Trascrizione
Comunicazione con le diverse generazioni
Dalla generazione Z al dipendente più esperto, come trovare la comunicazione adatta a tutti?
Questo è un tema che noi ci siamo trovati ad affrontare abbastanza recentemente.
Emirates è un'azienda dove la gente fortunatamente rimane tanto.
Quindi ho alcuni dipendenti che sono in forza dal giorno uno, cioè dal 1992.
Quindi persone che adesso non sono lontane dalla pensione.
L'azienda però con gli anni è cresciuta e quindi io al mio interno al momento ho almeno tre generazioni, forse anche quattro, se considero gli ultimi ragazzi che sono entrati.
Quindi mentre fino a un certo punto la questione non esisteva,da qualche anno la questione si è posta in maniera molto importante.
Il primo passo che abbiamo fatto, e riprendo un tema di cui abbiamo già parlato, è il fatto che ce ne siamo accorti, che non è stato così immediato,perché come ci siamo detti, quando tutto funziona è più facile non accorgersi di quello che cambia.
In realtà ad un certo punto ci siamo accorti e abbiamo preso consapevolezza di questa cosa.
Ci siamo appunto ritrovati dalle tre alle quattro generazioni con evidenti discrepanze in termini di modus operandi, di tempistiche, di velocità nell'esecutione, di modi diversi di fare le stesse cose che erano state fatte sempre allo stesso modo fino a un certo punto.
Quindi in realtà quello che abbiamo fatto è adattare, dove possibile,i nostri sistemi alle varie generazioni.
Cioè mentre prima c'era un unico modo di comunicare o/e di fare formazione,abbiamo dovuto prevedere sistemi diversi che riuscissero a toccare un po' le corde,non dico di ciascuno, ma di tipologie di generazioni diverse.
La formazione, ad esempio, è cambiata tantissimo.
I nostri sistemi sono cambiati tantissimo, sono rimasti sistemi per una parte molto tradizionali per chi ama la formazione tradizionale.
Per chi non la ama, ci sono le pillole formative, ci sono una formazione con gamification, c'è una formazione esterna.
Abbiamo dato strumenti diversi che potevano essere utilizzati da generazioni diverse, pur ottenendo lo stesso risultato.
C'è la stessa cosa per la parte di comunicazione.
Abbiamo dovuto prevedere canali diversi per cercare di raggiungere tutti allo stesso modo.
Banalmente una persona della mia età, perché io sono vicino ai 49, ama ancora la mail, quindi si mette lì, legge tutto quanto, raccoglie le informazioni.
Se io mando una mail che richiede 20 minuti di lettura ad un ragazzo di vent'anni, alla seconda riga mi molla, chiaramente.
Quindi le informazioni devono girare in maniera più veloce, devono essere facilmente reperibili, devono essere condivise.
Anche l'implementazione di un social interno che permettesse la circolazione delle informazioni in maniera rapida, veloce, immediata è stato un passo che abbiamo fatto.
Devo dire che in questo la mia azienda rimane molto aperta, nel senso che a noi viene chiesto un feedback continuo, in particolare rispetto alla comunicazione, perché Dubai recepisce tutti questi input e si attiva per modificare, cambiare, implementare, eccetera.
Quindi noi ogni anno in realtà abbiamo qualche novità basata, e questa è una cosa molto positiva, credo, sulle indicazioni che sono arrivate dalla base, in questo caso da noi, dalle Outstation Head Office.
E questo ci permette di mandare dei messaggi sempre più mirati, sempre più aggiornati rispetto al cambiamento generazionale che noi abbiamo in azienda.
Quindi è sicuramente un tema ed evidentemente è qualcosa che non finisce mai, perché il cambio generazionale continua, le modalità di comunicazione cambiano in continuazione.
Quindi la cosa buona è l'apertura mentale della mia azienda a recepire qualsiasi cosa di nuovo e di buono da questo punto di vista.
Altra cosa che come HR siamo incentivati a fare è quella di favorire l'integrazione tra le varie generazioni, non fare in modo che ogni generazione lavori di per sé, ma che ci siano competenze che in qualche modo girano.
Io ho la fortuna di avere persone tecnicamente molto esperte, che hanno delle grandi competenze perché sono in azienda da 30 anni o nel settore da 30 anni, che quindi insegnano con la loro modalità alle nuove generazioni le quali recepiscono e producono degli input con la loro modalità.
E questa cosa ci aiuta molto perché banalmente nei progetti interni noi cerchiamo sempre di mescolare, nel senso buono, generazioni diverse, in modo tale che esca un po' il meglio di ciascuno.
E in questo caso sia il management sia HR hanno un ruolo importante di facilitatore del processo.
Quindi io raramente entro nei progetti che parlano di cose estremamente tecniche, no?
Però il mio ruolo è quello di mettere insieme persone che abbiano delle skill particolari in modo tale che ciascuno possa portare quello che di buono sa.È evidentemente un processo che deve essere monitorato, i cui risultati devono essere condivisi, analizzati, messi a disposizione.
Però devo dire che l'importante è creare lo spazio per ciascuno perché si possa esprimere nel miglior modo in cui può farlo.
E questo credo che sia bello, insomma.Quindi il cuore direi che ci sta proprio su questa domanda finale.
Già, perfetto.Il cuore, conclusione. Esatto.Credo non ci sia più nulla.
