Trascrizione
L'IA non scrive al mio posto
Oh, l'uomo di latta, il robot.
Perché non permetteresti all'intelligenza artificiale di scrivere un email al posto tuo?
Dipende dal tipo di mail, dal contenuto.Sono un forte sostenitore di tutto ciò che è tecnologia, innovazione e futuro, un futuro che nel caso dell'intelligenza artificiale è presente.
Credo che ancora dobbiamo un pochino capire come gestirla.
Siamo un po' come dei bambini piccoli che ancora non abbiamo preso la giusta distanza e misura con un mondo che ci circonda, qualcosa di nuovo.
E l'intelligenza artificiale è un qualcosa di nuovo e che è già presente.
Credo che l'intelligenza artificiale, almeno ad oggi, possa aiutarci molto nel semplificare tanti processi, renderli più veloci, più semplici, più efficaci.
Abbiamo una conoscenza che diventa ancora più estesa, più vasta, la possibilità di un confronto molto più ampio e più rapido.
Ormai sono passati tre, quattro anni.Si cominciava a parlare di intelligenza artificiale nei processi.
Era uno spot, un modello di AI che scriveva una mail di ringraziamento al team, quindi con una forte componente, a mio avviso, emozionale, empatica,legata all'aspetto relazionale.
Inorridii, letteralmente, e questo credo faccia parte anche dello scegliere come impiegare, utilizzare l'AI.
Perché dico questo?Perché in realtà voglio tener per me tutta quella che è la parte di emozioni, quel bouquet di emozioni, di empatia, di relazione che ad oggi è stata dalla mia parte e mi ha portato fortuna nel gestire poi un team.
Perché credo che la differenza possiamo ancora farla proprio con questa parte più emotiva, relazionale.
Il visitare i vari country, stare a contatto col team, uno scambio che è uno scambio più profondo di una semplice mail.
Dopodiché l'AI è fondamentale, l'intelligenza artificiale è il futuro presente, ha un campo di applicazione illimitato oggi, ma ancor di più sarà in futuro.
Al momento la utilizziamo, la utilizziamo molto, per esempio in processi non tanto creativi.
Ripeto, la parte creativa mi piace tenerla un po' per me, per l'essere umano e le persone con cui lavoro, però poi per l'implementazione.
E quindi diventa sicuramente strumento utile per costruire, per l'automazione, per la raccolta di dati.
E se vuoi, anche per rendere misurabile un qualcosa di più etereo, impalpabile,legato a un mondo più emozionale di empatia.
Perché nel retail, nel lavoro che faccio, nel mio ruolo, quello che mi viene chiesto poi alla fine del mese, alla fine dell'anno,del semestre, sono dei numeri, dei dati, dei risultati che devono essere misurabili e quindi si tratta di costruire poi la giusta metrica, l'insieme di KPI, di parametri per misurare un risultato, misurare l'efficacia di un progetto, di un'attività.
Su questo l'AI credo possa aiutarci molto e ci stiamo lavorando in questo periodo,nel costruire questo sistema di misurazione di quello che può essere anche la piacevolezza di un'esperienza.
Posso misurare il numero di sessioni di formazioni, il numero di store coinvolti,il numero di installazioni di strutture che vengono effettuate all'interno degli store, dei negozi, ma come misuro l'efficacia di una formazione?
Credo sia riduttivo pensare solo a un numero che è quello del venduto e credo che l'AI in questo caso possa fornirci, aiutarci nel costruire un parametro di valutazione molto più ampio.
Credo sia una scelta anche dedicare quei 5, 10 minuti, mezz'ora al giorno alla parte più emozionale, più personale e sforzarsi anche ad ascoltare quello che abbiamo dentro per poi produrre e condividere le proprie emozioni con gli altri, non solo con i membri del team, ecco.
Credo che l'AI sia una bella sfida per tutti, anche da un punto di vista personale, di vita, di essere umano,perché ci mette di fronte a una ridefinizione di quelli che sono i momenti della nostra giornata, il tempo che dedichiamo alle diverse attività e quindi un pochino a, se vuoi, anche le priorità, le nostre priorità.
