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Great Resignation: che cos’è e qual è la situazione in Italia [+ Modello]

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7 minuti di lettura
Great Resignation: che cos'è e qual è la situazione in Italia

Cosa significa great resignation? Perché dovresti conoscere a fondo questo fenomeno?

Tutto è iniziato verso la metà dello scorso anno, negli Stati Uniti. Oltreoceano, quasi d’improvviso, le aziende hanno iniziato a notare un brusco aumento delle richieste di dimissioni da parte dei lavoratori. 

Nel solo 2021 ben 47,8 milioni di lavoratori subordinati negli USA hanno rassegnato le proprie dimissioni, nel solo marzo 2022 le richieste hanno toccato il picco arrivando a superare i 4,5 milioni. Si tratta di un fenomeno che preoccupa non poco le aziende, partito dagli Stati Uniti e in pochi mesi arrivato anche in Europa e in Italia. 

Nell’approfondimento di oggi analizziamo il fenomeno delle great resignation in Italia, conosciuto anche come “Big Quit” o le “Grandi Dimissioni”. 


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The Great Resignation: cos’è e traduzione 

Possiamo tradurre in italiano «The Great Resignation» come “Le Grandi Dimissioni”. Si tratta di un fenomeno che sta caratterizzando il mercato del lavoro in Italia praticamente dall’inizio del 2021 e riguarda principalmente i giovani lavoratori under 30, questi ultimi identificati come coloro appartenenti alla Generazione Z

I contratti di lavoro terminati per dimissioni volontarie, come confermato dall’ultimo Rapporto Annuale sulle Comunicazioni Obbligatorie, sono passati da circa 1.800.000 nel 2019 a oltre i 2.000.000 nel 2021. Se prendiamo come riferimento gli anni 2020 e 2021 è l’ultima relazione della Banca d’Italia a evidenziare un picco di dimissioni raggiunto e pari a 400.000 unità. 

Non tutti i settori sembrano colpiti allo stesso modo. Alcune aziende, almeno in Italia, non registrano anomalie nelle richieste di dimissioni, tante altre sì. A soffrire di più sembrano le organizzazioni operanti in settori quali: 

  • Marketing e Comunicazione 
  • Informatica 
  • Produzione di beni 

Mentre sembrano soffrire meno altri settori che comunque denunciano la difficoltà a reperire manodopera. In particolare, il settore delle costruzioni, della ristorazione e in generale del turismo.  

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👉 Oppure scopri qui come scrivere una lettera di licenziamento e cosa dice la legge.

«The Great Resignation» spiegata con il tunnel del San Gottardo

Il tunnel del Gottardo è una linea ferroviaria che collega la città di Lucerna con la città di Chiasso. Costruirla non è stato semplice per via dell’impervio territorio alpino. La storia di questa linea ferroviaria aiuta definitivamente a capire non solo il fenomeno delle Grandi Dimissioni ma anche l’importanza di stipulare accordi e contratti di lavoro che siano davvero vantaggiosi per tutte le parti coinvolte. 

La linea ferroviaria fu realizzata previo accordo tra le parti che prevedeva forti incentivi nel caso in cui il lavoro fosse stato completato prima del tempo e altrettanto forti penali nel caso in cui i lavori si fossero protratti nel tempo. 

Il risultato fu che l’azienda incaricata dei lavori, pur di evitare le penali, realizzò una ferrovia scomoda per i futuri passeggeri perché piena di curve e fu costretta anche a chiedere ai lavoratori uno sforzo sovrumano che comportò oltre 150 morti sul lavoro, molteplici feriti e conseguenti rivolte. Lo stesso titolare dei lavori fu schiacciato dall’ansia e dalle responsabilità tanto da morire d’infarto prim’ancora che i lavori fossero completati. 

La breve storia aiuta a riflettere sul fatto che proporre condizioni di lavoro svantaggiose per i lavoratori spesso crea situazioni al limite che favoriscono l’emergere di fenomeni come la great resignation. 

👉 Leggi l’articolo “Tipi di contratto di lavoro in Italia: la lista completa”.

👉 Oppure può interessarti questo articolo in cui ti spieghiamo cosa devi sapere sui contratti lavorativi.

Great Resignation boom o normalità? 

Come People Manager o datore di lavoro potrebbe preoccuparti sapere che è in atto un’ondata anomala di dimissioni. Tuttavia, il fenomeno è molto complesso e non è detto che possa coinvolgere la tua organizzazione. 

