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Consigli di leadership

Costi del personale: come far parlare HR e Finance per ottimizzarli (e smettere di sprecarli)

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I costi del personale rappresentano generalmente tra il 30% e il 70% del budget operativo totale di un’azienda. È l’investimento più rilevante, eppure, come sottolinea Moran Laufer (CFO di Factorial), HR e Finance continuano spesso a operare in silos separati.

Quando i dati sulle persone e quelli finanziari restano isolati, le decisioni diventano rischiose e basate su intuizioni piuttosto che su evidenze. In questo articolo, partendo dall’esperienza di Alessandro Pornaro (Global HR Manager di Pelliconi), vedremo perché la centralizzazione dei dati è l’unica via per trasformare le spese in investimenti misurabili.

Perché HR e Finance devono finalmente parlare la stessa lingua

I costi del personale non sono solo una voce di bilancio: rappresentano generalmente tra il 30% e il 70% del budget operativo totale di un’azienda. Questo dato rende la forza lavoro l’investimento finanziario più rilevante per la quasi totalità delle organizzazioni. Eppure, nonostante la portata di questo investimento, le funzioni HR e Finance continuano spesso a operare come compartimenti stagni. Come osserva Moran Laufer, CFO di Factorial:

I dati ci dicono che il 74% dei leader aziendali considera fondamentale trovare modi migliori per misurare le performance e il valore delle persone, ma solo il 17% ritiene che la propria organizzazione lo faccia in modo efficace.

Questa separazione crea un paradosso pericoloso. Quando i dati sulle persone e quelli finanziari restano isolati, gestiti da team diversi con priorità diverse, le decisioni rischiano di basarsi esclusivamente sull’intuito. Senza un linguaggio comune e dati centralizzati, la pianificazione strategica si trasforma in una continua rincorsa alle emergenze, invece di essere una guida consapevole verso la crescita aziendale.

Unire i dati di HR e Finance per una gestione strategica dei costi del personale

La teoria trova conferma immediata nella realtà di aziende in forte crescita come Pelliconi, passata in soli quattro anni da 650 a 800 collaboratori. Come sottolinea Alessandro Pornaro, Global HR Manager dell’azienda, la sfida non è la mancanza di informazioni, ma la loro dispersione:

I dati ci sono. Il problema è che sono sparsi. Spesso il problema è che non si hanno strumenti comuni per raccoglierli e centralizzarli a livello di gruppo. L’HR ha i suoi software, Finance ne ha altri, e non sono collegati. Questo ha un impatto quando si parla di iniziative ma anche, ad esempio, quando serve produrre report per accedere a dei finanziamenti. Richiede sempre di avere una visione d’insieme. Altrimenti la soluzione è fare diversi passaggi con vari team, ma questo richiede più tempo.  

Questa frammentazione genera un pesante carico amministrativo che, secondo il report Creating People Advantage 2026 di BCG, è la principale ragione per cui l’HR fatica a contribuire in modo strategico.

Centralizzare i dati in un’unica fonte di verità permette invece di sbloccare il valore inespresso di entrambi i dipartimenti:

  • Il team HR custodisce dati profondi sul percorso delle persone che vanno oltre il semplice costo. Indicatori come il time-to-hire, il time-to-productivity e i punteggi di engagement trasformano la forza lavoro da semplice voce di spesa a investimento con ritorni misurabili.
  • Il team Finance apporta rigore analitico espandendo la conversazione al “quadro completo”. Conoscere il costo reale di ogni ruolo (stipendio, benefit, tasse, formazione) permette di creare previsioni di budget solide e simulazioni ancorate alla realtà operativa.

È proprio su questa base di dati condivisi che si può finalmente affrontare “la domanda da un milione di dollari”: come calcolare il ROI delle iniziative HR?.

