Le imprese possono ancora accedere al Fondo Nuove Competenze (FNC) nel 2026 per finanziare percorsi di aggiornamento e riqualificazione del personale in transizione digitale, sostenibilità e innovazione organizzativa.
Nato con il decreto Rilancio (art. 88, D.L. n. 34/2020) e successivamente evoluto attraverso diversi avvisi pubblici, il Fondo è oggi gestito dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con il supporto operativo delle strutture ministeriali competenti per le politiche attive del lavoro.
- Cos’è il Fondo Nuove Competenze
- A chi è destinato il Fondo Nuove Competenze
- Quanto vale il contributo: le percentuali di rimborso
- Quali ambiti formativi sono ammessi
- Come fare domanda per il Fondo Nuove Competenze
- Scadenze e tempistiche da rispettare
- Cosa succede dopo l’approvazione della domanda
- Gli errori più comuni da evitare
- Come Factorial supporta la gestione della formazione aziendale
- Domande frequenti sul Fondo Nuove Competenze
Cos'è il Fondo Nuove Competenze
Il Fondo Nuove Competenze è una misura pubblica che consente alle imprese di rimodulare temporaneamente l’orario di lavoro dei dipendenti, destinando una parte delle ore lavorate ad attività formative.
In pratica, il lavoratore partecipa a percorsi formativi durante l’orario di lavoro, l’impresa continua a corrispondere la retribuzione ma lo Stato rimborsa parte del costo del lavoro riferito alle ore di formazione.
L’obiettivo è favorire l’aggiornamento professionale (reskilling e upskilling), a partire dall’adeguamento delle competenze interne dei lavoratori negli ambiti tecnologico, digitale ed ecologico.
A chi è destinato il Fondo Nuove Competenze
Possono accedere al Fondo:
- imprese di qualsiasi dimensione;
- datori di lavoro privati;
- gruppi societari;
- reti di impresa;
- filiere produttive.
Per promuovere corsi di aggiornamento destinati a:
- lavoratori subordinati con contratto a tempo indeterminato;
- lavoratori a tempo determinato (se previsti dal progetto);
- apprendisti, nei limiti consentiti dall’avviso.
Per garantire l’accoglimento della domanda, l’azienda deve risultare in possesso di specifici requisiti di regolarità:
- regolare iscrizione al Registro delle Imprese;
- assenza di procedure concorsuali o stato di insolvenza;
- regolarità contributiva verificata tramite il DURC (il cui esito positivo è vincolante sia per l’approvazione sia per l’erogazione del saldo, pena la decadenza del beneficio).
Restano esclusi:
- collaboratori autonomi;
- consulenti esterni;
- amministratori non dipendenti.
Un requisito centrale è la presenza di un accordo collettivo di rimodulazione dell’orario di lavoro, sottoscritto con le rappresentanze sindacali competenti.
Quanto vale il contributo: le percentuali di rimborso
Il Fondo non finanzia genericamente la formazione, marimborsa il costo del lavoro delle ore dedicate ai corsi.
In base all’attuale disciplina viene riconosciuta una copertura del 60% della retribuzione oraria relativa alle ore di formazione e del 100% degli oneri contributivi e previdenziali. Eventuali costi formativi possono essere coperti invece tramite fondi interprofessionali o cofinanziamento aziendale.
In alcuni casi, però, possono essere previsti dei limiti di spesa in funzione di:
- tipologia di progetto;
- dimensione aziendale;
- area geografica;
- risorse disponibili.
Quali ambiti formativi sono ammessi
Il Fondo privilegia percorsi legati a competenze definite come “strategiche” per lo sviluppo e la crescita delle imprese. Gli ambiti sono definiti dalla legge e comprendono percorsi di aggiornamento in:
- trasformazione digitale e tecnologica (intelligenza artificiale, cybersecurity, data analysis, cloud computing, ERP e software gestionali);
- transizione ecologica e sostenibilità (efficientamento energetico, economia circolare, ESG, sostenibilità aziendale);
- innovazione organizzativa e di processo (lean management, project management, smart working, change management);
- competenze tecnico-specialistiche (automazione industriale, meccatronica, supply chain, qualità e compliance).
