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Si possono avere due contratti di lavoro contemporaneamente? Cosa dice la legge

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5 minuti di lettura
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Negli ultimi anni è sempre più frequente che lavoratori dipendenti valutino la possibilità di avere due contratti di lavoro, affiancando un secondo impiego al lavoro principale. Le ragioni possono essere diverse, e vanno dalla necessità di integrare il reddito a quella di sviluppare nuove competenze, sfruttando un contratto part-time per svolgere un’altra attività.

Dal punto di vista giuridico, la normativa italiana non vieta in modo assoluto il cosiddetto doppio lavoro. Tuttavia esistono una serie di limiti e condizioni stabilite dalla legge per tutelare la salute del lavoratore, evitare conflitti di interesse tra aziende e garantire il rispetto dell’orario massimo di lavoro.

Si possono avere due contratti di lavoro? La risposta breve

In Italia è possibile avere due contratti di lavoro contemporaneamente, anche entrambi subordinati, purché siano rispettate alcune condizioni previste dalla legge.

In particolare, il lavoratore deve garantire:

  • il rispetto dell’orario massimo di lavoro settimanale;
  • i periodi minimi di riposo giornaliero e settimanale;
  • l’assenza di concorrenza tra i due datori di lavoro e, quindi, fedeltà e riservatezza a entrambi.

La normativa non stabilisce quindi un numero massimo di contratti che una persona può avere, ma impone limiti legati soprattutto all’orario di lavoro complessivo e alla tutela della salute del lavoratore.

Limiti di legge per avere due contratti di lavoro subordinato

In Italia, la possibilità di cumulare due o più contratti di lavoro subordinato è subordinata al rispetto di precisi limiti normativi, volti principalmente a tutelare la salute del lavoratore e la correttezza verso i datori di lavoro. Il primo vincolo riguarda la somma delle ore lavorate in tutti gli impieghi. Il decreto legislativo n. 66 del 2003 stabilisce che la durata media dell’orario di lavoro non debba superare le 48 ore settimanali, includendo in questo conteggio anche le ore di straordinario. Un esempio pratico di compatibilità è un primo impiego da 30 ore settimanali affiancato a un secondo da 15 ore: il totale di 45 ore rientra nei limiti legali.

Inoltre, per garantire il recupero psicofisico, la legge impone soglie rigide sui riposi che non possono essere ignorate nemmeno in presenza di più contratti. Nel dettaglio:

  • ogni lavoratore ha diritto a un minimo di 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore. Questo impedisce, di fatto, di terminare un turno e iniziarne;

  • è previsto l’obbligo di un periodo di riposo di almeno 24 ore consecutive ogni sette giorni, solitamente in coincidenza con la domenica.

Sussistono infine vincoli di natura fiduciaria legati all’articolo 2105 del Codice Civile. Come già accennato, il lavoratore dipendente è tenuto all’obbligo di fedeltà, il che si traduce nel divieto di prestare attività a favore di aziende concorrenti o di divulgare informazioni riservate che possano danneggiare l’impresa.

Si possono avere due contratti full-time?

In linea generale non è possibile avere due contratti di lavoro full-time contemporaneamente. Il motivo è semplice: un contratto full-time prevede normalmente circa 40 ore settimanali, e un secondo contratto della stessa durata porterebbe a superare ampiamente il limite legale delle 48 ore settimanali.

Più comune è invece la combinazione tra: un lavoro full-time e uno molto ridotto o occasionale, due contratti part-time o un lavoro subordinato e un’attività autonoma. In particolare, la soluzione più diffusa è quella dei due contratti part-time, purché gli orari dei turni siano compatibili e non si superino i limiti complessivi di legge.

Cosa rischia chi viola le regole sul doppio lavoro?

Il superamento dei limiti di orario non è solo un’irregolarità formale, ma incide direttamente sulla sicurezza sul lavoro. Se la stanchezza derivante dal mancato rispetto del riposo giornaliero (11 ore consecutive) o settimanale contribuisce a causare un infortunio, potrebbero sorgere contestazioni di carattere assicurativo. Inoltre, i datori di lavoro che consentono il superamento dei limiti di legge sull’orario massimo (48 ore medie settimanali) rischiano sanzioni amministrative da 130 euro a 910 euro, che aumentano da 520 euro a 1.950 euro se la violazione riguarda più di 5 lavoratori o si è verificata in almeno 3 periodi di riferimento. Se invece la violazione riguarda più di 10 lavoratori o si è verificata in almeno 5 periodi di riferimento, la sanzione parte da un minimo di 1.300 euro e può arrivare a 13.000euro  (e in questo caso non è ammesso il pagamento in misura ridotta).

Anche il mancato rispetto dell’obbligo di fedeltà o la mancata comunicazione della seconda attività, laddove prevista dal contratto, possono innescare procedimenti disciplinari. In base alla gravità della violazione, il datore di lavoro ha la facoltà di applicare sanzioni graduate: si parte dal semplice richiamo scritto, passando per la sospensione dal servizio e dalla retribuzione, fino ad arrivare alla risoluzione del rapporto tramite licenziamento per giusta causa. Quest’ultima misura scatta solitamente quando viene meno il vincolo fiduciario, ad esempio nel caso in cui il secondo impiego venga svolto per un’azienda concorrente.

Per questa ragione, la trasparenza è fondamentale: informare formalmente entrambe le aziende della sussistenza di più rapporti di lavoro permette di coordinare i turni, garantendo la piena conformità normativa e prevenendo sovrapposizioni o irregolarità che potrebbero danneggiare tutte le parti coinvolte.

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Domande frequenti (FAQs)

Cosa succede se ho due contratti di lavoro?

Avere due contratti di lavoro è legale, purché siano rispettati i limiti sull’orario complessivo, i periodi di riposo e il divieto di concorrenza tra aziende. In caso contrario possono scattare sanzioni disciplinari o problemi contrattuali.

Chi ha un contratto a tempo indeterminato può fare un altro lavoro?

Sì. Un lavoratore con contratto a tempo indeterminato può svolgere un secondo lavoro, subordinato o autonomo, purché non violi i limiti di orario e le regole di fedeltà verso il datore di lavoro.

Cosa succede se supero le 40 ore settimanali con due lavori?

Superare le 40 ore settimanali non è automaticamente illegale, ma la legge stabilisce che la durata media dell’orario di lavoro non può superare 48 ore complessive a settimana, straordinari inclusi. Superare questo limite comporta una violazione della normativa sull’orario di lavoro.

Quante tasse si pagano facendo due lavori?

Chi ha due lavori paga comunque l’IRPEF in base al reddito complessivo annuo. Nella pratica: uno dei due datori di lavoro può applicare le detrazioni fiscali, l’altro applica generalmente la tassazione senza detrazioni. A fine anno, con la dichiarazione dei redditi, l’Agenzia delle Entrate calcola il totale dei redditi percepiti e determina eventuali conguagli.

Consulente del lavoro ed esperta di Fisco, Tasse e Diritto. Laureata in Scienze dell'Amministrazione e dell'Organizzazione presso l'Università di Palermo, dal 2016, mi occupo principalmente di scrittura su temi legati a Previdenza, Economia e Lavoro, con un focus sull'attualità e i temi caldi. La mia curiosità e passione mi spinge al costante aggiornamento e un’analisi approfondita delle dinamiche di cui tratto. Scrivo perché quando lo faccio ho l'impressione di stare al posto giusto nel momento giusto