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Gestione del personale

Maggiorazione lavoro domenicale: come funziona, calcolo e normativa

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La maggiorazione riconosciuta per le attività di lavoro domenicale non funziona sempre allo stesso modo. Anche se si tratta di una situazione comune in numeri settori – dal commercio alla ristorazione, dalla sanità alla logistica – la normativa italiana distingue riposo settimanale, festività e maggiorazioni retributivi, rimandando ai CCNL la definizione delle percentuali aggiuntive spettanti al lavoratore, volta per volta.

Nel 2026, inoltre, la Legge di Bilancio ha previsto, per i lavoratori dipendenti del settore privato in possesso di determinati requisiti reddituali, un regime di imposta sostitutiva sulle somme corrisposte per alcune maggiorazioni, fissando dei precisi limiti che possono ovviamente incidere sugli importi spettanti.

Maggiorazione lavoro domenicale: cos'è, come funziona e cosa dice la legge

Il primo punto da chiarire è che lavorare di domenica non significa automaticamente lavorare in un giorno festivo.

La domenica è, in linea generale, il giorno destinato al riposo settimanale. A stabilirlo è l’art. 9 del decreto legislativo n. 66/2003, che riconosce al lavoratore un periodo di riposo di almeno 24 ore consecutive ogni sette giorni, normalmente coincidente con la domenica e da cumulare con le 11 ore di riposo giornaliero.

La legge, tuttavia, non impone che tutti i lavoratori riposino necessariamente la domenica. Esistono infatti attività nelle quali il lavoro domenicale è permesso. Rientrano in questi casi, per esempio:

  • esercizi commerciali;
  • alberghi;
  • ristoranti;
  • ospedali;
  • trasporti;
  • attività organizzate attraverso turnazioni in generale.

Quando è necessario, quindi, il riposo settimanale può essere collocato in un’altra giornata, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa e dal CCNL applicato (che può prevedere eccezioni alla coincidenza tra riposo e domenica per determinate attività).

Come si calcola la retribuzione per il lavoro di domenica: la differenza tra festivo e festivo con riposo compensativo

La domenica è normalmente il giorno destinato al riposo settimanale, mentre sono festività, tra le altre:

  • il 1° e il 6 di gennaio;
  • il 25 aprile;
  • il 1° maggio,;
  • il 2 giugno;
  • il 15 agosto;
  • il 4 ottobre (dal 2027);
  • il 1° novembre;
  • l’8 dicembre;
  • il 25 e il 26 dicembre.

La distinzione è importante perché la percentuale della maggiorazione per il lavoro domenicale tiene conto di questo, anche se non è stabilita in modo uniforme per tutti i lavoratori. A determinare l’importo è soprattutto il contratto collettivo nazionale di lavoro applicato dall’azienda. I CCNL possono infatti stabilire maggiorazioni differenti a seconda del settore, della tipologia di turno, dell’orario di lavoro e dell’eventuale presenza di un riposo compensativo.

Tuttavia, per capire meglio il meccanismo di base, facciamo un esempio e supponiamo che la paga oraria ordinaria di un lavoratore sia di 10 euro e che il CCNL riconosca una maggiorazione domenicale del 30%. Di conseguenza:

  • la maggiorazione sarà uguale a 10 euro × 30% = 3 euro;
  • la retribuzione dell’ora lavorata di domenica sarà 10 + 3 = 13 euro;
  • le otto ore di lavoro domenicale 13 × 8 = 104 euro (contro gli 80 euro che sarebbero spettati per otto ore ordinarie).

Quando si procede con questo calcolo, però, si deve considerare anche che:

  • non esiste una percentuale di maggiorazione stabilita per legge, quindi bisogna verificare di volta in volta cosa prevede il CCNL di riferimenti;
  • la situazione cambia quando la domenica coincide con una festività riconosciuta dalla legge.

Infatti, l’articolo 5 della legge n. 260/1949 stabilisce, in caso di prestazione lavorativa durante una festività, il diritto alla normale retribuzione globale di fatto giornaliera, oltre alla retribuzione per le ore effettivamente lavorate con la maggiorazione prevista per il lavoro festivo. Anche questa, comunque, è rimessa alla contrattazione collettiva.

In alcuni CCNL esistono meccanismi che prevedono una maggiorazione più bassa accompagnata dal riposo compensativo, oppure una maggiorazione più elevata senza lo stesso trattamento. Ma il riposo compensativo non deve essere confuso con la maggiorazione economica. Si tratta infatti di due istituti diversi. Il lavoratore può avere diritto al recupero del riposo settimanale in un’altra giornata e, contemporaneamente, a una maggiorazione economica, se prevista dalla disciplina applicabile.

Per un calcolo corretto, dunque, è essenziale verificare cosa prevede il CCNL in caso di:

  • lavoro domenicale ordinario;
  • lavoro durante una festività;
  • lavoro festivo coincidente con la domenica;
  • lavoro festivo con riposo compensativo;
  • lavoro domenicale svolto nell’ambito di un sistema di turnazione.

Limiti, obblighi e diritti del dipendente: il lavoro domenicale è sempre obbligatorio?

Non è corretto affermare che un lavoratore abbia sempre il diritto di rifiutarsi di lavorare la domenica. Allo stesso modo, non è corretto sostenere che il datore possa imporre il lavoro domenicale senza rispettare alcun limite.

