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Gestione del personale

Assunzioni categorie protette: le regole per le aziende e tutte le agevolazioni

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Conoscere come funzionano le assunzioni delle categorie protette è molto importante oggi per i datori di lavoro, non solo per garantire l’inclusione e l’integrazione di persone con disabilità o invalidità, ma anche per le opportunità che questo tipo di percorsi di inserimento garantiscono. 

Il panorama normativo che disciplina questo tipo di assunzioni si è però evoluto, prevedendo nuove agevolazioni, sia per le aziende che per le persone. 

In questo articolo esploreremo le regole che le aziende devono seguire per le assunzioni delle categorie protette, ma anche i requisiti per accedere ai benefici previsti e le sanzioni per la mancata osservanza delle normative. 

Come sono regolate le assunzioni delle categorie protette

Le assunzioni delle categorie protette in Italia sono regolate dalla Legge 68/1999, che promuove l’inserimento lavorativo di persone con invalidità riconosciuta o disabilità fisiche, psichiche e sensoriali, definendo anche quali aziende sono obbligate ad assumerli. 

Nel dettaglio, la normativa stabilisce che le aziende con più di 15 dipendenti devono:

  • riservare una quota di posti a lavoratori appartenenti a queste categorie; 
  • adottare politiche attive per garantire l’inclusione di queste persone, rispettando le normative vigenti e avvalendosi dei servizi di collocamento mirato.

Le regole sulle quote di riserva e il collocamento mirato riguardano principalmente le aziende private, ma anche le amministrazioni pubbliche e le cooperative, a condizione che superino un certo numero di dipendenti. Queste, se non rispettate possono comportare sanzioni per il datore di lavoro, multe o altre penalità, come l’esclusione da contratti pubblici o da agevolazioni fiscali statali. 

Per garantire che gli obblighi vengano rispettati, le aziende che sono tenute all’assunzione di categorie protette devono presentare ogni anno un prospetto informativo al ministero del Lavoro e alle competenti autorità locali, con il quale forniscono le informazioni dettagliate sulle assunzioni e sul personale occupato nel rispetto delle quote di riserva. 

Novità 2026, cosa cambia per lavoratori e aziende 

Nel proprio Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO 2026-2028), le pubbliche amministrazioni sono tenute a programmare la copertura delle scoperture del collocamento obbligatorio, calcolando gli spazi assunzionali in base ai parametri di spesa correnti.

Con il decreto legge n. 25/2025 (convertito nella Legge n. 54/2025) la percentuale di posti riservati nei concorsi pubblici alle persone con disabilità (la cosiddetta quota di riserva) è stata elevata fino al 10%. 

Di fatto, prima della riforma, la riserva nei concorsi operava esclusivamente per coprire la “quota d’obbligo” complessiva dell’ente (il 7% del personale totale per le amministrazioni con più di 50 dipendenti). Se l’ente era già in regola con le assunzioni obbligatorie, nel singolo concorso non veniva inserita alcuna riserva specifica per i disabili, a meno che non vi fossero scoperture nell’organico da colmare, e comunque la riserva non poteva superare la metà dei posti messi a bando.

Requisiti per accedere al Collocamento mirato

Per poter accedere al collocamento mirato, le persone con disabilità e gli invalidi devono presentare apposita certificazione al Centro per l’Impiego competente per zona, che si occuperà della loro registrazione nelle liste di collocamento mirato. 

La certificazione è rilasciata dall’ASL, attesta la condizione di salute e il tipo di disabilità o invalidità, nonché eventuali limitazioni fisiche che possono influenzare lo svolgimento di determinati lavori. 

Attenzione però, l’iscrizione alla liste di collocamento mirano non è obbligatoria per l’assunzione in azienda. 

Al Centro per l’Impiego, infatti, verrà avviato un percorso personalizzato per le categorie protette, attraverso la definizione di un protocollo che individua competenze ed esigenze della persona da occupare. Il servizio offre anche incontri di orientamento professionale e supporto per facilitare l’inserimento lavorativo e la ricerca di opportunità professionali adeguate, tramite appunto l’iscrizione alla lista di collocamento mirato, che è un elenco pubblico che contiene i nominativi delle persone appartenenti alle categorie protette e da cui le aziende possono attingere per le assunzioni obbligatorie nel rispetto delle quote di riserva. 