I percorsi devono essere coerenti con un progetto formativo dettagliato e verificabile.
Come fare domanda per il Fondo Nuove Competenze
La procedura per accedere ai finanziamenti del Fondo Nuove Competenze nel 2026 richiede una pianificazione rigorosa, strutturata in diverse fasi consecutive che collegano la contrattazione sindacale interna alla gestione burocratica sulla piattaforma ministeriale.
Il prerequisito indispensabile per l’accesso al Fondo è la sottoscrizione di un accordo collettivo di rimodulazione dell’orario di lavoro. L’accordo deve essere stipulato con le Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) o Aziendali (RSA). In loro assenza, la firma deve avvenire con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nel settore di riferimento.
Il documento deve specificare la quota di ore di lavoro da convertire in formazione e le motivazioni strutturali legate all’innovazione o alla transizione aziendale. Senza questo accordo firmato, l’istanza non può essere procedibile.
Insieme all’accordo sindacale, occorre redigere un progetto formativo dettagliato. Il piano deve essere coerente con i fabbisogni di sviluppo dell’impresa e focalizzato sulle competenze definite strategiche, come la digitalizzazione, la transizione ecologica o l’innovazione organizzativa. All’interno del piano va specificato l’ente terzo preposto all’attestazione delle competenze finali acquisite dai lavoratori.
Una volta consolidata la documentazione, il legale rappresentante dell’azienda o un suo delegato esegue l’accesso al sistema informativo tramite credenziali SPID, CIE o CNS attraverso il portale istituzionale MyANPAL (in gestione al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali).
In questa fase:
- vengono richiesti i dati anagrafici del datore di lavoro e dell’ente formativo, l’elenco dei lavoratori coinvolti, il monte ore complessivo e la stima del costo del lavoro oggetto di rimborso;
- è necessario caricare i file relativi all’accordo collettivo siglato, al progetto formativo e all’eventuale delega formale del legale rappresentante.
Scadenze e tempistiche da rispettare
Le finestre temporali per l’invio delle istanze variano in base alla pubblicazione dei singoli avvisi finanziati dalle risorse nazionali ed europee (come il Programma Nazionale Giovani, Donne e Lavoro). Per specifici avvisi paralleli dedicati allo sviluppo di competenze e alle transizioni, le scadenze di invio sono state fissate nella finestra compresa tra il 21 aprile e il 23 giugno 2026 (come da indicazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy).
Le istanze vengono valutate in ordine cronologico di arrivo. In caso di esaurimento precoce dei fondi stanziati per le singole ripartizioni regionali o nazionali, lo sportello può essere chiuso anticipatamente rispetto alla scadenza naturale del bando.
Un ritardo può comportare revoca totale o parziale del contributo.
Cosa succede dopo l'approvazione della domanda
Una volta ammesse, le aziende ricevono il provvedimento di concessione e possono avviare la formazione. Durante tutta la durata delle lezioni, la direzione aziendale deve assicurare un costante monitoraggio delle presenze e dell’avanzamento didattico, garantendo che le ore di formazione dichiarate coincidano con quelle realmente fruite dai lavoratori.
Per questo motivo, oltre allo svolgimento delle attività, è necessaria una sistematica raccolta della documentazione probatoria. Questa attività preliminare è fondamentale per strutturare la presentazione della rendicontazione finale, l’ultimo passaggio formale necessario per dimostrare la correttezza della spesa e l’effettivo svolgimento del piano.
I documenti richiesti includono:
- registri presenza;
- attestati;
- cedolini;
- quietanze;
- relazione conclusiva.
Solo dopo la verifica viene liquidato il saldo.
Gli errori più comuni da evitare
Il processo di accesso ai contributi richiede estrema precisione e il rispetto rigoroso dei requisiti procedurali, poiché anche una singola svista formale può compromettere l’esito dell’istanza o determinare la perdita del beneficio economico. L’analisi delle casistiche di rigetto evidenzia alcune criticità ricorrenti che le aziende devono assolutamente prevenire.
