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Gestione del personale

Quante ore di straordinario si possono fare in un mese? Ecco la guida completa

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Il ricorso al lavoro straordinario rappresenta uno strumento di flessibilità essenziale per le imprese, ma è strettamente regolamentato per garantire la tutela della salute e del benessere del lavoratore. La gestione dei tempi di lavoro deve infatti bilanciare le esigenze produttive con il diritto al riposo.

La disciplina di riferimento, in questo caso, è il decreto legislativo 66/2003, che prevede specifici limiti e condizioni. 

Quante ore di straordinario si possono fare in un mese: i limiti previsti dalla legge

La normativa italiana non fissa un numero specifico di ore di straordinario “mensili” in modo isolato, ma stabilisce un tetto massimo basato sulla media settimanale. Secondo l’art. 4 del D.Lgs. 66/2003, la durata massima dell’orario di lavoro non può superare le 48 ore settimanali, comprensive degli straordinari. Non è un limite rigido per ogni singola settimana, ma una media. La legge stabilisce che la media delle ore lavorate non deve superare 48 ore in 7 giorni. Tuttavia, questo limite va calcolato come media su un periodo di riferimento che solitamente è di 4 mesi (elevabile dai CCNL fino a 6 o 12 mesi). Ad esempio, in una settimana di picco produttivo si possono lavorare anche 50 o 55 ore, purché nelle settimane successive si lavori meno per riportare la media del quadrimestre entro le 48 ore settimanali.

Se le 48 ore sono il “paletto” per la gestione della settimana lavorativa media, 250 ore è invece il tetto massimo complessivo di ore extra cumulabili in un anno. A meno che i CCNL non fissino tetti annui differenti (ad esempio, in alcuni casi sono di 200 o 210 ore), in assenza di diverse disposizioni, il lavoro straordinario di un singolo dipendente non può in ogni caso superare le 250 ore all’anno. 

Straordinari e CCNL: quanti se ne possono fare in un mese nei diversi settori

Il riferimento legale – quello delle 250 ore annue – vale solo se il contratto nazionale di riferimento applicato al lavoratore non prevede un limite diverso.  I CCNL hanno infatti la facoltà di modulare i limiti e le modalità di accesso allo straordinario, definendo condizioni migliori. Per esempio, il CCNL Metalmeccanica fissa un limite annuo di 200 ore ed è spesso previsto il “conto ore” per recuperi compensativi. Invece di essere pagate immediatamente come ore di lavoro extra, queste ore vengono accantonate per essere utilizzate in un secondo momento sotto forma di permessi retribuiti. Nel settore Commercio e Terziario il limiti è di 250 ore annue, ma lo straordinario è ammesso per particolari esigenze di servizio (inventari, scadenze).

Nell’Edilizia, invece, viene spesso regolato in base alla stagionalità e alle ore di luce solare. Quindi in inverno l’orario di lavoro settimanale può essere ridotto (ad esempio a 35 ore) perché la visibilità e le temperature non permettono di lavorare a lungo o in sicurezza. Al contrario, in estate, l’orario può essere esteso (ad esempio a 45 ore) perché c’è più luce. In questo regime, le ore lavorate in più in estate non sono considerate straordinario in senso stretto, ma fanno parte di una media annuale che deve risultare di 40 ore settimanali.

Cosa succede se si superano le ore di straordinario in un mese

Il superamento dei limiti orari espone l’azienda a rischi significativi, sia di natura sanzionatoria che legale. L’Ispettorato del Lavoro può comminare sanzioni pecuniarie che variano in base al numero di lavoratori coinvolti e alla durata del superamento. Le sanzioni possono andare da poche centinaia di euro fino a diverse migliaia di euro nei casi più gravi.

Il mancato rispetto dei riposi giornalieri (11 ore consecutive) e settimanali (24 ore consecutive ogni 7 giorni) aumenta il rischio di infortuni sul lavoro. Di conseguenza, in questi casi il lavoratore può richiedere il risarcimento del danno biologico o da “usura psicofisica” qualora lo straordinario eccessivo diventi una pratica sistematica priva dei necessari recuperi.

