Il contratto a tempo indeterminato è una delle forme di impiego più stabili, poiché privo di scadenza e in grado di garantire maggiori sicurezze ai dipendenti ma anche ai datori di lavoro nella gestione delle risorse umane.
Ma cosa comporta concretamente l’adozione di questo tipo di contratto? Quali sono gli obblighi in capo alle aziende e cosa prevede la legge? In questo articolo analizzeremo le principali caratteristiche, la normativa di riferimento e i meccanismi che regolano il contratto a tempo indeterminato, rispondendo alle domande più comuni che ogni azienda dovrebbe conoscere.
- Cosa prevede il contratto a tempo indeterminato
- Cosa stabilisce la legge sul contratto di lavoro a tempo indeterminato
- Come funziona il periodo di prova
- Come funzionano dimissioni e licenziamento nel contratto a tempo indeterminato
- Gestisci onboarding, contratti e documenti aziendali con Factorial
- Domande frequenti relative al contratto a tempo indeterminato
- Prova un software completo per gestire documenti e contratti in pochi click 🚀
Cosa prevede il contratto a tempo indeterminato
Il contratto a tempo indeterminato, come previsto dall’art. 2094 del Codice Civile italiano, rappresenta una forma di rapporto di lavoro subordinato in cui il lavoratore si impegna a prestare la propria attività a favore del datore di lavoro senza un termine prestabilito per la cessazione del contratto. Ciò significa che il lavoratore è assunto con un impegno continuo e duraturo, con l’obbligo di svolgere le proprie mansioni in modo regolare, salvo modifiche alle condizioni contrattuali stabilite dalle leggi o dagli accordi collettivi.
Questa tipologia contrattuale non prevede una scadenza, ma garantisce una rapporto professionale stabile e di lungo periodo tra le parti.
Il contratto a tempo indeterminato può essere sia a tempo pieno che per part-time, a seconda delle necessità specifiche dell’azienda e del lavoratore. Inoltre, offre una serie di garanzie e diritti per il lavoratore, come la protezione contro il licenziamento ingiustificato, la possibilità di usufruire di ferie, malattia e altre forme di tutela previste dalla legge, ma comporta anche obblighi e responsabilità per il datore di lavoro, come la gestione corretta dei contratti e delle condizioni di lavoro.
Cosa stabilisce la legge sul contratto di lavoro a tempo indeterminato
In conformità all’art. 2094 del Codice Civile Italiano, un contratto a tempo indeterminato deve essere formalizzato tramite un accordo scritto, in cui devono essere specificati gli elementi principali del rapporto di lavoro, come:
- la tipologia di mansioni a cui è addetto il dipendente;
- l’orario di lavoro;
- la retribuzione riconosciuta per l’attività svolta;
- eventuali benefit, diritti e impegni che l’azienda si impegna a garantire al lavoratore.
Inoltre:
- una volta che il contratto di lavoro a tempo indeterminato è firmato dalle parti (datore di lavoro e lavoratore), è necessario comunicarlo correttamente per renderlo valido. La comunicazione va fatta entro 5 giorni dalla data di inizio del rapporto di lavoro (non dal momento della firma del contratto) al Centro per l’Impiego tramite procedura telematica obbligatoria Unilav, come stabilito dalla legge;
- il contratto deve rispettare le normative previste dal diritto del lavoro italiano, inclusi gli obblighi individuati dal Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi lavoro (Legge 81/2008) e quelli previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL), che disciplinano le condizioni specifiche per ciascun settore. Inoltre, deve garantire i diritti previsti dalla Legge 300/1970 (lo Statuto dei Lavoratori), come libertà sindacale, pari opportunità di trattamento, maternità e paternità, la tutela contro il licenziamento ingiustificato prevista dagli articoli 2 e 3 della Legge 604/1966.
Infatti, la legge prevede che un lavoratore a tempo indeterminato non possa essere licenziato senza giusta causa o giustificato motivo, a meno che non si verifichino condizioni specifiche, come il mancato superamento del periodo di prova.
Come funziona il periodo di prova
Il periodo di prova è una fase iniziale del contratto di lavoro che consente sia al datore di lavoro che al dipendente di valutare la compatibilità dell’impiego con le aspettative e le esigenze delle parti coinvolte.
Durante questo periodo, che può durare da un minimo di un mese fino a un massimo di sei mesi – a seconda del tipo di settore in cui si opera e del CCNL di riferimento – entrambe le parti possono recedere dal contratto senza necessità di fornire una giustificazione e senza dover corrispondere alcuna indennità di licenziamento.
Il periodo di prova, se previsto dal contratto, deve essere espressamente indicato nel documento redatto dall’azienda in forma scritta e firmato dal lavoratore. Al contrario, se nel contratto non viene indicato alcun periodo di prova, il lavoratore si considera assunto a tempo indeterminato sin dal primo giorno di lavoro, come stabilito dall’art. 2096 del Codice Civile Italiano.
In caso di superamento positivo del periodo di prova, il contratto prosegue come contratto a tempo indeterminato. Qualora, invece, una delle due parti decida di risolvere il contratto durante il periodo di prova, tale risoluzione avviene senza le formalità previste per il licenziamento dall’art. 3 della Legge 604/1966, ovvero:
- senza obbligo di giustificazione;
- senza il rispetto dei termini di preavviso richiesti in caso di licenziamento dai Contratti di Categoria dopo il termine del periodo di prova;
- senza il pagamento dell’indennità di licenziamento prevista dalla legge a favore del lavoratore né a favore del datore di lavoro.
