Nel mondo del lavoro, il benessere dei dipendenti è un elemento chiave per la produttività e il successo di un’azienda.
Tuttavia, in molte realtà aziendali si verificano situazioni di disagio che, se trascurate, possono compromettere non solo la serenità dei lavoratori, ma anche la reputazione e la solidità dell’impresa. Tra queste, c’è lo straining, che è un fenomeno meno noto del mobbing, ma altrettanto dannoso.
Vediamo di capire quindi cos’è lo straining, come riconoscerlo e quali strumenti adottare per prevenirlo è essenziale per garantire un ambiente di lavoro sano e rispettoso.
- Straining: cos’è e traduzione in italiano
- Lo straining può essere punito dalla legge?
- Come riconoscere lo straining sul lavoro
- Differenze tra straining e mobbing
- Facilita le segnalazioni anonime in azienda con Factorial
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Straining: cos’è e traduzione in italiano
Il termine straining deriva dall’inglese strain, che significa “tensione” o “stress”.
In ambito lavorativo, indica una forma di vessazione caratterizzata da un solo episodio particolarmente stressante, i cui effetti si protraggono nel tempo.
A differenza del mobbing, non si tratta di una serie di azioni ripetute, ma di una situazione di forte disagio psicologico imposto al lavoratore, spesso intenzionalmente, che ha comunque conseguenze anche a lungo termine.
Un esempio? Un dipendente viene improvvisamente trasferito in una sede lontana senza una motivazione valida, trovandosi costretto a cambiare radicalmente la propria routine lavorativa e personale. Questo episodio, di fatto, può generare stress cronico, isolamento e demotivazione, con conseguenze che impattano sia sul lavoratore che sulla produttività aziendale.
Lo straining può essere punito dalla legge?
Lo straining, pur non essendo disciplinato da una normativa specifica, può avere rilevanza legale e venire sanzionato in base a disposizioni generali già presenti nel nostro ordinamento. In Italia, infatti, sono diverse le normative che tutelano il lavoratore da comportamenti che causano danni psicologici, e la giurisprudenza ha confermato che anche il fenomeno dello straining può essere oggetto di azione legale.
Uno dei principali riferimenti normativi è l’articolo 2087 del Codice Civile, che impone al datore di lavoro l’obbligo di “adottare le misure che, secondo la natura dell’attività, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro“. Questo articolo è fondamentale perché stabilisce una responsabilità generale in capo al datore di lavoro riguardo alla salute psicofisica dei propri dipendenti, un aspetto che comprende anche la prevenzione di forme di stress e disagio come lo straining.
A questo si aggiunge il Decreto Legislativo 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro), che, pur trattando principalmente di sicurezza fisica, prevede anche specifiche misure per la prevenzione dello stress lavoro-correlato, sottolineando come il benessere mentale sia cruciale per un ambiente di lavoro sano e produttivo. La mancata attenzione da parte del datore di lavoro verso il benessere psicologico dei dipendenti, quindi, può portare a una violazione di queste disposizioni.
Inoltre, l’articolo 2043 del Codice Civile sancisce il principio del risarcimento per il danno ingiusto causato da un comportamento illecito. Se un dipendente subisce straining, egli ha il diritto di chiedere un risarcimento per i danni subiti, sia in termini di danno morale e psicologico. Nei casi più gravi, quando lo straining si traduce in maltrattamenti veri e propri, interviene l’articolo 572 del Codice Penale, che punisce i maltrattamenti nei confronti dei dipendenti, con pene che possono arrivare fino alla reclusione.
Infatti, la giurisprudenza ha già preso posizione in merito al riconoscimento dello straining come danno risarcibile. In diverse sentenze, tra cui quelle della Corte di Cassazione (ad esempio, sentenza n. 14716/2007), è stato sancito che il lavoratore che subisce una condotta vessatoria che danneggia la sua salute psicologica ha diritto a chiedere il risarcimento dei danni. Il concetto di “danno psichico da stress lavorativo” è stato quindi riconosciuto come legittimo, e le vittime di straining possono fare ricorso in tribunale per ottenere una compensazione adeguata.
