Vai al contenuto
legge smart working

Legge smart working: il 15 ottobre e il futuro dei lavoratori

Quale sarà il futuro della legge sullo smart working? Cosa cambia per i lavoratori dopo il 15 ottobre 2020?

L’avvento del Coronavirus ha completamente stravolto il paradigma lavorativo, costringendo lavoratori ed aziende a ripensare la propria quotidianità nel rispetto di misure di sicurezza in continuo mutamento. Le nuove modalità di lavoro agile e a distanza hanno modificato abitudini, regole e prassi che prima sembravano impossibili da abbattere. Questo nuovo modo di lavorare ha avuto un risvolto decisivo anche nella pianificazione delle strategie di gestione delle risorse umane per le aziende di tutto il mondo.

In Italia, la recente proroga dello stato di emergenza fino al 15 ottobre 2020 ha portato per molti lavoratori alla continuazione quasi immutata delle modalità operative adottate durante la crisi del lockdown. A partire da quella data, quindi, è atteso un eventuale nuovo decreto legge sullo smart working, che porti nuove modifiche alle regole sulle modalità di lavoro agile che sono state seguite fino a questo momento.

Cosa cambia per i lavoratori, quindi, dal 15 ottobre 2020? Ma soprattutto, come influenzerà il futuro dello smart working in Italia? Facciamo una panoramica globale della situazione nel nostro Paese.

smart working banner

Legge smart working: qual è la norma?

Come abbiamo detto, dopo il 15 ottobre 2020 verranno probabilmente effettuate delle modifiche tramite un decreto legge sullo smart working. Ma prima di arrivare a quel punto è fondamentale, soprattutto per manager e responsabili HR, conoscere la normativa generale in termini di lavoro agile in Italia.

La legge sullo smart working è la n.81 ed esiste dal 2017. Definisce gli adempimenti principali riguardanti la gestione dello smart working e costituisce quindi il quadro normativo generale sul quale, almeno fino ad ulteriori cambiamenti, ogni datore di lavoro deve basare la propria attività.

Vediamone insieme i contenuti principali.

Legge sullo smart working: modalità di esecuzione

Secondo quanto previsto dalla legge sul lavoro agile 81/2017, perché si possa parlare di smart working è innanzitutto necessario un accordo fra le due parti: dipendente e datore di lavoro. Per poter attivare la modalità di lavoro in smart working (o lavoro agile) questo accordo dovrà rispettare due caratteristiche fondamentali:

  • Deve essere un accordo individuale (quindi stipulato bilateralmente tra datore di lavoro e singolo dipendente)
  • Deve essere redatto in forma scritta (anche attraverso l’utilizzo di strumenti di firma elettronica)

Oltre a definire gli elementi più importanti dell’accordo, la normativa sullo smart working stabilisce anche la durata dell’accordo stesso. Un accordo di smart working fra datore di lavoro e dipendente può avere sia durata determinata che indeterminata. Nel caso tra le parti venga stipulato un accordo di durata indefinita, spetta sempre il diritto di recesso di una delle due parti con obbligo di preavviso di almeno 30 giorni.

📌Scopri come Factorial è diventato il modo migliore per salvaguardare dipendenti e imprese durante la pandemia

Legge sul lavoro agile: contenuto dell’accordo e protezione del lavoratore

Oltre a definire le modalità di fruizione e definizione dell’accordo di lavoro agile, la legge sullo smart working specifica anche quale dev’essere il contenuto dell’accordo. Tale specifica è pensata principalmente per tutelare il lavoratore dipendente, fissando dei limiti che non possono essere sorpassati dal datore di lavoro. Il contenuto dell’accordo, secondo la norma 81/2017, prevede:

  • Indicazione della durata dell’accordo di smart working, se prevista
  • Indicazione del preavviso necessario ad esercitare il diritto di recesso
  • Strumentazione tecnologica fornita per lo svolgimento della mansione
  • Modalità di esercizio del potere di controllo all’esterno dei locali aziendali, per garantire una supervisione corretta e non invasiva del privato
  • Indicazione dei tempi di riposo che spettano al dipendente
  • Indicazione delle tecniche organizzative implementate per garantire al lavoratore il diritto alla disconnessione