La prima causa di esclusione è legata all’accordo sindacale incompleto, un errore strutturale molto frequente. Poiché questo documento rappresenta la base giuridica dell’intera domanda, la mancanza di elementi essenziali o di firme autorizzate invalida l’intera procedura fin dall’inizio. A questo si aggiunge spesso il limite di un progetto formativo troppo generico: la formulazione di obiettivi vaghi o non misurabili impedisce ai valutatori di verificare l’efficacia del percorso, portando inevitabilmente al rigetto dell’istanza.
Un’altra criticità emersa con frequenza riguarda la gestione del tempo e dei dati, in particolare la presenza di ore non coerenti. Esiste un vincolo di corrispondenza assoluta tra le ore dichiarate in fase di pianificazione e quelle effettivamente svolte e registrate: qualsiasi discrepanza tra il preventivo e il consuntivo genera anomalie bloccanti. Questa problematica si inserisce nel contesto più ampio di una documentazione carente. La mancanza di firme sui registri, l’assenza di attestati validi o l’insufficienza delle prove di spesa espongono l’azienda al rischio concreto di revoca del finanziamento, anche a formazione conclusa.
Infine, un fattore puramente amministrativo ma ugualmente escludente è rappresentato dalla rendicontazione tardiva. I termini stabiliti dai decreti concessori per l’invio dei dati finali sono perentori, e il superamento delle scadenze prefissate comporta la perdita automatica del diritto al rimborso, vanificando l’investimento sostenuto.
Come Factorial supporta la gestione della formazione aziendale
Un software gestionale aziendale All-in-one come Factorial possono aiutare le aziende nella gestione operativa del Fondo. La digitalizzazione dei processi consente infatti di governare ogni singola fase della misura all’interno di un’unica piattaforma integrata, azzerando la frammentazione delle informazioni e ottimizzando i tempi di esecuzione.
Il supporto del software si manifesta anzitutto nella fase di pianificazione dei corsi, permettendo di strutturare i piani didattici in modo coerente con le scadenze e i requisiti richiesti dal bando. Durante lo svolgimento delle attività, il sistema si occupa della gestione delle presenze in tempo reale, per evitare le discrepanze orarie che spesso causano il rigetto delle domande. Tutti i dati raccolti confluiscono direttamente nell’archiviazione documentale centralizzata, dove registri, attestati e contratti sindacali vengono custoditi in modo sicuro, tracciabile e pronti per essere esportati in fase di controllo.
Inoltre, la piattaforma offre funzionalità avanzate per il monitoraggio dei KPI formativi, consentendo alla direzione aziendale di verificare costantemente l’avanzamento dei percorsi e il raggiungimento degli obiettivi stabiliti. Questo, insieme all’integrazione con il payroll e i sistemi HR complessivi, semplifica il calcolo del costo orario lordo dei dipendenti e accelera la preparazione dei cedolini e delle quietanze necessarie per la rendicontazione finale.
Per le realtà aziendali caratterizzate da un elevato numero di dipendenti, dove la gestione manuale di flussi così massivi risulterebbe complessa e fallibile, la digitalizzazione dei processi centralizzata da Factorial riduce il rischio amministrativo, proteggendo l’investimento e garantendo la massima precisione nell’ottenimento del saldo.
Domande frequenti sul Fondo Nuove Competenze
Che cos’è il Fondo Nuove Competenze 2026?
È una misura pubblica che rimborsa alle imprese il costo del lavoro per le ore destinate alla formazione; al 13 maggio 2026, la terza edizione (FNC3) è in fase di rifinanziamento e gestione, mentre l’apertura della quarta edizione è attesa tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
Come funziona il rimborso del Fondo Nuove Competenze?
Il rimborso copre il costo del lavoro relativo alle ore destinate alla formazione, secondo le percentuali previste dal bando, dopo verifica della rendicontazione finale.
Come accedere al Fondo Nuove Competenze?
Per accedere occorre:
- definire un piano formativo;
- stipulare accordo sindacale;
- presentare domanda online;
- realizzare il progetto;
- rendicontare correttamente.
Qual è il trattamento fiscale dei rimborsi del Fondo Nuove Competenze?
I contributi ricevuti costituiscono generalmente contributi in conto esercizio e concorrono al reddito d’impresa secondo le regole ordinarie fiscali, salvo specifiche agevolazioni o esclusioni normative applicabili al caso concreto. È opportuno un confronto con il consulente fiscale.