Fermo restando che elevati tassi di turnover in azienda sono indice di problematiche che andrebbero analizzate caso per caso, è bene inquadrare il fenomeno delle grandi dimissioni con il giusto spirito critico. 

Cerchiamo quindi di analizzare il fenomeno nel suo insieme, individuando le cause e le possibili soluzioni. 

💡 Può interessarti l’approfondimento “Riduci il tasso di turnover del personale con un software HR”.

Scarsa correlazione tra Great Resignation e pandemia  

Il primo mito da sfatare riguarda la presunta correlazione tra l’aumento delle dimissioni e la pandemia. Nonostante molti lavoratori abbiano avuto modo di pensare, o ripensare, alla propria situazione lavorativa, il Working Paper n. 6/2022 a cura del Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e del professore Ordinario del Dipartimento di Economia “Marco Biagi” Michele Tiraboschi, fa notare che i tassi di dimissioni in Italia sono in crescita da oltre 10 anni.  

Inoltre, bisogna evidenziare che le dimissioni vengono presentate da lavoratori che già hanno trovato una nuova occupazione o che comunque si mettono subito alla ricerca di un nuovo lavoro. 

Nuove esigenze dei lavoratori

La great resignation è da intendersi come un fenomeno nato da una serie di cambiamenti che stanno radicalmente cambiando il modo d’intendere il lavoro. In primo luogo, i lavoratori oggi tendono a cercare lavoro in quelle organizzazioni in grado di garantirgli un miglior wellbeing aziendale, o in altri termini un posto di lavoro che sì permetta di crescere professionalmente, ma anche, allo stesso tempo, tenga conto delle proprie necessità personali: 

👉 Leggi l’articolo “Wellbeing Aziendale: la nuova frontiera del benessere dei dipendenti”.

👉 Oppure “Benefit aziendali: le ultime tendenze e tutte le tipologie”.

👉 O infine “Lavoro da remoto: la guida definitiva per lavorare a distanza”.

Great Miss Match o Great Resignation 

Le grandi dimissioni reali o presunte tali si collocano in un mercato del lavoro che sta subendo grandi cambiamenti. Da un lato, infatti, ci sono i lavoratori che cercano una posizione lavorativa stabile ma che allo stesso tempo garantisca loro una gestione ottimale del tempo e che tenga conto delle proprie esigenze personali. 

Dall’altro non si può non evidenziare un altro fenomeno in atto: il great miss match. Per great miss match s’intende la difficoltà da parte delle aziende a trovare talenti con le giuste competenze e la giusta formazione. 

L’implicazione è che i lavoratori qualificati sono pochi e possono permettersi di cambiare spesso lavoro, almeno fin quando non trovano la migliore occupazione possibile. Un aspetto quest’ultimo che aumenta il numero di dimissioni. 

👉 Leggi l’articolo “Competenze professionali: scarica la “Ruota delle Competenze” e misurale”.

👉 Oppure “Performance management: come impatta i processi aziendali”.

Filosofia YOLO, startup e desiderio d’indipendenza

Rimanendo in tema di cambiamenti non si può comprendere appieno la great resignation senza tenere conto di altri fenomeni che spingono i lavoratori, tendenzialmente giovani e qualificati, a presentare la temuta lettera di dimissioni. 

Devi quindi considerare un altro fenomeno in atto, neanche a dirlo, partito dagli Stati Uniti. Si tratta della filosofia YOLO: you only live once, o in italiano: si vive una volta sola.  

Coloro che adottano questa filosofia sono giovani lavoratori pronti a scommettere sul loro futuro. Una scommessa che si traduce ad esempio in: preferire in lavoro autonomo al lavoro dipendente costituendo una propria startup o comunque aprendo una società da loro gestita. 

Questa tendenza è peraltro agevolata dallo Stato stesso, il quale da anni ormai incentiva la nascita di nuove organizzazioni innovative che possano spingere il Paese verso lo sviluppo tecnologico. A riprova di quanto appena detto ci sono report e relazioni divulgate dal Ministero dello Sviluppo Economico, i quali confermano il crescente numero di startup e PMI innovative in Italia.  

great resignation dimissioni

Great Resignation Italia: cosa puoi fare 

Ora che abbiamo inquadrato sotto più punti di vista la questione delle Grandi Dimissioni, non resta che capire come puoi gestire le risorse umane in maniera tale da non essere travolto da un’eccessiva richiesta di dimissioni da parte dei tuoi lavoratori. 

