Trascrizione
Riconoscere la propria Kryptonite
Riconoscere la propria Kryptonite è fondamentale per formare la tua squadra.
Penso che questa sia realmente la parte fondamentale,perché, come ho già detto prima,il lavoro di squadra richiede tanto, se le persone sono coinvolte,e cercano oggettivamente nella vita quotidiana di contribuire con i propri valori, principi,che le persone devono avere, o che pensiamo che debbano avere,ma che in qualche modo si uniscano come squadra.
E penso che questo sia la parte più difficile per noi,perché molte volte dobbiamo fare una selezione,capire di quali persone abbiamo bisogno, nel momento in cui ne abbiamo bisogno,che è ciò che è importante per l'azienda, in fin dei conti, o per il progetto,però anche se queste persone riusciranno ad aggiungere qualcosa alla squadra.
Forse la parte più difficile è quando siamo in un processo di selezione ed in 45 minuti o un'ora dobbiamo conoscere la persona.
A questo punto, i miei colloqui sono già alla fase finale,in cui la persona ha già le competenze, l'esperienza,e le conoscenze necessarie per il posto,e questo è molto importante perché la mia squadra lo fa molto bene,la squadra di selezione ed altri membri della mia squadra che fanno il colloquio.
E quando arriva da me, devo fare una valutazione finale per capire se la persona, tra tutte le sue qualità,ed all'interno di quella che si identifica come la missione, in questo caso di Bolt,se all'interno della mia squadra, con le persone con cui lavorerà,andrà a condividere il nostro pensiero.
Perché le persone possono trovarsi in momenti diversi della loro carriera e per qualche motivo, nel nostro settore,la persona, per buona che sia, può non adattarsi.
Qui sta la grande sfida: riuscire, in quei 45 minuti,a capire se è la persona, e di che pasta è fatta.
E penso che in merito a questo posso solo raccontare che… termino tutti i miei colloqui, con una domanda,dico al candidato: "Se avessi la fortuna di giocare ad essere Dio,e se avessi la possibilità di dargli una qualità personale,quale sceglieresti e perché?" E normalmente rimangano spiazzati,perché sono pronti a rispondere ad ogni tipo di domanda,ma non sono molto preparati a parlare di sé stessi, alla fine, sta tutto lì.
E penso che sia fondamentale, perché è grazie a quella domanda e quella risposta che riusciamo a capire se tutto quello di cui si è parlato prima,sulla quotidianità,sull'ultima valutazione delle prestazioni,in cui la persona mostra un po' le sue difficoltà,le sue grandi vittorie, le sue sconfitte,se si conosce e se sa essere vulnerabile,fino ad ammettere che vorrebbe avere qualcosa e che questo la renderebbe più felice.
Perché alla fine, penso che sia questa capacità di riconoscerlo,sappiamo che arriveranno brutti momenti,perché non ci sono solo bei momenti, ed in quei brutti momenti,se questa persona riesce a capire esattamente dove ha bisogno di aiuto,riesco anch'io a capire dove posso aiutare questa persona.
Questa questione della leadership delle persone ha molto a che vedere con la capacità che abbiamo di,come leader, conoscere le persone e poterle aiutare.
Le persone non sono nate per lavorare,ma grazie al lavoro ottengono riconoscimenti, grandi successi,ed è grazie al lavoro che a volte riusciamo a fare delle cose che ci soddisfano davvero e che ci completano in un altro modo.
Per quello però, per come la vedo io, e penso che sia ciò che facilita,il riuscire a creare una dinamica in cui tutti,entro i limiti del possibile,condividiamo gli stessi valori.
E nel mio caso, sono solito dire che… l'impegno, l'onestà e la compassione non devono mai essere negoziabili.
Specialmente nei brutti momenti.Ci sono persone a cui risulta più difficile mostrarsi vulnerabili,ed altre a cui risulta più facile voler incentivare e motivare qualcuno,altre non tanto, sono più individualiste, sono meno predisposte per questo,e in un certo senso non è un male, perché queste caratteristiche sono più mirate,per cui possono insegnare a qualcuno a concentrarsi meglio.
Penso che sia questa la dinamica, capendo che dobbiamo inserire la persona nel miglior posto,perché essere adatti non ha a che vedere solo con l'azienda, ma pure con la persona:la persona deve venire a fare qualcosa che, in qualche modo, la completi,e riconoscere che ha le sue debolezze.ma questo non deve essere assolutamente una condizione necessaria per il successo.
Se realmente è stata creata questa dinamica e tutti siamo lì per aiutare.
