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Quanti giorni di malattia può dare il medico di base: cosa prevede la legge

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6 minuti di lettura

Quanti giorni di malattia può dare il medico di base? Cosa dice la legge?

Gestire le assenze per malattia dei dipendenti spetta alle aziende, a cui è richiesta la conoscenza della normativa sui certificati medici e dei limiti previsti dalla legge per garantire la corretta gestione del personale e prevenire problemi organizzativi.

In questo articolo analizziamo quanti giorni di malattia può concedere il medico di base, cosa prevede la legge e come ottimizzare la gestione delle assenze con soluzioni digitali.

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Cosa dice la legge sui giorni di malattia

Il riconoscimento del periodo di malattia indennizzato per i lavoratori dipendenti è regolato dall’articolo 2110 del Codice Civile, con il quale il legislatore ha stabilito che, in caso di assenza dal lavoro per motivi di salute, il lavoratore ha diritto a una retribuzione o un’indennità, a condizione che non siano già previste forme alternative di assistenza o previdenza da leggi speciali o da norme corporative. 

Come chiarito poi dalla Legge 266/1991, all’articolo 3, il lavoratore ha però diritto a un’indennità limitata nel tempo, che non può superare i 180 giorni all’anno, salvo disposizioni differenti previste dai contratti collettivi di lavoro (CCNL), che potrebbero stabilire durate o condizioni diverse in specifici settori.

Inoltre: 

  • L’indennità di malattia è a carico del datore di lavoro se il periodo di assenza è minore o uguale a tre giorni, mentre viene erogata dall’INPS a partire dal 4° giorno di malattia. Generalmente, però, è comunque anticipata dal datore di lavoro che, con poi la recupera con successivo conguaglio (solo per alcune tipologie di lavoratori è previsto il pagamento diretto da parte dell’Istituto); 
  • Il lavoratore ha l’obbligo di comunicare tempestivamente le sue condizioni di salute, il relativo periodo di assenza al datore di lavoro e l’indirizzo di reperibilità; 
  • La presentazione della certificazione medica dello stato di malattia diventa obbligatoria dopo un determinato numero di giorni di assenza, che può variare in base al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) applicato; 
  • I lavoratori sono tenuti a rispettare le fasce di reperibilità stabilite dall’INPS, durante le quali potrebbero essere sottoposti a visite di controllo per verificare la loro condizione di salute.

Sulla gestione della domanda di malattia, infatti, l’INPS chiarisce che, per avere diritto all’indennità:

  • Il lavoratore deve farsi rilasciare il certificato di malattia dal medico curante che provvede a trasmetterlo telematicamente all’Istituto; 
  • Con il certificato telematico, il lavoratore è esonerato dall’obbligo di invio dell’attestato al proprio datore di lavoro (ma non della comunicazione della mattia), che potrà riceverlo e visualizzarlo tramite i servizi messi a disposizione dall’INPS; 
  • Se la trasmissione telematica non è possibile, il lavoratore deve farsi rilasciare dal medico curante il certificato di malattia in modalità cartacea e, entro due giorni, presentarlo alla struttura territoriale Inps di competenza e al proprio datore di lavoro.

Tutti i dettagli invece sui diritti garantiti ai lavoratori in malattia, sono stati poi integrati dalla Legge 300/1970, ovvero lo Statuto dei Lavoratori. 

Quanti giorni di malattia può dare il medico di base?

Il medico di base può rilasciare certificati di malattia in base alla patologia diagnosticata, con una durata che varia in relazione alla gravità e alla natura della malattia stessa. In generale, i certificati iniziali coprono un periodo che va da 3 a 7 giorni, con la possibilità di proroga qualora vi sia la necessità di un ulteriore periodo di riposo o cure, sempre sulla base della valutazione medica.

Secondo l’articolo 5 della Legge 300/1970 (Statuto dei Lavoratori), il medico ha la facoltà di stabilire la durata del periodo di malattia, tenendo conto delle condizioni di salute del paziente. Per patologie più gravi, il medico può estendere la durata del certificato di malattia per periodi più lunghi, anche fino a settimane o mesi, sempre in conformità con le necessità mediche e la diagnosi. In ogni caso, la durata del certificato deve essere giustificata e proporzionata alla condizione del lavoratore.

