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Gestione del personale

Lavoro sostenibile: cos’è, perché è importante e come implementarlo in azienda

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Negli ultimi anni il tema del lavoro “sostenibile” ha assunto un ruolo centrale nel dibattito politico-sociale, non solo in termini etici. Proporre percorsi di carriera che permettano di bilanciare vita e lavoro è diventato uno strumento per le aziende, che così facendo riescono ad attrarre e mantenere sempre più talenti. Non si tratta più solo di offrire un buon stipendio, ma di garantire condizioni lavorative che rispettino la dignità, la salute e il benessere delle persone.

Lavoro sostenibile: cos’è e cosa significa

Il lavoro sostenibile può essere inteso come un insieme di condizioni e pratiche lavorative che permettono alle persone di partecipare, restare e progredire nel mercato del lavoro nel corso della vita, in condizioni di sicurezza, equità e dignità. L’obiettivo è eliminare fattori che ostacolano l’accesso o la permanenza nel lavoro e adeguare il lavoro alle esigenze individuali lungo tutto l’arco della vita professionale. Questo implica la sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e il benessere in senso lato, inteso come equilibrio tra vita professionale e privata, pari opportunità e inclusione.

Le caratteristiche di un lavoro sostenibile

Oggi, una professione può definirsi realmente sostenibile solo se garantisce la capacità del lavoratore di rimanere nel mercato del lavoro e in buona salute lungo l’intero arco della vita attiva. Oltre alla tutela dell’integrità della persona- quindi all’assenza di rischi fisici – assume un ruolo sempre più importante anche il benessere psicologico. Un ambiente di lavoro che minimizza lo stress cronico e il burnout non è solo un imperativo etico, ma una necessità operativa, perché aumenta la produttività e riduce il turnover del personale. In questo senso, assume un ruolo centrale il cosiddetto work-life balance, ovvero l’equilibrio tra la sfera professionale e quella privata, che non deve essere inteso come una semplice riduzione dell’orario lavorativo, bensì come una gestione flessibile e intelligente del tempo (per esempio grazie al ricordo allo smart working o al lavoro ibrido).

Ciò significa progettare mansioni che possano essere adattate alle diverse fasi della vita e ai cambiamenti del mercato, garantendo che nessuno venga escluso a causa dell’evoluzione dei processi produttivi. Un sistema di lavoro sostenibile riconosce che l’individuo non è un’entità isolata, ma un soggetto inserito in un contesto di relazioni, responsabilità familiari e necessità di rigenerazione. Quando i confini tra ufficio e casa diventano troppo labili, il rischio di stress aumenta, compromettendo la lucidità e la motivazione a lungo termine.

Un lavoro smette poi di essere sostenibile se diventa stagnante. La possibilità di aggiornare le proprie competenze (upskilling) e di intraprendere percorsi di carriera chiari permette all’individuo di mantenere alta la propria motivazione e impiegabilità. La crescita professionale funge da stimolo cognitivo e protegge dall’obsolescenza delle competenze, ed è sicuramente una caratteristica di quello che oggi viene inteso come lavoro sostenibile.

Ovviamente, anche la sostenibilità economica e la stabilità contrattuale sono importanti. Perché riflettono il valore del lavoro svolto e garantiscono uno standard di vita dignitoso, riducendo l’ansia legata al futuro e permettendo una pianificazione esistenziale a lungo termine. Opportunità di crescita retributiva e di carriera devono però essere garantiti allo stesso modo e senza discriminazioni. L’eliminazione delle barriere all’ingresso e alla progressione di carriera per donne, minoranze e persone con disabilità crea un ambiente più equo e produttivo. Infatti, la diversità all’interno dei team è correlata spesso a una maggiore capacità di risoluzione dei problemi e innovazione.

Lavoro sostenibile e human sustainability

Il concetto di human sustainability coincide con quello di lavoro sostenibile quando non riguarda solo la sostenibilità ambientale o economica, ma mette al centro la persona, i suoi bisogni e le sue potenzialità. Una dimensione di questo approccio riguarda il garantire condizioni di lavoro che preservino la dignità umana, promuovano l’apprendimento continuo e supportino la salute e la qualità della vita, così da rendere sostenibile nel tempo la partecipazione al mercato del lavoro.

Ridurre l’ansia legata al futuro attraverso la stabilità significa, in ottica di human sustainability, preservare il capitale cognitivo del lavoratore. Come specificato dall’Organizzazione internazionale del Lavoro (ILO), un lavoro dignitoso deve garantire non solo un reddito, ma anche protezione sociale e libertà di esprimere le proprie preoccupazioni. Questo tipo di approccio permette ai team di essere più resilienti, creativi e riconosce che il potenziale inespresso di un gruppo sociale rappresenta uno spreco di valore umano che il mercato non può più permettersi.

I vantaggi del lavoro sostenibile per aziende e dipendenti

L’integrazione di pratiche di lavoro sostenibile rappresenta un’evoluzione capace di generare vantaggi tangibili sia per il personale che per la struttura organizzativa. Per quanto riguarda dipendenti e collaboratori, una gestione più flessibile dei ritmi lavorativi facilita il bilanciamento tra impegni privati e professionali, riducendo sensibilmente i livelli di stress. Inoltre, un ambiente attento alle necessità individuali stimola una maggiore gratificazione e apre la strada a percorsi di sviluppo professionale più coerenti e stimolanti.

