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Pagamento in natura: che cos’è, come funziona e cosa dice la normativa

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7 minuti di lettura
Pagamento in natura: che cos’è, come funziona e cosa dice la normativa

Il pagamento in natura è un concetto che molti HR manager conoscono, ma spesso non sanno come applicarlo in modo efficace all’interno della propria azienda.

In questo articolo, esploreremo insieme cosa sia esattamente il pagamento in natura, come funziona in Italia, e cosa dice la normativa al riguardo.

Sei pronto/a? Cominciamo!

Che cos’è il pagamento in natura

Per affrontare qualsiasi tema, è fondamentale partire dalle basi.

E quando parliamo di “pagamento in natura”, ci riferiamo a una pratica molto diffusa ma anche molto specifica.

Infatti, il pagamento in natura si riferisce a tutti quei compensi che un dipendente riceve dall’azienda non sotto forma di denaro, ma di beni o servizi.

Questa forma di retribuzione può variare notevolmente e includere una serie di benefici diversi, a seconda delle politiche dell’azienda.

Ad esempio, un dipendente potrebbe ricevere come pagamento in natura un pasto al giorno, l’uso di un’auto aziendale o anche un alloggio particolare (per non parlare poi di tutte le membership a palestre o centri fitness).

In Italia, il pagamento in natura è una pratica piuttosto comune, specialmente nelle aziende più grandi che possono permettersi di offrire questi benefici come parte del pacchetto retributivo.

Benefici e svantaggi del pagamento in natura

Il pagamento in natura presenta vantaggi sia per l’azienda che per i dipendenti.

Da una parte, per i lavoratori, i compensi in natura possono rappresentare un reale beneficio economico, permettendo loro di risparmiare su costi che altrimenti dovrebbero sostenere personalmente.

Inoltre, queste erogazioni possono migliorare la qualità della vita del dipendente e aumentarne la motivazione e la soddisfazione sul lavoro.

Dall’altro lato, per le aziende, il pagamento in natura può essere un’ottima strategia per attrarre e trattenere talenti, rendendo l’offerta retributiva più attraente.

Tuttavia, non tutto è oro quel che luccica.

Il pagamento in natura può anche presentare alcuni svantaggi, come la complessità amministrativa e fiscale legata alla valutazione di questi compensi, oppure la possibile percezione di disparità tra i dipendenti.

È quindi fondamentale gestire con attenzione e trasparenza questo tipo di retribuzione, assicurandosi che sia equo e sostenibile per tutti.

Esempi di retribuzioni in natura

Ora che abbiamo una buona comprensione di cosa siano i pagamenti in natura, cerchiamo di capire meglio come si presentano nella pratica quotidiana del mondo del lavoro.

Vediamo quindi alcuni esempi concreti.

Retribuzioni in natura più comuni

Quando pensiamo a retribuzioni extra, o “in natura”, ci vengono in mente subito alcune cose: un’auto aziendale, i pasti forniti dall’azienda, o persino un alloggio.

Ecco, questi sono tutti esempi di pagamenti in natura piuttosto comuni.

Prendiamo l’auto aziendale: un dipendente che ha bisogno di spostarsi per lavoro potrebbe ricevere un’auto aziendale come parte del suo pacchetto retributivo.

Questo non solo gli permette di risparmiare sui costi di trasporto, ma rappresenta anche un incentivo importante.

Il pasto aziendale è un altro esempio comune: molte aziende forniscono ai propri dipendenti dei buoni pasto, o hanno una mensa interna.

Anche in questo caso, si tratta di un beneficio tangibile che permette al dipendente di risparmiare sulle spese quotidiane.

Casi particolari di retribuzioni in natura

Oltre a questi esempi comuni, esistono anche casi più unici o insoliti di retribuzione in natura (ma che diventano progressivamente più “normali”, soprattutto nelle Big Tech).

Ad esempio, alcune aziende potrebbero offrire ai propri dipendenti l’accesso a palestre o centri benessere, oppure fornire un contributo per la formazione continua, come corsi di lingue o master.

Questi benefit, pur essendo meno “tradizionali”, possono rappresentare un grande valore aggiunto per il dipendente, contribuendo a migliorare il suo benessere fisico e mentale, o le sue competenze professionali.