Quindi,  sebbene l’inserimento nelle liste possa facilitare l’accesso a opportunità di lavoro, non è una condizione necessaria per le assunzioni dirette. Infatti, se l’azienda assume direttamente una persona con disabilità o con invalidità, può comunque accedere a incentivi e agevolazioni fiscali.

In questi casi, è sufficiente che l’azienda comunichi l’assunzione al Centro per l’Impiego della persona appartenente alle categorie protette, anche se il candidato non è stato selezionato dalla lista. Per garantire il rispetto della normativa dovrà fornire anche la documentazione necessaria che certifica l’invalidità. 

La quota di riserva delle categorie protette

Come disciplinato dalla Legge 68/1999, le aziende con più di 15 dipendenti sono tenute a riservare una quota di posti di lavoro per le categorie protette. La quota di riserva, però, varia a seconda del numero di dipendenti. 

Nel dettaglio: 

  • Le aziende con un numero di dipendenti compreso tra 15-35, devono riservare almeno un posto a personale appartenente alle categorie protette.
  • Le aziende con un numero di dipendenti compreso tra 36 e 50, devono riservare almeno due posti a personale appartenente alle categorie protette.
  • Le aziende con più di 50 dipendenti, devono riservare il 7% del personale occupato a personale appartenente alle categorie protette.

Il mancato rispetto di questi obblighi, come previsto dal legislatore, espone il datore di lavoro a specifiche sanzioni. Vediamo quali. 

Sanzioni per le aziende che non rispettano l’obbligo

Le aziende che non rispettano l’obbligo di assunzione delle categorie protette vanno incontro alle sanzioni amministrative, come previsto dalla Legge 68/1999

L’importo delle sanzioni e i relativi termini viene aggiornato periodicamente (di solito ogni 5 anni), e attualmente le sanzioni in vigore sono quelle delineate dal Decreto del Ministero del Lavoro n. 194 del 30 settembre 2021, ovvero: 

  • Presentazione del prospetto informativo omessa o in ritardo

Se un datore di lavoro non presenta entro i termini stabiliti il prospetto informativo riguardante le assunzioni delle categorie protette, è soggetto alla sanzione amministrativa di  702,43 euro

Inoltre, in caso di ritardo nella presentazione, è prevista una maggiorazione di 34,02 euro per ogni giorno di ritardo successivo alla scadenza, che è fissata al 31 gennaio di ogni anno. Questa maggiorazione inizia a essere calcolata dal giorno successivo al termine di presentazione.

  • Mancato adeguamento agli obblighi di assunzione

Qualora un datore di lavoro non adempia agli obblighi di assunzione previsti dalla legge entro i termini stabiliti (che sono 60 giorni dall’insorgenza dell’obbligo), scatta una multa di 196,05 euro per ogni lavoratore non assunto, accumulata per ogni giorno lavorativo trascorso. Questo significa che l’importo della sanzione può aumentare rapidamente se il datore di lavoro continua a non conformarsi alle normative.

Tipi di contratti per le categorie protette

Le aziende possono offrire diversi tipi di contratti per l’assunzione di persone appartenenti alle categorie protette, in linea con le normative vigenti. Le opzioni includono contratti a tempo indeterminato, contratti a tempo determinato, e contratti di apprendistato.

La flessibilità nei contratti consente alle aziende di adattarsi alle esigenze specifiche dei lavoratori, favorendo un’inclusione più efficace. Per questo motivo l’inserimento lavorativo può essere sia part time che full time

Tuttavia, ci sono alcuni incentivi che lo stato riconosce che, oltre al requisito della condizione di disabilità/invalidità, richiedono anche che le assunzioni agevolate in azienda avvengano con precisi contratti (per esempio a tempo indeterminato), così da assicurare maggiore stabilità. 

