La gestione dei fringe benefit per le auto aziendali concesse in uso promiscuo è un aspetto cruciale della retribuzione e del welfare. Per il 2026, la normativa conferma un approccio che premia la sostenibilità, ma richiede un calcolo preciso del reddito in natura per garantire la conformità fiscale ed evitare sanzioni.
Comprendere le regole di tassazione e deducibilità è fondamentale per ottimizzare i costi del personale e valorizzare questo benefit strategico, molto apprezzato dai dipendenti.
- Cosa sono i fringe benefit auto aziendali
- Auto aziendale: uso promiscuo e uso esclusivo
- Le novità 2026
- Come cambia il calcolo del fringe benefit auto aziendale
- Esempi pratici di calcolo
- Vantaggi dei piani welfare aziendale con auto aziendale
- Domande frequenti sui fringe benefit auto aziendali (FAQs)
Cosa sono i fringe benefit auto aziendali
I fringe benefit sono compensi in natura che un datore di lavoro riconosce al dipendente, in aggiunta allo stipendio monetario.Nel caso delle auto aziendali, si tratta di veicoli messi a disposizione del lavoratore per motivi professionali, ma che possono essere utilizzati anche per uso personale.
Il valore dell’uso privato dell’auto viene considerato reddito imponibile ai fini fiscali e contributivi, e quindi soggetto a tassazione. L’importo viene determinato sulla base di criteri stabiliti dall’Agenzia delle Entrate, aggiornati periodicamente.
Auto aziendale: uso promiscuo e uso esclusivo
Fare la distinzione tra uso promiscuo e uso esclusivo di un’auto aziendale è importante perché ci sono regole diverse di cui tenere conto, che cambiano in base all’utilizzo del veicolo. Persino la classificazione come fringe benefit dipende dall’uso del mezzo che il dipendente fa. Nel dettaglio, in caso di uso esclusivo aziendale, l’auto è destinata solo a scopi di lavoro (ad esempio, auto di servizio condivisa) e non è considerata fringe benefit, perché il dipendente non ne trae un vantaggio personale;
In caso di uso promiscuo, invece, l’auto può essere utilizzata anche per fini privati (es. nel tragitto casa lavoro o nel tempo libero). In questo caso si considera fringe benefit, ovvero una forma di retribuzione non monetaria. Pertanto, si tiene conto del bene o servizio (in questo caso, l’auto) che il datore di lavoro concede al dipendente in aggiunta allo stipendio in denaro. L’utilizzo personale del mezzo costituisce un reddito in natura che viene quantificato secondo criteri normativi predefiniti (basati sulle Tabelle ACI e sulle emissioni di Co2) e successivamente assoggettato a IRPEF e contribuzione in busta paga.
Le novità 2026
Nel 2026 cambiano le modalità di calcolo dei fringe benefit per le auto aziendali concesse in uso promiscuo. Il sistema abbandona i vecchi criteri basati unicamente sulle fasce di emissione di CO2 per orientarsi in modo deciso verso le alimentazioni del veicolo, premiando la transizione ecologica.
Il valore imponibile in busta paga si ottiene moltiplicando il costo chilometrico desunto dalle Tabelle ACI (calcolato su una percorrenza convenzionale annua di 15.000 km) per una percentuale fissa che varia a seconda della motorizzazione:
- 10% del costo chilometrico per i veicoli completamente elettrici (BEV).
- 20% del costo chilometrico per i veicoli ibridi plug-in (PHEV).
- 50% del costo chilometrico per i veicoli a combustione interna tradizionali (benzina, diesel, mild-hybrid, GPL e metano).
A parità di costi chilometrici stimati dalle tabelle ACI, un’auto a benzina o diesel genera quindi un reddito in natura imponibile che può risultare fino a cinque volte superiore rispetto a un’auto elettrica.
Le soglie di esenzione fiscale e contributiva applicabili alla generalità dei benefit concessi ai lavoratori (cumulabili anche con l’auto aziendale), restano invece gli stessi. Ovvero:
- 1.000 euro annui per i dipendenti senza figli a carico;
- 2.000 euro annui per i dipendenti con figli fiscalmente a carico.
Come cambia il calcolo del fringe benefit auto aziendale
Il valore imponibile del fringe benefit auto aziendale nel 2025 continua a essere calcolato sulla base dell’articolo 51, comma 4, del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), ma con percentuali aggiornate.
La formula base è la seguente: Fringe benefit = costo chilometrico ACI X 15.000 Km X aliquota di alimentazione
Le aliquote per il calcolo del fringe benefit, applicabili ai contratti di assegnazione, sono determinate dalla motorizzazione del veicolo e sono le seguenti:
- 10% del costo ACI per i veicoli esclusivamente elettrici (BEV);
- 20% del costo ACI per i veicoli ibridi plug-in (PHEV);
- 50% del costo ACI per tutti gli altri veicoli a combustione interna (benzina, diesel, GPL, metano, mild-hybrid e full-hybrid).
Questo significa che più il veicolo è ecologico, minore sarà il valore tassato come fringe benefit. Per i veicoli tradizionali a combustione interna con oltre cinque anni di anzianità dalla prima immatricolazione, la normativa prevede inoltre una maggiorazione del 50% dell’aliquota.
Esempi pratici di calcolo
Il calcolo del fringe benefit riconosciuto come auto aziendale incide direttamente sulla retribuzione netta del dipendente e sul costo complessivo per l’azienda. Per questo è importante capire come funziona, a partire da un esempio pratico.
