La tua azienda deve conformarsi alla NIS2, certificarsi ISO 27001 o entrambe le cose? È la domanda che si pongono sempre più responsabili IT e della sicurezza, e la risposta è raramente semplice. Una è obbligatoria e prevede sanzioni. L’altra è volontaria, ma clienti e partner la richiedono sempre più spesso.
La buona notizia è che non sono in competizione tra loro. In questo articolo ti spieghiamo in cosa si differenziano, in cosa si somigliano e come appoggiarti su una per portare avanti l’altra senza lavorare il doppio.
Che cos'è la NIS2?
La NIS2 (Direttiva UE 2022/2555) è la normativa europea che rafforza il livello comune di cybersicurezza in tutta l’Unione Europea. Sostituisce la vecchia direttiva NIS del 2016, amplia i settori interessati e inasprisce sia gli obblighi sia le sanzioni. In Italia è stata recepita dal D.Lgs. 138/2024, la cui applicazione è affidata all’ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale). La sua logica è chiara. Si tratta di smettere di trattare la sicurezza come un insieme di buone pratiche consigliate per trasformarla in un requisito di legge soggetto a vigilanza.
A chi si applica la NIS2?
La NIS2 non si applica a tutte le aziende allo stesso modo. Per stabilire chi è obbligato, combina tre fattori, ovvero l’ambito geografico (operare o fornire servizi nell’UE), il settore di attività e la dimensione dell’organizzazione (di norma, più di 50 dipendenti oppure oltre 10 milioni di euro di fatturato).
In base a questi criteri, la direttiva classifica le organizzazioni in due categorie.
- Soggetti essenziali: operano in settori ad alta criticità come energia, trasporti, settore bancario, sanità o infrastrutture digitali, e sono sottoposti a una vigilanza più stringente.
- Soggetti importanti: appartengono ad altri settori rilevanti (servizi digitali, produzione, settore alimentare, gestione dei rifiuti, ecc.), con un livello di criticità un po’ inferiore.
Conviene ricordare che la dimensione non sempre esonera. Una PMI può risultare obbligata se la sua attività è critica o se fa parte della catena di approvvigionamento di un’azienda che lo è. Lo spieghiamo nel dettaglio nei nostri articoli su a chi si applica la NIS2 e su la differenza tra soggetti essenziali e importanti.
Obblighi e sanzioni della NIS2
La NIS2 obbliga a passare da controlli puntuali a una gestione del rischio continua, con evidenze chiare e una governance solida. Tra le misure minime previste dall’articolo 21 spiccano le seguenti.
- Politiche di analisi e gestione del rischio documentate.
- La gestione degli incidenti, con un processo strutturato di rilevamento, risposta e notifica.
- La continuità operativa: backup, disaster recovery e gestione delle crisi.
- La sicurezza della catena di approvvigionamento e dei fornitori.
- L’uso della crittografia e della cifratura.
- Il controllo degli accessi, l’autenticazione a più fattori e l’igiene informatica.
A questo si aggiunge la responsabilità diretta degli organi di vertice, dato che gli organi di amministrazione devono approvare e supervisionare le misure e ne rispondono in caso di inadempienza. Il regime sanzionatorio è severo. Può arrivare fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato annuo globale per i soggetti essenziali, e fino a 7 milioni di euro o all’1,4% per quelli importanti.
Che cos'è la ISO 27001?
La ISO/IEC 27001 è la norma internazionale di riferimento per la sicurezza delle informazioni. A differenza della NIS2, non si rivolge a settori specifici né viene imposta da alcuna legge. Qualsiasi organizzazione può adottarla, indipendentemente dalle dimensioni o dal settore. Le aziende si certificano volontariamente per dimostrare la propria maturità in materia di sicurezza a clienti, partner o assicuratori.
Il SGSI come cuore della ISO 27001
Il cuore della norma è il Sistema di Gestione per la Sicurezza delle Informazioni (SGSI). Si tratta di un framework che struttura il modo in cui un’organizzazione individua i propri rischi, decide quali misure adottare e migliora in modo continuo. Non è un progetto che si chiude una volta concluso, ma un ciclo che si rivede e si aggiorna nel tempo.
Per concretizzare queste misure, la ISO 27001:2022 include il suo Allegato A, con 93 controlli di sicurezza organizzati in quattro grandi ambiti (organizzativo, persone, fisico e tecnologico). Ogni organizzazione sceglie quelli che si applicano al proprio contesto a partire dalla propria analisi del rischio.
Come funziona la certificazione?
La certificazione ISO 27001 viene rilasciata da un organismo accreditato e indipendente al termine di un audit. Non è un adempimento una tantum, perché il certificato ha una validità limitata e si mantiene attraverso audit di sorveglianza periodici e una ricertificazione a intervalli regolari. Perdere la certificazione non comporta una sanzione di legge, ma può avere un costo commerciale elevato nei settori in cui è richiesta per contratto.
