Perché i trend HR 2026 contano davvero
Ogni anno, le risorse umane si trovano a fronteggiare nuove sfide, e il 2026 non farà eccezione. Da un lato, l’adozione dell’AI e l’automazione dei processi stanno ridisegnando il panorama delle HR, ma dall’altro cresce anche la necessità di rispondere a nuove aspettative, in particolare legate al benessere, alla formazione e alla flessibilità.
Questi trend HR 2026 non solo influenzeranno la gestione del talento, ma ridisegneranno anche il ruolo delle HR all’interno delle aziende. Non più un reparto che si occupa solo di aspetti amministrativi, ma una funzione strategica che lavora per l’evoluzione dell’intera organizzazione, migliorando l’esperienza del dipendente e facilitando la crescita del business.
Se c’è una lezione che emerge dai trend HR 2026, è che il futuro delle risorse umane dipende da una visione integrata che sappia coniugare tecnologia, persone e cultura aziendale. 
I principali trend HR 2026 da conoscere
Welfare che va oltre i buoni pasto
Nel panorama dei trend HR 2026, il welfare aziendale smette di essere un extra e diventa una leva concreta di competitività. Non si parla più solo di buoni pasto, ma di tutto ciò che rende un’azienda davvero attrattiva e capace di trattenere le persone nel tempo. I numeri lo confermano:
- 79% dei lavoratori considera il welfare cruciale nella scelta del lavoro
- Per 45% dei lavoratori, il welfare può essere l’ago della bilancia tra due offerte con la stessa retribuzione.
Eppure, c’è un paradosso che molte aziende stanno vivendo perché i piani welfare aumentano, ma la soddisfazione non cresce allo stesso ritmo. Spesso il problema è un welfare troppo standardizzato, poco rappresentativo delle esigenze reali e, di conseguenza, percepito come distante o poco utile. Nel 2026 la direzione è chiara: i piani funzionano quando partono dall’ascolto, vengono comunicati con chiarezza e si integrano con percorsi di crescita. Perché il benessere non è solo tempo libero, è anche prospettiva, motivazione e futuro.
Crescita continua come motore di engagement
Se il welfare, nei trend HR 2026, diventa la base per far sentire le persone supportate, da solo non basta a tenere alto l’entusiasmo nel tempo. Il vero scatto in avanti arriva quando al benessere si affianca una promessa chiara di evoluzione, quella sensazione di far parte di qualcosa che cresce, cambia e investe davvero sullo sviluppo delle persone.
I dati sono piuttosto espliciti:
- In Europa si sente davvero coinvolto solo il 13% dei lavoratori
- In Italia si scende al 10%.
- 45% di probabilità in meno di lasciare l’azienda se ci si sente valorizzati.
In questo contesto, l’engagement non si costruisce con una singola policy perfetta, neppure quando riguarda lo smart working, perché le preferenze cambiano rapidamente e ciò che motivava ieri può non bastare domani. La differenza la fa la crescita continua, intesa come percorso strutturato, feedback costanti e occasioni reali per ricalibrare obiettivi e ambizioni. È qui che molte organizzazioni stanno spostando il focus nel 2026, trasformando lo sviluppo delle persone in una leva concreta di fidelizzazione.
Gen Z e modelli di lavoro più sostenibili
Dalla formazione tecnica al pensiero strategico
Leadership più umane e meno gerarchiche
Con l’AI che rende più rapide analisi e decisioni, anche il ruolo del manager si sta spostando. Nei trend HR 2026 pesa meno la gerarchia e conta molto di più la capacità di guidare le persone, creare fiducia e far funzionare i team. Il problema è che molti manager oggi non hanno nemmeno lo spazio per farlo:
- L’89% racconta che il carico di lavoro ostacola la relazione con il team,
- L’engagement dei manager in Europa è sceso al 27% nel 2025.
Da qui la direzione del manager-coach, più facilitatore che capo, capace di coordinare competenze e tecnologia e di coinvolgere davvero, soprattutto le generazioni più giovani. Per molte aziende questo significa puntare su team interfunzionali, feedback continuo e percorsi di sviluppo e mentoring. Inoltre, per HR e top management diventa essenziale accompagnare questa transizione verso una leadership più collaborativa e autenticamente umana.
Decisioni basate sui dati e non sull’istinto
Hiring più flessibile e collaborativo
Nel talent shortage non vince chi assume più in fretta, ma chi assume meglio. Nei trend HR 2026 l’hiring diventa quindi più flessibile e collaborativo, perché la fiducia si costruisce lungo tutto il percorso e ogni passaggio lascia un segno. Anche perché il contesto è complicato:
- Il 78% delle aziende in Italia fatica ad assumere nuovo personale.
In questo scenario, la Talent Acquisition non è più solo una funzione di selezione. È il primo contatto umano dell’azienda e, di fatto, influenza employer branding e retention. La differenza la fanno processi più trasparenti, fatti di conversazioni che chiariscono aspettative e criteri, e di un approccio che guida davvero i candidati, aiutandoli a capire se quel ruolo è coerente con obiettivi, valori e stile di lavoro. Allo stesso tempo, serve lavorare con gli hiring manager per definire priorità, fare domande migliori, ridurre i bias e prendere decisioni basate su evidenze, non su impressioni. Perché assumere è una promessa, e nel 2026 diventa essenziale renderla credibile fin da subito.
La nuova guida HR 2026 di Factorial
Tra i contributor della Guida HR 2026 troviamo:
- Jordi Romero, CEO & Co-Founder @ Factorial
- Giulia Bassi, Senior Talent & HR Consultant @ Factorial
- Emanuela Fara, People Talent Acquisition @ Factorial
- Valentino Riccitelli, Employer Branding & Talent Acquisition Specialist @ Caffeina
- Maria Chiara Pavarani, People & Culture Business Partner @ Caffeina
- Osservatorio HR Innovation del Politecnico di Milano
- Fabio Salvi, Team Lead People Partner South Europe @ FlixBus
- Enrica Barbieri, HR People Development Manager @ Veolia Italia
- Federica Petrucci, Consulente del lavoro