A tal proposito, vediamo il calcolo del reddito imponibile (fringe benefit) su una percorrenza convenzionale di 15.000 km.
Caso A: auto elettrica (10%)
Consideriamo l’assegnazione di un veicolo esclusivamente elettrico (BEV). Ipotizzando un costo chilometrico ACI di 0,50€/km, si applica l’aliquota incentivante del 10%.
Calcolo: fringe benefit imponibile = (0,50 €/km x 15.000 km) x 10% = 750 euro annui.
Caso B: auto ibrida plug-in (20%)
Per un veicolo ibrido plug-in (PHEV), che bilancia autonomia elettrica e flessibilità, la norma prevede l’aliquota del 20%. Con un costo chilometrico ACI leggermente superiore, ad esempio 0,55€/km.
Calcolo: fringe benefit imponibile = (0,55€/km x 15.000 km) x 20% = 1.650 euro annui
Caso C: auto tradizionale
Per le auto con alimentazione tradizionale (benzina, diesel, mild/full hybrid, ecc.), se consideriamo l’aliquota al 50% e consideriamo che un veicolo a benzina con un costo chilometrico ACI di 0,60€/km:
Calcolo: fringe benefit imponibile = (0,60€/km x 15.000 km) x 50% = 4.500\ euro annui
Inoltre, se l’azienda richiede al dipendente un contributo economico per l’uso privato, l’importo imponibile si riduce. Ad esempio, se il dipendente corrisponde 500 euro l’anno, il fringe benefit tassabile sarà:
4.500 euro – 500 euro = 4.000 euro annui imponibili
Deducibilità dei costi per l’azienda
Oltre all’impatto sulla busta paga del dipendente, è importante per l’azienda comprendere le regole di deducibilità dei costi.
Secondo l’art. 164 del TUIR, se il veicolo è concesso in uso promiscuo al dipendente per la maggior parte del periodo d’imposta (almeno 183 giorni), il datore di lavoro può dedurre i costi relativi al veicolo nella misura del 70%. Per l’IVA, la detraibilità è fissata al 40% in caso di uso promiscuo.
Vantaggi dei piani welfare aziendale con auto aziendale
Integrare l’auto aziendale nei piani di welfare aziendale permette di ottimizzare i costi e aumentare la soddisfazione dei dipendenti.
Nel dettaglio:
- Per l’impresa, l’auto aziendale in uso promiscuo rappresenta un benefit deducibile nei limiti fiscali stabiliti, oltre a un vantaggio competitivo nella gestione del personale. Inoltre, ostituire parte della retribuzione monetaria con il fringe benefit auto consente di erogare un valore percepito elevato al dipendente, a fronte di un costo per l’azienda fiscalmente più efficiente rispetto a un equivalente aumento in denaro. L’auto aziendale di livello è un forte elemento di attrattività per i talenti, soprattutto per i ruoli commerciali o dirigenziali. Un piano welfare ben strutturato con fringe benefit auto migliora l’employer branding.
- Per il lavoratore, il fringe benefit auto consente di usufruire di un bene ad alto valore con una tassazione ridotta rispetto al costo reale del veicolo. Il valore imponibile del fringe benefit auto (calcolato con le percentuali ACI) è quasi sempre inferiore al costo effettivo che il dipendente sosterrebbe per possedere e mantenere lo stesso veicolo.
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Domande frequenti sui fringe benefit auto aziendali (FAQs)
Quanto costa al datore di lavoro concedere un’auto in fringe benefit?
Il costo per l’azienda dipende dal tipo di veicolo, dal contratto (leasing o noleggio), dalla percentuale di utilizzo privato e dalle spese di gestione (assicurazione, manutenzione, carburante). Tuttavia, molti di questi costi sono deducibili fiscalmente, e l’IVA è detraibile al 40% per uso promiscuo.
Come si determina il valore del fringe benefit per l’auto aziendale?
Il valore imponibile si calcola moltiplicando il costo chilometrico ACI (su una percorrenza convenzionale annua di 15.000 km) per la percentuale fissa stabilita in base all’alimentazione del veicolo (10% per le elettriche BEV, 20% per le ibride plug-in PHEV e 50% per i veicoli tradizionali), sottraendo poi eventuali contributi economici richiesti al dipendente.
Quali vantaggi ha l’azienda nell’offrire un’auto come fringe benefit?
Oltre ai benefici fiscali e contributivi, l’azienda migliora il benessere organizzativo e la retention del personale, offrendo un incentivo concreto e apprezzato, soprattutto per ruoli commerciali o manageriali.
Come funziona il calcolo del fringe benefit auto aziendale?
Il valore è convenzionale e non reale: non si misura l’effettivo utilizzo chilometrico privato del dipendente, ma si applica una formula standard basata sul costo chilometrico ACI, sui 15.000 km convenzionali e sulla tipologia di alimentazione (elettrica, ibrida o termica). Questo sistema garantisce semplicità amministrativa e uniformità di trattamento fiscale.
Quali sono le nuove soglie fiscali per i fringe benefit nel 2026?
Per il 2026, la soglia di esenzione generale per i fringe benefit (che comprende anche l’eventuale valore dell’auto aziendale e di altri beni/servizi) è fissata a 1.000 euro annui per i lavoratori dipendenti senza figli a carico e sale a 2.000 euro annui per i lavoratori dipendenti con figli fiscalmente a carico.