Differenze tra NIS2 e ISO 27001
Pur perseguendo lo stesso obiettivo di rafforzare la sicurezza delle informazioni, le due lo fanno con approcci molto diversi. Questa tabella riassume le differenze principali.
| Criterio | NIS2 | ISO 27001 |
|---|---|---|
| Natura | Direttiva europea (obbligo di legge) | Norma internazionale (certificazione volontaria) |
| Ambito geografico | Unione Europea | Mondiale |
| A chi si applica | Soggetti essenziali e importanti di settori critici | Qualsiasi organizzazione che decida di certificarsi |
| Approccio | Prescrittivo (misure minime dell’articolo 21) | Basato sul rischio (controlli dell’Allegato A) |
| Governance | Responsabilità diretta degli organi di vertice, con conseguenze legali | Impegno della direzione, senza responsabilità legale associata |
| Notifica degli incidenti | Obbligatoria e con tempistiche stringenti (preallarme entro 24 h, notifica entro 72 h, relazione finale entro 1 mese) | Richiede di gestire gli incidenti, ma senza scadenze di notifica esterna |
| Catena di approvvigionamento | Requisiti espliciti sui fornitori | Coperta tramite controlli sulle relazioni con i fornitori |
| Sanzioni | Fino a 10 mln € o al 2% del fatturato globale | Perdita o mancato ottenimento del certificato (senza sanzione) |
| Autorità di controllo | Autorità nazionale competente (l’ACN in Italia) | Organismi di certificazione accreditati |
| Mantenimento | Conformità continua e vigilanza dell’autorità | Audit di sorveglianza e ricertificazione periodica |
In una frase, la NIS2 ti obbliga a rendere conto davanti alla legge, mentre la ISO 27001 ti offre un quadro strutturato e riconosciuto per dimostrare che gestisci bene la tua sicurezza.
Come si completano NIS2 e ISO 27001?
Ecco il punto che molte organizzazioni trascurano. Non sono in competizione, si rafforzano a vicenda. La direttiva stessa considera le norme internazionali un riferimento valido per attuare le misure di sicurezza, e un’azienda già certificata ISO 27001 parte con buona parte del percorso verso la NIS2 già fatto.
Il motivo è che entrambi i framework condividono la stessa base di gestione del rischio. La maggior parte delle misure tecniche richieste dall’articolo 21 della NIS2 (analisi del rischio, gestione degli incidenti, continuità operativa, cifratura, controllo degli accessi o igiene informatica) trova un equivalente diretto nei controlli dell’Allegato A della ISO 27001. Il SGSI fornisce inoltre la struttura organizzativa di cui la NIS2 ha bisogno, come politiche, registro dei rischi, piani di trattamento e indicatori che qualsiasi autorità di vigilanza vorrà vedere.
Le differenze si concentrano in tre aree che la ISO 27001 non copre del tutto e che dovrai rafforzare.
- La notifica formale all’autorità, con le tempistiche di 24 h, 72 h e un mese che la norma non impone.
- I requisiti sulla catena di approvvigionamento, più dettagliati ed espliciti nella NIS2.
- La responsabilità legale degli organi di vertice, che nella NIS2 comporta conseguenze personali.
La strategia più efficiente, quindi, è usare la ISO 27001 come base metodologica e documentale e aggiungere sopra il livello specifico che la NIS2 richiede. In questo modo eviti di duplicare la documentazione e sfrutti l’investimento già fatto.
Come Factorial IT aiuta con la NIS2 e la ISO 27001?
Nella pratica, NIS2 e ISO 27001 condividono lo stesso punto debole. Avere una politica scritta non serve a niente se non puoi dimostrare che viene applicata su tutto il tuo parco dispositivi. Gli auditor non chiedono se hai la sicurezza, ma se sei in grado di dimostrarlo.
È qui che Factorial IT trasforma i requisiti in evidenze operative generate in modo automatico.
- Inventario e ciclo di vita del parco IT: un catalogo vivo di tutti i dispositivi e del loro software, con stato, proprietario e livello di sicurezza di ogni macchina. È la base di qualsiasi analisi del rischio.
- Sicurezza dei dispositivi multi-OS: politiche di cifratura, blocco e password applicate automaticamente al momento della registrazione di ogni dispositivo Mac, Windows o Linux tramite MDM, con blocco e cancellazione da remoto dimostrabili.
- Gestione degli accessi SaaS: provisioning e deprovisioning automatizzati e collegati alle Risorse Umane, così quando una persona lascia l’azienda i suoi accessi vengono revocati all’istante e l’operazione resta tracciata.
- Rilevamento e risposta (EDR): protezione da malware e ransomware distribuita su ogni dispositivo, con la capacità di isolare le macchine compromesse.
- Tracciabilità ed evidenze per l’audit: un registro di chi ha fatto cosa e quando, oltre a report di conformità esportabili che documentano l’applicazione uniforme delle misure.
Nella pratica, Factorial IT centralizza dispositivi, accessi e workflow IT in un’unica piattaforma collegata al tuo sistema di Risorse Umane. Il risultato è meno gestione manuale, più visibilità e, soprattutto, la capacità di presentare prove concrete il giorno dell’audit, sia che il tuo obiettivo sia conformarti alla NIS2, certificarti ISO 27001 o entrambe le cose insieme.

