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Gestione del personale

Penale per dimissioni contratto a tempo determinato: guida a come applicarla

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Nel contratto a tempo determinato, il rispetto della scadenza per porre fine al rapporto di lavoro è, di fatto, quasi vincolante e può portare a una penale per dimissioni contratto a tempo determinato. A differenza del rapporto a tempo indeterminato, infatti, il recesso anticipato del lavoratore non è, di regola, libero e può generare conseguenze economiche rilevanti.

In alcuni casi, infatti, è legittimo applicare una penale o richiedere un risarcimento in caso di dimissioni anticipate. Ma vediamo cosa prevede la normativa e quali sono le regole che aziende e lavoratori sono tenuti a rispettare.

Cos’è la penale per dimissioni contratto a tempo determinato

Nel rapporto a tempo determinato, la cosiddetta “penale” non è una sanzione disciplinare, ma uno strumento di tutela del datore di lavoro in caso di recesso anticipato non giustificato, diverso dalle dimissioni durante il periodo di prova, che seguono regole specifiche.

In concreto può assumere due forme. L’opzione più semplice è l’inserimento di una clausola penale nel contratto individuale. Questa stabilisce in anticipo la cifra fissa che si dovrà pagare se si decide di dare le dimissioni prima della scadenza pattuita. In questo caso, il danno è già stato quantificato e non è necessario dimostrarlo.

Se invece non esiste alcuna clausola nel contratto, l’azienda può comunque chiedere un risarcimento – e questa è l’opzione due – ma deve dimostrare di aver subito un danno reale e deve quantificarlo con precisione. Questa richiesta viene gestita in un secondo momento, fuori dal tribunale (stragiudizialmente) o, se necessario, tramite un’azione legale (giudizialmente).

In entrambi i casi, la legittimità della penale è subordinata al rispetto dei principi di proporzionalità, ragionevolezza e non vessatorietà.

Quando un dipendente può dimettersi

Nel contratto a tempo determinato il lavoratore può recedere anticipatamente senza conseguenze economiche solo in presenza di giusta causa.

Rientrano nella giusta causa, a titolo esemplificativo:

  • il mancato o reiterato ritardo nel pagamento della retribuzione;
  • le gravi inadempimenti contrattuali del datore di lavoro;
  • i comportamenti lesivi della dignità o della sicurezza del lavoratore.

Al di fuori della giusta causa, le dimissioni anticipate configurano un inadempimento contrattuale, che legittima il datore di lavoro a richiedere un ristoro economico.

Come funziona la penale per dimissioni da contratto a tempo determinato

Dal punto di vista applicativo, se il contratto prevede espressamente una clausola penale, allora questa indica chiaramente quanto il dipendente è tenuto a pagare, in rapporto ai giorni di mancato preavviso. Tuttavia, la clausola penale non è intoccabile. Se il datore di lavoro fissa infatti una cifra sproporzionata o eccessiva rispetto al danno che realisticamente ha subito, il giudice ha il potere di ridurne l’ammontare (secondo quanto previsto dall’articolo 1384 del Codice Civile). Questo assicura un equilibrio e impedisce abusi contrattuali. 

In assenza di clausola, il datore di lavoro può richiedere il risarcimento del danno, che nella prassi viene spesso parametrato alle retribuzioni residue fino alla scadenza del contratto, ferma restando la valutazione di congruità. L’idea è che il danno subito dall’azienda è pari, o quantomeno correlato, al costo che avrebbe dovuto sostenere in assenza di risoluzione. Anche qui, tale cifra non è automatica. Il giudice valuterà sempre la congruità della richiesta rispetto alla realtà aziendale e al mercato del lavoro.

In ogni caso, un elemento fondamentale che il giudice valuta è la condotta del datore di lavoro dopo le dimissioni del dipendente (il cosiddetto “danno evitabile”).  L’azienda non può stare ferma, ma ha l’obbligo di agire con diligenza per mitigare (ridurre) il danno risarcibile. Se, ad esempio, il datore di lavoro riesce rapidamente a sostituire il lavoratore dimissionario con un altro, o se la riorganizzazione interna permette di coprire la posizione senza grossi costi aggiuntivi, il danno subito si riduce drasticamente.

Procedura per rassegnare le dimissioni

Anche nel caso di contratto a tempo determinato, le dimissioni devono essere formalizzate tramite procedura telematica obbligatoria. Il lavoratore deve utilizzare il portale del Ministero del Lavoro o rivolgersi a un soggetto abilitato (consulente, patronato, sindacato).

La comunicazione è revocabile entro 7 giorni dall’invio e la data di decorrenza indicata determina la cessazione del rapporto. A tal proposito, per le aziende è fondamentale verificare la corretta formalizzazione delle dimissioni prima di attivare eventuali azioni di tutela.

Differenze tra CCNL

La disciplina delle dimissioni anticipate può variare in funzione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro applicato. Alcuni CCNL infatti regolano espressamente il recesso nei rapporti a termine, prevedono indennità specifiche o criteri di calcolo del danno, ma anche procedure conciliative obbligatorie.

Per questo motivo, l’analisi del CCNL è sempre preliminare rispetto all’applicazione di qualsiasi penale.

In questo contesto, strumenti come Factorial, software gestionale aziendale all-in-one, aiutano a gestire in modo più ordinato tutta la documentazione e i passaggi del processo: contratti, comunicazioni, allegati e scadenze restano tracciati in un unico spazio, facilitando la collaborazione tra HR, payroll e consulenti esterni e riducendo il rischio di errori o informazioni mancanti.

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Domande frequenti su penale per dimissioni contratto a tempo determinato (FAQs)

Un dipendente può dimettersi da un contratto a tempo determinato?

Sì, ma solo per giusta causa senza conseguenze economiche. In caso contrario, il datore di lavoro può richiedere una penale o il risarcimento del danno.

Come si calcola la penale per dimissioni contratto a tempo determinato?

Dipende dalla presenza di una clausola contrattuale. In alternativa, il danno viene spesso quantificato in base alle retribuzioni che sarebbero maturate fino alla scadenza del contratto, con valutazione caso per caso.

Esiste un preavviso per le dimissioni dal contratto a tempo determinato?

In linea generale no. Il rapporto a termine non prevede il preavviso tipico dell’indeterminato, salvo diversa previsione del CCNL o accordi specifici.

Consulente del lavoro ed esperta di Fisco, Tasse e Diritto. Laureata in Scienze dell'Amministrazione e dell'Organizzazione presso l'Università di Palermo, dal 2016, mi occupo principalmente di scrittura su temi legati a Previdenza, Economia e Lavoro, con un focus sull'attualità e i temi caldi. La mia curiosità e passione mi spinge al costante aggiornamento e un’analisi approfondita delle dinamiche di cui tratto. Scrivo perché quando lo faccio ho l'impressione di stare al posto giusto nel momento giusto