A rigor di norma, questi sono gli elementi che definiscono correttamente un accordo di smart working. Un bisogno sempre più impellente data la sua rapida e crescente diffusione nelle aziende di tutte le dimensioni.

decreto smart working

Normativa smart working: altre tutele per i lavoratori

La diversa modalità di svolgimento del lavoro non deve in alcun modo alterare i diritti dei lavoratori. È per questo che la legge sullo smart working prevede delle ulteriori disposizioni a tutela dei lavoratori.

Innanzitutto la tutela riguarda i salari, che non devono in alcun modo essere modificati rispetto a quelli corrisposti, in base ai relativi CCNL, ai dipendenti che svolgono in maniera “tradizionale” il proprio lavoro nella sede aziendale.

Allo stesso modo, le medesime tutele in merito alla sicurezza sul lavoro devono essere garantite ai dipendenti in smart working tanto quanto a quelli che lavorano in ufficio. Attività di informazione e prevenzione sono e rimangono obbligo del datore di lavoro a prescindere dal luogo di svolgimento dell’attività lavorativa.

L’ultimo elemento cruciale sul quale la norma non si risparmia è certamente la tutela dello sviluppo professionale del lavoratore. Il comma 2 dell’articolo 20 dispone che al dipendente in lavoro agile debba essere garantito il diritto all’apprendimento permanente, in diverse modalità, e alla certificazione periodica delle relative competenze.

👉 Ottimizza la produttività in Smart Working e in presenza con Factorial

Decreto smart working: cosa cambia dal 15 ottobre 2020?

Come dicevamo all’inizio, le modalità di svolgimento delle attività lavorative hanno subito un brusco sconvolgimento a seguito dello scoppio della pandemia di Covid-19 nel marzo 2020. La crisi sanitaria unita alla necessità per moltissime attività di proseguire il proprio lavoro, ha portato alla rapida presa di provvedimenti da parte del Governo. L’obiettivo era facilitare il prosieguo delle attività lavorative nella maniera più snella ed agile possibile. Per questo, durante l’emergenza è stata introdotto il cosiddetto smart working con procedura semplificata. Capiamo meglio di cosa si tratta.

Smart working con procedura semplificata

Abbiamo appena visto come la legge sullo smart working preveda la necessità di un accordo scritto ed individuale tra le parti, per poter avviare le modalità di lavoro agile. Per far fronte all’emergenza, però, il 1° marzo 2020 il governo ha emanato quello che molti chiamano il decreto sullo smartworking, seguito da ulteriori raccomandazioni ad aprile e maggio.

Il decreto legge ha introdotto quella che viene definita procedura semplificata.

Con la procedura semplificata per l’accesso allo smart working i datori di lavoro di attivare le procedure di lavoro agile senza accordo individuale tra le parti. Questo significa che viene richiesto solamente il caricamento del file Excel in cui sono inseriti i dati dei lavoratori dipendenti che svolgeranno la propria attività lavorativa in modalità smart working. Il caricamento massivo delle comunicazioni di smart working viene messo a disposizione tramite l’apposito portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

risorse umane software banner

Cambiamenti dopo il 15 ottobre senza un nuovo decreto legge

Lo smart working semplificato, quindi, continua ad essere la norma fino a alla metà del mese di ottobre. Dal 16 ottobre, se non venisse ulteriormente prorogato lo stato di emergenza tramite un nuovo decreto legge, i datori di lavoro dovranno tornare alla modalità ordinaria.

Come abbiamo visto in precedenza, la legge 81/2017 (nello specifico all’articolo 19) prevede la necessità di un accordo individuale in forma scritta contenente specifici elementi riguardo a durata, diritto di recesso e modalità di attuazione dell’attività di smart working.

