Il bilancio consuntivo è uno strumento fondamentale nella gestione economica e finanziaria sia delle imprese private sia degli enti pubblici e delle organizzazioni del Terzo Settore. Con la sua redazione, un’organizzazione rende conto dei risultati raggiunti nell’anno trascorso rispetto agli obiettivi e alla programmazione finanziaria pianificata. Comprenderne la natura, la funzione e le differenze con altri documenti contabili, come il bilancio preventivo, è importante per datori di lavoro, responsabili amministrativi e professionisti del lavoro.
- Bilancio consuntivo: cos’è e cosa significa
- A cosa serve il bilancio consuntivo
- Differenza tra bilancio consuntivo e bilancio preventivo
- Come si compone il bilancio consuntivo
- Bilancio consuntivo nelle aziende e negli enti pubblici
- Quando si redige e chi deve approvarlo
- Esempio pratico di bilancio consuntivo
- Domande frequenti (FAQs)
Bilancio consuntivo: cos’è e cosa significa
Il bilancio consuntivo è il documento contabile che fotografa il risultato economico, patrimoniale e finanziario di un esercizio che si è già concluso. È detto “consuntivo” perché consente di verificare i risultati effettivi rispetto a quanto programmato in precedenza. Nelle imprese, coincide con il bilancio d’esercizio (stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa) e riflette la realtà contabile chiusa alla fine dell’esercizio sociale. In enti pubblici, associazioni e altri organismi può assumere diverse forme (rendiconto, conto consuntivo) ma mantiene la stessa funzione sostanziale: rendicontare i dati reali dell’anno appena trascorso.
Nelle imprese, coincide con il bilancio d’esercizio (stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa) e costituisce la parte consuntiva del bilancio aziendale, riflettendo la realtà contabile chiusa alla fine dell’esercizio sociale.
A cosa serve il bilancio consuntivo
Il bilancio consuntivo rappresenta molto più di un semplice obbligo contabile, è lo strumento che permette di trasformare i numeri di un anno di attività in una narrazione chiara e oggettiva sull’andamento di un’organizzazione. Attraverso questo documento, è possibile analizzare ex post quanto è stato realizzato, offrendo una base solida per il futuro.
La sua funzione primaria è infatti la verifica dei risultati. Esso agisce come uno specchio che mette a confronto ciò che era stato pianificato nel budget previsionale con ciò che è avvenuto realmente. Questo passaggio è fondamentale per chi guida l’azienda o l’ente, poiché permette di valutare l’efficacia delle decisioni prese e di orientare con maggiore consapevolezza le scelte strategiche future, correggendo eventuali inefficienze o potenziando i settori più redditizi.
Oltre all’aspetto gestionale, il bilancio assolve a compiti di natura amministrativa e fiscale. È il documento ufficiale su cui si basano gli adempimenti civilistici e il calcolo delle imposte, garantendo il rispetto delle normative vigenti. Nel contesto delle amministrazioni pubbliche o di enti che beneficiano di contributi, il consuntivo diventa sinonimo di trasparenza: serve a dimostrare pubblicamente come sono state impiegate le risorse collettive, documentando ogni uscita in relazione agli obiettivi sociali o istituzionali prefissati.
Infine, il bilancio è il principale biglietto da visita nei confronti di soggetti terzi. Investitori, banche e soci consultano i dati consuntivi per misurare la solidità e la capacità di generare valore dell’organizzazione. Una rendicontazione chiara e positiva migliora la reputazione sul mercato e facilita l’accesso a nuovi finanziamenti o collaborazioni, poiché fornisce la prova tangibile della salute economica dell’ente.
