Trascrizione
Partire dal "basso", con valore Forse è più facile, non lo so.
Oddio, il design non è proprio quello, però...Ma squilla anche? Oddio, pazzesco.
Bene.Perché iniziare come promoter ti dà un valore aggiunto?
Io nella mia vita ho fatto un po' di tutto, perché poi in realtà non sono uno che riesce a stare molto con le mani in mano.
E quindi sì, in realtà nella mia esperienza, proprio mentre studiavo gli ultimi due anni di studi di ingegneria, decisi di andare a vivere da solo, non volevo gravar troppo sulla mia famiglia e quindi iniziai a lavorare come promoter all'interno degli store otto ore al giorno.
Ma fu un'esperienza che mi ha arricchito moltissimo, super interessante, perché ti rendi conto veramente di quanto ognuno di noi sia unico e di quanto abbia necessità e bisogni personali unici nella loro espressione.
E mi ricordo che era l'epoca in cui poi esplodeva il mercato dei tablet e quindi veramente non riuscivo a star dietro a tutti i clienti che venivano a frotte, letteralmente a frotte, era il periodo poi di Natale.
Credo mi dia un valore aggiunto e penso parlino un pochino i risultati, perché è proprio sul campo che poi si consuma la battaglia o comunque si entra in scena.
Ecco, quello che dico sempre anche al team dei formatori,i trainer e i training manager e proprio analizziamo la parola training è l'allenamento.
Poi dopo scendiamo in campo.Cioè chi ci valuta, chi ci misura, non è il nostro manager, il nostro superiore, il nostro boss, è il cliente, è il cliente che poi ci dà la valutazione,il giudizio finale.
E credo che oggi sia molto importante, soprattutto nel mondo del retail, partire da quello che è lo step finale, ma il più importante, quindi la realtà del negozio.
Credo mi dia un valore aggiunto perché, e continuo a stimolare e supportare il team a tutti i livelli, a visitare gli store, a fare anche scambi tra venditori di diverse aree, perché solo così possiamo attivare quel processo creativo, ideativo, critico, che può portare poi a nuove idee e quindi innovazione.
Il processo è un po' disruptive, ma sono un po' così.
Quindi tendenzialmente questo è essere sempre molto attivi e portare novità.
Perché la differenza la facciamo con la storia che siamo in grado di raccontare.
E quindi per raccontare una bella storia bisogna leggere molti libri, bisogna visitare molti store, bisogna conoscere la realtà.
Altrimenti, anche qui, si rischia di ricadere in quello che è un racconto teorico di quella che è la realtà dello store senza poi realmente viverla.
Credo questo abbia fatto la differenza almeno nel mio percorso.
Solo il discorso dell'umiltà?Sì.Che comunque mi sembra che sia un tuo diktat un po'.
L'umiltà, assolutamente sì.Cioè il fatto comunque che sei stato sul campo,cioè il metterti nei panni di chi poi deve attuare la vendita è comunque un segno di umiltà.
E di supporto, di scolto e supporto, sì.Sì, credo anche che vivere il settore del retail, quindi poi questo percorso, questa carriera, passando attraverso le varie fasi a tutti i livelli, abbia in realtà accresciuto quello che è il mio aspetto, se vuoi, di umiltà, perché parti dallo store, parti dalla vendita, parti da condizioni contrattuali,se vuoi, molto diverse.
Parliamo anche di questo.Però è un lavoro che, partendo da quel punto, ti può arricchire molto, ti può far capire tanto, può tirar fuori anche se vuoi, può toccare tutta la parte di soft skills, di persona.
Mi ricordo il primo giorno in cui lavorai come promoter, ero estremamente timido, impaurito, impacciato.
E poi invece impari a costruire il racconto, impari a prendere, a mettere delle pause, della distanza con l'utente che entra in negozio e cominci a giocare, diventa una sfida, anche il ridurre, utilizzare le giuste tecniche, il giusto approccio le giuste soft skills per entrare in contatto e costruire una relazione.
Con tantissime persone sono rimasto, sono ancora in contatto nonostante siano passati anni.
E l'umiltà gioca un ruolo fondamentale perché credo sia molto importante ascoltare non solo l'utente ma chi poi è a contatto con il nostro utente, ovvero il venditore, il promoter, chi vive lo store quotidianamente, e fare in modo di rendere la loro attività sicuramente il più piacevole, ma sicuramente anche più facile possibile, andando a eliminare tanta burocrazia che fondamentalmente diventa un ostacolo e non permette questo processo,invece, se vuoi, più creativo di ascolto, di osservazione della realtà dello store,che è quello che invito a fare a tutti i membri del mio team.
Quindi sicuramente sì, l'umiltà è importante e fa parte un po' di quel saper fare, anche se vuoi quel mezzo passo indietro per poi fare un passo più grande in avanti una volta che ci sono le condizioni ideali, una volta che abbiamo creato le condizioni giuste per farlo.