Anche l’erogazione di servizi di babysitting o asili nido aziendali può rientrare in questa categoria: si tratta di una forma di retribuzione in natura particolarmente apprezzata da chi ha figli piccoli, e rappresenta un modo concreto per l’azienda di sostenere l’equilibrio tra vita professionale e personale dei propri dipendenti.

Ricordiamoci sempre che l’obiettivo di queste retribuzioni in natura non è solo quello di fornire un incentivo economico, ma anche di creare un ambiente di lavoro attraente e motivante – un luogo dove le persone si sentono valorizzate e supportate nella loro crescita a 360°.

Come vengono inseriti i compensi in natura in busta paga

Fino a questo punto, abbiamo esplorato la natura dei compensi in natura e fornito diversi esempi di come si presentano nel mondo del lavoro.

Ma come vengono gestiti questi compensi quando si tratta della busta paga del dipendente?

Come vengono valutati e come influenzano il netto percettibile dal dipendente?

Ecco alcuni punti chiave da considerare.

La valutazione dei compensi in natura

Il primo passo per includere i compensi in natura in una busta paga è determinarne il valore.

Questo può sembrare semplice per alcuni tipi di compensi (ad esempio, il costo di un buono pasto è facilmente quantificabile), ma può diventare più complesso quando si tratta di altri tipi di benefici (come l’uso di un’auto aziendale).

Infatti, per l’auto aziendale, la valutazione non si basa solo sul costo dell’auto, ma deve tenere conto di vari fattori, tra cui il costo del carburante, l’assicurazione, la manutenzione e la svalutazione.

In molti casi, l’azienda utilizzerà una formula o un metodo standardizzato per calcolare il valore di questi benefici.

Attenzione a non confonderlo con il rimborso spese chilometrico (seppur i due concetti siano correlati).

Una volta che il valore dei compensi in natura è stato determinato, esso viene inserito nella busta paga del dipendente come parte del suo reddito imponibile.

Ciò significa che, sebbene il dipendente non riceva il denaro direttamente, il valore dei compensi in natura viene considerato nel calcolo delle tasse e dei contributi previdenziali.

Ricorda, l’azienda e il dipendente devono essere consapevoli delle implicazioni fiscali dei compensi in natura.

Come sempre, la trasparenza e una buona comunicazione sono fondamentali per garantire che tutti comprendano come vengono gestiti questi benefici.

Compensi in natura e fringe benefit

Avendo analizzato come i compensi in natura vengono inseriti nella busta paga, potrebbe sorgere la domanda: come si rapportano i compensi in natura con i cosiddetti fringe benefit?

Anche se spesso usati come sinonimi, hanno alcune differenze.

Esploriamo insieme questa tematica.

Differenze e somiglianze tra compensi in natura e fringe benefit

I fringe benefit, spesso definiti anche benefit aziendali o extra retributivi, sono vantaggi o privilegi accordati da un’azienda ai propri dipendenti oltre alla retribuzione normale.

Questi possono includere una varietà di cose, come assicurazione sanitaria, contributi pensionistici, servizi di formazione e sviluppo, agevolazioni per l’acquisto di beni o servizi, ecc.

Mentre i compensi in natura rappresentano una forma di retribuzione che il dipendente riceve in aggiunta o in sostituzione del normale stipendio, i fringe benefit sono in genere forniti come incentivi o premi per aumentare la soddisfazione e la fedeltà del dipendente.

Un punto di somiglianza tra i due è che entrambi possono avere implicazioni fiscali e devono essere valutati e riportati correttamente nelle buste paga.

Strategie efficaci per utilizzare compensi in natura e fringe benefit

L’uso efficace dei compensi in natura e dei fringe benefit può essere una strategia chiave per attrarre e trattenere i talenti. Ecco alcuni suggerimenti su come massimizzare l’impatto di questi strumenti:

  • Personalizzazione: cerca di adattare i benefit alle esigenze individuali dei dipendenti. Ad esempio, alcuni potrebbero apprezzare maggiormente un’assicurazione sanitaria completa, mentre altri potrebbero preferire avere più giorni di ferie.
  • Comunicazione: assicurati che i dipendenti siano consapevoli dei benefit disponibili e di come possono utilizzarli. Un benefit di cui un dipendente non è a conoscenza è un benefit sprecato.
  • Monitoraggio: raccogli feedback dai dipendenti su quali benefit apprezzano di più e cerca di adattare l’offerta di conseguenza.

