organizzativi, introducendo progressivamente le nuove tecnologie, che la digital transformation può diventare per la tua azienda una vera occasione di crescita e di sviluppo evitando che possa rivelarsi un passaggio di difficile implementazione e mal visto da parte dei lavoratori. 

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Isotta è Content Marketing Specialist in Factorial ed è appassionata di comunicazione, copywriting, social media e HR. Ama la natura, viaggiare e giocare a pallavolo.

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