Come vengono pagate le ore di straordinario, tasse e maggiorazioni

Il lavoro straordinario deve essere remunerato con una maggiorazione rispetto alla quota oraria della retribuzione ordinaria. Le percentuali variano in base al momento in cui la prestazione viene fornita. Nel dettaglio, in caso di straordinario diurno viene riconosciuto tra il 15% e il 30% in più rispetto alla paga giornaliera. Se si tratta di turno durante un festivo o notturno, l’importo può aumentare fino al 50% in più, ma in alcuni comparti i CNNL prevedono percentuali ancora più alte.

Dal punto di vista fiscale, lo straordinario concorre alla formazione del reddito imponibile IRPEF. Tuttavia, nel corso del 2025 e confermato per l’inizio del 2026, sono state spesso previste misure di detassazione o regimi agevolati (come premi di risultato legati a incrementi di produttività) per ridurre il cuneo fiscale sulle ore extra.

La Legge di Bilancio 2026 ha previsto un’imposta sostitutiva del 15% per il reddito derivante da lavoro straordinario, che sostituisce le aliquote impositive ordinarie e le addizionali locali che normalmente si applicano e vale per i lavoratori dipendenti del settore privato con un reddito da lavoro dipendente non superiore a 40.000 euro. La flat tax si applica però entro un tetto massimo di 1.500 euro di risparmio fiscale annuo per lavoratore. Oltre questa soglia, si torna alla tassazione ordinaria.

Come gestire le ore di straordinario con Factorial

L’utilizzo di software gestionali come Factorial, software gestionale aziendale All-in-one, permette di automatizzare il monitoraggio delle ore lavorate, garantendo la conformità normativa. Grazie a questi strumenti è possibile:

  • registrare le entrate e le uscite in tempo reale;
  • impostare alert automatici al raggiungimento dei limiti settimanali o mensili previsti dal CCNL;
  • generare report immediati per la preparazione delle buste paga, calcolando correttamente le maggiorazioni spettanti.

In un contesto normativo complesso come quello del 2026, la precisione tecnologica diventa la prima linea di difesa contro errori di calcolo e sanzioni amministrative.

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Domande frequenti (FAQs)

Quante ore di straordinario si possono fare in un mese per non essere tassati?

Non esiste una soglia di ore “esentasse”. Ogni ora di straordinario è soggetta a contribuzione INPS e tassazione IRPEF. Esistono però delle agevolazioni se lo straordinario è convertito in “premi di risultato” sotto determinate soglie di reddito (generalmente fino a 3.000 euro annui lordi per redditi sotto gli 80.000 euro).

Cosa succede se supero le 48 ore settimanali?

Il limite delle 48 ore è una media. È possibile lavorare 50 ore in una settimana, purché nelle settimane successive si lavori meno, riportando la media del periodo (4 o 6 mesi) sotto la soglia delle 48 ore complessive. Se la media finale supera le 48 ore, l’azienda è passibile di sanzioni.

Esiste un limite giornaliero di ore di straordinario?

La legge non fissa un numero di ore di straordinario al giorno, ma stabilisce il diritto a 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore. Di conseguenza, la giornata lavorativa massima (ordinario + straordinario) non può superare le 13 ore. Inoltre, le 24 ore di riposo settimanale vanno da cumulare con le 11 ore di riposo giornaliero, portando il totale effettivo a 35 ore di riposo consecutivo ogni 7 giorni.

Come si calcolano le ore di straordinario se ho un part-time?

Nel part-time si parla più correttamente di lavoro “supplementare” per le ore prestate oltre l’orario contrattuale ma entro il limite del tempo pieno (40 ore). Oltre le 40 ore settimanali, anche per il part-time si applica la disciplina dello straordinario.

Consulente del lavoro ed esperta di Fisco, Tasse e Diritto. Laureata in Scienze dell'Amministrazione e dell'Organizzazione presso l'Università di Palermo, dal 2016, mi occupo principalmente di scrittura su temi legati a Previdenza, Economia e Lavoro, con un focus sull'attualità e i temi caldi. La mia curiosità e passione mi spinge al costante aggiornamento e un’analisi approfondita delle dinamiche di cui tratto. Scrivo perché quando lo faccio ho l'impressione di stare al posto giusto nel momento giusto