Pagamento in natura: cosa dice la normativa

Dopo aver esplorato in che modo i compensi in natura e i fringe benefit possono essere utilizzati strategicamente all’interno di un’azienda, è importante comprendere le regole e le normative che ne regolamentano l’utilizzo.

Vediamo insieme cosa prevede la legge italiana in merito.

Regole principali sulla retribuzione in natura in Italia

La legislazione italiana, come indicato nel Codice Civile, art. 2099 comma 3, prevede la possibilità di includere nel salario dei lavoratori una parte di retribuzione in natura.

Questi compensi possono rappresentare fino ad un quinto del salario complessivo e devono essere considerati nel calcolo dei contributi previdenziali e assicurativi.

Queste norme implicano che la gestione dei compensi in natura debba essere attentamente considerata sia per rispettare la legge, sia per garantire un corretto trattamento previdenziale ed assicurativo dei dipendenti.

Alcune iniziative legislative stanno esaminando la possibilità di ampliare l’ambito dei compensi considerati in natura e di modificare i limiti attualmente previsti.

Rimane fondamentale, pertanto, mantenere una costante aggiornamento sulle normative per garantire una gestione corretta e vantaggiosa dei compensi in natura.

Digitalizza la gestione delle busta paga con un software HR

La gestione tradizionale delle buste paga può essere un processo molto stressante.

Molteplici documenti sparsi su più piattaforme, l’inevitabile rischio di errori dovuti alla manualità del processo, la difficile tracciabilità dei premi in natura.

Ma anche la mancanza di una visione d’insieme chiara e dettagliata delle retribuzioni aziendali e tutte le normative in aggiornamento da un anno all’altro.

E questi sono solo alcuni dei problemi che gli HR manager incontrano quotidianamente quando devono gestire le buste paga.

Non parliamo poi del tempo e dell’energia che vengono spesi per gestire queste operazioni, che potrebbero essere invece indirizzati verso attività più strategiche e redditizie.

Ma c’è una possibilità.

E qui è dove interviene ii software HR all-in-one di Factorial.

Questa piattaforma è progettata per rendere la gestione delle buste paga un processo più semplice, efficiente e meno incline agli errori.

Nello specifico, grazie al software HR di Factorial troverai una serie di benefici chiave:

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  • Automatizzazione: Con Factorial, puoi impostare supplementi automatici e calcolarli tu stesso, evitando il lavoro manuale e riducendo il rischio di errori.La piattaforma automatizza anche le comunicazioni, risparmiando tempo e migliorando l’efficienza del tuo team.
  • Risparmio di tempo: Grazie alla sua interfaccia intuitiva, Factorial ti permette di risparmiare tempo nella preparazione della busta paga per ogni dipendente e nella verifica che tutto sia corretto prima dell’invio delle buste al tuo consulente del lavoro.
  • Reportistica: Factorial offre la possibilità di generare report dettagliati sui costi aziendali, sull’evoluzione degli stipendi e sui benefit pagati dal datore di lavoro.Questi dati sono raccolti in un unico posto, rendendo più facile per te avere una visione completa delle retribuzioni all’interno della tua azienda.

Ma Factorial non è solo un software di gestione delle buste paga.

Software HR gestione busta paga

Factorial: una soluzione HR all-in-one

Infatti, questa startup innovativa ha sviluppato una soluzione HR completa, che conosce la tua azienda, i tuoi dipendenti e, naturalmente, le tue preferenze.

Questo significa che qualsiasi cambiamento che riguarda le buste paga si rifletterà automaticamente al suo interno. Per davvero.

Permette ai manager di acquisire benefit e di notificarli al tuo contabile o di scaricare i dati delle buste paga con un semplice click.

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Nata a Piacenza e laureata in Economia e Gestione dei Beni Culturali presso l'Università Cattolica di Milano. Ha collaborato con una rivista di attualità culturale e mercato dell'arte. Ora vive a Barcellona dove lavora come Copywriter in Factorial e si dedica alla stesura di articoli e contenuti per il mercato italiano. Interessata alla digitalizzazione dei processi HR e agli strumenti di innovazione per la gestione del personale. Ama fare yoga, dedicarsi alla ceramica, viaggiare e guardare film.

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