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Finanza facile

Come rispettare la scadenza conservazione sostitutiva per il 2026

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4 minuti di lettura
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In un contesto di continuo aggiornamento, dove la digitalizzazione degli adempimenti fiscali sta prendendo sempre più spazio, rispettare la scadenza per la conservazione sostitutiva del 2026, che riconosce valore legale ai documenti, è fondamentale per imprese, professionisti e enti. Comprendere quali sono le scadenze, come e quando adempiere correttamente a questi obblighi non solo evita sanzioni, ma garantisce la piena validità legale dei documenti nel tempo.

Cos’è la conservazione sostitutiva e perché è importante

La conservazione sostitutiva (o conservazione digitale a norma) è una procedura regolamentata dalla normativa italiana che permette di conservare documenti digitali o digitalizzati con valore legale e fiscale. Non si tratta di un semplice salvataggio elettronico, ma di un processo disciplinato dalla legge che garantisce autenticità, integrità, immodificabilità e leggibilità nel tempo. 

Questi requisiti sono ottenuti attraverso strumenti quali firma digitale, marca temporale e sistemi di conservazione certificati, secondo le regole tecniche del Codice dell’Amministrazione Digitale e delle Linee Guida AGID. 

La conservazione sostitutiva consente di eliminare il cartaceo una volta che i documenti sono stati convertiti e conservati correttamente, riducendo costi di gestione e spazio fisico, ma soprattutto consentendo la presentazione degli stessi in caso di verifiche fiscali o giudiziarie.

Inoltre, quando non si rispetta correttamente la conservazione sostitutiva, è prevista una sanzione che può andare da 1.000 a 8.000 euro nel caso in cui i documenti obbligatori non siano correttamente conservati o non siano disponibili in forma valida e leggibile. Se i documenti non sono conservati a norma, l’Amministrazione finanziaria può addirittura considerarli non utilizzabili dal punto di vista probatorio. In pratica, è come se non esistessero. Questo può portare a ritenere la contabilità inattendibile, aprendo la strada a un accertamento induttivo, cioè a una ricostruzione dei redditi e dell’IVA basata su presunzioni, spesso più onerosa per il contribuente.

Scadenza conservazione sostitutiva 2026: quali documenti riguarda

In base alla normativa vigente (art. 3, comma 3, del D.M. 17 giugno 2014 e correlati riferimenti), la conservazione sostitutiva dei documenti fiscali – tra cui fatture elettroniche emesse e ricevute, libri e registri contabili – e di altri rilevanti ai fini tributari, deve essere completata entro il terzo mese successivo al termine di presentazione delle dichiarazioni annuali.

La logica è questa: prima si chiude l’anno fiscale e poi c’è la scadenza per inviare la Dichiarazione dei Redditi. Dopo di che ci sono 3 mesi di tempo per completare il processo di conservazione.

Per capire meglio, se prendiamo come riferimento i documenti del 2024, il termine ultimo per presentare la dichiarazione dei redditi è stato fissato al 31 ottobre 2025. Aggiungendo i tre mesi previsti dalla legge, arriviamo dritti al 31 gennaio 2026. Questa è dunque la “data X” entro cui tutte le fatture e i registri dell’anno scorso devono essere definitivamente archiviati nel sistema di conservazione a norma. Non rispettare tale termine può comportare sanzioni pecuniarie e contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate. 

È importante chiarire che non esiste una multa automatica il giorno successivo alla scadenza della conservazione sostitutiva. Se però, al momento di un controllo, i documenti non risultano conservati a norma, la violazione è pienamente contestabile.

Come rispettare la scadenza conservazione sostitutiva 2026

Per rispettare la scadenza del 31 gennaio 2026 è importante prima di tutto identificare tutti i documenti che devono essere conservati a norma (fatture, registri, scritture contabili ecc.) e assicurarsi che ogni documento digitale sia completo di metadati, firma digitale e marca temporale dove necessario. I metadati facilitano la tracciabilità e l’integrità, elementi richiesti per la conservazione sostitutiva. In questo caso, bisogna includere anche i documenti accessori rilevanti ai fini tributari, come ad esempio le note spese che devono essere correttamente archiviate.

Il processo deve essere effettuato tramite soluzioni certificate o tramite il servizio gratuito di conservazione digitale messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per fatture elettroniche e documenti collegati al portale “Fatture e Corrispettivi”. Prima del termine, potrebbe essere utile verificare ulteriormente che tutti i documenti siano stati correttamente inseriti nel sistema di conservazione, con la relativa certificazione di validità legale.

Infine, non sostituendo la conservazione a norma, è buona prassi effettuare backup periodici e controlli di integrità dei documenti per garantire la reperibilità e l’accessibilità in caso di controlli o audit.

Factorial, software gestionale aziendale All-in-one, offre una soluzione integrata per la gestione delle note spese che consente di archiviare e conservare digitalmente questi documenti secondo le normative di conservazione sostitutiva. La piattaforma garantisce che tutte le note spese siano correttamente registrate con firma digitale, metadati e marca temporale, semplificando così il processo di conservazione e riducendo i rischi di errori o sanzioni. Con Factorial, le aziende possono automatizzare la conservazione a norma delle note spese e accedere facilmente a documenti validi e leggibili in caso di controlli fiscali o audit.

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Domande frequenti su scadenza conservazione sostitutiva 2026 (FAQs)

Qual è la scadenza per la conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche nel 2026?

La scadenza è il 31 gennaio 2026 per i documenti fiscali relativi all’anno 2024, da conservare in formato digitale a norma. 

Quali documenti contabili si possono buttare nel 2026?

Non esistono regole generali per “buttare” i documenti: la normativa impone una conservazione minima (ad esempio 10 anni per documenti fiscali come le fatture). Anche dopo la scadenza di un adempimento specifico, potrebbe essere necessario conservare i documenti per eventuali controlli. 

Ci sono sanzioni se non rispetto la scadenza conservazione sostitutiva 2026?

Sì: la mancata conservazione sostitutiva nei termini può comportare sanzioni pecuniarie (da migliaia di euro e contestazioni fiscali), oltre al rischio che i documenti non siano considerati validi in caso di verifica o contenzioso. 

Consulente del lavoro ed esperta di Fisco, Tasse e Diritto. Laureata in Scienze dell'Amministrazione e dell'Organizzazione presso l'Università di Palermo, dal 2016, mi occupo principalmente di scrittura su temi legati a Previdenza, Economia e Lavoro, con un focus sull'attualità e i temi caldi. La mia curiosità e passione mi spinge al costante aggiornamento e un’analisi approfondita delle dinamiche di cui tratto. Scrivo perché quando lo faccio ho l'impressione di stare al posto giusto nel momento giusto