Trascrizione
Conversazioni scomode Ultima!
Quella di "Specialista di conversazioni scomode" è una voce essenziale nel curriculum?
Senza dubbio.Secondo me, affrontare conversazioni difficili è oggi una delle grandi sfide invisibili nelle aziende.
E non è solo una questione di comunicazione,è piuttosto la capacità di dire le cose nel modo giusto,garantendo uno spazio psicologicamente sicuro.
Perché questo avvenga, è necessario che le persone sentano di poter comunicare in modo trasparente e onesto,senza essere giudicate o penalizzate.
Se non c'è questo spazio sicuro,è difficile avere queste conversazioni.
Perché se non siamo tranquilli,attiviamo la zona posteriore del cervello, l'amigdala,che è responsabile della parte più instintiva e della protezione. In quei momenti cerchiamo quindi di proteggerci,che è molto utile se di fronte abbiamo un leone.
In quel caso, è necessario proteggersi.Oggi, però, non abbiamo leoni veri nella nostra quotidianità lavorativa.
Abbiamo altri tipi di leoni.Abbiamo agende piene di impegni,scadenze strettissime,valutazioni, e quindi,in questo contesto,e con l'amigdala attivata,è impossibile essere la miglior versione di noi stessi. Dobbiamo quindi fare in modo di avere uno spazio psicologicamente sicuro per attivare la corteccia prefrontale,che è responsabile dell'attivazione delle funzioni esecutive.
Possiamo, così, risolvere problemi,prendere decisioni, connettere,comunicare,per avere la possibilità di svolgere al meglio le nostre funzioni e avere conversazioni profonde,difficili, anche se scomode.
Mi viene in mente un momento preciso della mia carriera,in cui ho dovuto mantenere una conversazione molto scomoda.
Era il periodo in cui decisi di cambiare carriera, settore, industria,metodi di lavoro, tutto.
Mi resi conto che qualcosa non funzionava,che non ero al massimo delle energie,non mi sentivo pienamente realizzata,e avevo la percezione che nemmeno il mio rendimento fosse al livello che volevo.
All'inizio, ebbi l'impulso di dire:"Ok, non ascoltare queste voci,continua a lavorare e ignorale". Fino a quando ignorarle divenne impossibile.
A quel punto, ebbi il coraggio di parlare con la mia responsabile,e di comunicarle in modo trasparente quello che mi succedeva.
Ebbi la fortuna di trovare, dall'altra parte,una leader capace di farmi domande senza giudicare,di aiutarmi a trovare le mie risposte e soprattutto,capace di fare piccole cose che mi facevano stare meglio.
Fu molto importante poter distinguere la mia percezione dalla realtà,perché quando andiamo in fissa con qualcosa,diventa più difficile essere lucidi e prendere decisioni sensate.
Intervennero, quindi, due fattori fondamentali: da una lato, la mia vulnerabilità,che mi portò ad alzare la mano,chiedere aiuto ed essere trasparente,ma dall'altro, la fortuna di trovare una leader umana, empatica,,che mi aiutò a risolvere il problema.
La lezione che ho imparato, quindi,è che uno spazio psicologicamente sicuro lo costruiscono non solo i leader,ma anche le vulnerabilità dei collaboratori.
Ovviamente, anche le aziende hanno un ruolo fondamentale nell'aiutare i manager ad avere queste conversazioni scomode, spesso molto difficili.
Credo che la difficoltà non derivi dalla poca volontà dei leader di affrontare queste conversazioni.
Deriva piuttosto dalla paura di rovinare il rapporto di lavoro, di ferire l'altro,di danneggiarlo, in qualche modo,o di demotivarlo.
Spesso, quindi, preferiamo il silenzio,o diamo solo feedback positivi.
Il silenzio, tuttavia,anche se tenuto a fin di bene,può bloccare la crescita delle persone,dei team e dell'azienda.È importante che le aziende forniscano ai manager degli strumenti che permettano loro di mantenere queste conversazioni scomode,per fare in modo che anche i dipendenti sentano di poter affrontare temi difficili e possano arrivare più in profondità nelle conversazioni, per poter crescere all'interno dell'azienda.