Come riconoscere lo straining sul lavoro
Individuare lo straining può risultare complicato, poiché spesso si manifesta attraverso comportamenti che, a prima vista, sembrano legittimi, ma che contribuiscono a creare un clima di disagio e discriminazione.
Anche se questi comportamenti sono singoli episodi isolati, il loro verificarsi può causare una pressione psicologica crescente e avere un impatto, nel lungo periodo, su salute, motivazione e prestazioni lavorative, mettendo a rischio il benessere complessivo del dipendente ed esponendo l’azienda a tutte le conseguenze negative del caso.
Straining esempi concreti in azienda
Tra i comportamenti più rilevanti che possono far scattare un campanello d’allarme, troviamo:
- L’esclusione da progetti o attività importanti, che incidono sulla crescita professionale e sul riconoscimento delle competenze;
- L’assegnazione di compiti di scarso valore o non adeguati alle proprie capacità, che non solo non stimolano la crescita, ma fanno sentire il lavoratore sottovalutato;
- Trasferimenti non giustificati, che non solo sconvolgono l’equilibrio lavorativo, ma possono anche essere visti come una forma di punizione senza motivazioni chiare;
- La negazione di promozioni o opportunità di crescita, senza una motivazione plausibile o senza un adeguato supporto per il miglioramento professionale;
- La riduzione delle risorse necessarie per svolgere il proprio lavoro, che rende difficile completare le attività e aumenta il senso di frustrazione.
Differenze tra straining e mobbing
Spesso si tende a confondere lo straining con il mobbing, ma in realtà ci sono delle differenze significative tra i due fenomeni, che riguardano la natura, l’obiettivo e l’intensità dei comportamenti coinvolti.
- Lo straining si caratterizza principalmente come un singolo episodio stressante che ha effetti duraturi nel tempo. In questo caso, si tratta di un comportamento che crea difficoltà lavorative e psicologiche per il dipendente, ma che non necessariamente si ripete in maniera continua. Il risultato è un forte stress psicologico che può portare a una condizione di disagio prolungato, anche se il comportamento in sé non è sistematico.
- Il mobbing, invece, è una persecuzione sistematica e ripetuta nei confronti di un individuo. L’obiettivo di chi attua il mobbing è estromettere il lavoratore dall’ambiente di lavoro, isolandolo e facendolo sentire emarginato. A differenza dello straining, il mobbing si manifesta con una pressione costante e prolungata nel tempo, che ha un impatto diretto e continuo sulla vita lavorativa e personale del dipendente.
Sebbene le modalità e la durata dei due fenomeni possano variare, entrambi sono estremamente dannosi sia per i dipendenti che per l’azienda. È quindi essenziale mettere in atto misure preventive per evitare che queste situazioni possano svilupparsi e danneggiare il benessere psicologico dei lavoratori e la produttività complessiva dell’impresa.
Facilita le segnalazioni anonime in azienda con Factorial
Negli ultimi anni, sempre più aziende hanno implementato strumenti per favorire la segnalazione anonima di comportamenti scorretti sul posto di lavoro. Questo perché fenomeni come lo straining, il mobbing o altre forme di abuso spesso non vengono denunciati per paura di ripercussioni.
Factorial ha sviluppato un software di gestione che permette alle aziende di gestire in modo semplice ed efficace, tra le altre cose, le regole dettate dalla normativa whistleblowing, garantendo ai dipendenti la possibilità di segnalare episodi in forma anonima e sicura.
Grazie alla funzione “Reclami”, infatti, i lavoratori possono:
- Compilare una segnalazione dettagliata in pochi passaggi, anche in forma anonima;
- Allegare documenti e prove;
- Proteggere il file con una password personale;
- Monitorare lo stato della segnalazione con un numero di reclamo.
Oltre a favorire un ambiente di lavoro più sicuro e trasparente, Factorial permette alle aziende di automatizzare numerosi altri processi.
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