Trascrizione
La sindrome dell'impostore Cavolo.Sindrome dell'impostore.
Come non cadere nella sua trappola?Penso che la sindrome dell'impostore sia qualcosa in cui tanto gli uomini quanto le donne ad un certo punto della loro carriera professionale o anche personale, possono essere caduti.
E, disgraziatamente, anche io ci sono cascata, non penso di dovermene vergognare e penso che sia qualcosa che vada normalizzato,soprattutto quando capisci che spesso si tratta di un problema di fiducia.
Cresci velocemente in una azienda, inizi a coprire posizioni di leadership e all'improvviso te ne rendi conto e ti fai moltissime domande:"Perché sono qui?" "Perché io?" "Che faccio di diverso io dai miei colleghi?" Ti giudichi da solo.
Non capisci realmente se vali quanto crede l'azienda credi di meritartelo e per quello ti stanno dando il posto.
E la vivi male.Però, credo che quando inizi ad avere fiducia in te stesso,perché riconosci di avere questo problema e inizi a lavorarci,quello che più mi aiuta è normalizzarlo.
E quando lo normalizzi, allora ti rendi veramente conto che puoi lavorarci.
Come leader , come reagisci quando i tuoi dipendenti si avvicinano a chiederti come possono superare la loro sindrome dell'impostore.
Quando capisco che uno dei miei dipendenti possa star soffrendo di questa sindrome dell'impostore, allora durante una conversazione,durante un one-on-one ed altro,cerco di spiegargli che anche io ne soffro o ne ho sofferto ad un certo punto.
E gli spiego che si tratta di qualcosa di normale e che devono credere in sé stessi, ma non devono vergognarsi.
Quindi, cerco in qualche modo di spiegargli ciò che a me è servito per normalizzarlo.
Cioè, faccio da esempio.È perfettamente normale arrivare a sentirsi così.
Allora, ne parlo con loro, provo a renderlo normale, gli ascolto,per non dirli solamente: "Non ti preoccupare".
Anche loro devono esprimere le loro emozioni, gli lascio il loro spazio affinché si esprimano, si sfoghino e Guarda, sto lavorando con loro su questa parte.È una delle cose che più mi piacciono.
Mi piace molto trattare con le persone mi piace prendermene cura e poterle aiutare.
Insomma, per me anche questo è salute mentale, e a me piace che si sentano bene.
