Trascrizione
Guidare squadre a 20 anni.Cavolo.Tu guidi squadre da quando avevi 20 anni, come hai imparato ad essere un buon capo?
Come ho imparato ad essere un buon capo?Ho iniziato da giovane nell'immobiliare, e subito sono stata messa a capo di squadre di vendita a 20, 21 anni, in un mondo in cui la media di età erano 35, 40 anni.
Ho iniziato nell'amministrazione.Allora, anche nell'amministrazione, si entrava un pochino più giovani.
Però chiaramente, sono passata subito ad essere il capo dopo aver passato ad essere un venditrice e a farlo bene, l'ho dimostrato.
E videro quelle capacità di guidare la squadra e da lì ho iniziato.
Dunque, quando sei giovane, io penso che si ha una leadership senza darsene conto, più autoritaria perché consideri che devi farti valere.
Io penso venga da un'insicurezza, per cui pensi:"Cosa posso insegnare io a queste persone che hanno più esperienza di vita rispetto a me,che hanno 35 o 40 anni?" E questa insicurezza, come manager in quel momento, come leader,perché sei più giovane e hai le tue insicurezze e pensi di valere meno,tirano fuori la tua parte autoritaria.
E questo penso succeda a moltissimi manager,perché a me è successo e te ne rendi conto.
Io, siccome, d'altra parte, gli sono stata molto vicina,cercavo di avvicinarmi alla squadra, di uscire con loro, guadagnarmi la fiducia.
E come posso guadagnare la fiducia?Beh, semplicemente scendendo in campo, a calciare la palla,come facevano loro.
Se dovevo salire al quinto piano senza ascensore,ci salivo con loro per acquisire l'immobile.
Se dopo dovevamo scendere un piano alla volta,appartamento per appartamento, per trovare quello giusto per la vendita, lo facevo.
Poi, nel mondo del tech,quando ho iniziato a reinventarmi,in nessun momento sono stata declassata per poi risalire.
In tutta la mia carriera professionale, penso che in ciascuna azienda in cui sono entrata,salvo le ultime due sono passata da capo a collaboratore individuale per poi tornare a fare il capo.
Penso che anche questo sia molto importante e ti aiuta a diventare un leader,perché maturi con gli anni come persona e impari cose che ti fanno anche imparare e disimparare.
E ti danno anche quella visibilità di cui l'azienda ha bisogno in quel momento e vedere come un po' alla volta puoi crescere.
Penso che la crescita venga un po' naturalmente e anche un po' dal punto di vista personale che per crescere non devi necessariamente stare sempre in alto e restarci,ma a volte ti devi abbassare, toccare il terreno,capire cosa sta succedendo in basso,per poter salire di nuovo.