Differenza tra bilancio consuntivo e bilancio preventivo
Bilancio preventivo e consuntivo sono entrambi documenti (che parlano la stessa lingua contabile), ma si collocano in momenti temporali opposti e assolvono a funzioni complementari. La differenza più evidente riguarda il momento della redazione. Il bilancio preventivo viene elaborato prima che l’anno o l’esercizio abbiano inizio. È cioè un documento di pianificazione che serve a tracciare la rotta, definendo in anticipo come si intendono reperire e impiegare le risorse. Al contrario, il bilancio consuntivo viene redatto a esercizio concluso. Il suo ruolo è quello di fotografare ciò che è effettivamente accaduto, trasformando le intenzioni in dati storici certi.
La differenza più evidente riguarda quindi il momento della redazione. Il bilancio preventivo viene elaborato prima che l’anno o l’esercizio abbiano inizio; è un documento di pianificazione che serve a tracciare la rotta, definendo in anticipo come si intendono reperire e impiegare le risorse. Al contrario, il bilancio consuntivo viene redatto a esercizio concluso. Il suo ruolo è quello di “fotografare” ciò che è effettivamente accaduto, trasformando le intenzioni in dati storici certi.
| Aspetto | Bilancio preventivo | Bilancio consuntivo |
|---|---|---|
| Quando si redige | Prima dell’inizio dell’esercizio | Dopo la chiusura dell’esercizio |
| Cosa descrive | Obiettivi, previsioni e stime | Risultati reali conseguiti |
| Finalità | Pianificazione e allocazione risorse | Rendiconto e verifica delle attività |
| Base decisionale | Proiezioni future | Dati storici e verificati |
Come si compone il bilancio consuntivo
Nel mondo aziendale, il bilancio d’esercizio segue le direttive del Codice Civile e si articola in tre documenti, ovvero:
- stato patrimoniale, che fornisce una fotografia della solidità dell’azienda in un preciso istante (solitamente il 31 dicembre), elencando ciò che l’impresa possiede (attività) e i suoi debiti (passività);
- conto economico, che ricostruisce l’andamento dell’intero anno, mettendo a confronto i ricavi ottenuti e i costi sostenuti per determinare se l’attività ha generato un utile o una perdita;
- nota integrativa, che agisce come un commento dettagliato ai numeri; spiega i criteri utilizzati e approfondisce le voci che potrebbero risultare poco chiare.
Questi, sono accompagnati dalla relazione sulla gestione, un’analisi discorsiva delle scelte fatte dagli amministratori e dei risultati raggiunti nel contesto di mercato.
Inoltre, come indicato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (2024), nelle linee guida per il bilancio sociale per gli enti del Terzo Settore, la trasparenza nella rendicontazione è diventata un requisito essenziale per il mantenimento dell’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS)
Bilancio consuntivo nelle aziende e negli enti pubblici
Pur condividendo l’obiettivo di documentare i risultati conseguiti, imprese e pubblica amministrazione adottano regole diverse. Infatti:
- le aziende private seguono il Codice Civile e i principi contabili nazionali (OIC) o internazionali (IFRS) se applicabili; gli Enti pubblici utilizzano il sistema di contabilità finanziaria, economico-patrimoniale o mista (secondo il D.Lgs. n. 118/2011 e successive modifiche) e sono soggetti a controlli specifici da parte di organi di revisione e Corte dei Conti.
Ogni realtà deve rispettare le scadenze e le modalità di approvazione previste dalla legge o dai propri statuti/ regolamenti.
Quando si redige e chi deve approvarlo
Nelle società, il bilancio consuntivo viene redatto alla chiusura dell’esercizio sociale, che solitamente coincide con il 31 dicembre, salvo diversa data statutaria. Dopo la predisposizione, viene sottoposto all’approvazione dell’assemblea dei soci e deve essere depositato presso il Registro delle Imprese entro i termini di legge (generalmente entro 30 giorni dall’approvazione e non oltre 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio, se previsto da specifiche condizioni).
Negli enti pubblici, il rendiconto consuntivo segue cicli e scadenze stabilite dal quadro normativo di settore. La sua approvazione è di competenza degli organi collegiali (es. consiglio comunale per gli enti locali). Per quanto riguarda invece gli enti no profit, spesso l’approvazione è demandata all’assemblea degli associati secondo i tempi definiti nello statuto.