In Pelliconi, misurare l’impatto di progetti su leadership e cultura organizzativa è una priorità, ma Alessandro avverte:

Misurare il ritorno di un investimento sulle persone non è immediato. In Pelliconi abbiamo attivato diverse iniziative interne su formazione, leadership e cultura organizzativa, e stiamo attivamente lavorando per costruire degli indicatori che ci aiutino a misurare l’impatto con più precisione. Ma è un processo: costruire queste metriche e questo linguaggio condiviso con Finance richiede sperimentazione, tempo e impegno continuo.

Consigli pratici per una migliore integrazione

Per trasformare la collaborazione tra HR e Finance in una routine stabile, è fondamentale superare i silos funzionali adottando un approccio dinamico alla pianificazione. Invece di limitarsi a budget annuali, spesso troppo rigidi, le aziende più agili lavorano su finestre mobili di 12-18 mesi. Questo permette di sincronizzare costantemente i piani di organico con le previsioni finanziarie, assicurando che la gestione dei costi del personale resti ancorata alla realtà del mercato piuttosto che a ipotesi formulate mesi prima.

In questo processo, il punto di partenza non deve essere un semplice target di organico, ma gli obiettivi di business: sono questi a dettare quali competenze servono, evitando il rischio di avere il numero giusto di persone, ma nei ruoli sbagliati.

Sul piano operativo, l’efficacia dell’integrazione si misura sulla capacità di costruire una base dati unica e certificata. Questo significa smettere di riconciliare fogli Excel separati per adottare sistemi che traccino in tempo reale i costi del personale, i budget disponibili e i tempi di produttività dei nuovi assunti. Per rendere questo dialogo ancora più fluido e puntare a una reale riduzione dei costi del personale superflui, è consigliabile:

  • Stabilire sessioni trimestrali di pianificazione congiunta: momenti in cui l’HR presenta le necessità di organico e il Finance espone i vincoli, costruendo insieme scenari di crescita che tengano sotto controllo i costi del personale.
  • Creare flessibilità nei piani: non limitarti a proporre un’unica soluzione. È meglio portare due o tre scenari con alternative diverse (es. sviluppare competenze internamente o assumere dall’esterno) per permettere al Finance di valutare i compromessi migliori per i costi del personale.
  • Definire processi di approvazione condivisi: arrivare davanti alla leadership con una posizione già concordata su assunzioni o aumenti di organico garantisce che l’analisi dei costi del personale regga a qualsiasi verifica approfondita.

Adottare queste pratiche significa smettere di rincorrere le emergenze e iniziare a guidare le scelte strategiche attraverso un linguaggio comune, dove ogni iniziativa sulle persone viene trattata con la stessa rigorosità analitica di qualsiasi altro asset aziendale.

La guida HR e Finance di Factorial

Quello descritto da Alessandro Pornaro e Moran Laufer è un pain silenzioso che attraversa moltissime aziende: la difficoltà di far dialogare i dipartimenti che gestiscono la risorsa più preziosa, le persone, e quella più monitorata, il budget.

Spesso questo scollegamento non viene affrontato perché considerato un limite tecnico insuperabile, ma la realtà è che ha un impatto diretto e pesante sui costi del personale e sulla velocità di crescita. Proprio per rispondere a questa esigenza diffusa e aiutare le organizzazioni a colmare il divario tra numeri e persone, Factorial ha scelto di mettere a disposizione una guida gratuita.

Non si tratta solo di uno strumento tecnico, ma di un percorso per costruire processi condivisi e un linguaggio comune. Se vuoi approfondire come trasformare la gestione dei costi del personale da un carico amministrativo a una leva di investimento strategico, puoi consultare la risorsa completa qui sotto.

Laureata in Marketing alla LUISS, vive a Barcellona dove lavora nel content marketing per Factorial, occupandosi della creazione di contenuti per il mercato italiano. Appassionata di viaggi, arte e cinema, nel tempo libero ama scoprire nuove culture e sperimentare nuove cucine.