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Gestione del personale

Detrazioni lavoro dipendente 2026: aliquote, calcoli e istruzioni

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7 minuti di lettura
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Sai quali novità sono state introdotte nell’ambito delle detrazioni da lavoro dipendente nel 2026? Hai già informato i tuoi dipendenti riguardo la riforma fiscale?

Ogni anno vengono apportate grandi e piccole modifiche e conoscerle è l’unico modo per apportare le corrette riduzioni d’imposta sul reddito da lavoro percepito dai dipendenti.

In questo approfondimento, iniziamo spiegando cosa sono le detrazioni da lavoro dipendente. Successivamente, illustreremo le novità introdotte per il 2026 e forniremo alcuni esempi pratici su come calcolare correttamente le detrazioni a cui è possibile accedere. Le informazioni riportate risulteranno utili sia ai datori di lavoro sia ai lavoratori.

IRPEF: cosa sono le detrazioni da lavoro dipendente

Le detrazioni da lavoro dipendente sono agevolazioni fiscali che riducono l’IRPEF dovuta sui redditi da lavoro subordinato (e alcuni redditi assimilati). Vengono applicate direttamente in busta paga dal datore di lavoro in qualità di sostituto d’imposta e sono disciplinate dall’art. 13 del TUIR.

In generale, le detrazioni favoriscono soprattutto i redditi medio-bassi e si riducono progressivamente all’aumentare del reddito, fino ad azzerarsi oltre una certa soglia. Nel 2026, in linea generale, gli importi si calcolano così (da riproporzionare ai giorni di lavoro nell’anno):

  • Fino a 15.000 €: 1.955 € (con importo minimo non inferiore a 690 € o 1.380 € per i contratti a tempo determinato)
  • Tra 15.000 € e 28.000 €: 1.910 + 1.190 × (28.000 – reddito complessivo) / (28.000 – 15.000)
  • Tra 28.000 € e 50.000 €: 1.910 × (50.000 – reddito complessivo) / (50.000 – 28.000)
  • Oltre 50.000 €: non spetta la detrazione da lavoro dipendente

Detrazioni lavoro dipendente in busta paga: novità 2026

Con la Legge di Bilancio 2026, il sistema delle detrazioni da lavoro dipendente viene confermato nella sua struttura di base, con alcune precisazioni importanti che incidono sul calcolo dell’IRPEF e sul netto in busta paga.

Resta valida la no tax area per i lavoratori con reddito annuo fino a 8.500 euro, che risultano quindi non soggetti a IRPEF. Al di sotto dei 15.000 euro di reddito, continua ad applicarsi la detrazione massima da lavoro dipendente pari a 1.955 euro, mentre fino a 50.000 euro le detrazioni spettanti diminuiscono progressivamente in base allo scaglione IRPEF e al reddito complessivo.

Per poter usufruire delle detrazioni è necessario che le spese sostenute siano tracciabili, ossia effettuate tramite bonifico, carta o altri strumenti di pagamento elettronici. Fanno eccezione alcune voci, come spese mediche, dispositivi medici e prestazioni sanitarie, che restano detraibili anche se pagate in contanti.

Per quanto riguarda i figli a carico, nel 2026 continuano ad applicarsi le regole già in vigore:

  • le detrazioni IRPEF spettano solo per i figli di età pari o superiore a 21 anni;
  • per i figli minori di 21 anni, il sostegno economico è garantito esclusivamente tramite l’Assegno Unico Universale erogato dall’INPS;
  • le detrazioni per figli a carico si applicano fino ai 30 anni di età, senza limiti anagrafici nel caso di figli con disabilità riconosciuta ai sensi della Legge 104.

In sintesi, a condizione che il reddito complessivo non superi i 50.000 euro annui, è possibile accedere a diverse detrazioni, tra cui:

  • spese mediche e sanitarie;
  • spese veterinarie;
  • spese per il mantenimento dei figli fiscalmente a carico;
  • interessi passivi su mutuo per l’abitazione principale;
  • spese per il canone di affitto;
  • spese scolastiche e per l’asilo nido;
  • spese funerarie;
  • spese per l’assistenza ad anziani e persone con disabilità.

