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Gallup Report 2026: il lato umano dell’AI

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3 minuti di lettura
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L’intelligenza artificiale ha dimostrato di saper scrivere codici, redigere contratti e sintetizzare ricerche a velocità inarrivabili per qualsiasi team umano. Tuttavia, il Gallup Report 2026 rivela una realtà amara: questi incredibili guadagni tecnologici non si stanno traducendo in profitti aziendali.

Nonostante investimenti globali per circa 40 miliardi di dollari, il 95% delle organizzazioni non ha registrato impatti misurabili sui profitti.

Il motivo? Il “fattore umano” è stato ignorato. Il successo della rivoluzione tecnologica non dipende più dal software, ma dalla capacità dei manager di guidare le persone che lo utilizzano.

I principali dati del Gallup Report 2026

Ogni anno, Gallup pubblica il suo celebre studio sullo stato del lavoro nel mondo, fornendo una panoramica cruciale sul legame tra dipendenti e organizzazioni. Il report di quest’anno, intitolato “The Human Side of the AI Revolution”, conferma una tendenza allarmante: nel 2025 il coinvolgimento (engagement) globale dei dipendenti è sceso per il secondo anno consecutivo, attestandosi al 20%, il livello più basso dal 2020.

Dati del Gallup Report 2026

Fonte: Gallup

Se nel recente passato il disinteresse sembrava distribuito, l’analisi del 2026 identifica nel management il vero epicentro della crisi. Sono proprio i manager ad aver perso più terreno: il loro livello di engagement è crollato dal 27% del 2024 al 22% del 2025, segnando una perdita complessiva di nove punti dal 2022.

Al contrario, il coinvolgimento dei collaboratori individuali è rimasto sostanzialmente stabile al 18% , evidenziando come i leader abbiano ormai perso lo storico “premio di motivazione” che li caratterizzava rispetto ai propri team.

La leadership tra complessità emotiva e nuovi carichi

La mancanza di motivazione nei leader ha radici profonde. Negli ultimi anni, il ruolo del manager è cambiato radicalmente, diventando il punto di snodo tra esigenze strategiche, benessere delle persone e implementazione tecnologica.

Mentre il mondo del lavoro si trasforma velocemente, molti manager si trovano a gestire team più ampi a causa di ristrutturazioni e tagli ai ruoli intermedi, spesso guidati proprio dall’adozione dell’AI. Questa pressione si riflette chiaramente nel benessere quotidiano.

Il report evidenzia un paradosso: pur avendo una valutazione della propria vita più positiva rispetto ai dipendenti, i leader vivono giornate lavorative peggiori.

Rispetto ai singoli collaboratori, i leader riportano livelli sensibilmente più alti di:

  • Stress: +7 punti.
  • Rabbia: +12 punti.
  • Tristezza: +11 punti.
  • Solitudine: +10 punti.
Dati del Gallup Report 2026

Fonte: Gallup

Il paradosso della produttività tecnologica

Nonostante circa 40 miliardi di dollari investiti in tecnologie AI a livello enterprise, il 95% delle organizzazioni non ha ancora registrato un impatto misurabile sui profitti.

Esiste una chiara disconnessione tra l’efficienza del singolo, il 65% dei lavoratori dichiara che l’AI ha migliorato la propria produttività, e i risultati macro-organizzativi, dove l’89% dei dirigenti non vede ancora benefici concreti.

Il basso engagement non è solo una sfida culturale, ma un freno economico imponente: Gallup calcola che la disconnessione dei lavoratori costi all’economia globale circa 10 miliardi di dollari, pari al 9% del PIL mondiale.

La lezione del 2026 è che la tecnologia, per quanto sofisticata, non può superare i limiti di un team leader indifferente o esausto.

Dati del Gallup Report 2026

Fonte: Gallup

L'AI come alleata della gestione umana

La via d’uscita indicata da Jon Clifton, CEO di Gallup, non è un passo indietro rispetto alla tecnologia, ma un’implementazione più umana della stessa. Il successo dell’AI in azienda non dipende dai modelli scelti, ma da quanto il manager diretto ne sia il promotore attivo. Come sottolineato dallo stesso Clifton nella sua nota di apertura del rapporto:

La tecnologia funziona… Ma questi guadagni non si riflettono nei profitti. Vincere la rivoluzione dell’intelligenza artificiale dipenderà non solo dalla tecnologia implementata, ma anche dalla capacità di guidare le persone che la utilizzano.

I dati confermano che quando un manager supporta attivamente il team nell’uso dell’intelligenza artificiale, l’impatto cambia radicalmente.

In questa condizione, i dipendenti hanno:

  • 8,7 volte più probabilità di essere fortemente d’accordo sul fatto che l’AI abbia trasformato il modo in cui viene svolto il lavoro nella loro organizzazione.
  • 7,4 volte più probabilità di concordare fortemente sul fatto che l’AI offra loro maggiori opportunità per fare ciò che sanno fare meglio ogni giorno.

Nonostante questi benefici evidenti, la realtà attuale mostra ancora un forte divario: meno di un terzo dei dipendenti statunitensi in organizzazioni che utilizzano l’AI dichiara di ricevere un supporto attivo dal proprio manager.

La nuova campagna di Factorial

È evidente che nel 2026 la tecnologia da sola non basti: il vero motore del successo è un management presente, motivato e libero da carichi inutili. È proprio per rispondere a questa crisi di leadership che Factorial ha deciso di lanciare la sua nuova campagna Scartoffie.

Oggi, 2 persone su 3 soffrono della cosiddetta “Sindrome delle Scartoffie”, quella stanchezza cronica causata da un eccesso di burocrazia che ci insegue anche fuori dall’ufficio. I sintomi sono chiari: calendari intasati, richieste di ferie approvate dopo settimane e la frustrante sensazione di non riuscire mai a dedicarsi alla strategia.

Come evidenziato da Gallup, l’efficacia tecnologica dipende dalla prontezza organizzativa. Usare l’automazione e l’AI non significa cercare soluzioni magiche, ma strumenti concreti per riprendersi il proprio tempo.

Se deleghiamo alle macchine i compiti ripetitivi, i manager possono finalmente tornare a fare ciò che dà valore reale: guidare i propri team con empatia e visione.

👉 Vuoi scoprire l’antidoto alla Sindrome delle Scartoffie? Scopri di più sulla nostra campagna qui.

Laureata in Marketing alla LUISS, vive a Barcellona dove lavora nel content marketing per Factorial, occupandosi della creazione di contenuti per il mercato italiano. Appassionata di viaggi, arte e cinema, nel tempo libero ama scoprire nuove culture e sperimentare nuove cucine.