L’accordo (in questo caso non collettivo) va comunicato ed inviato telematicamente in maniera individuale attraverso il portale dedicato dei servizi al lavoro del Ministero. I tempi della procedura potrebbe non essere rapidi come per quella semplificata. Consigliamo quindi ai datori di lavoro di preparare con anticipo le comunicazioni in vista di un possibile ritorno alla normativa ordinaria.

Legge sullo smart working e futuro: come cambierà il mondo del lavoro?

Dopo aver parlato di normative e del periodo attuale, è importante focalizzarsi sulla visione di lungo periodo che la legge sul lavoro agile dovrà avere. Qual è il futuro dello smart working? Come può il Governo andare incontro alle esigenze in costante cambiamento del mercato del lavoro? Capiamo insieme le implicazioni che lo smart working sta avendo sulle nostre aziende e l’importanza di un regolamento innovativo e flessibile in un mondo del lavoro che, forse, è cambiato per sempre.

Cambiamento nelle modalità di lavoro: una prospettiva aziendale

È ovvio anche all’osservatore più occasionale che la tecnologia abbia rivoluzionato completamente la nostra modalità di svolgimento di tutta una serie di compiti. Possiamo inviare e ricevere email ovunque ci troviamo, partecipare a riunioni con persone dall’altra parte del mondo e rimanere in contatto con i nostri colleghi attraverso una varietà di canali. Possiamo curare la gestione dei documenti aziendali la documentazione dal nostro “ufficio” senza mai essere fisicamente presenti e possiamo stare al passo con gli ultimi sviluppi nel nostro campo senza dover partecipare a conferenze o corsi di formazione in presenza.

Ma nonostante le infinite possibilità di lavorare in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, la legislazione lavorativa rende dipendenti e aziende tutt’oggi schiavi di routine stabilite da una precedente generazione di lavoratori. La normalità per la maggior parte delle persone che lavorano è quella di avere un posto fisso e un orario fisso durante il quale esser presenti. In cambio del fatto di presentarsi ed svolgere delle mansioni, le aziende corrispondono alle persone uno stipendio, forniscono benefici e garantiscono una sicurezza finanziaria. Soprattutto nell’ultimo anno però, questo modello viene visto come un sistema a bassa produttività che cominci a non essere più soddisfacente per moltissimi dipendenti e poco efficace nel gestire le risorse umane per i datori di lavoro.

Smart working e le nuove generazioni

Le nuove generazioni di giovani lavoratori che entrano a far parte della forza lavoro esistente non hanno mai vissuto in un mondo senza Internet. Danno per scontato il poter comunicare con i loro colleghi ovunque si trovino e in qualsiasi momento. Non concepiscono i tradizionali confini tra casa e lavoro né la necessità di rimanere seduti ad una scrivania fissa per poter lavorare. Mettono in forte discussione la cultura delle ore di lavoro tradizionale e il modello di “presenzialismo costante” ereditato dalle generazioni più anziane. Il nuovi lavoratori, danno molta più importanza all’equilibrio lavoro/vita personale, al loro tempo libero e all’impatto che la loro professione ha sulla loro vita privata. Tutti aspetti che una nuova legge sullo smart working possono favorire.

lavoro agile legge

Implicazioni dello smart working sul management

La combinazione fra cambiamento degli schemi sociali e lavorativi, unita alla libertà concessa dalla tecnologia, sta incominciando ad influenzare profondamente anche il lavoro dei manager.

L’idea che il lavoro debba avere assoluta priorità sul resto della vita è più che mai sull’orlo del baratro. Perché i dipendenti dovrebbero adattare la loro vita personale a un modello di lavoro fisso quando molte attività lavorative possono essere svolte in modo flessibile? Il ragionamento è semplice: “se posso rispondere alle mie mail da casa, o in viaggio, quando mi è più facile, perché devo stare alla mia scrivania dalle 9 alle 18? Perché non posso portare i miei figli a scuola e poi venire in ufficio più tardi, invece di dover cercare costantemente di dividermi? Se quasi tutti i processi lavorativi (inclusa la rilevazione delle presenze) sono virtuali, perché rimaniamo ancora “attaccati” a postazioni di lavoro fisse?