Agevolazioni assunzioni categorie protette 2026

Nel 2026, le aziende che assumono categorie protette possono beneficiare di diverse agevolazioni, pensate per incentivare l’inserimento lavorativo di queste persone.

Ecco un elenco delle agevolazioni aggiornato:

Incentivi Legge 68/99

La Legge 68/1999 prevede:

  • sgravio contributivo per 36 mesi pari al 70% della retribuzione mensile lorda imponibile per ogni lavoratore disabile con riduzione della capacità lavorativa superiore al 79% o con almeno una delle minorazioni indicate nel D.P.R. 23 dicembre 1978, n. 915 tra quelle di 1°, 2° o 3° categoria;
  • sgravio contributivo per 36 mesi pari al 35% della retribuzione mensile lorda imponibile per ogni lavoratore disabile assunto a tempo indeterminato con riduzione della capacità lavorativa tra il 67% e il 79% o con almeno una delle minorazioni indicate nel D.P.R. 23 dicembre 1978, n. 915 tra quelle di 4°, 5° o 6° categoria;
  • sgravio contributivo per 60 mesi pari al 70% della retribuzione mensile lorda imponibile per ogni lavoratore con disabilità intellettiva e psichica con riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, se assunto a tempo indeterminato o a tempo determinato di almeno 12 mesi.

Maxi-deduzione fiscale (cd. superdeduzione)

Una delle misure applicabili ancora nel 2026 è la maxi-deduzione sui costi del personale introdotta dal D.Lgs. n. 216/2023, che – in generale – riconosce alle imprese e i professionisti che incrementano l’occupazione a tempo indeterminato beneficiano di una deduzione del costo del lavoro ai fini IRES e IRPEF pari al 120%.

Tuttavia, se il nuovo assunto a tempo indeterminato rientra tra i lavoratori meritevoli di maggiore tutela (inclusi i disabili iscritti alle liste della Legge n. 68/1999), la percentuale di deduzione del costo del lavoro sale al 130% (maggiorazione del 30%).

Per fruire di questo bonus fiscale, però, è necessario che il numero complessivo dei dipendenti a tempo indeterminato nel 2026 sia superiore a quello registrato nel periodo d’imposta precedente.

Rimborsi INAIL per la sicurezza e l’adeguamento delle postazioni

Per i datori di lavoro che inseriscono in organico persone con disabilità da lavoro, l’INAIL prevede specifici contributi a fondo perduto, cumulabili con gli incentivi INPS. Nel dettaglio, spetta un rimborso fino al 100% delle spese sostenute, con un tetto massimo stabilito a 135.000 euro per per l’abbattimento barriere architettoniche: 

La misura può essere combinata a un finanziamento agevolato per l’acquisto di arredi ergonomici, ausili o dispositivi tecnologici e informatici di automazione e al contributo fino al 60% delle spese per la formazione e la riqualificazione professionale del lavoratore disabile, entro un limite di 15.000 euro.

Fondi regionali per il collocamento mirato

Attraverso le risorse del Fondo nazionale e dei singoli Fondi Regionali (Art. 14 Legge n. 68/1999), le Regioni pubblicano periodicamente avvisi e bandi specifici. Nel corso del 2026, diverse agenzie regionali per il lavoro finanziano contributi aggiuntivi per le assunzioni a tempo determinato (anche parziale) o sostengono percorsi di inserimento tramite l’attivazione di apposite convenzioni con cooperative sociali.

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Consulente del lavoro ed esperta di Fisco, Tasse e Diritto. Laureata in Scienze dell'Amministrazione e dell'Organizzazione presso l'Università di Palermo, dal 2016, mi occupo principalmente di scrittura su temi legati a Previdenza, Economia e Lavoro, con un focus sull'attualità e i temi caldi. La mia curiosità e passione mi spinge al costante aggiornamento e un’analisi approfondita delle dinamiche di cui tratto. Scrivo perché quando lo faccio ho l'impressione di stare al posto giusto nel momento giusto