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Cassa integrazione 2022: tutte le novità della legge di bilancio [+ Modello]

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7 minuti di lettura
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Come funziona la cassa integrazione nel 2022? Quali sono le principali novità della nuova legge di bilancio? 

Come ogni anno, la Manovra Finanziaria introduce delle novità che vanno inevitabilmente ad influenzare anche il mondo del lavoro. Sia datori di lavoro che dipendenti, infatti, sono soggetti agli effetti di questi cambiamenti, sia positivamente che negativamente.

In questo articolo, andremo a vedere nello specifico le novità riguardanti la cassa integrazione INPS che, quest’anno, non sono poche: dall’estensione della platea dei beneficiari grazie alla riforma degli ammortizzatori sociali prevista dalla legge di bilancio, al cambio degli obblighi contributivi per aziende e lavoratori, fino alle novità su CIGS e apprendisti.

Non perdiamo tempo e scopriamo tutte le novità più importanti riguardo alla cassa integrazione per aziende e lavoratori in questo 2022!

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Cassa integrazione 2022: allargamento della platea dei beneficiari

Come abbiamo accennato, la nuova legge di bilancio ha introdotto una vera e propria riforma degli ammortizzatori sociali con il quale il Governo ha deciso di proporsi di costruire un sistema più inclusivo dal punto di vista del sostegno al reddito e della previdenza sociale.

Un primo passo, quindi, è stato fatto allargando la plataea dei beneficiari della cassa integrazione includendo 3 modifiche importanti a partire dal 1° gennaio 2022:

    • Estensione ai lavoratori a domicilio: i lavoratori a domicilio erano stati (fino a questo momento) esclusi dal campo di applicazione della cassa integrazione, mentre ora, a partire dal 1° gennaio 2022, sono stati inclusi.
    • Inclusione di tutti i tipi di apprendistato: l’accesso all’ammortizzatore sociale viene esteso a tutti i tipi di apprendisti, senza più limitare l’intervento della cassa integrazione ad una sola tipologia di contratto di apprendistato, ovvero quello professionalizzante. Sono ora inclusi, quindi, l’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, per il diploma di istruzione secondaria superiore, per il certificato di specializzazione tecnica superiore e quello di alta formazione e ricerca.
  • Abbassamento della soglia di anzianità lavorativa minima: è stato abbassato il requisito minimo di anzianità di effettivo lavoro, previsto dal decreto legislativo n. 148/2015. Dal 1° gennaio 2022, infatti, basteranno solo 30 giorni di anzianità lavorativa anziché 90 per accedere all’ammortizzatore sociale.

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Cassa integrazione 2022: le novità sulla CIGS

Se la cassa integrazione ordinaria allarga la platea dei propri beneficiari nel 2022, la CIGS non è assolutamente da meno.

Con la riforma degli ammortizzatori sociali introdotta dalla legge di bilancio 2022, l’accesso alla cassa integrazione straordinaria viene estesa a tutte le aziende con più di 15 dipendenti che non facciano parte di fondi di solidarietà bilaterali, fondi bilaterali alternativi o del fondo territoriale intersettoriale delle province autonome di Trento e Bolzano.

In questo modo, il sostegno al reddito per i dipendenti in via straordinaria viene garantito anche alle imprese con più di 15 dipendenti a prescindere dal settore lavorativo di appartenenza.

Allo stesso modo si estendono sia la disciplina legislativa della CIGS che gli obblighi contributivi relativi anche a tutte quelle aziende iscritte al FIS (il Fondo di integrazione salariale gestito dall’INPS), che compiano con il requisito numerico dei 15 dipendenti impiegati.

Per maggiore chiarezza, specifichiamo che nel conteggio dei lavoratori dipendenti vengono presi in considerazione tutti i tipi di rapporto lavorativo indistintamente, e quindi:

  • Apprendisti
  • Lavoratori a domicilio
  • Dirigenti e altri lavoratori

A seguito delle novità previste dalla Legge di Bilancio 2022, vengono conteggiati anche i lavoratori che prestano i propri servizi con il vincolo di subordinazione, sia internamente che esternamente all’azienda.