Come funzionano dimissioni e licenziamento nel contratto a tempo indeterminato
Nel contratto a tempo indeterminato, sia le dimissioni che il licenziamento sono regolamentati da normative specifiche, che tutelano i diritti del lavoratore e definiscono le modalità e le condizioni attraverso le quali è possibile risolvere il rapporto di lavoro.
Vediamo nel dettaglio come funzionano.
-
Dimissioni
Le dimissioni da parte del lavoratore sono disciplinate principalmente dall’art. 2118 del Codice Civile, che stabilisce che il lavoratore può recedere dal contratto a tempo indeterminato, ma è tenuto a rispettare un periodo di preavviso, che varia a seconda della durata del rapporto e delle disposizioni contenute nel contratto collettivo applicabile.
Inoltre, le dimissioni devono:
- essere comunicate al datore di lavoro tramite il sistema di dimissioni telematiche introdotto dalla Legge 92/2012;
- rispettare il periodo di preavviso, la cui durata dipende dalla categoria professionale del lavoratore e dalla sua anzianità presso l’azienda, come stabilito nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL).
Se il lavoratore non rispetta il periodo di preavviso, il datore di lavoro può richiedere un risarcimento pari all’importo che sarebbe stato corrisposto durante il preavviso. Analogamente, se è il datore di lavoro a non rispettare il preavviso, deve corrispondere al lavoratore una indennità sostitutiva.
-
Licenziamento
Il licenziamento del lavoratore a tempo indeterminato può essere solo per:
- giusta causa: l’art. 2119 del Codice Civile stabilisce che il licenziamento per giusta causa avviene senza preavviso, in seguito a un comportamento del lavoratore che rende impossibile la continuazione del rapporto di lavoro, come ad esempio furto, violenza o gravi inadempienze. In questo caso, il licenziamento è immediato e il lavoratore non ha diritto ad alcun risarcimento o preavviso;
- per giustificato motivo: se il licenziamento è motivato da esigenze organizzative o economiche (come una ristrutturazione aziendale, riduzione del personale, o altre cause simili), è necessario che il datore di lavoro fornisca una motivazione chiara e documentata. Inoltre, deve rispettare i termini di preavviso e il lavoratore ha diritto a un’indennità sostitutiva per il periodo di preavviso non rispettato, qualora il licenziamento avvenga con effetto immediato.
In tutti gli altri casi, il licenziamento è illegittimo e pertanto può essere impugnato se non giustificato adeguatamente o se non sono rispettate le modalità previste dalla legge o dai contratti collettivi. In tal caso, il lavoratore può chiedere il risarcimento del danno o, in alcuni casi, la reintegrazione nel posto di lavoro, come previsto dall’art. dello Statuto dei Lavoratori e dal Decreto Legislativo 23/2015 (Jobs Act), che stabilisce che i licenziamenti senza giusta causa o giustificato motivo possono comportare un risarcimento economico (variabile in base all’anzianità del lavoratore.
Infine, il licenziamento deve essere comunicato per iscritto e deve contenere la motivazione che giustifica la cessazione del rapporto di lavoro. Anche l’assenza di motivazione adeguata rende il licenziamento illegittimo.
Gestisci onboarding, contratti e documenti aziendali con Factorial
Generare un contratto di lavoro a tempo indeterminato è soltanto una delle tante fasi dei processi di recruiting, che iniziano con la pubblicazione di un’offerta di lavoro e la selezione dei candidati tramite un software ATS e si concludono con l’onboarding del futuro dipendente.
Essendo un processo lungo e complicato, che si compone di tanti step, la soluzione per alleggerire il carico di lavoro del dipartimento HR è quella di utilizzare un software per la gestione aziendale, come ad esempio Factorial.
Factorial supporta l’azienda semplificando e automatizzando tutti i processi lenti e macchinosi, intervenendo anche sulla fase di onboarding dei candidati. Per esempio, tramite il gestionale potrai:
- Impostare obiettivi e compiti da completare nelle diverse fasi dell’onboarding
- Creare cartelle personalizzate per ogni documento
- Caricare più documenti in blocco
- Controllare lo stato di avanzamento delle attività in tempo reale
- Permettere ai dipendenti di firmare i documenti relativi all’approdo in azienda in maniera immediata con una firma elettronica.
👉 Chiedi una demo gratuita e scopri tutte le funzionalità e i vantaggi che un software come Factorial può portare alla tua azienda.
Domande frequenti relative al contratto a tempo indeterminato
Cosa prevede un contratto a tempo indeterminato?
Un contratto a tempo indeterminato garantisce un impiego stabile senza una scadenza definita. Prevede un accordo scritto che definisce la mansione, la retribuzione e le condizioni di lavoro.
Chi ha un contratto a tempo indeterminato può essere licenziato?
Un contratto a tempo indeterminato può essere terminato dal datore di lavoro, ma solo per giusta causa o giustificato motivo. Il licenziamento deve rispettare le norme legali e il contratto collettivo applicato.
Quanto può durare un contratto part-time indeterminato?
Un contratto part-time indeterminato può durare quanto un contratto a tempo pieno, ovvero senza limiti di durata. La differenza sta nell’orario di lavoro, che può essere ridotto rispetto al tempo pieno.
Cosa cambia tra contratto a tempo determinato e indeterminato?
Il contratto a tempo determinato ha una scadenza predeterminata, mentre quello a tempo indeterminato non ha una data di fine e offre maggiore stabilità lavorativa.