Esempio pratico di bilancio consuntivo
Per comprendere appieno l’utilità di un bilancio consuntivo, può essere utile osservare come i numeri si trasformano in informazioni gestionali attraverso un caso concreto. Ipotizziamo il rendiconto di una piccola impresa al termine del suo esercizio annuale. Nel dettaglio, immaginiamo una realtà produttiva che chiude l’anno con i seguenti valori di riferimento:
- ricavi totali: 500.000 euro;
- costi operativi: 420.000 euro (somma di materie prime, affitti, salari e utenze);
- utile d’esercizio: 80.000 euro (la differenza positiva tra quanto incassato e quanto speso).
Questi dati non rimangono isolati, ma vengono articolati all’interno del bilancio consuntivo per offrire una visione d’insieme, ovvero:
- nel conto economico, i ricavi e i costi vengono dettagliati e riconciliati. Questo documento permette di visualizzare con precisione come si è giunti all’utile di €80.000, evidenziando ad esempio se i margini sulle vendite sono stati coerenti con le aspettative iniziali;
- nello stato patrimoniale, l’utile conseguito va ad incrementare direttamente il patrimonio netto dell’azienda. In termini pratici, l’impresa chiude l’anno con una ricchezza propria superiore di €80.000 rispetto all’inizio dell’esercizio, migliorando la propria solidità finanziaria;
- nella nota integrativa, questo spazio viene utilizzato per commentare le variazioni più rilevanti. Se, ad esempio, i costi operativi sono stati più alti del previsto a causa di un rincaro energetico straordinario, è qui che l’amministratore ne spiega le ragioni ai soci e agli stakeholder.
L’esempio dimostra come il consuntivo trasformi i flussi monetari in un resoconto strutturato. Questo passaggio è fondamentale non solo per la trasparenza, ma anche per il confronto con il bilancio preventivo: se l’azienda aveva stimato un utile di 100.000 euro, il consuntivo di 80.000 euro spinge la dirigenza a indagare le cause dello scostamento e a calibrare meglio gli obiettivi per l’anno successivo.
In questo contesto, disporre di strumenti digitali adeguati può fare la differenza. Un software gestionale aziendale All-in-one come Factorial consente di monitorare in tempo reale costi, ricavi e scostamenti rispetto al budget, semplificando la raccolta dei dati e la loro analisi. Questo permette di arrivare alla redazione del bilancio consuntivo con informazioni già organizzate e affidabili, riducendo il rischio di errori e facilitando il confronto con il bilancio preventivo. In questo modo, il bilancio aziendale diventa non solo un adempimento formale, ma uno strumento strategico per prendere decisioni più consapevoli.
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Domande frequenti (FAQs)
Cos’è il bilancio consuntivo?
È il documento contabile che rappresenta i risultati economici, patrimoniali e finanziari effettivi di un esercizio già concluso.
Qual è la differenza tra bilancio consuntivo e bilancio preventivo?
Il preventivo è una previsione di spesa e di ricavo per il futuro; il consuntivo è la rilevazione dei risultati reali di un periodo trascorso.
Cosa contiene il bilancio consuntivo?
Contiene la rappresentazione dei costi e dei ricavi, lo stato patrimoniale e informazioni integrative che spiegano e commentano i risultati conseguiti.
Chi deve redigere il bilancio consuntivo?
Lo redige l’organo amministrativo dell’impresa o dell’ente (consiglio di amministrazione, consiglio direttivo, ecc.) e va poi approvato dall’organo collegiale competente (assemblea dei soci, consiglio comunale, ecc.).
Quando si approva il bilancio consuntivo?
Dopo la chiusura dell’esercizio e la sua redazione, va approvato entro i termini stabiliti dalla legge o dallo statuto dell’organizzazione.