D’altro canto, per le aziende, la sostenibilità diventa una leva di competitività e stabilità sul mercato. Un’identità aziendale solida e attenta al benessere migliora il posizionamento nel mercato del lavoro (employer branding), facilitando l’acquisizione e la permanenza dei talenti migliori (retention). Di conseguenza, un clima lavorativo sereno correla positivamente con la produttività generale e rafforza la reputazione del marchio agli occhi di clienti e stakeholder. E creare un ambiente sano permette di contenere le spese derivanti da assenteismo e turnover. Infatti, secondo il report “working conditions and sustainable work” (analisi Eurofound del 2023), le aziende che investono nella qualità del lavoro registrano una riduzione dei costi operativi legati all’abbandono del posto di lavoro.

Gli obiettivi dell’ILO sul lavoro sostenibile

L’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) definisce il decent work (lavoro dignitoso) come lavoro produttivo svolto in condizioni di libertà, equità, sicurezza e dignità umana. Questo approccio è considerato fondamentale per lo sviluppo sostenibile e si riflette anche nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, ovvero: “promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti”.

Gli obiettivi principali di questo programma includono:

  • creare occupazione piena e produttiva;
  • proteggere i diritti sul lavoro;
  • promuovere condizioni di lavoro sicure e tutelare gruppi vulnerabili;
  • combattere lavoro forzato, sfruttamento e lavoro minorile;
  • assicurare parità retributiva e opportunità per tutti.

Come creare un’occupazione sostenibile in azienda

L’integrazione della sostenibilità all’interno dei processi aziendali non è un traguardo immediato, ma un percorso strutturato che richiede interventi mirati e costanti. Per trasformare l’ambiente di lavoro in un ecosistema realmente sostenibile, è possibile adottare una serie di strategie operative.

Il primo passo consiste nel tracciare un quadro realistico delle condizioni di lavoro attuali. Monitorare indicatori relativi al benessere, alla sicurezza e al grado di soddisfazione permette di identificare le aree di intervento prioritarie. Una volta stabiliti i punti critici, l’investimento si sposta sulla salute e sulla sicurezza. Promuovere una cultura della prevenzione e garantire ambienti protetti non è solo un obbligo normativo, ma la base per la tutela del capitale umano.

La flessibilità rappresenta oggi un pilastro fondamentale. Implementare politiche di lavoro agile o orari flessibili favorisce una migliore integrazione tra vita privata e professionale, riducendo lo stress correlato alla gestione dei tempi. Inoltre, è essenziale garantire formazione continua e opportunità di aggiornamento. Questo permette ai lavoratori di evolvere insieme alle innovazioni tecnologiche, mantenendo alto il livello di competenza e adattabilità. Infine, un’occupazione sostenibile fiorisce in contesti caratterizzati da inclusione e rispetto. Valorizzare la diversità e contrastare attivamente ogni forma di discriminazione consolida il senso di appartenenza e migliora il clima interno.

Per garantire che queste iniziative siano efficaci nel lungo periodo, è necessario adottare un sistema di misurazione e rendicontazione:

  • KPI di benessere, per valutare lo stato di salute organizzativa;
  • tassi di retention, per misurare la capacità dell’azienda di trattenere i propri talenti;
  • produttività, per osservare l’impatto positivo del benessere sui risultati operativi.

In questo percorso, soluzioni come Factorial, software gestionale aziendale All-in-one, supportano le aziende nel monitorare KPI chiave, centralizzare i dati relativi alle persone e costruire processi più trasparenti e sostenibili, trasformando la strategia in azioni concrete e misurabili.

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Domande frequenti (FAQs)

Quali sono i lavori sostenibili?

I “lavori sostenibili” possono includere ruoli direttamente legati alla sostenibilità ambientale e sociale (ad esempio green jobs come tecnici per energie rinnovabili o specialisti di gestione ambientale), ma anche qualsiasi occupazione che sia strutturata per essere dignitosa, sicura, equa e con prospettive di lungo termine.

Quali sono i 3 tipi di sostenibilità?

La sostenibilità è generalmente articolata in tre dimensioni: ambientale (protezione dell’ambiente), sociale (equità e benessere delle persone) ed economica (sviluppo economico durevole).

Quali sono i 4 pilastri della sostenibilità?

Un modello più articolato include ambientale, sociale, economico e istituzionale (governance): tutti contribuiscono a un sistema sostenibile.

Quanto guadagna un manager della sostenibilità?

La retribuzione di un sustainability manager può variare in base al mercato, all’esperienza e alla dimensione dell’azienda, ma in molte realtà europee e italiane si colloca tipicamente su livelli retributivi medio-alti rispetto alla media di ruolo manageriale, riflettendo le responsabilità strategiche legate alla sostenibilità aziendale.

Consulente del lavoro ed esperta di Fisco, Tasse e Diritto. Laureata in Scienze dell'Amministrazione e dell'Organizzazione presso l'Università di Palermo, dal 2016, mi occupo principalmente di scrittura su temi legati a Previdenza, Economia e Lavoro, con un focus sull'attualità e i temi caldi. La mia curiosità e passione mi spinge al costante aggiornamento e un’analisi approfondita delle dinamiche di cui tratto. Scrivo perché quando lo faccio ho l'impressione di stare al posto giusto nel momento giusto