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Il medico di base si può rifiutare di dare giorni di malattia?

Il medico di base può rifiutarsi di rilasciare un certificato di malattia se ritiene che non sussistano motivi clinici validi per giustificare l’assenza dal lavoro. Secondo l’articolo 5 della Legge 300/1970, infatti, il certificato medico è un atto ufficiale che deve essere fondato su una diagnosi effettiva e su una valutazione medica accurata.

In assenza di certificazione, il lavoratore non può giustificare la sua assenza e, come previsto dal Codice Civile (art. 2110) e dai contratti collettivi di lavoro (CCNL), potrebbe incorrere in conseguenze disciplinari. Il lavoratore è, infatti, tenuto a presentare un certificato medico che attesti la malattia per poter usufruire del periodo di malattia retribuito e per evitare di essere considerato in assenza ingiustificata.

In quali casi i certificati di malattia non spettano al medico di base?

Il medico di base non ha la competenza per rilasciare certificati di malattia in alcuni casi specifici, che rientrano in ambiti di competenza di altri enti o specialisti

Tra questi, ci sono: 

  • Gli infortuni sul lavoro, per i quali il certificato medico deve essere rilasciato dall’INAIL (Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro) o, in caso di emergenza, dal Pronto Soccorso. Questo tipo di infortunio è regolato dalla legislazione sulla sicurezza sul lavoro e richiede una gestione specifica per garantire i diritti del lavoratore in caso di danno fisico subito durante l’attività lavorativa;
  • Le malattie professionali direttamente collegate all’attività lavorativa, che sono di competenza anche queste dell’INAIL, poiché l’ente che gestisce l’assicurazione per i lavoratori in caso di danni alla salute causati dal lavoro. In questi casi, la certificazione medica deve essere rilasciata da specialisti e la diagnosi deve essere confermata da una valutazione dell’ente; 
  • I ricoveri ospedalieri o day hospital (anche in caso di trattamento in day hospital) per i quali il certificato di malattia è rilasciato direttamente dalla struttura; 
  • I disturbi psichiatrici complessi, cui certificazione deve essere rilasciata da uno specialista psichiatra, che ha la competenza per valutare e diagnosticare queste patologie. Poiché le malattie psichiatriche possono richiedere trattamenti specifici e un monitoraggio continuo, il medico di base non può rilasciare una diagnosi per cui serve una valutazione specialistica.

In tutti questi casi, la normativa stabilisce che il medico di base non possa sostituirsi agli enti competenti o agli specialisti, che hanno la responsabilità di certificare adeguatamente queste tipologie di malattia o infortunio.

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Domande frequenti relative ai giorni di malattia

Quanti giorni di malattia si possono fare continuativi?

Fino a 180 giorni all’anno retribuiti dall’INPS, ma ogni periodo deve essere certificato dal medico.

Quanti giorni si può stare a casa senza certificato medico a lavoro?

Dipende dal CCNL applicato: in alcuni casi, fino a 3 giorni senza certificato, ma è sempre consigliabile verificare le regole aziendali.

Quanto tempo massimo si può stare in malattia?

Il periodo massimo retribuito è di 180 giorni. Oltre questo limite, il lavoratore può essere licenziato per superamento del periodo di comporto.

Quando il medico si rifiuta di fare il certificato di malattia?

Il medico può rifiutare di rilasciare un certificato di malattia quando ritiene che non ci siano condizioni mediche sufficienti per giustificare l’assenza dal lavoro.

Consulente del lavoro ed esperta di Fisco, Tasse e Diritto. Laureata in Scienze dell'Amministrazione e dell'Organizzazione presso l'Università di Palermo, dal 2016, mi occupo principalmente di scrittura su temi legati a Previdenza, Economia e Lavoro, con un focus sull'attualità e i temi caldi. La mia curiosità e passione mi spinge al costante aggiornamento e un’analisi approfondita delle dinamiche di cui tratto. Scrivo perché quando lo faccio ho l'impressione di stare al posto giusto nel momento giusto

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