Per fare un breve riepilogo, la cassa integrazione straordinaria è un tipo di ammortizzatore sociale che può essere attivato in caso di:

  • riorganizzazione aziendale
  • crisi aziendale, esclusi i casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa
  • stipulazione di contratti di solidarietà

Parlando della categoria riguardante la riorganizzazione aziendale a partire dal 1° gennaio 2022, grazie alla nuova legge di bilancio, rientrano in essa anche i processi di transizione digitali, tecnologici ed ecologici. In questi specifici casi, l’azienda dovrà redigere in collaborazione con i sindacati competenti un apposito piano in cui dovrà indicare in modo puntuale le azioni di riconversione effettuate, insieme alle attività di recupero sul piano dell’occupazione dei lavoratori.

💡 Per sapere di più sull’ultima proroga della cassa integrazione, qui trovi un approfondimento.

Chi può richiedere la CIGS?

Nel caso di richiesta di accesso alla cassa integrazione straordinaria, ricordiamo che possono accedervi le aziende:

    • industriali, comprese quelle edili e affini
    • artigiane, che procedono alla sospensione dei lavoratori in conseguenza di sospensioni o riduzioni dell’attività dell’impresa che esercita l’influsso gestionale prevalente
    • appaltatrici di servizi di mensa o ristorazione, che subiscono una riduzione di attività in dipendenza di situazioni di difficoltà dell’azienda appaltante e che abbiano comportato per quest’ultima il ricorso al trattamento ordinario o straordinario di integrazione salariale
    • appaltatrici di servizi di pulizia, anche se costituite in forma di cooperativa, che subiscono una riduzione di attività in conseguenza della riduzione delle attività dell’azienda appaltante per cui si è ricorso al trattamento straordinario di integrazione salariale
    • dei settori ausiliari del servizio ferroviario, ovvero del comparto della produzione e della manutenzione del materiale rotabile
    • cooperative di trasformazione di prodotti agricoli e loro consorzi di vigilanza

Oltre a queste categorie possono accedere alla CIGS anche le aziende che operino nel settore commerciale (logistica compresa) e agenzie di viaggio che nel corso del semestre precedente alla domanda abbiano impiegato più di 50 dipendenti.

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Cassa integrazione 2022: cambiamento degli obblighi contributivi

I cambiamenti portati dalla Legge di Bilancio 2022 sulla cassa integrazione vanno a toccare anche gli obblighi contributivi per le aziende. Ricordiamo che per la CIGS il contributo ordinario è pari allo 0,90 per cento, di cui lo 0,60 per cento a carico dell’impresa e lo 0,30 per cento a carico del lavoratore.

Tutte le imprese che occupino mediamente più di 15 dipendenti sono tenute al versamento del contributo ordinario, a prescindere dal settore in cui operano.

Oltre a questo, a carico delle imprese che richiedano l’accesso alla CIG viene richiesto il versamento di un contributo addizionale a favore dell’INPS nella misura del:

  • 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al dipendente per le ore non lavorate, relativamente ai periodi di Cassa fruiti sino al limite complessivo di 52 settimane in un quinquennio mobile
  • 12% della retribuzione per le settimane di CIG eccedenti le 52 e sino al limite di 104 in un quinquennio mobile
  • 15% della retribuzione se si superano le 104 settimane in un quinquennio mobile

Con la legge di bilancio 2022, viene riconosciuto uno sconto al contributo addizionale, attivo a partire dal 1° gennaio 2025. Questa riduzione beneficerà i datori di lavoro che non abbiano fatto uso di strumenti di integrazione salariale per almeno 24 mesi successivi all’ultimo periodo utilizzato.

Il contributo addizionale ridotto per le aziende sarà pari al:

  • 6% della retribuzione globale che sarebbe spettata al dipendente per le ore non lavorate, sino al limite complessivo di 52 settimane in un quinquennio mobile;
  • 9% della retribuzione per i periodi eccedenti le 52 settimane e sino al limite di 104 in un quinquennio mobile.

Anche se spostato nel tempo, parliamo di una notevole riduzione che potrà incidere positivamente sulla liquidità delle aziende italiane.

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Aumento dei massimali per la cassa integrazione 2022

Altra novità di questo 2022 riguarda l’aumento dei massimali previsti per gli strumenti di integrazione salariale. In base alla legge attualmente in vigore, sia la cassa integrazione ordinaria che quella straordinaria non possono erogare una prestazione economica superiore a due specifici massimali, i quali vengono aggiornati ogni anno dall’INPS in base alla variazione dei relativi indici ISTAT.