Il motivo per cui operiamo su schemi lavorativi fissi è da ricercare nel passato. Quando la maggioranza dei lavori consisteva nel costruire, trasportare e cooperare fisicamente, dovevamo lavorare fianco a fianco. Nella produzione industriale, questo è ancora in gran parte vero, anche se molti processi vengono gestiti da robot anziché da esseri umani nelle fabbriche ipertecnologiche di oggi. In ufficio, però, non è più così. Non abbiamo bisogno di passare dei fogli di carta da una scrivania all’altra e non abbiamo bisogno di stare nella stessa stanza per fare una riunione. Eppure il modello di lavoro tradizionale e maggiormente diffuso è ancora basato su un luogo fisso in cui permanere per un tempo determinato.

Il management di oggi

I manager di oggi, hanno il compito di trattare la flessibilità e la virtualità come normali, anziché come eccezioni a un “normale” modo di lavorare un numero determinato di ore in posto specifico. Diventa importante considerare i compiti che un ruolo e un team comportano per arrivare alla decisione su dove e quando le persone possono lavorare. Lo smart working sta portando sempre più aziende e manager a gestire i team in base ai risultati e non in base alle presenze. Questo aiuta a stabilire le basi di un rapporto di fiducia tra datore di lavoro e dipendente, creando una strategia di management efficace.

Smart working e legge: la strada verso una forza lavoro più felice, efficace e produttiva?

Un sistema del lavoro agile regolamentato e che favorisca lo smart working può sicuramente avere dei risvolti positivi. A dirlo sono le opinioni dei lavoratori ma anche il mutamento degli stili di vita, il cambio di prospettive e le ripercussioni sull’ambiente.

Già prima dell’inizio della pandemia, l’opzione del lavoro flessibile era uno degli aspetti più considerati e ricercati da ogni lavoratore oltre, ovviamente, allo stipendio. La grande maggioranza è convinta che questa flessibilità possa portare a un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata, rendendo il loro rapporto con il proprio lavoro più felice e produttivo. A parità di produttività e dove possibile, non sarebbe meglio lasciar decidere ai dipendenti come gestire il proprio lavoro?

Un altro aspetto è legato alla scelta del luogo in cui vivere. Moltissime persone ritengono che il trasferirsi e vivere in città sia stato importante per aumentare le proprie opportunità di lavoro (dato particolarmente vero soprattutto per i più giovani). Nonostante ciò, da molti sondaggi emerge come altrettanti vivrebbero volentieri a più di un’ora di distanza dall’ufficio e a contatto con la natura, se lo smart working diventasse più accessibile. Le città, come conseguenza, nell’ultimo anno si stanno letteralmente svuotando e il positivo impatto ambientale dovuto al minor numero di spostamenti è sotto gli occhi di tutti.

👉 Rivoluziona la gestione delle risorse umane, con Factorial risparmi il 50% del tempo

Gestire i dipendenti in smart working: prova Factorial!

Nonostante la conoscenza di questi aspetti, la preoccupazione di molti datori di lavoro rimangono le potenziali difficoltà nella gestione dei propri dipendenti in smart working. Molto spesso questa preoccupazione deriva dal mancato utilizzo degli strumenti giusti.

Factorial, con il suo software per la gestione dei dipendenti in smart working, fornisce tutte le soluzioni di cui manager e responsabili HR hanno bisogno per la gestione del telelavoro. Le sue funzionalità ti permetteranno di:

  • Convalidare e gestire l’orario di lavoro dei dipendenti da remoto
  • Gestire le timbrature online con l’app di rilevazione delle presenze
  • Gestire permessi e ferie in totale semplicità
  • Monitorare le performance dei tuoi team
  • Gestire i processi di selezione a distanza
  • … e molto altro ancora!

Scopri tutte le funzionalità del software per le risorse umane di Factorial e inizia subito la prova gratuita di 14 giorni per scoprire come gestire in autonomia lo smart working dei tuoi dipendenti.

✅Prova Factorial gratis per 14 giorni e gestire i tuoi dipendenti in smart working non sarà più un problema!

Post correlati

Lascia un commento