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Offri flessibilità 

Come evidenziato in precedenza per un lavoratore è oggi fondamentale avere la possibilità di gestire nella maniera più indipendente possibile la propria giornata e l’intera carriera lavorativa. Questo si traduce nel dare la possibilità ad esempio di: 

In altre parole, adottare le forme di lavoro ibrido, ascoltare e tenere presente le esigenze di ogni singolo lavoratore, offrire percorsi di crescita che non portino necessariamente il lavoratore a rinunciare alla possibilità di crearsi una famiglia e coltivare i propri hobby, è un passo da compiere per non essere coinvolto dal problema delle grandi dimissioni. 

👉 Leggi “Flessibilità lavorativa: tipologie, vantaggi e normativa 2022”.

Includi i lavoratori nei processi decisionali 

La vera sfida che ti trovi ad affrontare in questo particolare periodo storico consiste nel riuscire a trattenere i migliori talenti in azienda. Per questo motivo, la sola flessibilità potrebbe non bastare se non unita a ulteriori azioni volte a garantire il benessere dei dipendenti.

Prova a essere più inclusivo, ad esempio:  

  • Tieni conto delle esigenze di tutti quando elabori un piano ferie
  • Cura la fase di onboarding 
  • Garantisci opportunità di formazione 
  • Ascolta il parere dei dipendenti prima di prendere una decisione importante

👉 Oppure “Onboarding: guida completa e come digitalizzare il processo”.

Sii innovativo 

La tecnologia oggi può aiutarti in numerosi modi. Utilizzare software HR, abbracciare i progressi dell’automazione e in senso lato attuare politiche pensate per una rapida digitalizzazione non può che aiutarti a mantenere i migliori talenti in azienda. 

Delegare alla tecnologia le operazioni ripetitive permette di valorizzare realmente i lavoratori, esaltando le loro capacità e punti di forza. Si tratta di un passaggio ormai necessario da compiere e finalizzato ad abbandonare definitivamente quel residuo di concezione del lavoro e di produttività Settecentesca legata alle teorie di Adam Smith. 

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Promuovi l’inclusione 

Flessibilità, dialogo, innovazione e politiche inclusive. Agire su queste quattro macro aree significa limitare i tassi di turnover in azienda e di conseguenza le richieste di dimissioni. Per maggiore inclusione si intende attuare azioni che tengano conto e mirino a esaltare le diversità presenti in azienda

Ad esempio, garantire un’effettiva opportunità di carriera a tutti indipendentemente dal genere, aiuta a contrastare il gender gap, tenere conto delle diverse esigenze che ogni lavoratore può avere a seconda dell’età e non da ultimo considerare le diversità culturali, religiosi e dell’orientamento sessuale, sono tutte piccole grandi attenzioni che aiutano la tua azienda a progredire nel business e superare così indenne i cambiamenti in atto. 

👉 Leggi l’articolo sul Gender Gap nelle aziende e come puoi gestirlo al meglio.

👉 Oppure “Diversità e inclusione: come promuoverla in azienda a partire dal recruiting”.

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Great Resignation: le conclusioni 

In questo approfondimento abbiamo affrontato il tema della great resignation. L’obiettivo è stato duplice: da un lato di informare riguardo la presenza del fenomeno, dall’altro di evidenziare come politiche aziendali incentrate sulle reali esigenze dei lavoratori che tengano conto dei cambiamenti in atto, possono effettivamente aiutare e contrastare il fenomeno delle Grandi Dimissioni. 

In conclusione, la tua organizzazione oggi potrebbe avere una grande occasione. Quello che sembra un problema infatti potrebbe rivelarsi una possibile opportunità di crescita, per il tuo business e per i lavoratori che decideranno di seguirti.

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Nata a Firenze e laureata in Scienze Politiche (in particolare Comunicazione e Giornalismo) all’Università di Firenze. In Italia ha lavorato come giornalista ed ha collaborato con diversi siti web dedicati al mondo dell’attualità. Adesso vive a Barcellona ed è Content Marketing Specialist in Factorial e si occupa della creazione dei contenuti del mercato italiano. Il suo obiettivo è dare supporto, ispirazione e strumenti per far conoscere il mondo delle Risorse Umane e far crescere la community HR. Ama l’avventura, la natura, viaggiare e giocare a pallavolo.

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