I massimali di cui parliamo sono nello specifico di:

  • Euro 939,89 al mese (al netto del contributo del 5,84%) nel caso in cui lo stipendio mensile sia pari o inferiore a 2.159,48 euro
  • Euro 1.129,66 al mese (al netto del contributo dei 5,84%) nel caso in cui lo stipendio mensile sia superiore a i 2.159,48 euro.

La Manovra Finanziaria 2022 non alza in termini fattivi i massimali ma interviene eliminando il primo scaglione dei massimali, quello di 939,89 euro al mese fissato per il 2021.

In questo modo, per le prestazioni relative alla CIGO e CIGS per i lavoratori dipendenti, a partire dal 1° gennaio 2022 rimane solamente il massimale di 1.129,66 euro al mese.

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Accordo di transizione occupazionale: altra novità della cassa integrazione 2022

Una fra le novità più interessanti per il 2022 è sicuramente l’introduzione del cosiddetto accordo di transizione occupazionale. La nuova legge di bilancio, infatti, all’articolo 53 introduce questo nuovo concetto che consiste in un periodo aggiuntivo di CIGS “finalizzato al recupero occupazionale dei lavoratori a rischio esubero, pari a un massimo di 12 mesi complessivi non ulteriormente prorogabili”.

Questa estensione all’utilizzo della CIGS è riservata alle aziende che occupino in media più di 15 dipendenti. Può essere attivata una volta conclusa la CIGS di cui si ha diritto ed essere richiesta in caso di:

  • riorganizzazione aziendale
  • crisi aziendale
  • definizione, in sede di consultazione con i sindacati, le “azioni finalizzate alla rioccupazione o all’autoimpiego, quali formazione e riqualificazione professionale anche ricorrendo ai fondi interprofessionali”.

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Cassa integrazione Covid 2022: le novità

Il governo con l’ultima legge di bilancio 2022 ha approvato anche per il 2022 la Cassa Integrazione Covid, mettendo a disposizione fondi per un ulteriore finanziamento della misura di integrazione salariale d’emergenza anche alle imprese del settore turistico, ai pubblici esercizi, al commercio, che occupano fino a 5 dipendenti.

Durante il 2021 ai dipendenti di queste aziende è stata riconosciuta la cassa integrazione in deroga con causale Covid19. Al contrario, con l’approvazione della nuova legge di bilancio 2022 non sono state confermate:

  • la cassa integrazione in deroga (ovvero la cassa integrazione che un’azienda può richiedere senza versare contributi INPS)
  • della stessa causale Covid19.

A partire dal 1 gennaio 2022 il sostegno al reddito per tutti i lavoratori dipendenti interessati da questa situazione nel caso in cui vengano sospesi dal lavoro, sarà il contributo ordinario erogato dal FIS, il fondo di solidarietà INPS.

Per i dipendenti in sostanza il cambiamento non è praticamente percettibile, mentre per le imprese la questione cambia eccome: non potranno evitare la contribuzione e, per richiedere la cassa integrazione, dovranno procedere ai relativi versamenti all’INPS.

Su questo aspetto, negli ultimi mesi molte aziende hanno espresso il proprio dissenso: al governo, infatti, è stata avanzata una richiesta di proroga della cassa integrazione in deroga con clausola Covid19 anche per il 2022, potendo così evitare di influenzare le proprie disponibilità economiche per far fronte al pagamento del contributo relativo alla cassa integrazione e al suo utilizzo.

Una forte richiesta relativa alla proroga della Cassa Integrazione Covid arriva anche dai sindacati Uil e Cgil, che propendono decisamente per un rinnovo della misura straordinaria di almeno altri 3 mesi.

Da parte del Governo appare difficile accettare una simile richiesta, principalmente a causa delle difficoltà dal punto di vista economico. Congiuntamente all’INPS il Governo potrebbe valutare un agevolazione dell’accesso alla cassa integrazione in deroga in base alla gravità della situazione economica in cui versano le differenti aziende ma, ad oggi, non sono ancora arrivate conferme.

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Nata a Firenze e laureata in Scienze Politiche (in particolare Comunicazione e Giornalismo) all’Università di Firenze. In Italia ha lavorato come giornalista ed ha collaborato con diversi siti web dedicati al mondo dell’attualità. Adesso vive a Barcellona ed è Content Marketing Specialist in Factorial e si occupa della creazione dei contenuti del mercato italiano. Il suo obiettivo è dare supporto, ispirazione e strumenti per far conoscere il mondo delle Risorse Umane e far crescere la community HR. Ama l’avventura, la natura, viaggiare e giocare a pallavolo.

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