È importante ricordare che non tutte le spese sono detraibili al 100% e che limiti e percentuali variano in base alla tipologia di costo e al reddito del contribuente. Per una corretta compilazione del modello 730, è sempre consigliabile affidarsi a un commercialista o a un consulente fiscale.

Infine, un familiare (inclusi i figli) è considerato fiscalmente a carico se il suo reddito annuo non supera 2.949,51 euro lordi; per i figli di età non superiore a 24 anni, il limite è innalzato a 4.000 euro.

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Calcolo delle detrazioni per i dipendenti 2026

Come anticipato, nel 2026 il beneficio delle detrazioni dipende non solo dalle spese sostenute, ma soprattutto da come e quando vengono calcolate. Il punto chiave è che le detrazioni non agiscono tutte allo stesso modo e non vengono applicate tutte nello stesso momento.

Per orientarsi, è utile distinguere tra:

  • detrazioni “automatiche”, applicate direttamente in busta paga dal datore di lavoro (come la detrazione da lavoro dipendente);
  • detrazioni su spese, che vengono recuperate principalmente tramite la dichiarazione dei redditi.

Come procedere nel calcolo (esempio pratico)

Prendiamo il caso di un lavoratore con reddito complessivo pari a 24.000 euro.

1. Applicazione della detrazione da lavoro dipendente
In base al reddito complessivo, il datore di lavoro applica la detrazione da lavoro dipendente direttamente in busta paga nel corso dell’anno, con eventuale conguaglio a fine anno. L’importo effettivo può variare se il reddito cambia o se intervengono altri fattori (premi, straordinari, cambio di contratto).

2. Verifica delle spese detraibili sostenute
Parallelamente, il lavoratore deve verificare quali spese personali sostenute nel corso dell’anno danno diritto a una detrazione IRPEF. Questa fase è a carico del lavoratore e richiede la raccolta della documentazione necessaria.

3. Recupero delle detrazioni tramite modello 730
Le detrazioni relative alle spese (sanitarie, mutuo, affitto, istruzione, ecc.) vengono normalmente recuperate con il modello 730, che genera un credito o un debito d’imposta successivamente conguagliato in busta paga.

Il ruolo del datore di lavoro nel 2026

Il datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, applica le detrazioni spettanti sulla base delle informazioni disponibili e gestisce i conguagli fiscali. È quindi fondamentale che il lavoratore:

  • comunichi tempestivamente eventuali variazioni rilevanti (ad esempio familiari a carico o altri redditi);
  • verifichi i conguagli di fine anno e quelli derivanti dal 730, per evitare differenze inattese.

In sintesi, nel 2026 il corretto utilizzo delle detrazioni non dipende solo da quali spese si sostengono, ma da una gestione coordinata tra busta paga, dichiarazione dei redditi e aggiornamento dei dati fiscali.

Calcolo detrazioni lavoro dipendente 2026 esempio

Dopo aver visto cosa devono fare datore di lavoro e dipendente per gestire correttamente le detrazioni, vediamo ora un esempio pratico per capire come si traducono in concreto e quali vantaggi possono derivarne.

Prendiamo il caso di un lavoratore con reddito complessivo annuo pari a 24.000 euro che:

  • sta pagando un mutuo per la prima casa;
  • ha due figli che frequentano le scuole primarie e secondarie;
  • possiede un animale domestico;
  • effettua donazioni a scopo benefico.

Calcolo delle detrazioni

Nel 2026, con un reddito di 24.000 euro, il lavoratore rientra nella fascia compresa tra 15.000 e 28.000 euro. La detrazione da lavoro dipendente viene quindi calcolata applicando la formula prevista dalla normativa:

1.910 + 1.190 × (28.000 – reddito complessivo) / 13.000

L’importo effettivo viene applicato in busta paga dal datore di lavoro nel corso dell’anno, con eventuale conguaglio finale.

Detrazioni sulle spese

A questa detrazione “di base” si aggiungono le detrazioni relative alle spese sostenute, che nel 2026 possono includere, tra le più comuni:

  • il 19% degli interessi passivi versati sul mutuo per l’abitazione principale (entro il limite previsto dalla legge);
  • il 19% delle spese di istruzione sostenute per i figli;
  • il 19% delle spese per attività sportive dei figli nei limiti stabiliti;
  • il 19% delle spese sanitarie, al netto della franchigia prevista;
  • il 19% delle spese veterinarie, entro i limiti annuali;
  • le detrazioni o deduzioni previste per le erogazioni liberali a enti del Terzo Settore o soggetti ammessi.