Quando il CCNL ammette un’organizzazione basata su uno schema di turni di lavoro e prevede anche il lavoro festivo o domenicale, la prestazione può rientrare ordinariamente negli obblighi contrattuali del dipendente. Di conseguenza, il lavoratore non può sottrarsi alla prestazione prevista, mentre il datore di lavoro è tenuto a gestire l’attività nel pieno rispetto della normativa in materia di orario di lavoro e di riposi.

In particolare, il lavoratore deve beneficiare di:

  • 11 ore consecutive di riposo giornaliero;
  • un giorno di riposo settimanale previsto dalla legge, tenendo conto delle deroghe consentite dalla normativa e dalla contrattazione collettiva.

Inoltre, la durata media dell’orario di lavoro non può superare, in generale, le 48 ore settimanali comprese le ore di straordinario, calcolate secondo il periodo di riferimento previsto dalla legge e dai contratti collettivi. Una volta conosciute le condizioni applicabili al proprio rapporto, il lavoratore ha quindi diritto a verificare nel cedolino la corretta applicazione delle stesse.

Novità del 2026

E a proposito di importi maggiorati riconosciuti in busta paga, la Legge di Bilancio (a partire dal periodo d’imposta 2026), ha introdotto un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 15% sulle somme corrisposte ai dipendenti del settore privato a titolo di maggiorazioni e indennità per:

  • lavoro notturno;
  • lavoro prestato nei giorni festivi;
  • lavoro prestato nei giorni di riposo settimanale;
  • altri emolumenti collegati al lavoro a turni.

Il limite agevolabile è di 1.500 euro annui. La misura si applica ai lavoratori che nel 2025 hanno conseguito redditi da lavoro dipendente non superiori a 40.000 euro, salvo espressa rinuncia scritta del lavoratore.

Chi rientra in questi casi,  nel 2026 può beneficiare di una tassazione più favorevole per la retribuzione aggiuntiva legata al lavoro domenicale.

Come gestire i turni e il calcolo delle maggiorazioni domenicali con Factorial

La gestione del lavoro domenicale diventa particolarmente complessa quando un’azienda ha diversi dipendenti organizzati su turni. Non basta infatti sapere quante domeniche sono state lavorate, ma occorre:

  • associare correttamente ogni prestazione al relativo turno
  • verificare le ore effettuate, distinguere il lavoro ordinario da quello festivo o notturno;
  • applicare la percentuale prevista dal CCNL.

In questo contesto, strumenti digitali per la gestione delle risorse umane come Factorial possono aiutare le aziende a organizzare i turni e centralizzare le informazioni relative alle presenze e all’orario di lavoro. Factorial propone infatti soluzioni HR dedicate alla gestione delle attività legate al personale e ai processi organizzativi.

Il vantaggio principale di una gestione digitale è quello di ridurre il rischio di errori manuali. Il responsabile può infatti:

  • programmare i turni;
  • registrare le presenze;
  • avere una visione più ordinata delle ore lavorate.

Una volta verificato cosa stabilisce il CCNL, basta impostare la percentuale della maggiorazione, la base di calcolo, le eventuali maggiorazioni cumulative e le regole sul riposo compensativo per avere un quadro chiaro e valido per ogni singolo rapporto di lavoro.

Individuata la regola contrattuale, il software la traduce nel sistema di gestione delle presenze e delle paghe.

Domande frequenti sul lavoro domenicale e le retribuzioni integrative (FAQ)

Quanto è la maggiorazione per il lavoro domenicale?

L’importo della maggiorazione non è stabilito in modo uniforme dalla legge statale, ma è demandato ai singoli Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) applicati. Di conseguenza, la percentuale varia a seconda del settore di appartenenza. Ad esempio, il CCNL Commercio e Terziario prevede generalmente una maggiorazione del 30%, il CCNL Alimentaristi del 50% (che può scendere al 10% in caso di scelta del riposo compensativo), mentre il CCNL Metalmeccanico applica percentuali differenziate per il lavoro festivo/domenicale nei turni (ad esempio il 50% per il diurno e il 60% per il notturno). Per il dato esatto è sempre necessario fare riferimento al contratto specifico applicato al rapporto di lavoro.

Cosa succede se la domenica coincide con una festività nazionale (es. 25 Aprile o 1° Maggio)?

Quando una festività nazionale cade di domenica, la normativa italiana (Legge n. 260/1949) stabilisce che al lavoratore spetta, in aggiunta alla normale retribuzione mensile, un importo ulteriore a titolo di festività non goduta. Per i lavoratori retribuiti in misura fissa (mensilizzati), tale importo aggiuntivo corrisponde solitamente a una quota giornaliera pari a 1/26 della retribuzione mensile. Qualora in quella stessa giornata festiva coincidente con la domenica venga effettivamente prestata attività lavorativa, oltre alla retribuzione aggiuntiva per la festività non goduta, spettano anche le ulteriori compensazioni e maggiorazioni previste dal rispettivo CCNL per il lavoro festivo.

Consulente del lavoro ed esperta di Fisco, Tasse e Diritto. Laureata in Scienze dell'Amministrazione e dell'Organizzazione presso l'Università di Palermo, dal 2016, mi occupo principalmente di scrittura su temi legati a Previdenza, Economia e Lavoro, con un focus sull'attualità e i temi caldi. La mia curiosità e passione mi spinge al costante aggiornamento e un’analisi approfondita delle dinamiche di cui tratto. Scrivo perché quando lo faccio ho l'impressione di stare al posto giusto nel momento giusto