Calcolo del totale

Una volta individuate tutte le spese detraibili e applicate le relative percentuali e limiti, l’importo complessivo delle detrazioni viene indicato nel quadro E del modello 730.
Il calcolo finale può essere effettuato da un CAF o da un commercialista, ma il lavoratore può anche procedere in autonomia. L’eventuale credito o debito d’imposta risultante viene poi conguagliato in busta paga dal datore di lavoro, che opera come sostituto d’imposta.

Detrazioni da lavoro dipendente 2026: adempimenti del datore di lavoro

Quanto visto finora interessa sia i lavoratori dipendenti, che hanno un chiaro interesse a ridurre l’IRPEF dovuta, sia i datori di lavoro che, in qualità di sostituti d’imposta, devono applicare correttamente le detrazioni in busta paga e gestire i relativi conguagli.

Come datore di lavoro, sei quindi tenuto ad applicare le detrazioni da lavoro dipendente e, quando spettanti, le detrazioni per carichi di famiglia, sulla base delle informazioni fornite dal lavoratore. Il dipendente, inoltre, dovrebbe segnalarti eventuali elementi che possono influire sul calcolo delle trattenute (ad esempio presenza di altri redditi o variazioni significative in corso d’anno).

Per questo, molte aziende utilizzano moduli cartacei o digitali per raccogliere e aggiornare i dati necessari, tra cui:

  • dati anagrafici e fiscali;
  • eventuali familiari fiscalmente a carico (e relative variazioni);
  • richieste di applicazione o aggiornamento delle detrazioni in busta paga;
  • informazioni utili ai conguagli (ad esempio presenza di altri redditi comunicati dal lavoratore).

È importante ricordare che le spese detraibili personali (sanitarie, mutuo, istruzione, ecc.) vengono in genere gestite tramite modello 730: il datore di lavoro interviene successivamente solo per effettuare il conguaglio in busta paga dell’eventuale credito o debito risultante dalla dichiarazione.

Detrazioni lavoro dipendente 2026 cosa cambia rispetto al 2025

La principale differenza tra il 2025 e il 2026 non riguarda l’introduzione di nuove regole, ma la conferma e l’applicazione strutturale del sistema di limitazione delle spese detraibili ai fini IRPEF, già introdotto nel 2025.

Anche nel 2026, infatti, l’ammontare massimo delle spese detraibili è determinato sulla base di due indicatori combinati:

  • un valore fisso, definito in funzione del reddito complessivo del contribuente;
  • un coefficiente correttivo, parametrato alla composizione del nucleo familiare.

Questo significa che il diritto alla detrazione e il suo importo non dipendono più esclusivamente dal reddito, ma tengono conto anche della situazione familiare, con l’obiettivo di rendere il sistema più equo.

Il coefficiente continua a essere calcolato come segue:

  • 0,50 se nel nucleo familiare non sono presenti figli fiscalmente a carico;
  • 0,70 se è presente un figlio fiscalmente a carico;
  • 0,85 se sono presenti due figli fiscalmente a carico;
  • 1,00 se sono presenti più di due figli oppure almeno un figlio con disabilità riconosciuta.

In sintesi, nel 2026 non cambia il meccanismo, ma diventa ancora più rilevante verificare correttamente reddito e composizione familiare, perché da questi elementi dipende il limite effettivo delle spese che possono essere portate in detrazione.

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Le continue novità introdotte, siamo sicuri, creano più di un problema ai responsabili HR. In particolare, chi si occupa dell’elaborazione delle buste paga, ogni anno, non solo deve assicurarsi che tutti i dipendenti inviino le detrazioni a cui possono accedere, ma anche effettuare calcoli complessi e stare attenti alle ultime disposizioni.

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Dopo anni di esperienza nel mondo dell'editoria digitale e delle start-up, attualmente vive a Barcellona, dove è copywriter per Factorial e crea contenuti per il mercato italiano. Appassionata di scrittura e letteratura, non potrebbe mai vivere senza viaggiare e senza il suo gatto.